Frasi su omologazione


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Umberto Galimberti 104
filosofo e psicoanalista italiano 1942
„Nessuna epoca storica, per quanto assolutistica o dittatoriale, ha conosciuto un simile processo di massificazione, perché nessun sovrano assoluto e nessun dittatore era in grado di creare un sistema di condizioni d'esistenza tali dove l'omologazione fosse l'unica possibilità di vita.“

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Gianluca Nicoletti 112
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1954
„Quanto mi hanno annoiato gli eccentrici, i diversi, quelli che non si mischiano e omologano. Da domani vorrò lanciare la vertigine del camaleonte... Il cullarsi placido nel riflesso altrui, lo scomparire lieto negli usi comuni. Farò abuso volontario di moda e omologazione.“


Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„C: Coltivo pensieri per vocazione | suono A: Assoli in orchestre di omologazione | L: Libertà di espressione | poi M: Mantengo la calma e passo all'Azione. (da C. A. L. M. A.", n.3)“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Essere corpo con tutto il corpo se aspiri al bodoniano, altrimenti, se l'omologazione dello spirito prevale a tal punto da optare per la via di comodo della scissione dalla carne, accontentarsi di essere un copro-corpo, un letterato che fa la morale senza saper raccontare la favola. (p. 146)“

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Umberto Bossi 113
politico italiano 1941
„Ma è mia impressione che il sistema cerchi di congelare anche l'aspirazione federalista, perché il federalismo è uguale all'autonomia e l'autonomia è uguale alla cultura locale e la cultura locale produce indisponibilità all'omologazione dei popoli. (dal sito ufficiale della Lega Nord)“

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Solo lo Spirito Santo può suscitare la diversità, la pluralità, la molteplicità e allo stesso tempo fare l'unità. Perché quando siamo noi a voler fare la diversità facciamo gli scismi e quando siamo noi a voler fare l'unità facciamo l'uniformità, l'omologazione.“

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Paolo Rossi (attore) 38
attore, cantautore e comico italiano 1953
„La cosa più importante che mi è capitata nella mia carriera di attore è stata quella di avere avuto la fortuna di incontrare grandi maestri. Parlo di Dario Fo, Giorgio Gaber, Carlo Cecchi, Enzo Jannacci e altri che mi hanno aiutato e guidato agli inizi. In questo mestiere gli incontri sono fondamentali. Avendo avuto io questa fortuna, ritengo che sia mio dovere, nei limiti del possibile, incontrare giovani attori, ascoltarli, cercare di scoprire se nelle cose che fanno ci sono i segni di qualcosa di utile, uno spunto per una crescita futura. Quando Giulio Cavalli mi ha inviato la prima bozza del suo Kabum! ho subito accettato di incontrarlo, e poi di occuparmi della supervisione artistica del suo spettacolo. Questo per diversi motivi. Intanto perché questo spettacolo è stato concepito con una tecnica – quella del gramelot – che mi ha riportato al tempo della mia collaborazione con Dario Fo, che di questa tecnica è l'indiscusso maestro. Poi perché Kabum! è un testo incentrato sulla memoria, come tanta parte del mio lavoro. Lavorare sulla memoria è uno dei compiti del teatro. Ricordare è un modo di cercare di immaginare il futuro, recuperare il passato anche per vedere il mondo con occhi diversi, lontano dall'omologazione di tanta TV di oggi. Perché oggi c'è l'Italia della televisione e c'è un'altra Italia, che non si arrende al rincoglionimento generale, come anche questo spettacolo di Giulio Cavalli dimostra. Per me dare una mano ai giovani significa anche fare il possibile per impedire che il teatro italiano perda un'intera generazione. Perché non c'è solo la censura dichiarata, esplicita. C'è anche la censura che deriva dai tagli governativi dei contributi alla cultura, che rischiano di azzerare le possibilità di crescita e di sperimentazione di una nuova generazione di attori e di autori.“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„[Sul rischio di omologazione causato dalla televisione] Io credo che non sia il caso di piangere. Si va verso una cultura internazionale che ha evidentemente anche lati negativi. Però la storia si muove in questa direzione. Non ci si può opporre, non ci sono alternative. Spetta a ciascuno di noi conservare la propria identità culturale, che non può e non deve essere cancellata. (ibidem)“


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Nicolao Merker 10
scrittore e filosofo italiano 1931 – 2016
„La Rivoluzione francese aveva risolto la cosa emancipando gli ebrei ai sensi della Dichiarazione dei diritti dell'89, cioè garantendo loro gli inalienabili diritti naturali che spettano a ogni individuo. [... ]. Sicché la Proclamazione dell'emancipazione del settembre 1791 semplicemente trasformò ogni ebreo in cittadino francese a pieno titolo, con tutti i diritti e doveri a ciò inerenti. Quest'omologazione dei singoli ebrei agli altri cittadini avanzò in Europa insieme agli eserciti francesi. (da Il sangue e la terra. Due secoli di idee sulla nazione, p. 68)“

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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„[Gli viene sottoposta da un giornalista una sua frase in merito a Totò Riina e Poggiolini. Bene risponde con amarezza:] In questa acquiescenza, in questo nullismo, in questo bagno di omologazione di Stato – purché si accetti aldilà del bene e del male, aldilà della coscienza applicata, aldilà della demagogia democratica, aldilà della democrazia in tutti i sensi deprimente e depressa, aldilà di nostalgie imbecilli di tiranni, ecc. – io trovo davvero che Poggiolini e Riina abbiano un magnete, un carisma (o càrisma che dir si voglia) che non hanno tanti condomini della nazione italiana. L'Italia è un condominio di piattume, di piattole rompicoglioni, insensate e squallide. Insignificanti. Non mi interessa il simbolico come linguaggio artistico, non mi interessa la poesia, il poetico, non mi interessa l'anima bella, non mi interessa nemmeno il quotidiano come linguaggio; mi interessa quale linguaggio? Il secondo: mi interessa il patologico. Riina e Poggiolini sono due sommi casi patologici. E in un'epoca che non produce più niente di umano, essi sono forse i due soli uomini degni della mia attenzione. Patologica attenzione, del mio studio clinico, del mio tributo. Tutto qui.“

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Volfango De Biasi 20
regista e sceneggiatore italiano 1972
„La bellezza esteriore ha un costo e non è affatto innocente. Il dominio del bello sul brutto è una forma di violenza, come violenti sono gli input che ci spronano all'omologazione. La società è crudele e nel raccontarla anche con il sorriso c'è poco da edulcorare. E poi credo che senza cattiveria non ci sia commedia. In assoluto. Giada [la protagonista di Come tu mi vuoi] all'inizio viene allontanata da tutti nonostante dica cose intelligenti e sensate quando è goffa e poco attraente, salvo poi venire unanimemente accettata quando diventa bella. Per fare questo però è necessario vendere in qualche modo l'anima al diavolo e saltare dall'altra parte della barricata, dei vincenti che giudicano e fanno tendenza. Quindi alla fine chi vince e chi perde? Se tutti pagano un prezzo? (da Intervista al regista Volfango de Biasi sul film "Come tu mi vuoi")“

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„[Sul suicidio di "Davide", omosessuale di 15 anni che amava vestire di rosa, vittima del bullismo] C'è un'età in cui la derisione si trasforma e perde ingenuità per acquisire il carattere della violenza. È l'età in cui le sovrastrutture ideologiche cominciano a bacare i pensieri di ex bambini profumati di neutralità. È sempre avvenuto che, con l'inizio della voglia di diventare grandi, ciascuno cominciasse ad abbuffarsi di preferenze, di convinzioni, di polemica, di tentativi di confronto. Prima del difficile parto di pensieri liberi e autonomi, l'essere "a favore" o "contro" è la prima attività in cui si misura il progredire del tempo dell'uomo. Fino alla generazione scorsa tutti i ragazzi erano obbligati al coraggio e alla vergogna della posizione presa. Oggi, l'accozzaglia casuale del "gruppo", spesso virtuale e telecomandato, fa sfogare la appartenenza nell'irrealtà dei social network. Sociale? Non si cerca uno schieramento, lo si trova. Non c'è più l'incognita del rossore delle guance e l'omofobia è facile come il maoismo, il nazismo, l'horror, il terrorismo, la destra e la sinistra. La responsabilità della scelta è talmente diluita da risultare alibi. La cattiveria moltiplicata per un numero ics di cattiverie senza faccia diventa miele. Gli effetti, anche quando sono raccapriccianti, vengono sminuiti facilmente. Non so cosa fare più che maledire i bulli, le sette dell'ignoranza, i pavidi, quelli che si spacciano per uomini veri, gli amanti dell'omologazione. (dalla rubrica "Mina per voi", 3 dicembre 2012)“


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Gian Antonio Stella 6
giornalista e scrittore italiano 1953
„Mario Borghezio ha detto al Parlamento europeo, dove è da anni la punta di diamante della Lega Nord, di avere una spina nel cuore: «L'utopia di Orania, il piccolo fazzoletto di terra prescelto da un pugno di afrikaner come nuova patria indipen­dente dal Sudafrica multirazziale, ormai reso invi­vibile dal razzismo e dalla criminalità dei neri, è un esempio straordinario di amore per la libertà di preservazione dell'identità etnoculturale. [... ] Si potrebbe se­guire l'esempio di questi straordinari figli degli antichi coloni boeri e 'ricolonizzare' i nostri terri­tori ormai invasi da gente di tutte le provenienze, creando isole di libertà e di civiltà con il ritorno integrale ai nostri usi e costumi e alle nostre tradi­zioni, calpestati e cancellati dall'omologazione mondialista. Ho già preso contatti con questi 'co­struttori di libertà' perché il loro sogno di libertà è certo nel cuore di molti, anche in Padania, che come me non si rassegneranno a vivere nel clima alienante e degradato della società multirazziale». La «società multirazziale»? Ma chi l'ha creata, in Sudafrica, la «società multirazziale»? (da Corriere della sera, 25 novembre 2009)“

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Emilio Isgrò 10
artista, scrittore e drammaturgo italiano 1937
„Sono felice che qualcuno scopra la vena siciliana che scorre in larga parte del mio lavoro. Questo non per un malinteso localismo, ma perché penso che l’arte debba sottrarsi all'omologazione dell’universo alla quale oggi è sottoposta. L'arte non deve dire sempre "obbedisco", come disse Garibaldi sofferente e stanco al Comando Supremo che gli imponeva di arretrare. L'arte, semmai, deve imparare a disobbedire anche ai suoi committenti se vuol sopravvivere. Proprio per questo ho cancellato il famoso telegramma dell'"obbedisco". Perché fosse chiaro a tutti, anche a chi non si occupa d’arte ma sa perfettamente chi è Garibaldi, che è finito il tempo di un’arte che parla soltanto a se stessa.“

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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Il nuovo fascismo non distingue più: non è umanisticamente retorico, è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l'omologazione brutalmente totalitaria del mondo. (libro Scritti corsari)“

„Chi scrive non descrive, non racconta, non giudica, non suggerisce, ma dà spazio alle voci, all'alternarsi dei ruoli, al moltiplicarsi delle prospettive, al gioco infinito della libertà spirituale che rifugge l'omologazione, l'uniformità, la ripetizione per reinventare di continuo l'esistenza in un generoso dispendio di sé.“

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