Frasi su infausta


Luigi Pintor 64
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„Avere ridotto le rivoluzioni del ventesimo secolo a un cumulo di orrori è un'operazione manichea in senso stretto. Se quello è male tutto il resto è bene e il mondo può sentirsi nel suo complesso innocente. Un cocomero per metà marcio e per metà sano da offrire in tavola spaccato in due. Nessuno sospetta che l'implosione di quelle rivoluzioni non ha significato la sconfitta di una parte e la salvezza di un'altra ma un'occasione perduta per tutti e un sintomo infausto per tutto il cocomero.“

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Vincenzo Monti 189
poeta italiano 1754 – 1828
„Maledetto il pensier che ti donai; | Maledette le tracce, e la scaltrita | Sembianza, onde sedurre io mi lasciai; || Maledetta l'infausta ombra romita | Conscia de' miei trionfi, e della spene | Lungo tempo felice, e poi tradita. (p. 224)“


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Ugo Foscolo 89
poeta italiano 1778 – 1827
„Gli amori della moltitudine sono brevi ed infausti; giudica, più che dall'intento, dalla fortuna; chiama virtù il delitto utile, e scelleraggine l'onestà che le pare dannosa; e per avere i suoi plausi conviene o atterrirla, o ingrassarla, e ingannarla sempre. (4 dicembre; Parini a Ortis)“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„Le preoccupazioni della stampa europea non sono dovute a pietà e amore per l'Italia ma semplicemente al timore che l'Italia, come in un altro infausto passato, sia il laboratorio di esperimenti che potrebbero stendersi all'Europa intera. (da Provocare per vincere, in MicroMega n. 4/2003, p. 59)“

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Albert Einstein 603
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Così abbiamo dovuto assistere al licenziamento di degni docenti universitari. […] e all'infausta istituzione del giuramento del docente, ideato per limitare la libertà d'insegnamento. Non mi soffermo sul fatto che la libertà d'insegnamento e di opinione – nei libri o nella stampa – è il fondamento di un sano e naturale sviluppo di qualsiasi popolo. (Lettera aperta all'Assemblea delle Nazioni Unite, 1948)“

„Gli Aurunci, dopo di aver implorata la protezione di Roma, paventando fortissimamente de'nemici Sidicini, che già eran loro sopra, abbandonati il paese, e menando seco in tutta fretta i proprj figliuoli, e le cose le più care, precipitosamente sen fuggono nella vicina Sessa. Profittano i Sidicini dello spavento, che le loro armi avevano incusso agli Aurunci, assalgono la Città, ne demoliscono le mura, e la uguagliano interamente al suolo. Accadde tutto ciò così prestamente, e prima, che dell'infausto accaduto ne giungesse la notizia in Roma, in guisa che le truppe, che il Senato avea decretato a loro favore fossero non ancora uscite da quella dominante. (p. 44)“

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Arthur John Strutt 9
pittore, incisore e viaggiatore inglese 1819 – 1888
„[Sulla battaglia di Maida] Durante la guerra, mentre le montagne di Cortale erano occupate dai francesi, un bel mattino, con grande sorpresa di costoro, il golfo di Eufemia offrì l'insolito spettacolo di una flotta inglese dalle cui navi sbarcò alla spicciolata un contingente di truppe che si spinse nell'interno per provocare uno scontro e fare un'azione dimostrativa; insomma quale che sia la definizione tecnica dell'operazione, i soldati si avviarono verso Nicastro. I calabresi, il cui parere era sostenuto dalla loro conoscenza dei luoghi, suggerirono ai francesi di rimanere sulle loro posizioni di montagna, assicurandoli che se agli invasori fosse stato consentito di accamparsi sulle terre basse e paludose che si stendono da Nicastro al mare, e durante la stagione calda sono infestate dalla micidiale malaria, ben presto gli uomini si sarebbero trovati in una condizione tutt'altro che propizia al combattimento. Ma monsieur (il generale) aveva troppa fretta per ascoltare il consiglio e, sceso subito incontro al nemico senza ausilio alcuno di artiglieria, ricevette tale dura batosta dagli inglesi che fu costretto ad abbandonare all'istante il campo così infausto, lasciando al nemico la possibilità di raggiungere le sue navi soddisfatto del danno provocato. (citato in Viaggiatori stranieri nel Sud, pag. 502)“

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Parmenide 21
filosofo greco antico -501 – -450 a.C.
„Le cavalle che mi portano fin dove il mio desiderio vuol giungere
mi accompagnarono, dopo che mi ebbero condotto e mi ebbero posto sulla via che dice molte cose,
che appartiene alla divinità e che porta per tutti i luoghi che l'uomo sa.
Là fui portato. Infatti, là mi portarono accorte cavalle
tirando il mio carro, e fanciulle indicavano la via.
L'asse dei mozzi mandava un sibilo acuto,
infiammandosi – in quanto era premuto da due rotanti
cerchi da una parte e dall'altra –, quando affrettavano il corso nell'accompagnarmi,
le fanciulle Figlie del Sole, dopo aver lasciato le case della Notte,
verso la luce, togliendosi con le mani i veli dal capo.
Là è la porta dei sentieri della Notte e del Giorno,
con ai due estremi un architrave e una soglia di pietra;
e la porta, eretta nell'etere, è rinchiusa da grandi battenti.
Di questi, Giustizia, che molto punisce, tiene le chiavi che aprono e chiudono.
Le fanciulle, allora, rivolgendole soavi parole,
con accortezza la persuasero, affinché, per loro, la sbarra del chiavistello
senza indugiare togliesse dalla porta. E questa, subito aprendosi,
produsse una vasta apertura dei battenti, facendo ruotare
nei cardini, in senso inverso, i bronzei assi
fissati con chiodi e con borchie. Di là, subito, attraverso la porta,
diritto per la strada maestra le fanciulle guidarono carro e cavalle.
E la Dea di buon animo mi accolse, e con la sua mano la mia mano destra
prese, e incominciò a parlare così e mi disse:
«O giovane, tu che, compagno di immortali guidatrici,
con le cavalle che ti portano giungi alla nostra dimora,
rallegrati, poiché non un'infausta sorte ti ha condotto a percorrere
questo cammino – infatti esso è fuori dalla via battuta dagli uomini –,
ma legge divina e giustizia. Bisogna che tutto tu apprenda:
e il solido cuore della Verità ben rotonda
e le opinioni dei mortali, nelle quali non c'è una vera certezza.
Eppure anche questo imparerai: come le cose che appaiono
bisognava che veramente fossero, essendo tutte in ogni senso». (frammento 1)“


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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Non so quanto la tv australiana avesse investito sul mondiale 2006, né come abbia reagito a un'eliminazione all'ultimo secondo dell'ottavo di finale, per un calcio regalato da un arbitro spagnolo a un terzino italiano colto da svenimento. Ma scommetterei in maniera più elegante, e più sportiva, di quella che la Rai scelse di cavalcare nell'infausto 2002 coreano. [... ] Durò un paio di giorni, per la verità, anche lo scarico di responsabilità da parte della squadra, sotto forma di tiro al bersaglio dell'arbitro Moreno. Ma poi, salvo qualche eccezione, il comune senso del pudore, prima ancora del fair play, riprese il sopravvento e si cominciò a riconoscere che se gli arbitraggi rassicuranti, oltre che davvero imparziali, sono oggettivamente diversi, ancor più diverse sono le congiure. Quando una squadra deve perdere, secondo quanto cercarono di farci credere [I giornalisti RAI], non arriva a giocarsi due match-ball come quelli di Vieri e Gattuso a pochi minuti dalla fine. La fermano prima, alla maniera di Aston in Cile. La Rai invece, impavida, andò avanti per settimane. E più passavano i giorni, più grosse le sparava. Sino a quella, davvero memorabile, dell'azione per danni alla Fifa. Il presupposto era, ovviamente, che Byron Moreno fosse il braccio armato di Blatter, investito della missione di far andare avanti, a qualunque costo, la squadra di casa. In buona sostanza, tuonò con supremo sprezo del ridicolo un avvocato dell'ufficio legale della Rai, chiederemo a Zurigo il rimborso totale di quanto è stato pagato per i diritti, cioè settanta milioni di euro, il rimborso delle spese di produzione per la trasferta in Corea e Giappone, e i danni derivati dalla caduta negativa della pubblicità. Mancavano giusto un paio di divisioni da ammassare al confine di Chiasso. I programmi sportivi dedicati al mondiale, che ovviamente continuava, amplificarono i toni, e più di un quotidiano cadde in tentazione. Si arrivò a leggere che la causa avrebbe fatto giurisprudenza a livello mondiale, al pari della sentenza Bosman: quando l'unico rimando possibile era, con tutta evidenza, a capitan Fracassa. [... ] La sera del 9 gennaio 2003, Raidue portò nei propri studi in esclusiva mondiale nientemeno che il famigerato Byron Moreno. E a chi affidare la faccia? A Enzo Biagi no, perché era già in vigore l'editto di Sofia, a Minoli nemmeno, Tosatti forse aveva un impegno. Sicché prese in prestito da Sky, senza alcun diritto di riscatto, l'intramontabile José Altafini. Civile la conversazione. Ma inserita nell'ambito di uno show dal titolo Stupido Hotel, mai come in quel caso un nome una garanzia. Così l'arbitro ecuadoregno entrò in scena dalla porta girevole con una valigetta piena di soldi, rispose punto per punto alle domande non proprio asfissianti dell'intervistatore, concluse argomentando sottilmente che quella sera a Daejon era stata l'Italia, non lui, a sbagliare la partita, e fu congedato da un simpatico gavettone sulle note del coro del Nabucco: che per una rete in quota Lega rappresentava, con tutta evidenza, l'inno nazionale. Una serie di interpellanze parlamentari non riuscirono a chiarire né la ragione di quella straordinaria partecipazione, né l'entità del compenso ricevuto da Moreno, dall'ordine comunque di alcune decine di migliaia di dollari. Fatto sta che, grazie alla sportività della Rai, l'ex nemico pubblico numero uno ebbe l'opportunità di dimostrare che i buffoni, semmai, erano altrove. E il cerchio finalmente si chiuse. (cap. La cultura della sconfitta)“

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Roberto Gervaso 325
storico, scrittore, giornalista 1937
„Mi fido solo dei medici che sbagliano le diagnosi infauste.“

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Antonio Salandra 5
politico italiano 1853 – 1931
„Lo svolgersi degli eventi, fausti ed infausti, ci ha sempre più persuasi della necessità e della giustizia della nostra guerra, senza la quale saremmo rimasti irremissibilmente menomati negli interessi, e, quel che è peggio, nella dignità, nell'onore della Nazione. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 610)“

Carlo Antonio de Rosa 4
1638 – 1712
„Spesso si vede avverato negli uomini ciò che nelle piante talvolta osserviamo, che nel primo lor germogliare annunziano la felice o infausta riuscita che son per fare, e se scarsi o abbondanti frutti debbon col tempo produrre. Aulisio fin dalla sua prima età diede chiari segni di dover divenire uno degli uomini non volgari, e che il suo nome era per rendersi illustre, e da far onore alla patria che gli avea dato la culla. (p. 32)“


Angelo Maria Ricci 11
poeta italiano 1776 – 1850
„Sei giorni, e sei trascorsi erano appena, | Quando di Carlo apparver gli stendardi, E come allor che il torbid'austro mena | In pigra calma i gravi nembi e tardi; | Corrono a prevenir con varia lena | L' atro foriere i nuotator gagliardi, | Così di speme disperata accesi | Corrono all'armi i difensòr Pavesi || Tutta in campo apparia già l'oste intera, | Che i larghi fossi in duplice intervallo | Disponea d'ogni intorno, e la trinciera, | E i gravi arieti approssimava al vallo : | Qual forse ad Ilio sovrastava altera | L' infausta mole del fatal cavallo, | Ed accennando da vetusti merli, | Pendean le spose italiche a vederli. (ottava 25-26, canto VII)“

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Il fascismo non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l'Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di un ordine e di una legalità detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuole essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata. (Oro)“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„[... ] i turisti son razza insipiente quanto infausta. (pp. 153-54)“

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Joanna Newsom 4
cantautrice e arpista statunitense 1982
„Quelli erano tempi pericolosi, astrologicamente parlando, per i tossici specie quelli in età adolescenziale, che erano nati quasi tutti sotto un aspetto di novanta gradi, l'angolazione più infausta che esiste: fra Nettuno, il pianeta dei tossici e Urano, il pianeta delle sorprese brusche. (Film Vizio di forma)“

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