Frasi su epoca


Massimiliano Alto 10
attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano 1973
„Personaggi non fatti... di quelli odierni nessuno, ma all'epoca Alex di Arancia meccanica.“

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Papa Giovanni XXIII 67
261° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1881 – 1963
„La nostra epoca è percorsa e penetrata da errori radicali, è straziata e sconvolta da disordini profondi: però è pure un'epoca nella quale si aprono allo slancio della Chiesa possibilità immense di bene.“


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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„Possiamo profetizzare che, a meno di essere imbrigliata e addomesticata, la nostra globalizzazione negativa, che oscilla tra il togliere la sicurezza a chi è libero e offrire sicurezza sotto forma di illibertà, renderà la catastrofe ineluttabile. Se non si formula questa profezia, e se non la si prende sul serio, l'umanità ha poche speranza di renderla evitabile. L'unico modo davvero promettente di iniziare una terapia contro la crescente paura che finisce per renderci invalidi è reciderne le radici: poiché l'unico modo davvero promettente di continuarla richiede che si affronti il compito di recidere quelle radici. Il secolo che viene può essere un'epoca di catastrofe definitiva. O può essere un'epoca in cui si stringerà e si darà vita a un nuovo patto tra intellettuali e popolo, inteso ormai come umanità. Speriamo di poter ancora scegliere tra questi due futuri.“ Conclusione: p. 220

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Umberto Galimberti 104
filosofo e psicoanalista italiano 1942
„Nessuna epoca storica, per quanto assolutistica o dittatoriale, ha conosciuto un simile processo di massificazione, perché nessun sovrano assoluto e nessun dittatore era in grado di creare un sistema di condizioni d'esistenza tali dove l'omologazione fosse l'unica possibilità di vita.“

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John Waters 31
regista, sceneggiatore e scrittore statunitense 1946
„In questa nostra epoca incredula come poche altre, in cui una falsa forma di ragione ha tagliato fuori la nostra cultura dal significato di molto di ciò che è evidente, l'importanza di Tommaso l'incredulo è tale da poter essere eletto a patrono della cultura odierna, contrassegnata dal secolarismo e dal suo relativismo, dal suo concetto ridotto di ragione e dalla sua tendenza al pessimismo come prima risposta di fronte alla realtà.“

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Karl Marx 139
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Nelle crisi scoppia una epidemia sociale che in ogni altra epoca sarebbe apparsa un controsenso: l'epidemia della sovrapproduzione.“

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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965
„Gerarda (parlando di Nando): È un innovatore dell'approccio: saluta in modo inedito.
Voce fuori campo: Gerarda in amore si dimostrava più sfortunata della madre, poiché Nando, bello di barba e portamento, era in realtà uno sporco nostalgico; ed il suo saluto, un rimpianto del tempo che fu.
Nando: All'epoca, come si stava meglio... Il '51, ah, che annata!... no, no, il passato è bello, il passato è il mio bastone... non manco di nulla.“

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Eduardo De Filippo 22
drammaturgo, attore e regista italiano 1900 – 1984
„Quand'ero piccolo amavo i vecchi, poi a un'età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano. E in quell'epoca i vecchi erano più altruisti. Mi ricordo un particolare: non vedevo l'ora di diventare vecchio.“


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Lenin 61
rivoluzionario e politico russo 1870 – 1924
„Il partito è la mente, l'onore e la coscienza della nostra epoca.“

„La nostra epoca ha questo di buono, che è riuscita a conciliare Don Chisciotte con i mulini a vento.“ in frontespizio al primo atto, p. 13

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Andrea Camilleri 124
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885
„Sapete chi era Aspasia, signore?... Quantunque ella vivesse in un'epoca in cui le donne non avevano ancora un'anima, era un'anima; un'anima color rosa e porpora, più ardente del fuoco, più fresca dell'aurora. Aspasia era creatura in cui i due estremi della donna s'univano; era la prostituta dea. Socrate più Manon Lescaut. Aspasia fu creata nel caso fosse necessitata una meretrice a Prometeo.“ vol. I, 1862, p. 179


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Régine Pernoud 28
storica francese 1909 – 1998
„[Il Medioevo] Era un tempo che aveva un senso della vita, radicato nel cristianesimo, che noi oggi riusciamo a stento a capire: pensi che in tutto il millennio abbiamo un solo caso di suicidio documentato; il suicidio era praticamente sconosciuto. Un'epoca che pone al suo vertice come ideale il cavaliere, la cui dote essenziale è la generosità, non poteva essere un'epoca sordida.“

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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„Tutti i punti di riferimento che davano solidità al mondo e favorivano la logica nella selezione delle strategie di vita (i posti di lavoro, le capacità, i legami personali, i modelli di convenienza e decoro, i concetti di salute e malattia, i valori che si pensava andassero coltivati e i modi collaudati per farlo), tutti questi e molti altri punti di riferimento un tempo stabili sembrano in piena trasformazione. Si ha la sensazione che vengano giocati molti giochi contemporaneamente, e che durante il gioco cambino le regole di ciascuno. Questa nostra epoca eccelle nello smantellare le strutture e nel liquefare i modelli, ogni tipo di struttura e ogni tipo di modello, con casualità e senza preavviso.“ L'istruzione nell'età postmoderna: p. 159

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Carl Sagan 57
astronomo e scrittore statunitense 1934 – 1996
„In una società impregnata di tecnologia come la nostra, ma sempre più assediata da nuovi profeti, impeti di irrazionalità e falsa ricerca del meraviglioso, allontanarsi dalla scienza o permettere che venga demonizzata, significa in realtà consegnarci ai veri demoni: l'irrazionalità, la superstizione, il pregiudizio, ed entrare in un'epoca di nuovo oscurantismo.“

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Quando avevo diciott'anni, venne un tale a intervistarmi e io lo trovai antipatico. Mi domandò quali fossero i miei autori preferiti e io, per togliermelo di torno, risposi: Topolino, Nembo Kid, Mandrake. Allora tutti capirono tutto e spiegarono che ero un'ignorante, una infantiloide, quasi una deficiente. Perciò replicai che, nella vita, mi era capitato anche di leggere qualche libro e saltò subito fuori che mi consumavo su Proust, Kafka, Garcia Lorca. Io non vedo davvero quale grande importanza debbano avere le mie letture. Tutti quelli che vengono da me mi domndano: che cosa legge? Ho sempre letto poco perché avevo poco tempo. E allora? Mi piacevano, e mi piacciono, i personaggi di Walt Disney perché li trovo favolosi e riposanti. Sono da biasimare se non voglio sentirmi angosciata, se non voglio immedesimarmi in altri problemi e altre grane?“ da Ecco Mina ai raggi X, Epoca, 7 ottobre 1966