Frasi su paganesimo


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Alexis De Tocqueville 71
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l'Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l'Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso.“ Lettera a Arthur de Gobineau, 22 ottobre 1843, ora in: Olivier Zunz, Alan S. Kahan (a cura di): The Tocqueville Reader: A Life in Letters and Politics, Wiley-Blackwell, 2002

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Søren Kierkegaard 145
filosofo, teologo e scrittore danese 1813 – 1855
„Il paganesimo aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per il matrimonio ma non per l'amore.“


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Jean Meslier 20
presbitero e filosofo francese 1664 – 1729
„Come sarebbe sciocco prestar fede ai miracoli del paganesimo, così è estremamente sciocco prestare fede a quelli del cristianesimo, poiché gli uni e gli altri scaturiscono da uno stesso principio di errori, di illusioni, di menzogne.“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Una religione conta non in quanto costruisce dei templi e svolge certi riti; ma in quanto fornsice una regola morale di condotta. Il paganesimo questa regola l'aveva fornita. Ma quando Cristo nacque, essa era già in disuso, e gli uomini, consciamente o inconsciamente, ne aspettavano un'altra. Non fu il sorgere della nuova fede a provocare il declino di quella vecchia; anzi, il contrario.“ cap. 51, Conclusione

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Non c'è traccia nel primo poeta italiano di tutta quella mitologia pagana che si protrasse a lungo dopo il paganesimo. Il primo poeta italiano sembra l'unico uomo al mondo a non aver mai udito di Virgilio. Questo era perfettamente vero per lo speciale significato secondo il quale egli è il primo poeta italiano.“ cap. X

Jean Varenne 8
orientalista, storico delle religioni e indologo francese 1926 – 1997
„Pertanto, ovunque si sono insediate queste due religioni dominanti, la prostituzione sacra (ma non la profana!) scomparve con tutto quello che si convenne di chiamare paganesimo. Tuttavia, in India né il cristianesimo né l'islam riuscirono ad avere la meglio in maniera decisiva, e gli indù rimasero fedeli, per la maggior parte, alla religione dei loro padri.“ p. 146

Guy Bedouelle 4
1940 – 2012
„La sfida contro il paganesimo sarà realmente vinta quando si vedrà, alla fine del secolo, un San Francesco di Sales, ottenere con la dolcezza una Chiesa meno gloriosa e trionfante di quanot non lo fosse nel Rinascimento, ma in cui si riconosce finalmente quello che è stato a giusto titolo chiamato "l'umanesimo devoto.“

Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„Mare e cielo! Vorrei correrli tutti! Essere un'onda spinta e risospinta, per vagare e vagare, per mutarmi in un fiocco di spuma al collo di un'ondina, e formare una collana di perle: essere un millimetro cubo di gas, per vagare e vagare, e correre ad accendermi vicino alle stelle d'Iddio.... Pavoneggiarmi un minuto, esser bello, adorare il Paganesimo, adorare il nostro Ieova, aver veduto il mare, il cielo.... ma finire! O Natura, per carità, lasciami finire!“


Eridiano Bazzarelli 4
traduttore e docente italiano 1921 – 2013
„La poesia di Esenin è profondamente religiosa (non certo clericale) nel senso più autentico della parola. [... ] In realtà Esenin era, per così dire d'istinto, un "animista", e questo animismo (certo una forma originaria di paganesimo) era mescolato con il suo cristianesimo ortodosso. [... ] L'ortica su cui luccica la rugiada [... ] accompagna il poeta in tutto il suo cammino, in compagnia delle altre sorelle piante e dei fratelli animali. Sorelle e fratelli: Esenin è un poeta, in questo senso, "francescano.“

Franco Cardini 15
storico e saggista italiano 1940
„La nuova primavera coranica, alla quale stiamo assistendo in questi anni, è una benedizione per il mondo: anche, e soprattutto, per le altre due fedi abramiche. La Modernità occidentale ha provocato un dilagare dell'agnosticismo e dell'ateismo che peraltro ha messo in crisi la fede in Dio, ma non ha affatto debellato forme di paganesimo che sono risorte [... ] I credenti nel Dio di Abramo di tutto il mondo non possono che salutare nel rinascimento musulmano -al di là dei fenomeni politici che lo accompagnano ma che restano solo equivocamente collegati a esso- una riscossa della fede che solo alcuni lustri or sono era insperabile. [... ] I fedeli non possono che guardare con speranza e fiducia a ogni luogo nel quale si adori e si preghi Iddio onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra, e si rinsaldi giorno per giorno il patto che Egli ha stipulato con Abramo e al quale è rimasto fedele. Il Dio di Abramo, di Mosè, di Gesù e di Muhammad.“ dalla prefazione a Il Corano curato da Hamza Piccardo, Newton & Compton, 2003

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Donatien Alphonse François de Sade 70
scrittore, filosofo e poeta francese 1740 – 1814
„Sì, cittadini, la religione è incompatibile col sistema della libertà; l'avete sentito. L'uomo libero non s'inchinerà mai davanti agli dei del cristianesimo; mai i suoi dogmi, i suoi riti, i suoi misteri o la sua morale converranno ad un repubblicano. Ancora uno sforzo! Dal momento che vi date da fare per distruggere tutti i pregiudizi, non lasciatene in vita nessuno, perché anche uno solo è sufficiente a farli ritornare tutti. E state pure certi che ritorneranno, se lasciate vivere proprio quello che è la culla di tutti gli altri! Piantiamola di credere che la religione possa essere utile all'uomo; abbiamo buone leggi, sapremo fare a meno della religione. Ma c'è sempre chi dice che ne occorre una per il popolo, una che lo distragga e lo tenga a freno. Be', se proprio serve, dateci quella che si addice agli uomini liberi! restituiteci gli dei del paganesimo! Adoreremo volentieri Giove, Ercole o Pallade, ma non vogliamo più saperne di quel fantomatico artefice dell'universo che invece si muove da solo, non vogliamo più saperne di un dio senza estensione ma che pure riempie tutto della sua immensità, di un dio che è onnipotente ma non realizza mai quello che desidera, di un essere immensamente buono ma che scontenta tutti, di un essere amico dell'ordine ma nel cui governo tutto è disordine. No, non vogliamo più saperne di un dio che sconvolge la natura, è padre di confusione, è motore dell'uomo che si abbandona agli orrori; ma un dio simile ci fa fremere d'indignazione ed è giusto che lo releghiamo per sempre nell'oblio da cui quell'infame di Robespierre ha voluto trarlo!“ p. 132, 1986

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Papa Pio XI 18
259° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1857 – 1939
„Questa emancipazione dicono dovere essere triplice: nella direzione della società domestica, nell'amministrazione del patrimonio, nell'esclusione e soppressione della prole. La chiamano emancipazione sociale, economica, fisiologica; fisiologica in quanto vogliono che la donna, a seconda della sua libera volontà, sia o debba essere sciolta dai pesi coniugali, sia di moglie, sia di madre (e che questa, più che emancipazione, debba dirsi nefanda scelleratezza, già abbiamo sufficientemente dichiarato); emancipazione economica, in forza della quale la moglie, all'insaputa e contro il volere del marito, possa liberamente avere, trattare e amministrare affari suoi privati, trascurando figli, marito e famiglia; emancipazione sociale, in quanto si rimuovono dalla moglie le cure domestiche sia dei figli come della famiglia, perché, mettendo queste da parte, possa assecondare il proprio genio e dedicarsi agli affari e agli uffici anche pubblici. Ma neppure questa è vera emancipazione della donna, né la ragionevole e dignitosa libertà che si deve al cristiano e nobile ufficio di donna e di moglie; ma piuttosto è corruzione dell'indole muliebre e della dignità materna, e perversione di tutta la famiglia, in quanto il marito resta privo della moglie, i figli della madre, la casa e tutta la famiglia della sempre vigile custode. Anzi, questa falsa libertà e innaturale eguaglianza con l'uomo tornano a danno della stessa donna; giacché se la donna scende dalla sede veramente regale, a cui, tra le domestiche pareti, fu dal Vangelo innalzata, presto ricadrà nella vecchia servitù (se non di apparenza, certo di fatto) e ridiventerà, come nel paganesimo, un mero strumento dell'uomo.“ cap. II


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Alan Moore 7
fumettista e scrittore britannico 1953
„Se guardate la storia della magia, vedrete le sue origini nelle caverne. Vedrete le sue origini nello sciamanesimo, nell'animismo, nella credenza che ogni cosa che ci circonda, ogni albero, ogni roccia, ogni animale, sia abitato da una qualche forma di essenza, una qualche sorta di spirito con cui forse si potrebbe comunicare. Avreste avuto uno sciamano o un visionario che sarebbe stato responsabile di incanalare le idee utili alla sopravvivenza. Prima che raggiungiate le civiltà classiche potrete vedere che questo è stato formalizzato in un certo status. Lo sciamano agisce puramente come un intermediario tra gli spiriti e le persone. La sua posizione nel villaggio o nella comunità è simile a quella di un idraulico spirituale. Ogni persona nel gruppo ha il suo ruolo. La persona migliore nella caccia era un cacciatore, la persona migliore nel parlare con gli spiriti, forse perché lui o lei era un po' pazzo/a, un po' staccato dal nostro normale mondo materiale, allora sarebbe stato uno sciamano. E gli sciamani non padroneggiavano un'arte segreta, essi dispensavano semplicemente le loro informazioni alla comunità, perché si credeva che fosse utile alla comunità. Quando abbiamo l'emergere delle culture classiche, tutto questo è stato formalizzato tanto che si hanno dei interi pantheon di dèi. E ognuno di questi dèi avrà una casta di preti che agiranno fino a un certo punto come intermediari che ti insegneranno ad adorare quel dio. Così la relazione tra gli uomini e i loro dèi, che potrebbe essere vista come la relazione tra gli uomini e il loro Io più alto, era ancora di tipo diretto. Quando arrivò il cristianesimo, quando arrivò il monoteismo, tutt'a un tratto hai una casta di sacerdoti che si muoveva tra l'adoratore e l'oggetto di adorazione. Hai una casta sacerdotale che era diventata una specie di dirigenza d'intermediazione spirituale tra l'umanità e la divinità interiore di cui si andava alla ricerca. Non puoi avere un rapporto diretto con un dio. I sacerdoti non hanno davvero il bisogno di un rapporto con la divinità. Hanno solo un libro che ti dice di alcune persone vissute tanto tempo fa, che hanno avuto un rapporto diretto con la divinità. E va tutto bene. Non hai bisogno di avere visioni miracolose, non hai bisogno di avere degli dèi che ti parlino. In effetti, se ti capita niente del genere, probabilmente sei matto. Nel mondo moderno questa roba non succede. Le sole persone a cui è permesso parlare con gli dèi, e in un modo davvero a senso unico, sono i preti. Per me il monoteismo è una grande semplificazione. Voglio dire, la Cabala ha una grande molteplicità di dèi, ma alla sommità del diagramma cabalistico, l'albero della vita, ha quest'unica sfera, che è il dio assoluto. La Monade. Qualcosa che è indivisibile. E tutti gli altri dèi, e ogni altra cosa nell'universo è una specie di emanazione di quel dio. Ora, questo va bene. Ma quando suggerisci che ci sia solo quell'unico dio, a quell'irraggiungibile altezza al di sopra dell'umanità e che non c'è niente in mezzo, stai limitando e semplificando la questione. Penso che il paganesimo sia una specie di alfabeto, come un linguaggio. È come se tutti gli dèi sono le lettere di quel linguaggio, esprimono delle sfumature, ombre del significato, o certe sottigliezze delle idee. Mentre il monoteismo tende ad essere solo una vocale, ed è solo tipo: oooouh [ Alan Moore stesso nel documentario per far comprendere il suono scimmiesco. ]. È questo suono scimmiesco. Puoi quasi immaginare gli dèi divenire frustrati, sprezzanti. Perché con tutta la ricchezza di concetti spirituali che sono disponibili, perché ridurre tutto a una sola, singola nota monocorde che chi pronuncia neanche comprende?“ citato nel documentario di Dez Vylenz, The Mindscape Of Alan Moore, Shadowsnake films, visibile su Youtube, subititolato in italiano

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Maurice Barrés 9
scrittore e politico francese 1862 – 1923
„Quanto poco valgono ormai, per questo strano convertito, il pittoresco e il paganesimo cari alla magnifica Venezia! A Toledo s'ignora la bellezza amata, come l'ama l'Italia, in sé e per sé. Adesso la pittura del Nostro presenta le brusche alternanze impressionanti, un po' barbariche, di quell'anima, tutt'intera riassunta dal prosaico Sancio e dal visionario don Chisciotte; ma il visionario vi domina. Il Greco allunga i corpi divini, li vede pari a fiamme che le tenebre sembrano ingrandire; e avvolge tutte le sue visioni di chiarità stellare.“ da Il Greco m'offre il segreto di Toledo, p. 92

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Alberto Moravia 67
scrittore italiano 1907 – 1990
„I grandi imperi egiziani, babilonesi, persiani, greci e romani sorgevano dalla noia e crollavano nella noia; la noia del paganesimo suscitava il cristianesimo; la noia del cattolicesimo, il protestantesimo; la noia dell'Europa faceva scoprire l'America; la noia del feudalesimo provocava la rivoluzione francese; e quella del capitalismo, la rivoluzione russa.“ libro La noia

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Aby Warburg 6
storico dell'arte e critico d'arte tedesco 1866 – 1929
„Il 20 dicembre Saxl, al quale avevo scritto che intravvedevo in Giordano Bruno un Igino moralizzato, mi ha inviato il testo che avevo acquistato anticipatamente nel 1910 per la Kulturwissenschaftliche Bibliothek Warburg:
(Thomas Radinus)
Sideralis Aby(ssus)
Paris 1514
Questo domenicano cerca di moralizzare il globo di Igino sulla base di un sistema tomistico, includendo la dottrina antica dell'armonia e la mediazione orientale dell'Antico globo.
Si tratta di un ottimistico modello per Bruno!
Bruno avra posseduto questo libro?
Roma 22. XII.28“
da Giordano Bruno in La rinascita del paganesimo antico e altri scritti 1917-1929, p. 964