Frasi su parrucca


Lady Gaga foto
Lady Gaga 126
cantautrice e attivista statunitense 1986
„A volte mi capita di sentirmi ancora come la ragazzina perdente delle superiori e allora devo farmi forza e dirmi che sono una superstar ogni mattina, così da superare la giornata ed essere per i miei fans quello che hanno bisogno che io sia. Ma, a volte, ho ancora quella sensazione, come se le persone tentassero di distruggermi. Non posso essere distrutta, non voglio essere distrutta e non distruggerete il regno abitato dai miei fans [... ] Lotto per ogni ragazzino come me, che si è sentito come mi sono sentita io, e si sente ancora come mi sento io. Fa male sapere quanto sangue autentico e sincero scorra nel mio spirito e rendersi conto che la gente lo ignori... perché vedono parrucche e rossetti e basta, perché non capiscono. Voglio soltanto essere una regina per loro e a volte non mi sento tale. Non si tratta più di essere vincente per me stessa, ma di essere una vincente per loro.“ dallo speciale dell'HBO della tappa del Monster Ball Tour al Madison Square Garden del 21 febbraio 2011

Lady Gaga foto
Lady Gaga 126
cantautrice e attivista statunitense 1986
„A volte mi sembra di essere sempre sul palcoscenico e sento che la mia stessa vita è un palcoscenico continuo: quando danzo, quando canto, quando faccio colazione. C'è però un momento di verità quando il palcoscenico scompare: quando piango. Sulle scene, fuori dalle scene o con qualcuno. C'è qualcosa di profondamente vero e onesto in questo. Non ha niente a che vedere con il togliermi una parrucca o il rossetto... è molto più profondo di questo.“ dall'intervista a ShowStudio del 30 maggio 2010


Dave Eggers foto
Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„Gian Giacomo Rousseau fissava il rossore del tramonto che accendeva le torri di Notre Dame, e non parlava. Ad un tratto starnutì.
– Ecco, – malignamente commentò il Galiani, – che cosa vuol dire mettere in pratica la propria filosofia e non portar la parrucca. Vi buscate un raffreddore e il barcaiolo vi prenderà per il mio servo fedele. Amico Gian Giacomo, scuotetevi di dosso la filosofia, e tornate alla musica! Vi farò un bel libretto e metteremo in burletta anche Socrate, se vorrete!“ p. 18

Maurizio Milani 30
comico, scrittore e attore teatrale italiano 1961
„Forse ti amo. Però aspettiamo ancora un po' a dircelo. Non sono sicuro del mio sentimento. Forse è genuino. Dovrebbe essere tale. Anche quando levi la parrucca con i riccioli neri. Invece no, in te così conciata vedo il mio grande amore passato. Basta, ti lascio. Anzi, torna quando vuoi, ti aspetto.“

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„L'uno [Ferdinando Galiani] era un piccolo magro, quasi gobbo a prima vista, contraffatto a giudicarlo così ad occhio e croce, più scimmia che uomo in apparenza, gli occhi vivissimi, le mani irrequiete, e saltava più che non camminasse. Vestiva di buon panno, portava parrucca, inforcava l'occhialino e gli stivaloni con la risvolta rossa rivelavano un piede quasi femminile.“ p. 9-10

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„L'altro [Jean-Jacques Rousseau] era un borghese, in apparenza, non grasso, a prima vista goffo: una giacca marrone, delle grosse calze di lana, un farsetto di picchè, delle informe scarpe a punta rotonda e ben difesa da un cerchietto di metallo. Non portava parrucca e i capegli scarmigliati d'uno sperso grigio non vantavano certo parentela col pettine. Rispose, strizzando un rotolo di carte, che agitava come fosse la bacchetta del direttore d'orchestra:
– E torto avete mio caro abate. Non c'è salvezza per l'umanità, se non torna alla natura.“ p. 10

Andrea Poltronieri foto
Andrea Poltronieri 58
comico, polistrumentista e cantante italiano 1965
„Ho preso parte a tutte e quattro le puntate, con un intervento di un minuto circa ciascuna, con l'aggiunta della sigla finale. Praticamente faccio delle cover di cantanti italiani anni '70 e '80. [... ] Uso parrucche in performance un po' surreali, in linea con la comicità di Cochi e Renato.“ dall'intervista di Vincenzo Iannuzzo, Sax Poltronieri: «Sono in serie A con Cochi e Renato», La Nuova Ferrara, 11 gennaio 2007


 Mina foto
Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Non seguo [... ] la moda: compero soltanto le cose che mi piacciono. E mi piacciono moltissimo le scarpe, anche quelle coloratissime; mi piacciono gli abiti sportivi; gli abiti lunghi, da sera, nei quali, però, non mi sento mai completamente a mio agio; le parrucche che non metto quasi mai; i "toupets" che invece uso qualche volta. Non mi piacciono i gioielli: unica eccezione un paio di solitari che mi sono regalata e che porto di tanto in tanto; e una serie di anellini di nessun valore (costano da un minimo di cinquanta lire a un massimo di qualche migliaio di lire) che mi diverto a distribuire su tutte le dita.“ da Mina: sono una pertica e me ne vanto, Oggi, 30 giugno 1966

„Hendrix suonò "The Star-Spangled Banner" innumerevoli volte, ma l'interpretazione più famosa dell'inno nazionale del suo paese è quella che produsse al culmine della sua partecipazione al Festival di Woodstock ("Tre giorni di pace e musica") nell'agosto 1969. L'ironia fu micidiale: un uomo nero con una chitarra bianca; un massiccio pubblico quasi esclusivamente bianco che sguazzava in un pantano da lui stesso creato; le note chiare, pure, come di tromba della melodia familiare che si dimenavano per penetrare le nuvole di gas lacrimogeno, l'esplosione di bombe, le urla dei moribondi, di crepitio delle fiamme, le spesse cortine di fumo emanante un olezzo di carne umana, le sospese vibrazioni degli elicotteri... Fu assolutamente azzeccata la decisione di Francis Ford Coppola di ingaggiare Randy Hansen, un giovane chitarrista il cui ruolo consisteva nel riprodurre Hendrix nota per nota e con parrucca e trucco, per fornire il potenziale distruttivo della chitarra di Hendrix alla colonna sonora di una scena di un'imboscata nel film esorcizzante del Vietnam Apocalypse Now del 1979.“ p. 35

Andrea Poltronieri foto
Andrea Poltronieri 58
comico, polistrumentista e cantante italiano 1965
„Metti che a Frassinelle domenica sera davanti ad 800 persone di rompa il microfono della Nives, metti che si tenti di aggiustarlo... metti che il giorno dopo nella serata di beneficenza per l'ENPA il microfono nuovo della Nives non funzioni... un segno? Può essere... cara Nives... per tutta l'estate sei stata con me in giro per l'Italia... beh... è giusto che tu ti prenda quache giorno di ferie... lo so, è stato un caso, ma ieri sera, non ho sentito assolutamente la tua mancanza, e per riempire il vuoto da te lasciato ho rispolverato dalla cantina cose e canzoni messe via, ho dato sfogo e spazio al sax... anzi, ai sax... anche il soprano ha avuto il suo degno momento di gloria, e la gente che era presente ha respirato tutto questo. Cara Nives, grazie di tutto, ma per qualche giorno, o forse qualche ora lascerò la tua parrucca rossa, gli occhialoni e il vestito a casa, lì, come il costume di un vecchio clown, lì, come una maschera, lì, come un costume da circo... sorry...“ da Metti che si rompa il microfono della Nives, 28 agosto 2007

Dr. Seuss foto
Dr. Seuss 5
scrittore e fumettista statunitense 1904 – 1991
„Aspettando che un pesce abbocchi o aspettando che il vento faccia volare un aquilone. O aspettando in giro che arrivi venerdì notte o forse aspettando che arrivi zio Jake o che bolla una pentola o un cambiamento in meglio o una collana di perle o un paio di pantaloni o una parrucca con riccioli o un’altra opportunità. Tutti stanno solo aspettando.“


Claudia Gerini foto
Claudia Gerini 8
attrice e cantante italiana 1971
„Il trucco e le parrucche sono piccoli espedienti che ti aiutano a trovare il personaggio, la camminata, la parlata.“

Maurizia Paradiso 5
attrice pornografica, conduttrice televisiva e cantante ... 1955
„Battevo, sì, come battevano tutti i ragazzini che mettevano la parrucca le prime volte. E sono fiera di averlo fatto, perché più che battere conoscevo gente, più che battere diventavo specializzata in psicologia. Io ho fatto un anno di questa specializzazione, per fare i soldi per il seno.“

Samuel Pepys foto
Samuel Pepys 11
politico e scrittore inglese 1633 – 1703
„Sono andato in chiesa, vestito a lutto, molto elegante e con una nuova parrucca, ho fatto un grande effetto.“ libro Diary

Frank Moore Colby foto
Frank Moore Colby 6
scrittore 1865 – 1925
„Gli uomini possono confessare un tradimento, un assassinio, un incendio doloso, una dentiera o una parrucca. Ma non di non avere un senso dell'umorismo.“