Frasi su effigie


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Eduardo De Filippo 22
drammaturgo, attore e regista italiano 1900 – 1984
„C'aggi' 'a fa'? Tu saie tutto... Saie pure pecchè me trovo int' 'o peccato. C'aggi' 'a fa'? » Ma essa zitto, nun rispunneva. (Eccitata) «E accussì ffaie, è ove'? Cchiù nun parle e cchiù 'a gente te crede?... Sto parlanno cu' te! (Con arroganza vibrante) Rispunne!». (Rifacendo macchinalmente il tono di voce di qualcuno a lei sconosciuto che, in quel momento, parlò da ignota provenienza) «'E figlie so' ffiglie!». Me gelaie. Rummanette accussì, ferma. (S'irrigidisce fissando l'effige immaginaria) Forse si m'avutavo avarria visto o capito 'a do' veneva 'a voce: 'a dint' a na casa c' 'o balcone apierto, d' 'o vico appriesso, 'a copp' a na fenesta... Ma penzaie: «E pecchè proprio a chistu mumento? Che ne sape 'a ggente d' 'e fatte mieie? E' stata Essa, allora... È stata 'a Madonna! S'è vista affrontata a tu per tu, e ha vuluto parlà... Ma, allora, 'a Madonna pe' parlà se serve 'e nuie... E quanno m'hanno ditto: "Ti togli il pensiero!", è stata pur'essa ca m' 'ha ditto, pe' me mettere 'a prova!... E nun saccio si fuie io o 'a Madonna d' 'e rrose ca facette c' 'a capa accussì! (Fa un cenno col capo come dire: "Si, hai compreso") 'E figlie so' ffiglie!» E giuraie.“

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Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Contrordine frontagni! La frase pubblicata nell'Unità: "Tutti i compagni devono portare al callo il fazzoletto con l'effigie di Garibaldi", contiene un errore di stampa, e pertanto va letta: "Tutti i compagni devono portare al collo il fazzoletto con l'effigie di Garibaldi".“ dal Candido, 11 aprile 1948


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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„E partiva il mercenario con un figlio da sfamare | e un nemico a cui sparare. | E partiva il mercenario verso una crociata nuova | per difendere un effigie e per amare ancora Bice.“ da E cantava le canzoni, lato B, n.º 1

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James Frazer 22
antropologo e storico delle religioni scozzese 1854 – 1941
„Gli Indiani del Perù modellavano delle immagini di grasso misto di grano che imitavano la persona odiata e bruciavano quindi l'effigie sulla strada dove la vittima doveva passare. E chiamavano ciò bruciare l'anima sua.“ p. 50

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Antonin Artaud 60
commediografo, attore teatrale e scrittore francese 1896 – 1948
„Il paese dei Tarahumara è pieno di segni, di forme, d'effigi naturali, che non sembrano affatto nati dal caso, come se gli dèi, che qui si sentono ovunque, avessero voluto significare i loro poteri con queste strane firme in cui è la figura dell'uomo a venir perseguita da ogni parte.“

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Valerio Evangelisti 22
scrittore italiano 1952
„Chi guarda, oggi, effigi di uomini baffuti e barbuti che, in pose plastiche, puntano la baionetta o, se di rango, fissano da cavallo un destino lontano? Questi simulacri ci circondano quotidianamente, eppure non li vediamo nemmeno. Il Risorgimento ha subito la stessa sorte. È onnipresente, eppure non esiste. Non ci dà né stimoli né riflessioni.“ p. 13

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Quando abbiamo superato una certa età, l'anima del bambino che siamo stati e l'anima dei morti da cui siamo usciti vengono a gettarci a piene mani le loro ricchezze e i loro sortilegi, chiedendo di cooperare ai nuovi sentimenti che proviamo e nei quali, cancellando la loro antica effigie, li rifondiamo in una creazione originale. [... ] Dobbiamo ricevere, dopo una certa ora, tutti i nostri parenti arrivati da tanto lontano e radunatisi intorno a noi.“ 1990, p. 1683

Johnny Hart 8
fumettista statunitense 1931 – 2007
„[Thor sta scolpendo in un masso l'effigie di Peter, quando B. C. si complimenta con l'artista. ]
B. C. : La somiglianza con Peter è straordinaria. Si può sapere come fai?.
Thor : Semplice! Prendi un masso qualsiasi, poi, con lo scalpello, togli via tutto quello che non assomiglia a Peter.
(da L'antichissimo mondo di B. C. delle edizioni Mondadori, registrato nel 1968)“
Nota: c'é un nesso con la poetica di Michelangelo Buonarroti, il quale sostiene che il compito dello scultore sia di liberare dalla pietra le figure che vi sono intrappolate.


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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„Nel vedere le molte lapidi sepolcrali, logorate dai piedi di chi va in chiesa, le stesse chiese crollate sopra le tombe, la vita dopo la morte può per sempre apparirci come una seconda vita, nella quale si entra soltanto in effigie, nell'epigrafe, in cui si sosta più a lungo che nella vera vita vissuta. Ma anche questa immagine, questa seconda esistenza, si spegne prima o dopo. Il tempo non si lascia privare del suo diritto né sugli uomini, né sui monumenti.“

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Amor, per cui tant'alto il ver discerno, | Ch'apre le porte di diamante e nere, | Per gli occhi entra il mio nume; e per vedere | Nasce, vive, si nutre, ha regno eterno. | Fa scorger quant' ha il ciel terr'ed inferno, | Fa presente d'absenti effigie vere, | Repiglia forze, e, trando dritto, fere, | E impiaga sempre il cor, scuopre ogn'intero. | O dunque, volgo vile, al vero attendi, | Porgi l'orecchio al mio dir non fallace, | Apri, apri, se può, gli occhi, insano e bieco. | Fanciullo il credi, perché poco intendi; | Perché ratto ti cangi, ei par fugace; | Per esser orbo tu, lo chiami cieco.“ dal sonetto anteposto ai dialoghi

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Dan Brown 75
scrittore statunitense 1964
„Mentre il sole si alzava su Washington, Langdon rivolse lo sguardo al cielo, dove le ultime stelle andavano sbiadendo. Rifletté sulla scienza, sulla fede e sull'uomo. Rifletté su come tutte le culture, in tutti i paesi del mondo e in tutte le epoche, avessero sempre avuto un punto in comune. Tutti abbiamo avuto il Creatore. Abbiamo usato nomi diversi, effigi diverse e preghiere diverse, ma Dio è sempre stato la costante universale per l'uomo. È il simbolo che tutti noi abbiamo condiviso... il simbolo di tutti i misteri della vita che non potevamo capire. Gli antichi lo pregavano come simbolo del nostro illimitato potenziale umano, ma nel tempo quell'antico simbolo è andato perduto. Fino a quel momento.“

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Alain de Benoist 11
scrittore francese 1943
„Ma non ci si occupa solamente dei vivi. Si fanno anche processi ai morti. Si rilegge l'intera storia sul registro dell'anacronismo, passando le opere del passato al vaglio delle idee che oggi sono di moda, senza tener conto dell'epoca né del contesto. Di volta in volta, Georges Bataille, Andrè Gide, George Orwell, Alexis Carrel, Ernest Renan, Georges Burqèzil, Emile Cioran, Mircea Eliade, Jean Genet, Antonin Artaud, Lèo Malet, Ezra Pound, Paul Morand, Colette, Baudelaire, Hemingway, Vladimir Nabokov, Montheriant, Carl Schmitt, Jack London, Marguerite Yourcenar, Heidegger, e persino Shakespeare, Voltaire, Balzac o Dostojevskij, per citarne disordinatamente solo alcuni, si vedono convocare a titolo postumo dinanzi a tribunali di carta che pretendono di operare una revisione della loro posizione nel mondo letterario o nella storia delle idee il che permette di togliere i loro nomi dalle targhe stradali o dalle facciate degli istituti scolastici a loro intitolati. L'epurazione del 1945 non è stata sufficiente. Le si aggiunge ogni giorno un post scriptum rifacendo il processo a Cèline o trasformando Carrel in "precursore delle camere a gas", mentre ci sono avversari della pena di morte che esprimono pubblicamente il rimpianto di non poter fucilare Brasillach una seconda volta. Non si è del resto vista di recente la Banca di Francia rinunciare a raffigurare su una banconota l'effigie dei fratelli Lumiére, inventori del cinema, perché costoro avevano sostenuto il governo di Vichy – e questo nello stesso momento in cui all'Eliseo sedeva un uomo [Mitterrand, ndt] a suo tempo decorato dell'ordine della Francisque [istituito da Pètain per ricompensare chi aveva ben meritato ai suoi occhi, ndt]?“ da "Pensiero unico e censura", "Diorama letterario", gennaio 1998


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Albert Einstein 603
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Dovunque vada dovunque scappo | sempre di me trovo un ritratto | sulla parete, la scrivania | intorno al collo, effige mia. || Uomini e donne con strano svago | mi implorano: «La sua firma, prego». | Ognuno esige uno scarabocchio | da questo eruditissimo marmocchio. || Talvolta in mezzo a questo godimento | son perplesso delle cose che sento, | e mi chiedo stropicciandomi gli occhi, | sono io pazzo o sono loro sciocchi?“ p. 68

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Abraham Yehoshua 17
scrittore e drammaturgo israeliano 1936
„Se siete indecisi se adagiarla sul suo letto d'infanzia o in chiesa, e temete di pregare accanto a una salma che non è statua né effige, collocatela nel frattempo nella scuola in cui ha studiato da bambina perché quello è il luogo in cui tutti attendono la propria madre.“ libro Il responsabile delle risorse umane: Passione in tre atti

Giovita Scalvini 7
scrittore, poeta e patriota italiano 1791 – 1843
„Allora che l'arte è interprete della mente generale, ogni età diversa si effigia in una forma diversa, che a grado a grado è recata a perfezione da molte singole menti: poiché non è dato ad un sol uomo di cominciare a compiere ei solo veruna cosa, che debba essere eredità dell'intero umano genere. Allora vi è, per così dire, una poetica per tutti, non iscritta, ma vivente nella ragion dei tempi e delle cose; ed è veduto, bellissimo, il consorzio della libertà dell'ingegno particolare con la necessità di una forma e di un intelletto comune.“ p. 211; in 1973, p. 149

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Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„[Su Dante] Questa sua opera, indivisibile dalla sua singola divina missione e dalla sua esistenza scalpellata a effige ammonitrice, egli l'ha sentita come una cavalcata avventurosa verso il nuovo e l'inesplorato.“