Frasi su liberista


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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Facciamola finita, venite tutti avanti, nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto assurdo bel Paese.“ canzone Canzone 'Cirano'

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Costanzo Preve 55
filosofo e saggista italiano 1943 – 2013
„Dopo il Sessantotto la "Sinistra" è diventata l'ala culturale ed artistica marciante di un nuovo capitalismo post-borghese, che ha cancellato la stessa matrice originaria dello stesso comunismo di Marx, e cioè la coscienza infelice (Hegel) della borghesia europea. Dal momento che qualsiasi programma di de-globalizzazione (Lordon, Sapir) implica il rafforzamento del "pubblico", e cioè della sovranità economico-politica dello stato nazionale, la sinistra sicuramente vi si opporrà, dando luogo ad un curioso e funesto gioco delle parti, e cioè la globalizzazione "liberista" a destra e la globalizzazione "anarchica" a sinistra, che marceranno separate, e colpiranno unite qualsiasi programma di liberazione nazionale e sociale, infallibilmente connotato come "populista", ispirato dalla destra eterna.“


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Daniele Luttazzi 139
attore, comico e scrittore italiano 1961
„Puntano tutti sul Partito Democratico, con a capo Walter Teresa di Calcutta. Ora, io ho mille dubbi. Un parto frettoloso, deciso dall'alto, dopo l'insuccesso delle amministrative, come ricorda sull'Espresso Michele Salvati, uno dei padri fondatori del Partito Democratico. Fassino ha detto: "il Partito Democratico è un partito che deve stare in sintonia con la società". In sintonia?... Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista, una critica di cui oggi c'è molto bisogno, se si considera la peste che ammorba l'Occidente, cui alludo con questo mio Decameron. La peste è il pensiero unico guerrafondaio, reazionario, liberista, che cerca di governare il mondo con le sue politiche antisociali: il precariato di massa, le speculazioni finanziarie. Con il Partito Democratico sparisce la critica. Resta la gestione dell'esistente“ ...

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Bettino Craxi 38
politico italiano 1934 – 2000
„L'intervento pubblico diretto nella produzione deve corrispondere a criteri economici ed a esigenze sociali, non deve far sortire l'effetto di deprimere il meccanismo economico diminuendone l'efficienza e la capacità produttiva. Esso va usato e sollecitato con decisione per rimuovere strozzature e anomale posizioni di controllo della vita economica, ritardi ed insufficienze dell'apparato produttivo, deve essere difeso dalla polemica liberista ma non mitizzato. La funzione del potere politico, rappresentativo dei grandi interessi generali nell'economia, deve essere quella di ricondurre, mediante un adeguato apparato di strumenti legislativi, amministrativi, fiscali ed economici, le grandi scelte economiche sotto il controllo della collettività (Dal rapporto ai quadri, 1966, p. 51).“

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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„Inserite in questo contesto storico e teorico, possiamo comprendere due svolte importanti che si verificano nel corso della tradizione liberale. Sappiamo che, inizialmente, la dicotomia liberali/servili ha una forte connotazione sociale ed etnica; questa connotazione tende ad attenuarsi, quanto più significative diventano le concessioni che la comunità dei liberi si vede costretta a fare. Si comprende allora il tentativo di certi settori del movimento liberale di discernere tra liberalismo e liberismo, e di prendere così le distanze da quei settori (liberisti) che, gridando allo scandalo per ogni intervento dello Stato in ambito economico-sociale, si rifiutano di mettere in discussione i rapporti di dominio e di oppressione presenti all'interno della società civile, della «sfera privata».“ cap. VIII, 12, p. 278

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Il Foreign Office seguiva con una certa indispettita attenzione quegli aggressivi sviluppi della politica americana, in un settore ove forti erano ancora gli interessi britannici. Da parte inglese non si riscontrava la smania liberista portata avanti dagli americani – anche perché l'industria petrolifera britannica dal 1914 era in buona parte nazionalizzata – ma esisteva un moderato appoggio alle pretese degli Stati Uniti, nel tentativo di contenere un'affermazione italiana, senza tuttavia consentire un eccessivo predominio delle società di oltre oceano. Il pensiero di Loftus viene conosciuto al Foreign Office dapprima attraverso un breve riassunto, e in quella veste sommaria viene classificato come un "discorso vago". Ma quando esso viene esaminato nella sua interezza, l'ambasciata inglese a Washington si preoccupa di mettere in risalto il fatto che Loftus "raccomanda che gli Stati Uniti dovrebbero assicurarsi il controllo su tutte le fonti di rifornimento dell'emisfero occidentale". La politica degli Stati Uniti veniva quindi definita "combattiva", ma la comunicazione al Foreign Office si concludeva notando che "le idee del Dipartimento [di Stato] sono piuttosto confuse".“ pp. 24-25

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Jeremy Rifkin 50
economista, attivista e saggista statunitense 1945
„Molti americani hanno a lungo nutrito l’idea che i grandi progressi economici siano sempre il risultato di uno Stato che si fa da parte e permette alla mano invisibile del capitalismo di regnare in mercati liberi e incontrollati. Gli europei, e molti altri popoli del mondo, sono assai meno convinti delle virtù di uno sfrenato capitalismo liberista e storicamente hanno mostrato di preferire uno Stato presente e coinvolto in maniera attiva nei processi economici, con l’obiettivo di mantenere un modello di mercato socialmente più equilibrato. Eppure, anche nelle più moderate economie ispirate al benessere sociale si manifesta un crescente sentimento populista – sia pur per ora minoritario – che tende a limitare il tradizionale ruolo dello Stato nell’economia, proprio nel momento in cui avremmo bisogno di un coinvolgimento più attivo dei governi nel settore privato, al fine di rivitalizzare l’economia e gli scambi.“ libro La terza rivoluzione industriale

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Pino Rauti 7
politico e giornalista italiano 1926 – 2012
„Noi non siamo liberisti: noi ci rifacciamo al pensiero nazional-popolare per quanto riguarda i contenuti e alla dottrina nazional-rivoluzionaria come metodo di governo della cosa pubblica.“ dall'intervista a Il Tempo, maggio 2001


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Giulio Tremonti 23
politico e avvocato italiano 1947
„[... ] i liberali drogati dal successo appena ottenuto nella lotta contro il comunismo; i post-comunisti divenuti liberisti per salvarsi; i banchieri travestiti da statisti; gli speculatori-benefattori; e i più capaci pensatori di questo tempo, gli economisti, sacerdoti e profeti del nuovo credo.“

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Nichi Vendola 54
politico italiano 1958
„Considero la querelle generazionale inappropriata, una maschera che nasconde le cose. Renzi è molto più giovane di me e di Bersani ma è molto più vecchio culturalmente e politicamente di me e di Bersani. Renzi è vecchio quanto è vecchia la rivoluzione liberista nel mondo.“

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Milton Friedman 66
economista statunitense 1912 – 2006
„Sono un liberista colla elle minuscola ed un Repubblicano con una erre maiuscola [nel senso di appartenente al Partito Repubblicano]. Ma io sono Repubblicano colla erre maiuscola per interesse e non per principio.“ dallo spettacolo di Charlie Rose, An Appreciation of Milton Friedman, novembre 2005

Marcello Veneziani 34
giornalista e scrittore italiano 1955
„Ci sono almeno tre destre: la destra liberale, un po' conservatrice sul piano dei valori, liberista in economia, anticomunista e garantista; la destra della tradizione, con significative varianti cattoliche o ribelli; la nuova destra, sociale e comunitaria, critica verso il dominio del mercato e il modello consumista.“ da [http://www. ilgiornale. it/cultura/il_sobrio_orgoglio_essere_destri/06-10-2010/articolo-id=478234-page=0-comments=1 Il sobrio orgoglio di essere "destri"], il Giornale. it, 6 ottobre 2010

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Proprio un economista americano, Paul A. Samuelson, pur muovendosi in un orizzonte liberista, ha ricordato che, accanto ai tagli che il mercato sollecita, va conservata qualche funzione dello stato nell'economia, per salvaguardare alcuni irrinunciabili istituti del welfare state. Negli anni che seguirono la crisi del 1929, la funzione imprenditoriale dello stato era stata infatti riconosciuta persino negli Stati Uniti, attraverso la costituzione di holding con capitale pubblico (1933, Tennesse Valley Authority – TVA), elemento propulsivo in quei limitati progetti di welfare che furono avviati in America.“ p. 288