Frasi su gondola


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Alfredo Panzini 47
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939
„Gòndola. Da una voce greca? o voce onomatopeica? Si riporta la parola perché non tenderà molto a diventare meramente storica. Le gondole di casate e le gondole pubbliche erano più migliaia nel 700. Ora quel tanto che basta al colore locale di Venezia: e per condurre a spasso qualche straniero nostalgico.“

Tullio Dandolo 12
scrittore, storico e filosofo italiano 1801 – 1870
„[Baia (Bacoli)] Silla, Cesare, Pompeo, Ortensio, ogni illustre romano vi tenne ville; i bagni solforosi abbondanti in quel suolo ve li chiamavano in folla, essi che bisognavano di solfo a purgagione delle acredini d'un sangue guasto dalle libidini. Là erano teatri calcati da celebri mimi; là anfiteatri popolati di famosi gladiatori; danze, corse, banchetti quivi non rifinivano: il clima, e la naturale piacevolezza del sito, l'alitar degli zefiri, la fragranza dei fiori, l'allontanamento delle cure, ogni cosa sbandiva di là i pensamenti austeri, ed inclinava i sensi a voluttà. Il mare trasferiva entro gondole dorate dall'uno all'altro lido, dall'una all'altra villa gli effemminati patrizii, le scioperate matrone; il tuffarsi dei remi era ritmo a' canti di amore modulati al suono delle lire, e de' liuti. Mai arrivava a quella spiaggia lo squillo della tromba guerriera romoreggiante ai confini, freno dello Scita, del Parto, terrore del Datavo, del Britanno: i trionfatori si riposavano a Bajà; e mentre i Cesari vi si tuffavano in ebbrezze senza nome, il mondo schiacciato respirava. Properzio non ebbe appena visitata Baja che sospettò Cinzia d'infedeltà: Marziale scrisse di Levina che vi andò Penelope, e ne partì Elena. Fu rimproverata a Marco Tullio la villa che possedea su quel lido; e Seneca affermò essere malsano respirare un giorno solo quell'aria corrompitrice. (da Lettere su Roma e Napoli, p. 35-36)“


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Ippolito Nievo 62
scrittore italiano 1831 – 1861
„Mi destai per porgere gli estremi uffici all'amico, deporlo nel suo ultimo letto, e accompagnarlo per le acque silenziose all'isola di san Michele. Io invidio ai morti veneziani questo postumo viaggio; se un lontano sentore di vita rimane in essi, come pensa l'americano Poe, deve giungere ben soave ai loro sensi assopiti il dolce molleggiar della gondola.“

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Francesco Algarotti 37
scrittore, saggista e collezionista d'arte italiano 1712 – 1764
„Tal fabbrica (il ponte di Rialto nell'invenzione, non realizzata, di Palladio) lodata a ragione dall'autor suo, dipinta e soleggiata dal pennello di Canaletto, di cui mi sono servito, non le posso dire il bello effetto che faccia massime specchiandosi nelle sottostanti acque [... ]. Ella può ben credere che non mancano al quadro né barche né gondole, che fa in eccellenza Canaletto, né qualunque altra cosa trasferir possa lo spettatore in Venezia; e le so dire che parecchi Veneziani han domandato qual sito fosse quello della città ch'essi non avevano per ancora veduto. (pag. 76 – 77)“

Luigi Dami 4
critico e storico dell'arte italiano 1882 – 1926
„Nel Canaletto non c'è scenografia: egli si profonda tutto nel paese, e lì tra acque, pietre e cieli, ritrova la sua pittura, fresca come le cose nate allora. Legato alla tradizione dei suoi vecchi, costretto alla "veduta", che il pellegrino innamorato vuol portare con sé, il fondo della sua concezione è indubbiamente di prospettiva lineare. [... ] Ma troppo intorno a lui tutta Venezia gridava colore: ed egli, sopra a quella prospettiva scritta e lineata, non plasticata come negli scenografi, versa e tramezza l'atmosfera lagunare. Del colore questa fu la rivincita. Trovò in essa un ammorbidimento alle secchezze di spigoli e un addolcimento di fusioni al troppo rigido delle parallele di linee, e vi trovò il veicolo della luce, che a volte ristagna nell'aria, fatta prigioniera dei vapori umidi, come un velario tra noi e la veduta delle cose. La vita delle pietre bionde, nella luce, su la distesa dell'acque, tra salsedini di mare e fiati di laguna, fu il tema dominante della sua pittura. Le sue paste sottilizzate come un'epidermide, e com'essa porose e piene di raggricci, com'essa setacee anche nelle rugosità striate lievissimamente dal pennello, riempirono come tessuti viventi i riquadri dei telai disegnativi. Ma per le cose minute che la prospettiva non inquadra nei suoi ranghi, una gondola che guizza, un pitocco su uno scalino, un palone che pencola, una vela che s'affloscia, un pontile crollato, trova accenti di una disinvoltura briosa che meraviglia se uno non ha posto mente a quel che c'è di vivido e di compresso nella spianatura e appiattimento dei suoi scenari di case. (da La pittura italiana del Seicento e Settecento, 1924)“

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Antonio Vivaldi 5
compositore e violinista italiano esponente di spicco de... 1678 – 1741
„Per questo io vivo quasi sempre in casa, e non esco che in gondola o in carrozza, perché non posso camminare per male di petto ossia strettezza di petto. (al conte Bentivoglio d'Aragona, 16 novembre 1737)“

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Francesco De Gregori 278
cantautore italiano 1951
„Mentre al Lido, davanti al cinema, | pastori ed operai | fanno a gara su quelle gondole | che non avevano preso mai, | e navigano fino all'Africa senza motore, | tanto poi finisce il cinema | e ricomincia il rumore. (da Miracolo a Venezia, n. 10)“

„La battaglia nelle gallerie, in cui furono guidati dai nani sotterranei Cunicolo e Cavernicolo, fu cruenta. Rimasero sul campo il nano veneziano, Gondolo, il nano ballerino, Truciolo, il nano di febbraio, Coriandolo, e, agonizzante, Rantolo. Ma alla fine il vecchio nano Secolo, il veterano, poté lanciare l'urlo di vittoria: Cappuccino Rosso ed i suoi si apprestavano all'ultima prova, il Labirinto. (p. 15)“


Diane Vreeland 3
giornalista, editore (direttrice di Vogue dal 1962 al 1972) 1903 – 1989
„I blue jeans sono la cosa più bella dopo la gondola.“

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Pietro Paolo Parzanese 4
presbitero, poeta e traduttore italiano 1809 – 1852
„Presso un giardino, stanco dormìa | entro la gondola un rematore; | sognava intanto che gli apparìa | una fanciulla piena d'amore: || rideva il sole di primavera, | spirava un vento fresco e leggier; | così sognava contento, ed era | giovine e bello quel gondolier. || Si sveglia e trovasi, riaprendo il ciglio, | sparse di fiori le chiome bionde, | sul petto un ramo trovò di tiglio, | che il core la bella faccia | ecco apparirgli di una donzella: | – Voga – gli disse – d'ambo le braccia; | fuggiam, seguiamo la nostra stella. – || Prendono il largo della marina, | di luce un solco segna il sentier: | più alla sua casa non tornò Annina; | ch'era fuggita col gondolier. (Il gondoliere, Canti del Viggianese, in la letteratura italiana, pp. 222-224)“