Frasi su getto


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Salvatore Quasimodo 61
poeta italiano 1901 – 1968
„In te mi getto: un fresco | di navate posa nel cuore; | passi nudi d'angeli | vi s'ascoltano, al buio. (Alla mia terra)“

Bonvi 3
fumettista italiano 1941 – 1995
„Secondo me un personaggio nasce di getto nella mente del disegnatore. Dopo si tratta solo di trasferirlo sulla carta nella maniera migliore.“


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Joumana Haddad 28
poetessa, giornalista e traduttrice libanese 1970
„Il desiderio è il mio cammino e la tempesta la mia bussola | in amore non getto l'ancora in nessun posto. (da Quando diventai un frutto, in Non ho peccato abbastanza)“

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Franz Kafka 130
scrittore e aforista boemo di lingua tedesca 1883 – 1924
„Questa sensazione: «Qui non getto l'ancora» e subito sentirsi trascinati dai flutti ondeggianti. (da 76; 2004)“

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Romain Gary 125
scrittore francese 1914 – 1980
„Accanto alla scrivania c'è un ampio cestino per le mie lettere d'amore: le getto sempre lì, dopo averle scritte. (p. 29)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„La realtà è ciò che ci hanno nascosto per tanto tempo. Nascita sesso morte. Siamo vivi quando ridiamo. Quando possiamo sentire l'impeto & il getto del sangue.“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Se questo desiderio di felicità non trova vie d'uscita, finisce per farmi distruggere la cosa che avevo inizialmente desiderato: siccome questa cosa non è la "cosa grande", glielo rinfaccio e la getto via.“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„O scaltri naviganti! | Rovine di stelle antiche! | Voi mari del futuro! Insondati cieli! | a tutti i solitari getto ora il mio amo: | rispondete all'impazienza della fiamma, | catturate per me, pescatore su alti monti, | la mia settima, ultima solitudine! – – (da Il segnale di fuoco)“


Paolo Di Stefano 11
scrittore italiano 1956
„Per la Merini, i versi dovevano venir fuori di getto, come un fiotto di sangue da una ferita sempre aperta. Questa idea semplificata di poesia, che si lega intimamente a una vita maledetta (spesso messa a nudo in tv), ha favorito la popolarità di una poetessa che nei suoi testi migliori non è per nulla semplice. (da Corriere della sera, 10 novembre 2009)“

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Henrik Ibsen 48
scrittore, drammaturgo e poeta norvegese 1828 – 1906
„Catilina è scritto di getto, rubando qualche quarto d'ora alle ore rubate per lo studio. È scritto di furto, con la complicità della notte, quando il «lüttje Abtekerjunge» si levava il grtembiule da impastator di pillole e ridiventava il giovane desideroso di lotta e d'avvenire. Ibsen notava più tardi, con quel suo sorriso con cui sapeva parlare delle cose sue passate e degli altri, che tutta la favola si svolge di notte perché egli poteva lavorare per conto suo soltanto nelle ore notturne. (Scipio Slataper)“

Marco Pastonesi 12
giornalista italiano 1954
„Non è invecchiato, Beppeviola. Sono trent'anni che ha quella faccia lì, che al massimo sorride ma ti fa crepare dal ridere, che ti guarda di trequarti e non sai se prende in giro anche te o soltanto il resto del mondo, che si accende una sigaretta dimenticando di averne già una che si sta consumando morendo – lei, la sigaretta – di solitudine, che continua a scrivere di getto e a battere a macchina, che salta dal calcio all'ippica, da San Siro alla Bovisa, dalla pelota al biliardo, dal Derby ai derby.“

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Crizia 4
politico, scrittore e filosofo ateniese, membro dei Tren... -460 – -403 a.C.
„Se Archiloco non avesse diffuso presso i Greci una tale fama di sé, noi non verremmo a sapere né che era figlio di una schiva, Enipò, né che, abbandonata Paro per povertà e difficoltà, si recò a Taso, né che, arrivatovi, entrò in conflitto con gli abitanti della zona né che sparlava allo stesso modo di amici e nemici. E poi non sapremmo che era adultero, se non lo sapessimo proprio da lui, e che fu lussurioso e prepotente, e ignoreremmo un fatto ancor più turpe, che getto via lo scudo. Dunque Archiloco non fu buon testimone su di sé, poiché lasciò sul proprio conto una tale nomea ed una brutta fama. (frammento 44)“


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Jonathan Swift 65
scrittore e poeta irlandese 1667 – 1745
„Avrei potuto soffocare l'incendio con la mia giacca; ma, disgraziatamente, nella fretta di uscire l'avevo lasciata a casa; sicché quel magnifico palazzo sarebbe stato senza fallo ridotto in cenere, se con una straordinaria presenza di spirito non avessi inventato un altro ripiego. La sera precedente avevo bevuto abbondantemente un vino bianco chiamato in paese Glimigrim, proveniente da una provincia di Blefuscu (dove vien chiamato Flunec) e che è molto diuretico; e per una straordinaria fortuna non mi ero ancora potuto scaricare la vescica. Sicché cominciai a orinare con sì grande abbondanza, dirigendo il getto così abilmente nei punti opportuni, che in tre minuti l'incendio fu spento, e il resto di quel mirabile edifizio, che era costato immensi tesori, fu salvato da una fatale rovina. (1921, p. 55)“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Da quanto tempo vivi in un Paese musulmano?», chiesi a un tratto.
«Da due terzi della mia vita».
«Eppure non sei mai diventato un riformista?».
«No».
«E non sei mai diventato un fondamentalista?»
«No».
«E non hai mai voluto diventare un capo dell'Islam?»«No».
Alzai le sopracciglia. «Lo trovo stupefacente».
Ziad rallentò e mi lanciò un'occhiata. Si passò la mano sopra il sopracciglio sinistro, facendosi piovere granelli di polvere sulle gambe.
«Voglio farti io una domanda», disse.
«Cosa?»
«Da quanto tempo sei al mondo?»
«Scusa?»
«Da quanto tempo sei vivo?»
«Da tutta la vita, direi».
«Quando è stata l'ultima volta che hai fatto volare un aquilone in montagna?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che ti sei sdraiato a terra e hai scattato foto agli insetti?»
«Mai».
«Quando è stata l'ultima volta che hai salvato dei ragazzi beduini nel deserto?»
«Mai».
«Be', amico, questo io lo trovo stupefacente».
Non dissi nulla. Mi sentivo come se fossi sepolto fino al collo nella sabbia e qualcuno stesse scagliando pietre alla mia essenza. Eppure le pietre non mi mandarono in frantumi, si rivelarono essere globi di luce. Mi scesero nella gola e si raccolsero nel mio stomaco. Divennero una pozza di luce brillante che si fuse e cominciò a ribollire. Poi un immenso getto di risate sgorgò dal mio ombelico e il raggio di luce si poté vedere fino a Damasco.
Ridemmo a crepapelle.“

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Gianna Manzini 4
scrittrice italiana 1896 – 1974
„Lilli Cavassa': Lei scrive di getto o con molti rifacimenti?
'Gianna Manzini': Guardi: scrivo rapidamente e rifaccio incessantemente. C'è un capitolo del mio romanzo di cui ho otto stesure. Quello della cena in famiglia, dopo l'incontro con Malatesta. Quella scena d'insieme che, per mille ragioni, era certamente difficile, piena di scogli. L'ho rifatto ben otto volte.
'Lilli Cavassa': Lei usa la macchina o scrive a mano?
'Gianna Manzini': Scrivo con una stilografica che adoro, e proprio, come gli antichi artigiani fiorentini, il mio lavoro è tutto fatto a mano.
'Lilli Cavassa': Lei è molto buona. Pistoia è stata la città della sua infanzia. L'ama ancora?
'Gianna Manzini': Sì, sì. Ci ritorno col pensiero tante volte, con un certo struggimento. Ha rappresentato molto per me. Mi aspettano a Pistoia. Ci dovevo andare in giugno, e mi sono ammalata. Ci dovevo tornare a settembre... e mi ammalai.
'Lilli Cavassa': Il centro del romanzo è suo padre. Possiamo sperare di ritrovare in un altro libro sua madre, come protagonista?
'Gianna Manzini': Sto lavorando a un racconto in cui protagonista è la mamma. Un racconto lungo. Dovrebbe essere portato a fine in un tempo relativamente breve. (citato in Lilli Cavassa, Incontro con Gianna Manzini, La Fiera Letteraria, n. 40, 14 novembre 1971)“

Vittorio Moschini 1
politico e storico dell'arte italiano 1864 – 1976
„Nel fondamentale gruppo di disegni ora a Windsor, che lo stesso Canaletto cedette al console Smith e che almeno in parte dovette eseguire per lui appositamente, mentre mancano gli appunti documentari e gli schizzi del tutto sommari, la varietà è notevole in quanto a carattere e grado di finitezza, ed è da mettere in relazione ai diversi momenti dell'artista in oltre trent'anni di lavoro. Si va da riprese sintetiche macchiate con vigore, ad altre tratteggiate regolarmente con un andamento incisorio, ed altre ancora a contorni lineari e con ombre acquarellate. Ma non basta, perché in qualche caso Canaletto si esercitò a ripetere fedelmente nella terza maniera, quasi con una diversa strumentazione, lo stesso soggetto già realizzato nella seconda: così da darci l'occasione di riflettere sulla parte dominante che talvolta dovette avere per lui la intenzione stilistica. Potrebbe darsi che i diversi modi di Canaletto disegnatore venissero in se stessi variamente apprezzati. Sarebbe sulla linea critica ormai tradizionale una preferenza agli schizzi sommari esprimenti di getto impressioni e idee in pochi tratti essenziali. Se però da tale orientamento, che certamente può essere motivato, si passasse, anche in modo non esplicito, a mettere da parte certi disegni finiti semplicemente perché tali, ciò rischierebbe di portare ad un accademismo alla rovescia e ad una incomprensione non solo della posizione storica di Canaletto ma dei risultati che egli seppe raggiungere in quei disegni. Non giova contrapporre l'estro lirico ad una meditata stesura, ma interessa piuttosto di riconoscere liberamente dove anche nei disegni più finiti la vibrazione poetica ha un battito inconfondibile, anche se tutti gli strumenti e gli accorgimenti sono stati usati, come del resto nei quadri e nelle miracolose incisioni dello stesso Canaletto.“

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