Frasi su handicap


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Stephen Hawking 42
matematico, fisico e cosmologo britannico 1942
„Credo che le persone disabili dovrebbero concentrarsi sulle cose che il loro handicap non impedisce di fare e non rammaricarsi di quelle che non possono fare. (libro Breve storia della mia vita)“

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Jean Vanier 32
filosofo e filantropo canadese 1928
„Si rifiutano i deboli, si vogliono scartare gli anziani, si vogliono scartare i portatori di handicap e si vogliono scartare le nostre fragilità. E allora, come aiutare le persone a ritrovare il significato di "essere umano?“


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Magic Johnson 18
cestista, allenatore di pallacanestro e imprenditore sta... 1959
„[In occasione del ritorno in campo] Ho pregato Dio ogni giorno, ho pregato perché rendesse possibile tutto ciò e in questo momento l'unica cosa che posso dire è grazie al Signore. Con la fede, con la voglia di vivere ogni handicap può essere sconfitto.“

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Jean Vanier 32
filosofo e filantropo canadese 1928
„Abbiamo sperimentato che se prestiamo attenzione alle necessità più profonde delle persone con handicap possiamo vedere il loro desiderio di comunione al momento dell'Eucaristia.“

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Pierangelo Sequeri 18
teologo, scrittore e musicista italiano 1944
„L'umano è diversamente distribuito, ma profondamente comune. E quando è condiviso, non ci sono handicap che tengano. (da Avvenire, 10 settembre 2010)“

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Isaac Bashevis Singer 88
scrittore polacco 1902 – 1991
„Fa bene tutto... è il suo handicap più grave. Se si hanno le spalle larghe, si portano grossi pesi. Se una donna sa fare tutto, è costretta a farlo da sé. (p. 441)“

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Martina Navrátilová 28
tennista cecoslovacca 1956
„Ogni volta che una tennista deve affrontare Serena Williams si può dire che ha un brutto tabellone. Serena non ha quell'handicap. Non deve giocare contro se stessa.“

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Sandro Bondi 16
politico italiano 1959
„Il livello politico, culturale, umano delle posizioni di Rutelli è paragonabile a quello di un bambino maleducato delle differenziali. (citato in Bondi, gaffe sull'handicap "Rutelli alle differenziali", la Repubblica, 19 maggio 2004)“


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Giuseppe Pontiggia 77
scrittore italiano 1934 – 2003
„Il problema dell'handicap lo vivo in maniera diretta da 31 anni da quando è nato mio figlio ma avevo sempre escluso di farne un racconto autobiografico perché non ho interesse per la mia autobiografia perché penso che l'autobiografia, almeno nel mio caso, mi renderebbe schiavo mentre il romanzo mi rende libero.“

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Bisogna complicarsi la vita,... diceva Eduardo. Ecco. Complicarsi la vita vuol significa crearsi una serie di handicap... Questa è la preparazione, al di là, a dispetto del testo. Non ci sono testi. A dispetto dell'umanesimo, del museo, dell'arte, sempre consolatoria, sempre decorativa. A dispetto della cultura... che, ha ragione Derrida, [... ] nell'etimo... deriva da colo, colonizzare... Quindi non c'è niente... a dispetto dell'intelligenza bisogna essere stupidi, infinitamente stupidi, per essere nell'abbandono.“

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Banana Yoshimoto 91
scrittrice giapponese 1964
„Tutti inclusi voi e io, abbiamo introno a noi "persone con problemi". Persone che camminano portando con sé qualcosa con cui è difficile vivere, che si tratti di un talento speciale o di un handicap. Ma poiché siamo tutti portati, a cominciare da me, a dimenticarci facilmente che qualunque persona in questo mondo ha il diritto di vivere come crede e dove le pare senza dover avere paura di nessuno, ho voluto riaffermare questo diritto con tutte le mie forze, qui e adesso, in questo libro.“

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Tom Regan 53
filosofo statunitense 1938
„Da un punto di vista morale, una ragazzina geniale capace di suonare Chopin con una mano legata dietro la schiena, non ha «più valore» di un bambino con gravi handicap mentali che non saprà mai né cos'è un piano né chi fosse Chopin. Da un punto di vista morale, non possiamo dividere il mondo mettendo gli Einstein «in alto» e gli «inferiori» tipo I Simpson «in basso». I meno dotati non vivono per servire gli interessi dei più dotati. I primi non sono mere cose al confronto dei secondi, non devono essere usati come mezzi per raggiungere i fini di altri. Da un punto di vista morale, ognuno di noi è uguale perché ognuno di noi è ugualmente un qualcuno, non un qualcosa, è soggetto-di-una-vita e non una vita senza soggetto. (p. 90)“


„[... ] Occorre constatare che l'eredità negativa del vocabolo [Ateo], lungamente sedimentata e assorbita nel tempo, manifesta ancora qualche effetto: così che seguendo l'odierna tendenza all'uso di eufemismi prudenti si preferisce comunque usare nel linguaggio ordinario la locuzione sinonimo «non credente», quasi si desideri far apparire meno aspra l'antinomia.
Vezzo, com'è noto, diffuso ormai su larga scala, per cui non esistono più ciechi, minorati fisici o psichici, netturbibi e bidelli, ma soltanto «non vedenti», «portatori di handicap», «diversamente abili», «operatori ecologici» e «personale scolastico ausiliario». (p. 27-28)“

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Ashley Montagu 44
antropologo e saggista inglese 1905 – 1999
„Si comincia a comprendere come mai parto e mestruo da fenomeni naturali siano stati trasformati in un handicap, anzi in vere malattie. Gli uomini proiettano i loro desideri inconsci sullo schermo della società in cui vivono, e plasmano le loro istituzioni e i loro dèi nella forma dei propri desideri. L'invidia che provano per le facoltà fisiologiche della donna li fa sentire deboli e ad essa inferiori: la paura sovente si aggiunge alla gelosia. L'unico modo per difendersi dalle donne e, nello stesso tempo, per punirle, è quello di svalutare le loro capacità trasformando le prerogative femminili in stati di inferiorità. Si può benissimo in tal modo negare la superiorità fisiologica della femmina e arrivare perfino a considerarla una creatura sudicia e impura, da evitarsi! Insomma, la superiorità fisiologica può ridurre la donna in una condizione d'inferiorità sociale. Ecco come si svolge tale processo: la superiorità fisiologica va prima portata a uno stato d'inferiorità sociale, che viene poi convertita in inferiorità biologica. A questo punto, come dubitare dell'inferiorità biologica e sociale della donna? (cap. 2, p. 26-27)“

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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„I principali avvenimenti della vita culturale americana sono (superbamente) organizzati piuttosto che organici. In modo altrettanto inevitabile, questa organizzazione prenderà la forma dominante della valutazione economica. «Il culturale», come lo chiama Veblen, diventa parte della dinamica generale del consumo ostentato. [... ] La densità onnipresente, l'organicità dell'alta cultura europea è, o era fino a pochissimo tempo fa, un'illusione. Coloro che vi si impegnavano liberamente erano una piccola casta, un'élite più o meno mandarinesca che possedeva i mezzi per imporre politicamente e pedagogicamente le sue opinioni. [... ] Anche se gli handicap o i dilemmi ora evocati a proposito della reazione artistica e del pensiero filosofico «alto» in America hanno una minima sostanza, sono inseparabili dagli ideali democratici e dai procedimenti populisti del Nuovo Mondo. [... ] Può darsi che l'America sia stata soltanto più franca proposito della natura umana di qualsiasi società precedente. Se è vero, sarà stata l'evasione da questa verità, l'imposizione dall'alto di sogni e ideali arbitrari, a rendere possibili i luoghi e i momenti eccelsi della civiltà. (da Gli archivi dell'Eden: pp. 202-6)“

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Michela Vittoria Brambilla 37
politica e imprenditrice italiana 1967
„Il mio Ziguli [... ] è nato dalle parti di Olbia, in una colonia di gatti malati e denutriti. Quasi subito è stato colpito da una delle classiche parvovirosi, quasi sempre mortali, che si diffondono tra i cuccioli non vaccinati. Raffreddore, febbre e una copiosa secrezione oculare non curata, che gli ha lesionato irrimediabilmente le cornee e lo ha reso cieco. [... ] Inizialmente pensavo che un handicap di questa portata, la cecità totale, fosse insopportabile per un felino e che la cosa più giusta per quel micino di appena due mesi sarebbe stata addormentarsi per sempre. Invece mi sbagliavo di molto, e fu proprio lui a dimostrarmelo. [... ] Lo guardavo giocare, avventarsi sul cibo e, quando la mia mano lo raggiungeva, abbandonarsi senza controllo al piacere di fare le fusa. Aveva una voglia di vivere e un'allegria che, con la mia logica umana, non riuscivo a spiegare in un animaletto completamente cieco. [... ] Con gli altri gatti, inizialmente, cercava di ritrarsi o provava ad attaccarli, come se ne avesse paura. Ma bastarono pochi giorni perché si fidasse di tutti, perfino dei cani. Oggi è un gattone meraviglioso, grigio tigrato. Forse troppo grasso, perché non ha mai perso l'istinto di buttarsi sul cibo. Ma salta sulle finestre, esce in giardino, si arrampica sugli alberi e, incredibilmente, insegue gli insetti come tutti gli altri gatti. Osservarlo è un piacere. Mi ha insegnato, una volta di più, che la vita merita sempre di essere difesa e di essere vissuta. (pp. 101-102)“

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