Frasi su miscela


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Zdeněk Zeman 82
allenatore di calcio ceco 1947
„Il talento conta tantissimo, è più facile, si è avvantaggiati, ma anche senza si riesce ad andare avanti. Chi tratta meglio il pallone si chiama artista, ma non è detto che 11 artisti battano 11 artigiani. Bisogna formare una miscela tra queste due categorie. E poi chi ha talento non deve accontentarsi, adagiarsi su quello che gli ha dato madre natura, ma lavorare ogni giorno per migliorarsi.“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„L'incarnazione di Dio è la certezza che la nostra carne in qualche sua radice è santa, che la nostra storia in qualche sua pagina è sacra. E guardando il fratello nessuno potrà più dire: qui finisce Dio, qui comincia l'uomo, perché Creatore e creatura sono abbracciati. Finito e infinito sono dentro di noi in miscela prodigiosa per intensità di progetti, per vigore di trasformazione. Dio si è fatto uomo perché l'uomo si faccia Dio.“


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Andrea Agnelli 44
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1975
„Se uno guarda una situazione perfetta per un top team, è una miscela di ciò che si trova in Inghilterra, in Germania, e in Spagna.“

„Nessuno aveva intuito la vulnerabilità delle dittature di fronte alla nuova miscela rivoluzionaria escogitata dai giovani tunisini ed egiziani. Ma noi, nei nostri Paesi, sapevamo che l'esplosione della rabbia popolare era inevitabile.“

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013
„I diritti umani non sono iniziati con la Rivoluzione francese [... ] [essi] in realtà derivano da una miscela di giudaismo e cristianesimo [... ] [noi inglesi] nel 1688 abbiamo avuto la nostra rivoluzione silenziosa, in cui il Parlamento ha esercitato la sua volontà sul re [... ] non era il tipo di rivoluzione che c'è stato in Francia [... ] "Libertà, uguaglianza, fraternità“

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Tim Henman 6
tennista britannico 1974
„[Nel 2002] Da Lleyton devi aspettarti che tu fai il massimo e lui si prende il match. Così dimostra perché è il numero uno del mondo. un fenomenale combattente. Se gli sezioni colpo per colpo, non ne ha uno sconvolgente, ma tanti e tanti buoni che, combinati alla sua aggressività mentale e alla determinazione fanno una miscela vincente.“

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Aldo Grasso 66
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„Sembrerà paradossale, ma la cucina è solo un pretesto: la vera forza di «Masterchef» è nella sua attenta costruzione, nella meticolosa miscela di tutti gli «ingredienti» narrativi. Le storie di un gruppo di personaggi, che da perfetti sconosciuti diventano persone per cui (e con cui) soffriamo, aspettando il verdetto delle prove. La perizia del montaggio, che miscela la frenesia delle gare con le riflessioni dei «confessionali», e ci fa dimenticare che, a differenza di altri talent, qui tutto si è già compiuto e non possiamo intervenire.“

Paolo Di Stefano 11
scrittore italiano 1956
„Il baricentro geografico della letteratura di questi anni si è indubbiamente spostato verso Sud. Ce lo dicono, per una volta, anche le classifiche: i nomi si conoscono. [... ] Piaccia o no, c' è anche, nei romanzi, il Sud globalizzato, postmoderno, tecnologico, una miscela molto creativa di vecchio e nuovo narrata senza furori moralistici e senza facili incantamenti. (da Corriere della sera, 22 dicembre 2009)“


„La poesia di Kavafis sembra nuova perché caratterizzata da uno stile non riconoscibile. E questo perché i diversi elementi assorbiti dagli stili del suo tempo (romantico, parnassiano, simbolista, estetizzante) Kavafis, "nel suo periodo migliore", nelle poesie più significative, è riuscito a fonderli in una miscela affatto personale che le allontana o le distacca da essi.“

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Augusto De Luca 20
fotografo italiano 1955
„Mi sento navigatore, o meglio, esploratore dell'immenso universo dell'arte. L'artista è uno scopritore, cerca le chiavi per aprire la porta delle emozioni e delle sensazioni. L' arte è il luogo dove razionalità, fantasia, verità e finzione si sposano creando una miscela esplosiva.“

Sabino Acquaviva 13
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1927 – 2015
„Nella società tradizionale, e in genere nelle società che accumulano, esiste una particolare miscela di sesso e religione, moralismo – o moralità – e famiglia: è il «pacchetto» che assicura il successo di quelle società. Ma forse, più correttamente, dovremmo dire che nella società tradizionale si assisteva simultaneamente alla sublimazione e/o alla commistione del sesso con la religione. (p. 16)“

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Murray Bookchin 30
scrittore statunitense 1921 – 2006
„Per lo meno potenzialmente siamo di fronte al più ampio concetto di libertà sinora conosciuto: la libertà dell'individuo autonomo di modellare la vita materiale in una forma che non sia né ascetica né edonistica, ma una miscela del meglio di entrambe le cose, una forma ecologica, razionale ed artistica [... ]. (pp. 326 sg.; citato in Varengo 2007, p. 90)“


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Gianluca Vialli 21
allenatore di calcio, ex calciatore e commentatore telev... 1964
„[Antonio Conte è] un tecnico con le idee chiare. Magari non complicatissime, ed è una fortuna, ma molto efficaci. Soprattutto è un martello. E di solito la combinazione tra l'avere le idee chiare ed essere un martello, risulta vincente. La cosa che più mi ha colpito è stata la capacità di trasmettere in modo sincero e genuino il suo senso di appartenenza, la juventinità, che unita all'effetto stadio ha creato una miscela esplosiva. È da tanto che non vedevo un rapporto così intenso.“

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981
„Favoloso, creativo, virtuoso, interattivo. Ha un super potenziale. Guardate l' armonia che ha nei piedi: sembra che danzi, è il simbolo della formidabile miscela di un atleta di talento. Per reattività e sensibilità poteva essere un ottimo calciatore, per velocità di base (con partenza da fermo, corre i primi 30 metri in meno di 4 secondi, e lo fa più volte, recuperando facilmente) poteva essere un fantastico velocista, per manualità e forza poteva brillare nei lanci, e poteva far grandi cose anche nei salti perché ha equilibrio ed esplosività. [fonte 4]“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Non conosco Haider, e quindi nemmeno i fondamenti della sua ideologia, ammesso che ne abbia una. A occhio e croce, più che un nazista, mi sembra un qualunquista che interpreta, o cerca d'interpretare i sentimenti e i risentimenti di una pubblica opinione di livello bossiano, scontenta di tante cose, e a cui l'Austria attuale va stretta. [... ] Non so se anche Haider - ripeto: non lo conosco - sia un omuncolo. Ma penso che l'Europa, ponendo il veto a un suo eventuale governo, costringerà gli austriaci ad affidargliene l'incarico, come avvenne per Waldheim. Io al pericolo di un rigurgito nazista non ci credo. Come ho letto in un articolo (mi pare di Enzo Bettiza, ma potrei sbagliarmi) penso che Jorg Haider somigli più a un Poujade che a un Le Pen, cioè più a una miscela di Bossi e di Giannini che a un Pino Rauti. Ciò che mi allarma è l'incapacità dell'Europa a riflettere sulle sue proprie esperienze a trarne qualche insegnamento. Questo, sì, mi fa paura. (3 febbraio 2000)“

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Emiliano Brancaccio 21
economista italiano 1971
„La possibilità che esistano uomini capaci di “muovere” il mercato è largamente riconosciuta nel dibattito accademico. Tuttavia occorre un chiarimento: ammettere che possano esistere trame e accordi in grado di condizionare i movimenti dei mercati finanziari e gli stessi destini dell’euro non fornisce alcun supporto all’idea che vi sia una sorta di “piano segreto” all’origine della crisi. Questa precisazione è doverosa, considerato il successo di cui oggigiorno gode quella strana miscela di ipotesi fantasiose e di populismo ingenuo che va sotto il nome di “cospirazionismo”. L’errore fondamentale dei cospirazionisti verte sul fatto che essi concepiscono la Storia come una pianificata sequenza di complotti orditi da singoli o da gruppi, con tanto di nomi e cognomi, provenienze, affinità elettive e talvolta persino etnie e preferenze sessuali. Per questi pedestri interpreti del nostro tempo, il corso degli eventi seguirebbe un unico filo rosso che va dal Protocollo dei Savi di Sion alla Trilaterale, naturalmente passando per l’immancabile gruppo Bilderberg. Al di là delle invenzioni, delle imprecisioni e del razzismo strisciante che spesso caratterizza tali chiavi di lettura, il loro limite di fondo è che esse sono assolutamente banali. La meccanica del potere, infatti, è in ultima istanza sempre riconducibile a trame, accordi, coalizioni e a “movimenti di truppe”. Tuttavia, occorre comprendere che le azioni individuali o di gruppo che possono dirsi vincenti, che cioè realmente incidono sul processo storico, sono soltanto quelle che si muovono lungo il solco tracciato da forze gigantesche di tipo impersonale. La lezione di Althusser è in tal senso più che mai attuale: il movimento della storia dovrebbe in generale esser considerato “un processo senza soggetto”, che sceglie i suoi protagonisti solo tra coloro che riescono ad assecondarne il corso e magari ad intercettare i suoi snodi, le sue congiunture, le sue contraddizioni interne, prima e meglio di altri. La speculazione può fungere in tal senso da amplificatore dell’instabilità, da potente acceleratore della crisi, ma per avere successo deve sempre muoversi in simbiosi con le forze del processo storico. Attribuire dunque ai commensali di Manhattan il ruolo di “grandi orologiai” è al tempo stesso scontato e fuorviante, e non ci fa compiere un passo verso la comprensione delle determinanti della crisi europea. Piuttosto, occorre capire quali siano le soverchianti forze impersonali che possono rendere vincente la scommessa degli speculatori contro l’euro. A tale scopo, bisognerà comprendere perché, date le sue caratteristiche originarie, l’Unione monetaria europea è sempre stata esposta al rischio che forze centrifughe potentissime la facessero a un certo punto esplodere. (dal capitolo Banalità del cospirazionismo)“