Frasi su paranoia


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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„Tra me e Cristicchi sai che differenza c'è | Una è che Biaggio Antonacci vorrebbe essere me | Senza la paranoia di sembrare innamorato | Dover per forza essere bello ed intonato. (da Rap N'Roll, n.º 5)“

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Luciana Littizzetto 80
attrice, cabarettista e doppiatrice italiana 1964
„Io lo so come sono fatti i maschi. Già il terzo giorno di ferie vanno in paranoia perché non sanno cosa fare. Bamblinano in pigiama avanti e indietro senza combinare un tubo. Figurarsi quando vanno in pensione.“


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Paulo Coelho 202
scrittore brasiliano 1947
„È grave sforzarsi di essere uguali: provoca nevrosi, psicosi, paranoie. È grave voler essere uguali, perché questo significa forzare la natura, significa andare contro le leggi di Dio che, in tutti i boschi e le foreste del mondo, non ha creato una sola foglia identica a un'altra. Ma tu ritieni che essere diverso sia una follia, e perciò hai scelto di vivere a Villette. Perché qui, visto che sono tutti diversi, diventi uguale agli altri.“

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Pino Daniele 45
cantautore e musicista italiano 1955 – 2015
„Vivo fregandomene delle classifiche, del marketing e della discografia. Tanto i risultati arrivano quando non ci pensi proprio. La paranoia della classifica o del disco suonato in radio, la rincorsa agli umori e ai gusti di direttori artistici dei network... Basta! Ho vissuto in questo lavoro momenti belli e voglio continuare a viverli. Non sapendo che cosa vuole la gente io faccio quello che mi sento. Le nuove stagioni non mi fanno paura. Cerco di invecchiare con dignità, senza smettere di combattere, tirando fuori la grinta quando la sento.“

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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„Ho visto cio' che fa brutto | "non e' il cattivo dei film". (da I Love Paranoia, n.° 6)“

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Nesli 159
rapper, beatmaker e cantautore italiano 1980
„E mi son fatto rubare, forse gli anni migliori | Dalle mie paranoie, e da mille altri errori. (da La Fine, n.º 12)“

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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„E come col computer chi mette i virus | in giro ti vende l'antivirus. (da I Love Paranoia, n.° 6)“


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J-Ax 99
rapper e cantautore italiano 1972
„La storia la scrive sul libro | sempre quello che ha vinto | non serve un genio a capire che è tutto finto zio | semplice istinto io. (da I Love Paranoia, n.° 6)“

James Hillman 22
psicoanalista, saggista e filosofo statunitense 1926 – 2011
„Un uomo è convinto di essere morto. Dice ai familiari: "Sono morto" e i familiari lo mandano da uno specialista. Subito tra medico e paziente incomincia un'accanita discussione. Il medico fa appello ai sentimenti dell'uomo verso la vita, verso la famiglia. Poi prova a farlo ragionare, dimostrandogli l'intrinseca contraddizione di una frase come "Sono morto": i morti non sono in grado di dire che sono morti, perché è appunto in questo che consiste l'essere morti. Alla fine il medico ricorre all'evidenza dei sensi. Domanda all'uomo: "I morti sanguinano?". "Certo che no" risponde l'uomo, spazientito dall'ottusa dabbenaggine della mente dei medici. "Lo sanno tutti che i morti non sanguinano". Al che il medico gli punge un dito. Ne esce una goccia di sangue. "Ma guarda un po', chi l'avrebbe mai detto" esclama l'uomo. "I morti sanguinano, eccome". Incorreggibile. Le percezioni e i ragionamenti confermano anziché contraddirla, l'idea di essere morto. Il sentimento, la ragione e i dati di fatto collaborano alla costruzione di un sistema di difese volte a spiegare l'esperienza primaria, un'esperienza primaria che è uno stato di conoscenza, una realtà noetica dentro la quale il paziente è fissato e che conferisce significato a tutti gli altri eventi. "L'ambiente offre un mondo di nuovi significati. Tutta l'attività di pensiero è pensiero intorno ai significati... Si ha una conoscenza diretta e intrusiva del significato e questa appunto, in se stessa, è l'esperienza del delirante". La paranoia è un disturbo del significato. (da La vana fuga dagli dei)“

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Gianni Monduzzi 45
scrittore, giornalista e editore italiano 1946
„La TV non è così innocua come sembra. Ci sono casi di soffocamento da sbadigli e di paralisi dei centri nervosi. Lussazioni del pollice per abuso del telecomando. Piaghe da decubito, per eccesso di parcheggio in poltrona. Perdita della vista e allucinazioni visive. Crepacuore da telenovela. Stupore catodico, paranoia e noia mortale. (p. 137)“

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Martin Scorsese 17
regista, attore e sceneggiatore statunitense 1942
„[Riferendosi al film The Aviator] Anche se avessimo trattato solo il suo rapporto con l'aeronautica, avrei fatto il film, perché mi attirava la tragicità delle debolezze di Hughes, il modo in cui le ha spesso superate ma che, alla fine, lo hanno prevaricato. Certo, io stesso non sono esente da paranoie – so per esempio cosa può succederti in testa quando non dormi per 40 ore di seguito come faceva lui – ma non a livello di quel pover uomo.“


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Hunter Stockton Thompson 19
giornalista e scrittore statunitense 1937 – 2005
„Paranoia, paranoia... e nel frattempo sono tutto solo con il Grande Squalo Rosso nel parcheggio dell'aeroporto di Las Vegas. Al diavolo questo panico. Ritrova il controllo. Mantienilo. Per le prossime ventiquattr'ore questa faccenda del controllo sarà critica. Eccomi seduto qui, solo in questo deserto del cazzo, in questo covo di mentecatti armati, con un carico molto pericoloso di rischi, orrori e responsabilità che devo riportare a L. A. (p. 71)“

Richard Corliss 4
giornalista statunitense 1944 – 2015
„Se un film di fantascienza a basso costo come L'invasione degli ultracorpi può aver rappresentato negli anni cinquanta una brillante parabola della paranoia conformista e se Matrix può aver stuzzicato l'interesse dei bambini verso la matematica e la filosofia, si può dire che un film audace e riflessivo come V per Vendetta alimenterà un articolato dibattito sull'uso e sull'abuso del potere statale. Le migliori opere di arte popolare finiscono per giocare secondo le proprie regole.“

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966
„Le mie arringhe mentali erano indirizzato solo a me stesso, sembra sia l'inizio della paranoia. (p. 37)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Qualunque cosa succeda, l'America sarà il punto focale. È il centro dell'azione e ci vorranno persone forti e capaci per sopravvivere in un clima come questo. Sono sicuro che la gente ci riuscirà ma penso che molti, e in particolare gli abitanti delle città, si trovino ora in uno stato di costante e completa paranoia. La paranoia è una paura irrazionale. Ma cosa succederebbe se invece la paranoia fosse giustificata?“

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