Frasi su festa


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Eros Ramazzotti 65
cantautore italiano 1963
„Quando la festa comincerà | tu sarai regina | tutta la gente si fermerà | a guardarti stupita“ da Per me per sempre

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Sergio Mattarella 34
12º Presidente della Repubblica Italiana 1941
„Il 2 giugno del 1946, dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, l'Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perché la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perché, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. È stata l'introduzione dell'autentico suffragio universale a far compiere all'Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale. Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato, ad eleggere i membri dell'Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani.“


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Cesare Cremonini 34
cantautore, attore e musicista italiano 1980
„Tra poco fa giorno, | la festa è finita, si torna alla vita | ti chiamerò un giorno d'estate o magari mai più“ da GreyGoose, n. 3

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Che ti ami non basta ad arrivare al giorno dopo, e che tu l'ami: grazie, lei è la festa, la fortuna, il tuo posto, tu sei il dente estratto da mascella che ritrova il punto di partenza nel cavo del suo abbraccio. Lei è il tuo posto, ma tu non sei il suo.“

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Io sono Hector Horeau e vi odio. Odio i sonni che dormite, odio l'orgoglio con cui cullate lo squallore dei vostri bambini, odio ciò che toccano le vostri mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi, odio l'oscenità del vostro buon cuore, odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori schifosamente giusti, odio tutto quello che mi avete insegnato, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato, odio tutti gli istanti in cui avete avuto ragione, odio le madonne che pendono sui vostri letti, odio il ricordo di quando ho fatto l'amore con voi, odio i vostri segreti da niente, odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano, odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani, odio quel che vi commuove, odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria di quel che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio il vostro profumo, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato, e odio il tempo passato su di voi. Ogni minuto di quel tempo è stata una bestemmia. Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l'angoscia che vi consumerà sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io. Volevo poi solo vivere. Bastardi.“

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Lady Gaga 126
cantautrice e attivista statunitense 1986
„Le mie idee circa la fama e l'arte non sono nuove di zecca... Si potrebbe guardare Paris is Burning, potremmo leggere il diario di Andy Warhol, potremmo andare a una festa a New York nel 1973 e queste sarebbero le stesse cose di cui si parla. Credo che si potrebbe dire che sono un po' una copia warholiana. Alcuni dicono che tutto è stato fatto prima, e in misura hanno ragione. Penso che il trucco è quello di onorare la vostra visione e di riferimento, mettendo insieme cose che non sono mai state messe insieme prima d'ora. Mi piace essere imprevedibile, e penso che sia molto imprevedibile per promuovere la musica pop, come strumento intellettuale.“ "Il Mondo va matto per Lady Gaga!" da Fiona Sturges in The Independent (16 maggio 2009)

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972
„Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto».
Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione».“
p. 170

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Carlo Caffarra 5
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1938
„L'uomo è se stesso nel rapporto con la verità, cioè nell'aspirazione alla verità e nella ricerca della verità. E quando la raggiunge, la dignità e la libertà dell'uomo consiste nel sottomettersi alla verità conosciuta, nel dirla e nel testimoniarla anche pubblicamente. Il tentativo di rinchiudere la fede nel recinto del privato a cui ogni giorno assistiamo, non è solo contro la fede ma anche e prima è contro la dignità della persona. Chiedere questo ad un uomo equivale a chiedergli di rinunciare ad essere se stesso.“ da Omelia nella festa di Santo Stefano protomartire, Cripta della Cattedrale di San Pietro, 26 dicembre 2007


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Pippo Pollina 38
cantautore italiano 1963
„Siamo venuti lontano armati di pane e pazienza | con un biglietto nella mano e un'idea nella credenza. | Dalle montagne in un tugurio, le notti alla luce di un cero | la colonnina di mercurio a farci festa sottozero.“ da Caffè Caflisch

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Kurt Cobain 67
cantante statunitense 1967 – 1994
„I miei testi sono un gran mucchio di contraddizioni. Sono spaccati esattamente a metà tra opinioni estremamente sincere e sentimenti che nutro e confutazioni sarcastiche e spero umoristiche di ideali stereotipati da bohèmien superati da anni. Insomma, è come se per le personalità di chi scrive canzoni non ci fossero due scelte possibili. O quella di visionari tristi e tragici come Morrisey, Michael Stipe o Robert Smith, oppure il ragazzino bianco sgraziato e un po' fuori di testa da "Ehi, facciamo festa e dimentichiamoci di tutto" tipo i Van Halen o tutta quell'altra merda di heavy metal. Quello che voglio dire è che provare passione ed essere sincero mi piace, ma mi piace anche divertirmi e fare il cretino.“

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Neal D. Barnard 44
medico statunitense 1953
„[... ] il ferro non-eme è più assorbibile se hai bisogno di più ferro, e meno assorbibile se ne hai già a sufficienza. Una cosa incredibile, se ci pensi. La quantità di ferro in una foglia di spinaci o in un broccolo non cambia nel tempo, ma la quantità che il tuo corpo è disposto ad assorbire varia in funzione del suo fabbisogno reale. Se, per caso, avessi già molto ferro nel sangue, l'organismo sarebbe in grado di rifiutarsi di assumere il ferro non-eme contenuto nelle verdure. [... ] Le carni contengono un po' di questo tipo di ferro, ma anche di ferro del tipo eme, molto più difficile da controllare. Anche se non hai bisogno di ferro, il ferro eme si lascia assorbire con estrema facilità se paragonato a quello non-eme. È come un invitato poco gradito che si imbuca a una festa. [... ] Se mangiamo carne, assumiamo ferro concentrato, che gli animali hanno immagazzinato in elevate quantità, e che finisce per essere più di quanto ci serve. Se invece mangiamo direttamente le piante, assumiamo solo il ferro necessario, senza correre il rischio di eccesso.“ pp. 54-55

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Andrea Camilleri 124
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„Noi siamo stati un popolo che ha subito ben tredici dominazioni. Forse la dominazione che avrebbe potuto riscattarci, in un certo senso, dal carattere, sarebbe stata quella francese. Ma le altre, la greca, la romana, l'araba e la spagnola, sono state dominazioni che avevano un acutissimo senso della morte ed un altissimo senso della ritualità connessa ad essa. Quando ero bambino, ricevevo il regalo il 2 novembre, vale a dire il giorno dei morti, perchè la tradizione voleva che in quel giorno i morti, durante la notte precedente, fossero tornati nelle loro case e portassero i regali ai loro discendenti. Come si svolgeva questo rito? Prima di andare a dormire, mettevamo sotto il letto un canestrino, e aspettavamo che il morto o la morta di casa, a cui avevamo scritto una letterina, come si fa oggi con Babbo Natale, ci portasse i regali. I dolci erano il regalo che avevamo scelto. Nessuna paura di un morto, anzi la voglia di averlo in qualche modo presente. Quindi di mattina, appena svegliati, andavamo alla ricerca di questo cestino. La ricerca dei regali era una cosa fantastica. Finalmente trovavi il cestino e quindi si andava tutti assieme al cimitero per ringraziare il morto che ci aveva portato i regali. Quel cimitero il 2 novembre si animava come a festa, perchè noi bambini, nei vialetti, ci scambiavamo i doni, e il giorno dei morti era una festa meravigliosa. Poi nel 1943 arrivarono gli americani, lentamente i morti persero la strada di casa e vennero sostituiti dell'albero di Natale. Credo che però le tradizioni non si perdano del tutto. Non si trovano più i regali, i bambini non mettono più il cestino sotto il letto. Ciò non toglie che tutte le pasticcerie siciliane, per il 2 novembre, preparino quei dolci speciali che servivano una volta per il cestino dei bambini. Mi riferisco ai pupi di zucchero, ai frutti di martorana, oppure a quei dolci di miele, tra l'altro squisiti, detti ossa di morto. Questo è un modo di conservare comunque la memoria delle tradizioni. Credo non possa esserci un popolo senza memoria delle proprie tradizioni. Le tradizioni si modificano ma è fondamentale continuare a conservarle, in qualche modo, perchè in un'epoca come la nostra, che è un'epoca di mutamenti, l'unico modo per non avere paura di tutto ciò che sta avvenendo, è sapere chi sei, senza bisogno di dirlo, di proclamarlo. Ma se sai chi sei, con le tue tradizioni, non perderai mai la tua identità.“


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Marracash 32
rapper italiano 1979
„E la tua erba è + fresca faccio sìsì con la testa | conosci a uno che pesta faccio sìsì con la testa | ieri eri il re della festa faccio sìsì con la testa | sempre una donna diversa faccio sìsì con la testa.. [... ].. Muovevi chili di erba faccio sìsì con la testa | quella c'aveva la sesta faccio sìsì con la testa | fai 100 chili in palestra faccio sìsì con la testa | e il tuo quartiere è il + gangsta faccio sìsì con la testa...“ da Sì Sì Con La Testa, n.° 7

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cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„Io sono Jovanotti, il capo della banda | se vuoi essere dei nostri devi fare domanda | perché è una storia mitica e siamo tutti tosti | ci piace fare festa, casino a tutti i costi.“ da Il capo della banda

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Jovanotti 186
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„La puzza di benzina | mi fa girar la testa | quando sto su di lei | è proprio la mia festa | mi guardo quando passo | sui vetri dei negozi | mi accorgo che con lei | mi sento proprio Fonzie.“ da La mia moto

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Goffredo Mameli 7
poeta, patriota e scrittore italiano 1827 – 1849
„Come narran sugli Apostoli
Forse in fiamma sulla testa
Dio discese dell'Italia...
Forse è ciò, ma anch'é una festa.
Nelle feste che fa il popolo
Egli accende monti e piani;
Come bocche di vulcani
Egli accende la città. [... ]

All'incirca son trent'anni
Che scendevano su Genova,
L'armi in spalla gli Alemanni:
Quel che contano gli eserciti
Disser: l'Austria è troppo forte;
E gli aprirono le porte;
Questa vil genia non sa

Che, se il popolo si desta,
Dio combatte alla sua testa
La sua folgore gli dà.“
da Dio e Popolo; citato in Dante Leonardi, Spighe d'oro, Remo Sandron Editore, 1924