Frasi su mercurio


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Emis Killa 41
rapper italiano 1989
„Non piango se muore una stella, per quanto potrà essere bella so che ce ne sono miliardi.“ da Mercurio, 2013

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Emis Killa 41
rapper italiano 1989
„Non sarò mai uno dei tanti, lo giuro, nella mia testa non voglio abitanti, solo silenzio come Mercurio.“ da Mercurio, 2013


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Pippo Pollina 38
cantautore italiano 1963
„Siamo venuti lontano armati di pane e pazienza | con un biglietto nella mano e un'idea nella credenza. | Dalle montagne in un tugurio, le notti alla luce di un cero | la colonnina di mercurio a farci festa sottozero.“ da Caffè Caflisch

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Paracelso 21
medico, alchimista e astrologo svizzero 1493 – 1541
„Tutte le cose sono un ente, doppio, perché divine e umane, triplo perché spirituali, e dotate di anima e di corpo: un olio(=zolfo), una pietra (=pietra filosofale = mercurio), un carvunculus(=sale).“ da Il libro della Santa Trinità

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Tutto dunque, quantunque minimo, è sotto infinitamente grande provvidenza; ogni qualsivoglia vilissima minuzzaria in ordine del tutto ed universo è importantissima; perché le cose grandi son composte de le picciole, e le picciole de le piccolissime, e queste de gl'individui e minimi.“ Mercurio: I dialogo

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Gaio Giulio Igino 1
scrittore e bibliotecario dell'Impero romano -64 – 17 d.C.
„In precedenza gli uomini chiedevano il fuoco agli dei immortali e non sapevano custodirlo per sempre; poi Prometeo lo portò sulla Terra in una canna e mostrò agli uomini come conservarlo, una volta nascosto sotto la cenere. Per questo motivo Mercurio, per ordine di Giove, lo attaccò con chiodi di ferro a una rupe sul monte Caucaso e pose lì un'aquila, che gli rodesse il fegato; quanto ne veniva mangiato di giorno, tanto ne cresceva durante la notte. Trent'anni dopo Ercole uccise quest'aquila e liberò Prometeo.“

„Secondo Alighieri, il viandante spossato | Rimira con gioia il cammino percorso. | Firenze la ricordo in chiaroscuro, | in bianco e nero, come mercurio al sole.“

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Ivan Illich 59
scrittore, filosofo, sociologo, teologo 1926 – 2002
„Tutti i medici tradizionali credevano nelle persone, e i pazienti parlavano loro della propria natura. La natura veniva sperimentata, veniva sentita, odorata, assaporata dalle persone. Come lo spettatore, nel teatro greco, veniva educato a «sentire» l'attore, così il medico – quasi partecipasse a una tragedia greca – veniva educato, attraverso la mimesis (una simpatia che diventa sentire l'altro), a sentire la tragica vicenda di quella persona che sedeva dinanzi a lui e che, nella sua condizione umana, si era trovata in qualche guaio, in qualche contrarietà; e la natura cercava di guarire se stessa. Il concetto di salute non esisteva; esisteva solo l'idea di una natura più o meno capace di guarire costantemente se stessa. E ciò che il medico faceva, con il consiglio, con l'empatia, col potere della parola – la parola che risanava – e forse con pillole di coralli macinati o di mercurio, che sono altamente tossiche, come diremmo oggi, consisteva nell'incoraggiare la natura, nel rafforzare la natura, a compiere la propria azione guaritrice. Oggi ci è difficile pensare in questo modo alla funzione del medico. Pensiamo sempre che egli usi qualche strumento della sua professione per fare qualcosa al sistema o al sottosistema che c'è nel paziente, e che lui, non il paziente, conosce.“ p. 90


„Ormai, non puó farsi a meno di non parlare di una svariatissima collezione di anticaglie Calene; perché epigrafi, vasí dipinti, figurine in numero straordinario, marmi con iscrizioni palmari, statue, bassorilievi (fra' quali un'ara con Centauri di pregevole stile ed un quadro con Mercurio in rapporto col fanciullo Dioniso), incisioni in diaspri, comiole, radiche di smeraldi etc. uscirono da quel fertile suolo.“ p. 4

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Renzo Novatore 19
poeta e filosofo italiano 1890 – 1922
„È un mio assoluto ed imperioso bisogno quello di lanciare fra la tenebra la luce turbinosa e sinistra dei miei pensieri e il sogghigno incredulo e beffardo delle mie idee sanguinanti che, orgogliose e superbe di mostrare le loro rigogliose e spregiudicate nudità, se ne vogliono andare libere per il mondo alla ricerca di virili amplessi. Nessuno può essere più rivoluzionario di quello ch'io sono, ma è appunto per questo che voglio lanciare il corrodente mercurio dei miei pensieri fra la senile impotenza degli eunuchi dell'Umano Pensiero. Non si può essere rivoluzionari a metà, né pensare a metà. Bisogna essere come Ibsen, rivoluzionari nel senso più completo e radicale della parola. E tale sento di essere io!“ da Il mio individualismo iconoclasta

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Stefan Zweig 80
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Il miglior centro di cultura per ogni novità rimaneva tuttavia il caffè. Per capire questo, bisogna ricordare che il caffè viennese rappresenta un'istituzione speciale, non paragonabile a nessun'altra al mondo. Esso è in fondo una specie di club democratico, accessibile a tutti in cambio di un'economica tazza di caffè, dove ogni cliente, versando quel modestissimo obolo, ha il diritto di starsene per ore a discutere, a scrivere, a giocare alle carte, ricevendo la posta e divorando soprattutto un illimitato numero di giornali e di riviste. Nei migliori caffè viennesi c'erano tutte le gazzette della città e non queste soltanto, ma quelle della Germania intera, nonché le francesi, le inglesi, le italiane e le americane, ed inoltre tutte le riviste letterarie ed artistiche di qualche importanza, dal Mercure de Pratice alla Neue Rundschau, dallo Studio al Burlington Magazine.“ p.50

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Niccolò Copernico 11
astronomo polacco 1473 – 1543
„La prima e suprema di tutte le sfere è quella delle stelle fisse, contenente se stessa e tutte le cose, e perciò immobile. Essa è infatti il luogo dell'universo al quale si riferiscono il moto e la posizione di tutte le altre stelle. Dappoiché alcuni stimano che in qualche modo pur essa muti: noi segneremo nella deduzione del moto della terra un'altra causa a tale sua apparenza. Prima fra le stelle mobili viene Saturno, che compie la propria orbita in trent'anni. Dopo questo Giove, che si muove con un periodo di dodici anni. Indi Marte, che gira in un biennio. Il quarto posto nell'ordine tiene la rivoluzione annua, nella quale abbiam detto la terra essere contenuta, con l'orbe lunare come epiciclo. Nel quinto posto si muove in nove mesi Venere. Mercurio infine occupa il sesto, che in ottanta dì conchiude il suo giro nello spazio. Ma in mezzo a tutti sta il sole. Chi infatti, in tale bellissimo tempio, metterebbe codesta lampada in un luogo diverso o migliore di quello, donde possa tutto insieme illuminare? Perciò non a torto alcuni lo chiamano lampada del mondo, altri mente, altri reggitore. Trismegisto lo chiama Dio visibile, Elettra, nella tragedia di Sofocle, colui che tutto vede. Così, per certo, come assiso su un trono regale, il sole governa la famiglia degli astri che gli ruotano intorno.“ De revoutionibus orbium coelestium, 1. I, cap. X


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John Keats 58
poeta inglese 1795 – 1821
„È più dignitoso stare seduti come Giove che volare come Mercurio; smettiamo dunque di correre qua e là in cerca di miele, ronzando come api impazienti all’idea di ciò che vogliamo; apriamo piuttosto i nostri petali come fa il fiore e facciamoci passivi e ricettivi.“

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Guillaume Musso 25
romanziere francese 1974
„L’amore è come una goccia di mercurio nella mano: lascia le dita aperte e lì resterà; stringile e scapperà via.“ libro La ragazza di carta

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Massimo Troisi 40
attore e regista italiano 1953 – 1994
„Na cosa semplice, facilissima: ter-mo-me-tro. 'Nu coso di vetro, mercurio, tutti numerini di ferro, pe' vedere se ci hai la febbre. Lo metti qua sotto o in bocca. Allora se il mercurio arriva a trentacinque, debole. Trentasei, normale, so' tutte lineette, trentasette media, rosso, un po' di febbre. Trentotto devi restare a casa, non esci. Trentanove, quaranta, quarantuno, quarantadue, rossissimo, grave, ospedale.“ Film Non ci resta che piangere

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Federico Fellini 46
regista e sceneggiatore italiano 1920 – 1993
„È uno strano film, il più difficile che ho immaginato finora. La dolce vita andrebbe proiettato tutto insieme, in una sola enorme inquadratura. Non pretende di denunciare, né di tirare le somme, né di perorare l'una o l'altra causa. Mette il termometro a un mondo malato, che evidentemente ha la febbre. Ma se il mercurio segna quaranta gradi all'inizio del film, ne segna quaranta anche alla fine. Tutto è immutato. La dolce vita continua. I personaggi dell'affresco continuano a muoversi, a spogliarsi, ad azzannarsi, a ballare, a bere, come se aspettassero qualcosa. Che cosa aspettano? E chi lo sa? Un miracolo, forse. Oppure la guerra, i dischi volanti, i marziani.“