Frasi su mendicante


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Erasmo da Rotterdam 61
teologo, umanista e filosofo olandese 1469 – 1536
„Il miglior modo di onorare i santi è di imitarli. (da I francescani o i ricchi mendicanti)“

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Margaret Mazzantini 99
scrittrice italiana 1961
„E quando quella mano fredda, come la pietra dov'era posata, si ferma sulla mia guancia, io so che la amo. La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno. La amo come un mendicante, come un lupo, come un ramo di ortica. La amo come un taglio nel vetro. La amo perché non amo che lei, le sue ossa, il suo odore di povera. (p. 227)“


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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Il mondo circostante era, come si è già notato, un groviglio di dipendenze familiari, feudali, e altre. L'idea complessa di San Francesco era che i Piccoli Frati dovessero essere come pesciolini, liberi di muoversi a proprio piacimento in quella rete. E potevano farlo proprio per il loro essere piccoli e perciò guizzanti. [... ] Calcolando, per così dire, su questa astuzia innocente, il mondo era destinato ad essere circuito e conquistato da lui, e impacciato nel reagire alla sua azione. Non si poteva di certo lasciar morire di fame un uomo continuamente votato al digiuno, né lo si sarebbe potuto distruggere e ridurre alla miseria, poiché era già un mendicante. Vi sarebbe stata una soddisfazione ben scarna anche nel percuoterlo con un bastone, poiché egli si sarebbe lasciato andare a salti e canti di gioia, essendo l'umiliazione la sua unica dignità. E nemmeno lo si sarebbe potuto impiccare, perché il cappio sarebbe divenuto la sua aureola. (cap. VII)“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

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Giovanni Crisostomo 40
arcivescovo e teologo bizantino 349 – 407
„Vuoi onorare il corpo di Cristo? Dopo averlo onorato in chiesa, non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa. Colui che ha detto "questo è il mio corpo" ha detto anche "questa è la mia fame". Che importa che la mensa del Signore scintilli di calici d'oro, mentre lui muore di fame? Che senso ha offrirgli porpora e oro, e rifiutargli un bicchiere d'acqua? Rendi bella la casa del Signore, ma non disprezzare il mendicante, perché il tempio di carne di questo fratello è più prezioso del tempio di pietre.“

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Mika 70
cantautore libanese 1983
„Non lo sai che i mendicanti non possono fare gli schizzinosi?“

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Bruce Springsteen 148
musicista e cantautore statunitense 1949
„Ero il re del vicolo, mamma, potevo parlare davvero sboccato, ero il principe dei mendicanti incoronato in centro ad un festino di accattoni.“

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Friedrich Hölderlin 67
poeta tedesco 1770 – 1843
„Oh! un Dio è l'uomo allorché sogna, un mendicante quando riflette; [... ] (p. 24)“


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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Il mondo e il terreno dei miti sono sempre presenti; simili a quella sovrabbondanza che gli dèi ci nascondono: noi camminiamo come mendicanti in mezzo a una ricchezza inesauribile. Ma i poeti ne coniano l'immagine per noi. (p. 112)“

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Tommaso Moro 40
umanista, scrittore e politico inglese 1478 – 1535
„Ed è più facile che uno spirito fiero scelga di fare il ladro anziché il mendicante (da "Utopia", I libro, p. 31).“

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Nikola Tesla 27
fisico, inventore e ingegnere serbo naturalizzato statun... 1856 – 1943
„La teoria [della relatività] è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re. (dal New York Times dell'11 luglio 1935, p. 23)“

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Carlo Felice di Savoia 2
re di Sardegna dal 1821 al 1831 1765 – 1831
„Sono mendicanti perché non hanno ben accolto un uomo prezioso come Voi. Ho intenzione di inviare l'ordine di demolire l'intero paese, che non ne resti pietra su pietra, e che tutti gli abitanti siano passati a fil di spada.“


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Jonathan Franzen 40
scrittore e saggista statunitense 1959
„Una persona poteva ritrovarsi ad amare nemici e mendicanti e genitori ridicoli, gente che era stato così facile tenere a distanza e verso la quale, se in un momento di debolezza ci si lasciava andare ad amarla, si acquistava poi un'eterna responsabilità. (Capitolo XII)“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Cause di forza maggiore: la mia viltà. (Disse il mendicante a Marivaux: eh, sì, avete ragione, son giovane e forte, mais que voulez-vous, Monsieur, je suis si paresseux!) (p. 106)“

Markus M. Ronner 7
scrittore, teologo 1938
„La povertà non è una vergogna" disse il ricco al mendicante cacciandolo via.“

Giuseppe Marotta (scrittore) 37
scrittore e sceneggiatore italiano 1902 – 1963
„Toledo era invasa dai mendicanti, ne era pavimentata. Costoro inventavano Napoli con una forza vittorughiana. (p. 26)“