Frasi su idioma


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Ugo Foscolo 89
poeta italiano 1778 – 1827
„E tu prima, Firenze, udivi il carme | che allegrò l'ira al Ghibellin fuggiasco, | e tu i cari parenti e l'idïoma | dèsti a quel dolce di Calliope labbro | che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma | d'un velo candidissimo adornando, | rendea nel grembo a Venere Celeste.“ 173-179

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Jorge Luis Borges 134
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986
„Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare.“ da Luna di fronte


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Isabel Allende 90
la città delle bestie 1942
„Il Capitano la sosteneva con la stessa amorosa cura con cui in gioventù afferrava il vento con le vele di qualche nave eterea, guidandola per la pista come se si cullassero nell'acqua tranquilla di una baia, mentre le diceva nel suo idioma di tormente e foreste tutto ciò che il suo cuore aveva taciuto fino a quel momento.“

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Franco Fochi 18
linguista e saggista italiano
„Sta il fatto che mai come oggi, cioè con altrettanta irruenza e rapidità, torme di bruttissimi neologismi sono venute a cacciar di nido, e in esilio, termini e modi profondamente radicati nel nostro idioma, senz'alcun riguardo né per il vigore né per le benemerenze. E ciò, in piena armonia con la maggior parte dei loro compagni sorti col buon fine di dare un termine alle idee nuove (che sono moltissime). Insomma, dove si tratta di fare il brutto, la concordia non manca.
C'è anzitutto una legge, in questo campo nemico e compatto: quella che vorrei chiamare della mostrina, perché mi ricorda (senz'alcuna gioia) la vita militare. Il cittadino che va a rispondere alla chiamata del distretto, non sa nulla, ancora, della sua destinazione; ma per lui è verità matematica che fra poche ore non sarà più il "signor X", libero cittadino in tutti i sensi che quest'espressione può assumere nella vita d'un uomo: farà parte d'un corpo, d'una specialità. Scomparirà molto, in lui, dell'individuo; e per tutto il tempo che egli passerà "sotto la naia" non lo abbandonerà mai il senso d'esser divenuto qualcosa di simile a una pedina fra le tante d'una scacchiera, o a una mattonella in un pavimento o, forse meglio, a un'unità in un numero grande grande, che è appunto il corpo a cui appartiene. [... ] e centinaia d'altre simili parole che sembrano messe insieme coi cubi di legno o coi pezzi d'un "meccano", secondo un procedimento altrettanto di casa nelle lingue nordiche — p. e., in tedesco, pietoso è barmherzig; pietà: barmherzigkeit; spietato: unbarmherzig; spietatezza: unbarmherzigkeit; in inglese, pietà è pity; pietoso: pitiful; spietato: pitiless; spietatamente: pitilessly; spietatezza: pitilessness... — quanto estraneo e ripugnante alla nostra, dove il posto d'onore è sempre toccato alla libera fantasia, e non alla scienza esatta o all'officina per macchine di precisione.
Se l'italiano si conserverà italiano (il che nessuno oserebbe giurare), proverà sempre disagio di fronte a una siffatta maniera d'esprimere i pensieri, nella quale ogni sillaba sembra distillata da un alambicco nucleare, e a cui s'accompagna costante, ossessiva, la pretesa di rincorrere sino in fondo — chiamiamola così — la vocabologenesi.“
Tutti al distretto, p. 29

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„L'ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l'umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l'animale parlante. Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l'unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.“ da A portrait of the artist as a bachelor, in Sulla letteratura

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Vilfredo Pareto 50
filosofo, economista, sociologo 1848 – 1923
„Il Roosevelt è persuaso che il popolo americano è immensamente superiore ad ogni altro popolo, e quindi non si accorge quanto ridicolo sia il citare il Washington per farci sapere che "il modo più sicuro di avere la pace è di preparare la guerra". Veramente noi miseri europei credevamo che, un poco prima del Washington, certi abitanti di un paesucolo chiamato Lazio avessero, nel loro idioma, detto: si vis pacem, con quello che segue: ma si vede che eravamo in errore, e che i latini devono avere copiato il Washington e ripetuto cosa da lui prima detta.“ II, 101

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Jorge Luis Borges 134
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986
„Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, (c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.“ da L'idioma analitico di John Wilkins

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Giulio Terzi di Sant'Agata 13
diplomatico e ambasciatore italiano 1946
„Grazie alla vicinanza geografica, ai legami storici e culturali, agli intensi flussi commerciali, alle forti complementarietà tra le economie e ai sentimenti di profonda amicizia tra i popoli, noi italiani abbiamo da sempre una speciale comprensione della realtà della sponda sud del Mediterraneo. La Primavera araba ha però colto di sorpresa anche noi, come se ci fossimo trovati davanti a un idioma che non riuscivamo a decifrare. Accostandoci al Mediterraneo come a una regione di convergenze e somiglianze, avevamo trascurato le profonde differenze costituite dall'innaturale esclusione dei popoli arabi dalla vita democratica e dai diritti fondamentali. L'accondiscendenza verso i regimi autoritari, complice anche il timore di involuzione fondamentalista dei movimenti di ispirazione islamica, ci aveva indotto a scambiare l'immobilismo per stabilità, la paura oppressiva per sentimento di sicurezza.“


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Burchiello 10
poeta italiano 1404 – 1449
„Amore, e Carità suo fuoco accese | Dante a cantare i tristi, e lieti Regni, | Fior di virtù, e fior di tutti ingegni, | Che dall'empireo Ciel fra noi discese. | E se 'l Petrarca, alle leggiadre imprese | Pose mano alla penna, e ire, e sdegni | Facendo i versi suoi sì dolci, e degni | Nullo Elicona mai dir gli contese. | Nostro Boccaccio, che fingendo a caso | Dona al suo bell'Idioma tal diletto, | Qual gli promise il fonte di Parnaso: | Ma quel Burchiel, che Crotina ha or tolto | Chi ne concesse al suo dolce intelletto, | Tanto riso, e piacere in giuoco volto? | E Ircana, il suo volto | Gli volse, perch'io temo dar la fronda, | Che lieve Burchio mosse sì lieve onda.“ da Per la morte del Burchiello, CLXX, vv. 1-17

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Henri Desgrange 1
pistard e giornalista francese 1865 – 1940
„Bottecchia è la rivelazione più sensazionale del Tour. Povero, oscuro, taciturno, questo virgulto d'una famiglia di prodi soldati, senza conoscere una sola parola dell'idioma francese, senza avere mai visto una strada francese, ha dimostrato di essere un grande campione. Tale Bottecchia è stato per un mese. Immaginatelo ora nel '24, meglio preparato ad affrontare le incognite del cammino e più espeto dei nostri sistemi di gara, e voi vedrete ciò che saprà fare il generoso e leale bersagliere italiano. (citato in Bruno Roghi, La leggenda di "Botescià", Storia Illustrata, Anno II N. 1, gennaio 1958, Arnoldo Mondadori Editore]“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Sa ognuno che nel seicento, con lo scadere dell' arte, ricomparvero quelle freddure e mattie, e ogni cosa fu piena di acrostici, d'anagrammi, d'allitterazioni e altrettali sciempiezze. Ma per buona ventura cotesta sorta vanissima di pedanteria non sembra ai moderni pericolosa; e dico ai moderni italiani, perché appresso gli stranieri non ne mancano esempj ; e molti anno letto in un vivente poeta francese di gran nomea certi capricci di metri e di rime i quali dimostrano come in lui siensi venuti rinnovando tutti gli umori e le vertigini dei seicentisti. E nemmanco ci pare immune dalle stranezze di cui parliamo quel concepimento del Goethe di ordire la tragedia del Fausto con questa singolar legge che ogni scena fosse dettata in metro diverso ed una altresì in nuda prosa, onde potesse affermarsi che niuna maniera del verseggiare ed anzi dello scrivere umano (per quanto ne è capace il tedesco idioma) mancasse a quel dramma ; nuova maniera e poco assai naturale e graziosa di porgere idea e figura del panteismo.“ II

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Michele Amari 4
storico, politico e orientalista italiano 1806 – 1889
„[Sul falsario Giuseppe Vella] Tra tanta penuria [di studi orientalistici], piombò in Palermo il maltese Giuseppe Vella, frate cappellano dell'Ordine Gerosolimitano, il quale con quel suo dialetto mescolato d'arabico corrotto e di pessimo italiano, potea comprender tanto dell'idioma degli Arabi, quanto un contadino di Roma intenderebbe Cicerone o Tito Livio senza avere mai studiato il latino; e, per giunta, il Vella ignorava i caratteri, né li apprese che a capo di parecchi anni, da uno schiavo musulmano che vivea in Palermo. Digiuno d'ogni erudizione, ma furbo, baldanzoso, sfacciato, ciarlatano che testè facea mestier di dare i numeri del lotto, il Vella aprì nuova bottega: fabbricò due codici diplomatici in arabico, dicea, ma ne mostrava la sola versione italiana; dei quali il primo intitolò "Consiglio di Sicilia", e vi finse il carteggio degli emiri dell'isola coi principi aghlabiti e fatimiti d'Affrica; il secondo, "Consiglio d'Egitto", e lo disse raccolta delle lettere dei principi normanni di Sicilia, i quali, per passatempo, raccontassero tutte le faccende di casa loro ai moribondi califi fatimiti d'Egitto.“ pp. 8-9


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Luis Sepúlveda 99
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Miagolare l'idioma degli umani è tabù. Così recitava la legge dei gatti, e non perché loro non avessero interesse a comunicare. Il grosso rischio era nella risposta che avrebbero dato gli umani. Cosa avrebbero fatto con un gatto parlante? Sicuramente lo avrebbero chiuso in una gabbia per sottoporlo a ogni genere di stupidi esami, perché in genere gli umani sono incapaci di accettare che un essere diverso da loro li capisca e cerchi di farsi capire. I gatti sapevano, per esempio, della triste sorte dei delfini, che si erano comportati in modo intelligente con gli umani e così erano stati condannati a fare i pagliacci negli spettacoli acquatici. E sapevano anche delle umiliazioni a cui gli umani sottopongono qualsiasi animale che si mostri intelligente e ricettivo con loro. Per esempio i leoni, i grandi felini, obbligati a vivere dietro le sbarre e a vedersi infilare tra le fauci la testa di un cretino; o i pappagalli, chiusi in gabbia a ripetere sciocchezze. Perciò miagolare nel linguaggio degli umani era un grandissimo rischio per i gatti.“ libro Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

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Lino Toffolo 2
attore, cantautore e cabarettista italiano 1934 – 2016
„Un sol grido un solo idioma: scapòma!“ Film Brancaleone alle crociate

Frances Winwar 10
1900 – 1985
„Con l'anima in tumulto aveva iniziato la stesura della "Danza Macabra", in un nuovo idioma musicale, fantastico, violento, pieno di dissonanze e di note contrastanti, che al piano producevano un effetto magico, mentre il tetro tema del "Dies Irae" dominava l'orchestra come la presenza stessa della Morte.“ p. 18

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Andrea Zanzotto 17
poeta italiano 1921 – 2011
„Questa silloge vuol essere soltanto uno speciem di lavori in corso, che hanno un'estensione molto più ampia. Si tratta quasi sempre di "incerti frammenti", risalenti a tutto il periodo successivo e in parte contemporaneo a Idioma (1986). Non tutti sono datati e comunque sono qui organizzati provvisoriamente per temi che sfumano gli uni negli altri o in lacune, e non secondo una sequenza temporale precisa, ma forse "meteorologica.“ Nota finale in Meteo, Donzelli