Frasi su pakistano


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Raoul Follereau 13
giornalista, filantropo e poeta francese 1903 – 1977
„Ho visto un giorno in Pakistan un lebbroso giungere da noi in uno stato di stanchezza e miseria indescrivibile. Veniva da una valle sperduta dell'Himalaya. Aveva fatto a piedi milleduecento chilometri per trovare un medico.“

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Oliviero Diliberto 16
politico, giurista e docente italiano 1956
„Su Cuba la nostra posizione è diversa da quella degli alleati. Io difendo l'esperienza cubana che viene attaccata non perché c'è privazione della libertà, ma perché è un Paese che da oltre 40 anni resiste all'America. Se dovessimo discutere di tutti i dittatori che sostiene Bush, da dove dovremmo cominciare? Dalla sua stretta di mano al pakistano Pervez Musharraf ? (dall'intervista di Francesco Battistini, «Via da Nassiriya in agosto. O siamo come Berlusconi», Corriere della sera, 26 maggio 2006, p. 13)“


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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Pensai all'idea del Pakistan. Aveva qualcosa che ispirava grandezza. In un mondo in cui c'erano pochissimi esempi di vere imprese musulmane, la creazione di uno Stato nazionale, estratto dalle macerie fumanti del colonialismo e di due guerre mondiali, strappato a forza all'Impero britannico e all'India a maggioranza indù, fondato in nome dell'Islam e santificato da una migrazione simile a quella del Profeta, sembrava un'impresa immane. Il Pakistan era un atto di sovranità compiuto affinché i musulmani potessero raggiungere il loro scopo nella vita: venerare Dio.“

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Magdi Allam 28
giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano 1952
„E proprio quanto sta accadendo in Pakistan conferma la natura aggressiva di questo terrorismo islamico che massacra principalmente gli stessi musulmani e che, contrariamente a un luogo comune diffuso, non è affatto la reazione alla guerra o all'occupazione di una potenza straniera. (da Il contrasto tra Islam e democrazia, Corriere della sera, 29 dicembre 2007, p. 36)“

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Susanna Raule 11
psicologa e scrittrice italiana 1981
„[Sulla morte di Osama Bin Laden] Questa persona veramente pessima, che da tempo si era meritata la declassazione ad animale, anzi no, vegetale, anzi no, forse dobbiamo spostarlo direttamente nel regno minerale, che è meglio. Che cosa ha fatto il commando americano di cazzuti Navy Seals, quindi? È andato in Pakistan e ha fatto fuori un sasso, praticamente. Non era neanche un lichene, tranquilli: è Tutto Ok. I sassi non hanno diritto a un processo, per principio. (maggio 2011)“

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Riccardo Pazzaglia 4
scrittore, giornalista e paroliere italiano 1926 – 2006
„L'anima è immortale?
E con ciò?
Più la scienza allarga i confini dell'universo, più gli abitanti della Terra sentono il richiamo della religione. C'è un grande ritorno al misticismo, un grande desiderio di pace spirituale.
Si era capito da un po' di tempo a questa parte. Appena giungevano quei santoni, quei «guruu», dall'India, dal Pakistan, dalla Birmania, e facevano attaccare sui muri il manifesto con la loro fotografia, subito un sacco di gente li andava a sentire.
Di solito atterravano con i loro aerei personali. Nessuno si chiedeva come facessero a comprarseli, visto che il Karma yoga spiega che il «guru insegna non per motivo di egoismo né per guadagno, né per raggiungere la gloria e la fama». Evidentemente si trattava di guru che non erano riusciti ancora ad evitare tutte le imperfezioni, prima fra tutte l'attaccamento al denaro.
Infatti, prima di ripartire, lasciavano qualche altro guru di seconda mano, il quale subito, a Milano o a Torino, paesi ritenuti ottimi per i guru, affittavano un grande appartamento e quello diventava il tempio di Krisma. (pagg. 37-38)“

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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Modugno è famoso a Tokyo come a New York; nel Pakistan una nostra delegazione fu accolta da un orchestrina che con Volare intendeva richiamare ai graditi ospiti la cara patria lontana. Egli ha fatto, per la diffusione della nostra lingua, un'opera degna della Dante Alighieri: Ciao, ciao bambina è un'espressione largamente usata ovunque: e potete immaginare come, questo efficace esperanto, possa facilitare i rapporti tra i popoli. [... ] Signori, dobbiamo non poco a Modugno. Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano: italiano è il suo aspetto, italiana la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti. Modugno non appare sul teleschermo, lo occupa; non canta i suoi motivi, li impone; non vi invita ad ascoltarlo, ve lo ordina. Ve lo ordina con i capelli, gli occhi, i baffi, le mani: è fortissimo e prepotente. (da Epoca, 25 ottobre 1959)“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Tutto ciò che riguardava l'altro sesso mi era vietato.
Ammi aveva due mantra per inculcarmi l'immoralità dei rapporti con le femmine. Il primo era basato su un hadith. «Quando un uomo e una donna sono da soli», diceva spesso, «il diavolo è il terzo». Significava che ogni momento trascorso in compagnia di una ragazza equivaleva a adorare Satana.
L'altro ritornello, «L'uomo è come il burro e la donna è un forno caldo, e il fuoco scioglie sempre il burro», era di incerta origine e di significato altrettanto incerto. Tuttavia, questa frase evocava in me le immagini di vari tormenti infernali – chiaramente descritti dall'imamdella moschea e che prevedevano l'immersione in un calderone di pus – ed era dunque efficace malgrado la sua apparente assurdità.
Ogni volta che sentivo anche la minima eccitazione, ero colto dal timore. Poi, per prevenire il castigo che Allah e gli angeli mi stavano indubbiamente preparando nell'aldilà, cercavo un modo per punirmi da solo in questa vita. Il mio comportamento da un punto di vista islamico era logico: una volta in Pakistan un imam aveva detto che il motivo per cui le autorità islamiche punivano tanto severamente in questa vita era perché non fossimo puniti per lo stesso peccato nell'aldilà. Immaginavo che, vivendo in America, dove non c'erano autorità islamiche a fustigarmi per penitenza, tanto valeva che lo facessi io al posto loro.“


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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Ali Eteraz – che significava "Nobile Protesta" – era la mia ultima incarnazione, una nuova fase del mio tentativo di soddisfare il patto congenito con l'Islam. Ali Eteraz era la forza che infrangeva l'incantesimo del silenzio che mi aveva avvolto come un bozzolo dopo che le Torri erano crollate a New York, e che aveva fatto da cuscinetto tra me e la realtà durante i molti anni alla facoltà di legge a Philadelphia. Ali Eteraz era colui che mi aveva fatto alzare la testa e affrontare il mondo in un periodo in cui mi accontentavo semplicemente di giocare ai videogame, guadagnare soldi e tentare di mettere su famiglia. Era Ali Eteraz che mi aveva fatto appassionare alla riforma dell'Islam – un movimento sommerso di milioni di musulmani in tutto il mondo, che sfidavano i teocrati e i terroristi che si erano impossessati della religione.
Ali aveva cominciato a manifestarsi ancor prima della sua nascita. Poco dopo l'undici settembre, c'era stato qualche fugace istante – alla notizia di un attentato suicida a Madrid, per esempio, o di una decapitazione in Iraq, o di una scuola femminile fatta esplodere in Pakistan – in cui la mia coscienza aveva minacciato di infiammarsi. La combustione però, non si era mai alimentata a sufficienza.
La situazione era cambiata nel gennaio del 2006 con il disastro delle vignette satiriche danesi. [... ] Che questa assurdità potesse produrre tale violenza fu l'ultima goccia. «Basta!», disse a quel punto Ali Eteraz. «L'Islam non appartiene agli idioti.“

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Jack Lemmon 20
attore statunitense 1925 – 2001
„La città di New York conta 8.042.783 abitanti: mettendoli tutti sdraiati e in fila, e calcolando una statura media di 1 metro e 69 per ognuno, da Times Square si potrebbe raggiungere Karachi, nel Pakistan... (Film L'appartamento)“

Asia Bibi 12
1971
„Quando si è cristiani in Pakistan, ovviamente bisogna tenere gli occhi un po' più bassi. Certi ci considerano cittadini di seconda categoria.“

„Il Pakistan è uno stato terrorista e dovrebbe essere riconosciuto come tale e isolato.“


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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„È l'ora della prova per alcune comunità religiose. Per i cristiani in Iraq, Siria, Nigeria, Pakistan. Per i musulmani sciiti in Iraq, Siria, Pakistan, Libano. Il tema del martirio ci unisce, anche se abbiamo un approccio diverso.“

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Henry Kissinger 48
politico statunitense 1923
„ne viveva il trauma (...). Il vuoto lasciato dal ritiro britannico e che ora era minacciato dall'intrusione sovietica così come dal momento di radicalizzazione sarebbe dovuto essere colmato da una potenza locale a noi favorevole. L'Iraq sarebbe stato scoraggiato dal compiere gesti avventurosi contro gli Emirati del Golfo, la Giordania. Un Iran più forte avrebbe spento le tentazioni indiane di completare la conquista di tutto il Pakistan. E tutto ciò poteva essere compiuto senza impegnare risorse americane, poiché lo Scià era disposto a pagare gli armamenti con i proventi della vendita del petrolio.“

„Bat Ye'or ha ragione quando descrive Eurabia. Perché mentre molti immigrati musulmani amano l'occidente, ce ne sono altrettanti ostili alla modernità, alla democrazia, agli "infedeli". Non vogliono assimilarsi o integrarsi. Hanno il compito di convertire i dhimmi e governare lo stato secondo la sharia. Vivono in Europa, ma è come se non avessero mai lasciato il Pakistan, la Turchia, l'Afghanistan, l'Algeria. Hanno creato un universo parallelo, pericoloso per l'Europa. In questo senso l'islam è il più grande esecutore al mondo di un apartheid di genere e religioso. Donne in burqa, niqab, hijab, sono ovunque nelle strade europee. I delitti d'onore infestano l'Europa e, come ho sempre cercato di dimostrare, sono omicidi ben diversi dalla violenza domestica dell'occidente. L'Europa ha accolto il flusso di immigrati ostili per dimostrare che non era "razzista", che non erano stati gli europei a uccidere sei milioni di ebrei. Oggi si ritrovano così a giustificare l'olocausto di Israele predicato dai musulmani.“

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Gwynne Dyer 6
Giornalista canadese 1943
„L'Arabia Saudita e le altre monarchie del golfo (Giordania, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e perfino il Marocco) hanno inviato i loro aerei per bombardare lo Yemen. Egitto, Giordania, Sudan e Pakistan hanno offerto truppe di terra. Gli Stati Uniti (che hanno appena allontanato dallo Yemen le loro ultime truppe) hanno promesso "assistenza logistica e d'intelligence". Nella pratica, però, difficilmente la coalizione tra statunitensi e arabi sunniti invierà un numero consistente di soldati nello Yemen, anche perché il paese è da sempre un cimitero di eserciti stranieri, dal tempo dei romani agli ottomani.“

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