Frasi su parto


Isabella Santacroce 171
scrittrice italiana 1970
„Non ho dormito quella notte. Un torrente nel cervello. Uno scroscio nella mente. Una girandola a ruotarmi nella testa. Delle botte sulle tempie. Di continuo. Senza sosta. Forsennato parto di pensieri. Elaborazioni del fantastico. Deviazioni del reale. Trasformazioni del presente.“

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Sussurri di morte divina in murmure odo, | notturno balbettìo a fior di labbra, sibilanti corali, | passi che dolci salgono, mistiche brezze che ondeggiano basse e gentili, | fruscìo di fiumi invisibili, onde d'una fiumana che corre, fluisce, | (è uno sciacquìo di lacrime? sono le onde insondabili delle lacrime umane?) || Vado a stento verso il cielo, nubi in immensi cumuli, | vagare con lenta mestizia, silenziose gonfiarsi, mischiarsi, | a volte con un astro remotissimo, infelice, velato, che appare e scompare. ||“ Quasi piuttosto un parto, qualche solenne nascita immortale; | sulle frontiere all'occhio impenetrabili, | transita un'anima.


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Anselm Grün 19
scrittore tedesco 1945
„Anche l'elaborazione del lutto è come la nascita di nuova vita in te. È piena di sofferenze e di timori. Spesso è buia come il percorso del parto. Sembra volerci afferrare alla gola. È una strada stretta e tormentosa. Ma, una volta che l'abbiamo percorsa sino in fondo, il nostro cuore si allarga e vediamo una nuova luce che ci illumina. Ci sentiamo liberi, come rinati.“

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Bassi Maestro 174
rapper, disc jockey e beatmaker italiano 1973
„Magari adesso canto, tra un'ora me ne parto: per questo vivo denso come il cioccolato caldo!“ da La vita è maledetta

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Georges Bataille 45
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia.“ da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79

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Arthur Rimbaud 98
poeta francese 1854 – 1891
„Ho abbastanza conosciuto. Le fermate della vita — O Frastuoni e Visioni!
Parto per affetti e rumori nuovi!“
da Partenza, 1994

Tullio Dandolo 12
scrittore, storico e filosofo italiano 1801 – 1870
„[Baia (Bacoli)] Silla, Cesare, Pompeo, Ortensio, ogni illustre romano vi tenne ville; i bagni solforosi abbondanti in quel suolo ve li chiamavano in folla, essi che bisognavano di solfo a purgagione delle acredini d'un sangue guasto dalle libidini. Là erano teatri calcati da celebri mimi; là anfiteatri popolati di famosi gladiatori; danze, corse, banchetti quivi non rifinivano: il clima, e la naturale piacevolezza del sito, l'alitar degli zefiri, la fragranza dei fiori, l'allontanamento delle cure, ogni cosa sbandiva di là i pensamenti austeri, ed inclinava i sensi a voluttà. Il mare trasferiva entro gondole dorate dall'uno all'altro lido, dall'una all'altra villa gli effemminati patrizii, le scioperate matrone; il tuffarsi dei remi era ritmo a' canti di amore modulati al suono delle lire, e de' liuti. Mai arrivava a quella spiaggia lo squillo della tromba guerriera romoreggiante ai confini, freno dello Scita, del Parto, terrore del Datavo, del Britanno: i trionfatori si riposavano a Bajà; e mentre i Cesari vi si tuffavano in ebbrezze senza nome, il mondo schiacciato respirava. Properzio non ebbe appena visitata Baja che sospettò Cinzia d'infedeltà: Marziale scrisse di Levina che vi andò Penelope, e ne partì Elena. Fu rimproverata a Marco Tullio la villa che possedea su quel lido; e Seneca affermò essere malsano respirare un giorno solo quell'aria corrompitrice.“ da Lettere su Roma e Napoli, p. 35-36

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Parmenide 21
filosofo greco antico -501 – -450 a.C.
„Giacché le più strette furono riempite di fuoco non mescolato,
e quelle seguenti di notte, ma in esse si immette una parte di fiamma;
nel mezzo di queste è la dea che tutto governa:
essa infatti ovunque presiede al doloroso parto e all'amplesso
spingendo la femmina ad unirsi col maschio e al contrario di nuovo
il maschio con la femmina.“
frammento 12


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Nesli 159
rapper, beatmaker e cantautore italiano 1980
„Rompo le catene, mi perdo nel mondo | Parto per il viaggio, so che non ritornerò, non lo farò.“ da Mia follia, n.° 3

„Un'altra indicazione del fatto che le donne desiderassero un parto più disteso ed affettivo stava nella sostituzione della sedia da gestante e del pagliericcio col letto.“ pag. 173

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Ryszard Kapuściński 34
giornalista e scrittore polacco 1932 – 2007
„La storia è spesso il risultato di una mancanza di riflessione. È il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell'idiozia e della pazzia.“

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Dj Gruff 23
disc jockey, beatmaker e rapper italiano 1965
„Un viaggio dentro l'altro dove parto sempre, e poi non mi ritrovo sconvolgo il mio sistema polmonare | zero fumatore occasionale.“ da Bom Cilomo


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Orfeo Pianelli 3
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1920 – 2005
„[Famosa gaffe] Se i tifosi continuano a protestare, parto per una destinazione innocua, non ho certo il dono dell'ambiguità.“

„Le donne dell'alta borghesia generalmente stavano a letto una o due settimane, dopo il parto; le donne del popolo si alzavano di regola dopo un paio di giorni.“ pag. 85

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Stanisław Jerzy Lec 187
scrittore, poeta e aforista polacco 1909 – 1966
„Il parto dell'uomo è doloroso, specialmente quando egli mette al mondo se stesso in età adulta.“

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Bill Hicks 89
comico statunitense 1961 – 1994
„E da dove viene quest'idea che il parto sarebbe un miracolo? Mi sono perso quella fottuta riunione?... "È un miracolo, il parto è un miracolo!" No, non lo è, non lo è più di mangiare del cibo ed espellere uno stronzo dal culo, ok?“