Frasi su etrusco


Werner Keller 2
scrittore e saggista tedesco 1909 – 1980
„Furono gli etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d'Italia un'alta civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell'Europa. Furono gli etruschi che, partecipi dell'eredità dell'antico Oriente con la sua avanzata civiltà, la trasferirono sul suolo dell'Occidente europeo.“ da Civiltà etrusca, Garzanti, Milano 1999

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Giorgio Bassani 95
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„Si capisce», rispose. «I morti da poco sono più vicini a noi, e appunto per questo gli vogliamo più bene. Gli etruschi, vedi, è tanto tempo che sono morti» – e di nuovo stava raccontando una favola –, «che è come se non siano mai vissuti, come se siano sempre stati morti».
[... ] toccò a Giannina impartire la sua lezione.
«Però adesso che dici così», proferì dolcemente, «mi fai pensare che anche gli etruschi sono vissuti, invece, e voglio bene anche a loro come a tutti gli altri».“ prologo


Carlo Arduini 4
patriota italiano 1815 – 1881
„La nazionalità italiana fu vera e feconda, perché basata su la federazione italo-etrusca, e questa avente per norma la civiltà, il lavoro, l'industria, e il commercio, unico legame dei sentimenti e dei rapporti internazionali.“

Werner Keller 2
scrittore e saggista tedesco 1909 – 1980
„Non v'è popolo europeo che sia stato maltrattato quanto gli etruschi; non c'è popolo, la cui identità sia stata così sistematicamente distrutta. Quasi come se la posterità si sia ripromessa di spegnere ogni traccia del ricordo di una nazione che un tempo scrisse, con la sua azione pionieristica, il primo grande capitolo della storia dell'occidente.“ da Civiltà etrusca, Garzanti, Milano 1999

Jacques Heurgon 1
latinista francese 1903 – 1995
„È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a. C. e nel XV d. C., pressoché la stessa regione dell'Italia centrale, l'Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana.“ da Vita quotidiana degli etruschi

Carlo Arduini 4
patriota italiano 1815 – 1881
„Una sola cosa Roma non volle prendere dalla civiltà italo-etrusca, il lavoro, l'industria, e il commercio. Perché? Perché ella voleva essere, come le riusci, città totalmente militare e giuridica, la città della conquista e del fisco.“ p. 153

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Luciano Bianciardi 30
scrittore, saggista e giornalista italiano 1922 – 1971
„Gli etruschi? Ma gli etruschi non sono mai esistiti. Voi vi chiedete da dove sono venuti, se dal continente, o dall'Asia Minore, o dall'America; avanzate anche l'ipotesi che siano sempre stati qui. Ebbene, avete tutti ragione e tutti torto, cioè vi ponete un problema che non ha senso. Avrebbe senso chiedersi da dove sono venuti i piemontesi, o i toscani, o i milanesi? Non esistono popoli che, tutti d'accordo, un bel giorno prendono il mare (dove trovano tante navi, oltre tutto?) e se ne vanno altrove.“ da Il lavoro culturale, p. 12

Giuseppe Maffei 15
pittore e architetto, storico e critico letterario italiano. 1821 – 1901
„Il Denina non vive nella ricordanza dei dotti italiani, che per mezzo delle sue Rivoluzioni d'Italia, in cui cominciando dagli Etruschi, e passando poi ai Romani, viene sottilmente investigando le cagioni della loro grandezza e decadenza; indi tratta dell'invasione dei barbari, del sistema feudale e canonico, delle repubbliche dei bassi tempi e del risorgimento della potenza italiana.“ Vol. III, p. 24


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Gian Biagio Conte 4
latinista italiano 1941
„[A Livio Andronico, Odusia, 1 Morel] Il verso, verosimilmente l'incipit del poema, è la dotta e raffinata trasposizione nella lingua e nella cultura di Roma del celebre inizio dell'Odissea: àndra moi ènnepe, Moûsa (leggi Musa), polỳtropon. Il verbo inseco, raro e arcaico (qui imperativo), ha la stessa radice del verbo greco (a anche ad esempio dell'inglese to say e del tedesco sagen, «dire»); versutum è parzialmente un calco su polỳtropon (verto / verso = greco trèpō / tròpos); la Musa greca è romanizzata in Camena (le Camenae o Casmenae, antiche divinità latine delle fonti, furono assimilate alle Muse per la consonanza del nome, certamente etrusco, con carmen).“

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David Herbert Lawrence 60
scrittore, poeta e drammaturgo britannico 1885 – 1930
„Gli etruschi non furono distrutti, ma furono spogliati della loro essenza… Il sapere degli etruschi divenne mera superstizione, e i principi etruschi diventarono grassi e inerti romani.“

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Porfírio 59
filosofo e teologo greco antico 233 – 305
„Gli Arabi sono in grado di comprendere i corvi, gli Etruschi le aquile.“ III; 2015, p. 367

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„L'essere si maschera dietro il tempo e i tempi; ma noi non riusciamo a scoprire il suo volto, perché, se lo smascherassimo, in mano ci resta una maschera. E già siamo ingannati, abbagliati da una nuova moda, da un nuovo volto. Questo però: mettersi nella condizione di raggiungere il luogo in cui si scorga, se non ciò che si trasforma, almeno le sue trasformazioni – questo è un avvicinamento. Qui i cammini si separano: da una parte, il rimpianto o il dileggio della maschera caduta, dall'altra, invece, l'attrazione per la nuova maschera. Una terza prospettiva è tuttavia possibile, simile a quella che si apre tra i sepolcri etruschi: lo sguardo sereno su ciò che è transitorio.“ da L'iniziativa surrealista, p. 304


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David Herbert Lawrence 60
scrittore, poeta e drammaturgo britannico 1885 – 1930
„Forse perché un pazzo uccide con un sasso un usignolo, egli è per questo più grande dell'usignolo? Forse perché il Romano fece fuori l'Etrusco, egli era per questo più grande dell'Etrusco? Oh no! Roma è caduta, e il fenomeno romano con essa. L'Italia di oggi è nel suo polso molto più etrusca che romana; e sarà così sempre. L'elemento etrusco è in Italia come l'erba dei campi e come il germogliare del grano: e sarà così sempre.“

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Curzio Malaparte 84
scrittore italiano 1898 – 1957
„Molti eran vestiti del nero kaftano ebraico, molti erano nudi, e la loro carne splendeva castamente nel tepore freddo della Luna. Simile all'uovo turgido di vita, che nei sepolcreti etruschi di Tarquinia i morti sollevano fra due dita, simbolo di fecondità e di eternità, la luna usciva di sotterra, si librava nel cielo, bianca e fredda come un uovo: illuminando i visi barbuti, le nere occhiaie, le bocche spalancate, le membra contorte degli uomini crocifissi. Mi sollevai sulle staffe, tesi le mani verso uno di loro, tentai con le unghie di strappare i chiodi che gli trafiggevano i piedi. Ma voci di sdegno si levarono intorno, e l'uomo crocifisso urlò: "Non mi toccare, maledetto". "Non voglio farvi del male" gridai "per l'amor di Dio, lasciate che vi venga in aiuto!" Una risata orribile corse d'albero in albero, di croce in croce, e vidi le teste muoversi qua e là, le barbe agitarsi e le bocche aprirsi e chiudersi: e udii lo stridore dei denti. "Venirci in aiuto?" gridò la voce dall'alto "e perché? forse perché hai pietà di noi? perché sei un cristiano? (...) Coloro che ci hanno messi in croce, non sono forse cristiani come te? Son forse cani, cavalli, o topi, coloro che ci hanno inchiodati a questi alberi? (...) "Non sono stato io" gridai "non sono stato io a inchiodarvi agli alberi! Non sono stato io!". "Lo so" disse la voce con un inesprimibile accento di dolcezza e di odio "lo so, sono stati gli altri, sono stati tutti gli altri come te".“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„I romantici veneravano Dante, Shakespeare e Michelangelo, che insegnavano loro il sublime; i neoclassici Omero, la scultura antica e Raffaello, che li educavano alla possente calma e alla nobile semplicità; i moderni cercano i loro classici nei primi fumetti e nelle prime fotografie. Si potrebbe dissertare a lungo sulle ragioni ultime di queste preferenze, ma forse basterà dire che quelle espressioni sono le più congeniali all'esistenzialismo, all'intensità istantanea e fuggitiva. Oggi non si costruisce più coll'illusione d'una durata secolare; come gli etruschi di D. H. Lawrence ci si soddisfa dell'effimero, e dovremmo in questo trovare (come loro?) la felicità; la troviamo?“

Paolo Rumiz foto
Paolo Rumiz 54
giornalista e scrittore italiano 1947
„"Ozio" per noi è discettare sul senso della parola "Capua" - forse etrusca - seduti sulla riva del fiume che va nel tramonto, accanto a un fumante sartù di riso; è rievocare le pigrizie siracusane in una terrazza ben difesa sa piante di basilico“ ...