Frasi su menestrello


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Gene Gnocchi 166
comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955
„Il pipistrello che manifesta propensione alla musica si chiama menestrello, come da noi.“

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Eileen Power 11
storica britannica 1889 – 1940
„I menestrelli ripagarono Carlo Magno per la sua benignità verso di loro. Gli diedero fama immortale. (pag. 26)“


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Eileen Power 11
storica britannica 1889 – 1940
„Ciò che i cronisti dei monasteri non avrebbero mai potuto fare per Carlo Magno, nel chiuso delle loro cellette, lo fecero questi menestrelli disprezzati e maledetti: gli diedero ciò che forse è più desiderabile di un posto nella storia – gli diedero un posto nella leggenda. (pag. 26-27)“

„Con un piede a Broadway e l'altro alla Carnegie Hall, Gershwin si presentava a un tempo come il compositore modernista che trae ispirazione esotica dal folclore urbano, e però anche come menestrello, il portavoce, l'interprete di quella stessa realtà da cui traeva ispirazione: come la sintesi di quei due mondi e, come tale, un fenomeno unico nel suo genere. (p. 109)“

„Morbido intaglio di luce, scintillante come un brinoso giorno; armato di una stalattite... di un candore argenteo è il singolo corno. Specchiato in un lago boschivo, stranamente fugace, selvaggio sempre, visto di notte sotto il cielo limpido, mai vicino, fantasia infantile. Leggende cantano i menestrelli, mai il dolore la tua razza ha sfiorato... Libero come l'aria, elusivo essere, con piede leggero il vento hai sconfitto. Strano e raro, perduto per gli umani; della luna più splendente; dalla tua criniera cadono diamanti. Bestia di brina, ma come l'amor calda... Unicorno.“

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Frank Herbert 137
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Tu hai letto che Muad'Dib non ebbe compagni di gioco della sua età su Caladan. I pericoli erano troppo grandi. Ma Muad'Dib ebbe dei meravigliosi compagni nei suoi insegnanti. C'era Gurney Halleck, il guerriero menestrello. Canterai anche tu alcune canzoni di Gurney, man mano che avanzerai nella lettura di questo libro. C'era Thufir Hawat, il vecchio Mentat Maestro degli Assassini, il quale faceva paura perfino all'Imperatore Padiscià. C'erano Duncan Idaho, il Maestro di Scherma dei Ginaz; il dottor Wellington Yueh, un nome disonorato dal tradimento ma illuminato dalla sapienza; Lady Jessica, che istruì suo figlio nella Via Bene Gesserit; e, naturalmente, il Duca Leto, le cui qualità di padre sono state per troppo tempo trascurate. (dalla «Storia di Muad'Dib per bambini» della Principessa Irulan: Ed. Nord, p. 26)“

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Povia 19
cantautore italiano 1972
„Per me che due gay o due lesbiche possano adottare un figlio non è affatto giusto. [... ] Il bambino chi chiamerà papà? [... ] Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti, a quello che ti insegnano da piccolo. [... ] Come quei bambini che mamma e papà picchiano e loro per perversione vogliono essere picchiati. [... ] Anche se ognuno è libero di pensarla come vuole. Comunque io so quello che dico. Anch'io ho avuto una fase gay. [... ] È stato quando avevo 18 anni. È durata sette mesi, poi l'ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati e hanno anche dei figli. (dall'intervista di Costanza Rizzacasa d'Orsogna, Confessioni: Giuseppe Povia, menestrello dalla doppia personalità, Panorama, 17 luglio 2005)“

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Dobbiamo asserire [... ] che [San Francesco] fu un poeta. [... ] Ma egli ebbe un privilegio negato a molti poeti; poté infatti chiamarsi il solo poeta felice fra i tanti poeti infelici del mondo. Tutta la sua vita fu una poesia, ed egli non fu tanto un menestrello che cantava semplicemente le proprie canzoni, quanto un drammaturgo capace di recitare per intero il suo dramma. [... ] Parlare dell'arte di vivere suona oggi artificiale più che artistico. Ma San Francesco rese in ogni senso la vita arte, per quanto un'arte involontaria. [... ] [A età avanzata, poiché stava per diventare cieco, gli prospettarono un rimedio orribile, che] consisteva nel cauterizzare l'occhio senza alcun anestetico. In altre parole, si dovevano bruciare i bulbi degli occhi con un ferro rovente. [... ] Quando fu preso il ferro dalla fornace, egli si levò con atteggiamento educato, e parlò come se si rivolgesse ad un essere invisibile: "Fratello fuoco, Dio ti ha creato bellissimo e forte e utile; ti prego d'essere cortese con me." Se c'è qualcosa che possa dirsi arte di vivere, a me pare che un simile momento sia uno dei suoi capolavori. Non a molti poeti è stato concesso di ricordare la propria poesia in un simile momento, ancor meno di vivere uno dei propri poemi. Perfino William Blake sarebbe stato sconvolto se, leggendo i nobili versi: "Tigre! Tigre! che splendente bruci!" un'enorme tigre viva del Bengala fosse apparsa alla finesta del suo cottage in Felpham, con la evidente intenzione di asportargli la testa. (cap. VI)“


Armand Guibert 1
1906 – 1990
„[... ] se riunisce in una comune ammirazione Claudel e i griots del suo paese, Saint-John Perse e i Menestrelli americani, è perché ha una concezione ecumenica dell'uomo e vuole che nessuna ricchezza vada sprecata. Come, in politica, ha saputo sempre mantenersi sulla cresta dell'onda, ed è riuscito e si tiene a galla grazie alla sua doppia cultura. (da Léopold Senghor par lui même, p. 104)“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Fu un soldato. Fu un pastore. Fu un mendicante e fu un sovrano. Fu contadino, menestrello, marinaio, falegname. Nacque, visse e morì come Aiel. Morì pazzo, morì putrido, morì di malattia, d'incidente, di vecchiaia. Fu messo a morte davanti a una folla esultante. Si proclamò il Drago Rinato e sventolò nel cielo il proprio stendardo; si sottrasse al Potere e si nascose; visse e morì senza sapere di poterlo toccare. Tenne a bada per anni la pazzia e il male; cedette nel periodo di due inverni. A volte Moiraine venne a portarlo via dai Fiumi Gemelli, da solo o con i suoi amici sopravvissuti alla Notte d'Inverno; a volte non venne. A volte vennero altre Aes Sedai. A volte quelle dell'Ajah Rossa. Egwene lo sposò; Egwene, dal viso austero, con la stola da Amyrlin Seat, guidò le Aes Sedai che lo domarono; Egwene, con le lacrime agli occhi, gli piantò nel cuore un pugnale e nel morire lui la ringraziò. Amò altre donne, sposò altre donne. Elayne; Min; la bionda figlia d'un contadino incontrata lungo la strada per Caemlyn; donne che non aveva mai visto prima di vivere queste vite possibili. Cento vite. Mille. Tante da non riuscire a contarle. E al termine di ogni vita, mentre giaceva in punto di morte, mente esalava l'ultimo respiro, una voce gli bisbigliò all'orecchio: «Ho vinto di nuovo, Lews Therin». (capitolo 37)“