Frasi su giacobino


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Daniele Capezzone 33
politico italiano 1972
„Una figura originale, singolarissima e troppo spesso dimenticata come Hannah Arendt ha scritto pagine illuminanti su questo, esplicitando l'antinomia: c'è la Rivoluzione francese, che presume di affrontare e risolvere definitivamente un problema "sociale" (fallendo); e c'è quella americana che invece si fa carico di un problema "istituzionale" e "costituzionale" (riuscendo). E non è un caso se "questa" Arendt continua ad avere scarso diritto di cittadinanza: come non è un caso se, nell'intellettualità "ufficiale" europea, il "paradigma" stesso di Rivoluzione continua ad essere rinvenuto solo negli eventi del 1789. In nuce, proprio lì c'è tutto ciò che ancora divide la nostra dall'altra sponda dell'Atlantico: la scarsa o nulla attenzione a limitare il potere pubblico (basato, pour cause, sulla "volontà generale": e siamo piuttosto lontani dal "nessuna tassazione senza rappresentanza" – cioè dallo sforzo di dare una cornice, un perimetro e una giustificazione al potere –, che fonda, invece, l'altra Rivoluzione); il ruolo dello Stato da riformare, da correggere – certo – ma che riesce comunque a transitare sostanzialmente indenne dall'assolutismo della monarchia a quello "repubblicano e democratico" (e che anzi, se possibile, consolida il suo essere superiorem non recognoscens); il richiamo giacobino alla Morale, alla Virtù (trasfuse nella Legge e quindi indicate dallo Stato) contrapposto al diritto americano a perseguire liberamente la felicità, anzi la "propria" felicità.“

Ernst Nolte 5
storico e filosofo tedesco 1923
„I giacobini erano assolutamente convinti delle loro ragioni e della loro missione: la Convenzione nazionale promise sostegno armato a tutti i popoli che si sarebbero sollevati contro i loro despoti.“


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Gioacchino Rossini 7
compositore italiano 1792 – 1868
„Datemi il conto della lavandaia e vi metto in musica anche quello. (citato in Indro Montanelli, L'Italia giacobina e carbonara, Rizzoli, Milano 1972, p. 612)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„A Copenaghen ho dunque trovato le carte per scrivere queste pagine. A parte i documenti dell'archivio massonico [... ] ho potuto consultare l'elenco della corrispondenza del religioso danese con i liberi muratori e giacobini italiani. [... ] Ho quindi ottenuto copie della corrispondenza a quello straordinario personaggio dai fratelli massoni del Regno di Napoli e di Sicilia, e le ho riprodotte in buona parte nelle pagine che seguono. (p. 11)“

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Alejandro Jodorowsky 45
scrittore, drammaturgo e poeta cileno 1929
„[A proposito di Dune] All'inizio ne ho molto sofferto perché pensavo di essere io l'unico in grado di realizzarlo. Sono andato a vedere il film con molta sofferenza, pensavo che sarei morto, ma quando ho visto il film mi è tornata l'allegria, perché il film è una merda. (Intervista a cura di M. de Feo G. Giacobini, Alias supplemento de il manifesto, 4 luglio 1998)“

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René Levasseur 2
1747 – 1834
„[Sull'uso legittimo della ghigliottina contro i nemici dello Stato e illegittimo e indiscriminato contro i cittadini di Lione, Bordeaux e Nantes e le vittime del Grande Terrore a Parigi] C'è un abisso che separa questi atti di vendetta legale, la cui necessità essi [i giacobini] credevano provata, dal sanguinoso olocausto che inorridì tutta la Francia; è l'abisso che divide la punizione legale del crimine dall'assassinio di innocenti in seno alla loro famiglia.“

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Francesco de Sanctis 51
scrittore, critico letterario e politico italiano 1817 – 1883
„Il 1815 è una data memorabile, come quella del Concilio di Trento. Segna la manifestazione officiale di una reazione non solo politica, ma filosofica e letteraria, iniziata già negli spiriti, come se ne veggono le orme anche né Sepolcri, e consacrata nel 18 brumaio. La reazione fu così rapida e violenta come la rivoluzione. Invano Bonaparte tentò di arrestarla, facendo delle concessioni, e cercando nelle idee medie una conciliazione. Il movimento impresso giunse a tale, che tutti gli attori della rivoluzione furono mescolati in una comune condanna, giacobini e girondini, Robespierre e Danton, Marat e Napoleone. Il "terrore bianco" successe al "rosso.“

George Rudé 10
1910 – 1993
„In Francia, negli anni 1920, anche Pierre Gaxotte, seguendo Burke e Barruel, – e un successivo scrittore Augustin Cochin, – fece risalire le origini della rivoluzione a una cospirazione. E inoltre, con un occhio sulla rivoluzione russa che lo inorridiva non meno di quanto la Comune avesse inorridito Taine, arrivò a convincersi che la Montagna fosse per il comunismo e che il rovesciamento di Robespierre avesse segnato la fine del terrore comunista; convinto di questo, si impegnò in una polemica contro la rivoluzione, contro i capi giacobini e i sanculotti, la cui virulenza e i pittoreschi epiteti usati avrebbero fatto invidia allo stesso Taine. (p. 87-88)“


Ruggero Moscati 10
storico italiano 1908 – 1981
„E non fu senza significato che nell'età matura si convertissero al borbonismo proprio alcuni tra i rappresentanti della generazione del '99, non perché fossero divenuti scettici dopo l'esperienza giovanile ma perché, sbollito l'ardore giacobino con le congiunte astrattezze, accentuatasi, dopo quell'esperienza e dopo i contatti con i francesi nel periodo napoleonico, la diffidenza contro l'asservimento allo straniero e creatasi col congresso di Vienna una realtà di pace che essi considerarono stabile, ritennero in buona fede che quello fosse l'unico mezzo di servire concretamente la patria napoletana ed insieme salvare quanto più fosse possibile dei propri ideali riformistici settecenteschi. (cap. 7, p. 122)“

George Rudé 10
1910 – 1993
„Marx riconobbe che Robespierre e i giacobini avevano avuto un ruolo particolare e necessario da svolgere, in quanto usarono il Terrore per vincolare la nazione alle esigenze di una guerra rivoluzionaria; ma una volta superato il pericolo di un'invasione, essi furono inevitabilmente messi da parte, poiché sostenevano l'idea illusoria e anacronistica che si potesse costruire il nuovo Stato su un modello tratto dall'antichità classica invece di venire a un compromesso con il modello «borghese», meglio adeguato ai tempi. In questo quadro, Robespierre venne presentato non come un eroe né come un malvagio, ma come un utopista che aveva giocato un ruolo storico necessario, anche se limitato. Vedremo che i marxisti nel secolo successivo non rimasero affatto legati a questa interpretazione. (p. 66)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Prendendo le mosse da un classico quesito di Mario Pagano, celebre pensatore e giurista napoletano di fine Settecento ("un reo, che chiama il complice, per quante ragioni può ciò fare?"), l'agile volumetto dovuto alla penna fluida dello storico Nico Perrone si sviluppa su due piani diversi, spesso tra loro intersecati […]. Da un canto vi è il piano della vicenda storica, sullo sfondo dei fermenti giacobini alla vigilia della Repubblica partenopea, soprattutto incentrata sul famoso processo istruito nel 1794 contro Emmanuele De Deo, accusato di lesa maestà per avere cospirato contro la corona borbonica e, perciò, condannato a morte al termine di un giudizio celebrato in forma sommaria, senza reali garanzie e sulla base di prove di scarsa consistenza. […] D' altro canto, e proprio in rapporto alla realtà processuale del tempo, vi è il piano della analisi dedicata a un singolare istituto (il "truglio", per l' appunto, da cui trae titolo il volume) consistente in una sorta di transazione tra accusato e accusatore sulla entità della pena da infliggere al primo, al di fuori di un normale processo, anche sulla base delle dichiarazioni rese dal medesimo a carico di sé o di altri […]. È facile immaginare a quali oscure manovre potesse dar luogo un istituto del genere, soprattutto nel contesto di un sistema sostanzialmente antigarantistico come quello borbonico. (Vittorio Grevi)“

Vittorio Grevi 2
giurista e editorialista italiano 1942 – 2010
„Prendendo le mosse da un classico quesito di Mario Pagano, celebre pensatore e giurista napoletano di fine Settecento ("un reo, che chiama il complice, per quante ragioni può ciò fare?"), l'agile volumetto [Il truglio] dovuto alla penna fluida dello storico Nico Perrone si sviluppa su due piani diversi, spesso tra loro intersecati […]. Da un canto vi è il piano della vicenda storica, sullo sfondo dei fermenti giacobini alla vigilia della Repubblica partenopea, soprattutto incentrata sul famoso processo istruito nel 1794 contro Emmanuele De Deo, accusato di lesa maestà per avere cospirato contro la corona borbonica e, perciò, condannato a morte al termine di un giudizio celebrato in forma sommaria, senza reali garanzie e sulla base di prove di scarsa consistenza. […] D' altro canto, e proprio in rapporto alla realtà processuale del tempo, vi è il piano della analisi dedicata a un singolare istituto (il "truglio", per l' appunto, da cui trae titolo il volume) consistente in una sorta di transazione tra accusato e accusatore sulla entità della pena da infliggere al primo, al di fuori di un normale processo, anche sulla base delle dichiarazioni rese dal medesimo a carico di sé o di altri […]. È facile immaginare a quali oscure manovre potesse dar luogo un istituto del genere, soprattutto nel contesto di un sistema sostanzialmente antigarantistico come quello borbonico. (da Corriere della sera, 24 novembre 2000)“


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Italo Calvino 226
scrittore italiano 1923 – 1985
„Ora io non so che cosa ci porterà questo secolo decimonono, cominciato male e che continua sempre peggio. Grava sull'Europa l'ombra della Restaurazione; tutti i novatori – giacobini o bonapartisti che fossero – sconfitti; l'assolutismo e i gesuiti rianno il campo; gli ideali della giovinezza, i lumi, le speranze del nostro secolo decimottavo, tutto è cenere. (p. 242)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„I Ds sono i mandanti delle procure giacobine. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del paese.“

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Giuliano Ferrara 27
giornalista, conduttore televisivo e politico italiano 1952
„Ieri sono andato a letto tardi, ho girato per Milano mi sono fermato in una libreria e ho trovato un libro di Emmanuel Kant, il filosofo che Umberto Eco legge senza capirlo. Nel libro "Scritti politici" Kant scrive: "Il capo supremo deve essere giusto per se stesso e tuttavia essere un uomo. Da un legno storto come'è quello di cui l'uomo è fatto non può uscire nulla di interamente diritto". Questa è l'essenza del liberalismo che i puritani e i moraleggianti robespierristi giacobini non hanno mai capito, per questo hanno tagliato tante teste e realizzato un mondo di terrore. [... ] "Lo Stato che vuole attuare con mezzi coattivi la felicità individuale o la morale collettiva – scrive il filosofo tedesco – non raggiunge lo scopo e diventa oppressore". È chiaro professor Eco, è chiaro che lei Kant lo legge fino a tarda notte ma non lo capisce? (dal discorso introduttivo alla manifestazione "Siamo in mutande, ma vivi. Contro il neopuritanesimo ipocrita", al Teatro dal Verme di Milano, il 12 febbraio 2011; citato in [http://www. ilvelino. it/articolo. php? Id=1295739&t=Ferrara_Eco_legge_Kant_ma_non_lo_capisce Ferrara: Eco legge Kant ma non lo capisce. ], Il Velino, 12 febbraio 2011; [http://video. ilfoglio. it/ilfogliocatodico/preview/298 video su ilfoglio. it])“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„La mafia non fu che il sindacato dei gabellotti, la loro segreta associazione di mutuo soccorso per tenere in soggezione i contadini e in rispetto i proprietari. (libro L'Italia giacobina e carbonara - 1789-1831)“

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