Frasi su pavone


Armando Ceroni 67
giornalista svizzero 1959
„Il ventaglio di possibilità si apre magnificamente come una bella ruota di pavone.“

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Bertrand Russell 179
filosofo, logico e matematico gallese 1872 – 1970
„Non credo che un pavone invidi la coda di un altro pavone, poiché ogni pavone è persuaso d'avere la coda più bella del mondo. La conseguenza di ciò è che i pavoni sono uccelli pacifici.“ cap. VI; 1969, pp. 85-86


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Ibn Hamdis 10
poeta arabo-siciliano, massimo esponente della poesia ar... 1056 – 1133
„Un paese a cui la colomba | diede in prestito il suo collare, e il pavone | rivestì dal manto delle sue penne || Par che quei papaveri sian vino | e i piazzali delle case siano i bicchieri.“ La Sicilia

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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„Lasciami solo tipo Rita Pavone | se vai a vedere la partita di pallone | perché non vengo con te, | quella non é brava gente, | s'impone violentemente, | a spinte, smantellate immediatamente. | Slogan teppisti che sanno di inni fascisti,| su 'sti spalti stanno tifosi misti a terroristi, | hai voglia a stare triste se ci scappa l'omicidio, | sta caciara mi da un senso intenso di fastidio. | Hooligans e svastiche binomio perfetto, | ti metterei quel palo dritto nel culetto con lo scudetto, | troppi Ultrà cafoni senza nomi c'hanno mani armate, | come diceva Antoine quelli ti tirano le pietre. | Sputi, monetine, carta igienica. | Domenica ci si porta anche la tromba per la carica, | mi sa che nemmeno alla banca del seme | ho visto tanti cazzi messi insieme | a saltare, a volte vorrei risanare.“ da Chi c*zzo me lo, n. 10

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Nando Martellini 14
giornalista italiano 1921 – 2004
„Entra Merlo ed esce Pavone. La situazione ornitologica dell'Inter non cambia.“

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Gilbert Keith Chesterton 276
scrittore, giornalista e aforista inglese 1874 – 1936
„Il tramonto bruciava come uno di quegli incendi festosi e misteriosi nei quali le cose più comuni evocano, con i loro colori, oggetti preziosi o strani. L'ardesia del tetto splendeva come le penne di un enorme pavone, in ogni misteriosa tonalità di blu e di verde, e i mattoni rossastri del muro ardevano con la stessa forza con cui ottobre tinge di rubino e di bronzo i vini. Il sole sembrava accendere ogni oggetto con una fiamma di colore diversa, come se un uomo accendesse dei fuochi artificiali.“ pg. 72-73

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Gianfranco Ravasi 17
cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano 1942
„Se non si conosce l'amore nel senso pieno e assoluto del termine, si può essere allegri ma non veramente felici, si può godere ma non si conosce la gioia, si può agire ma non creare. È la scoperta di una pienezza che l'amato ti dona in modo unico, come cantava anche Rita Pavone in una canzone degli anni Sessanta: «Come te non c'è nessuno. Tu sei l'unico al mondo».“ da Avvenire del 24 febbraio 2005

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011
„Così, per non introdurre secondi temi, e non spargere virus letali, un aspetto intero della storia venne asportato, faisando inevitabilmente l'altro. Venne dunque sancito e stabilito che la vicenda napoletana era stata uno slancio unitario dell'anima cittadina, non uno scontro tra minoranze, non un embrionale indizio di guerra civile. E lo sforzo per imporre questo concetto si inserì nella più vasta e complessa muraglia ideologica che la cultura ufficiale oppose per quasi cinquant'anni alla pura e semplice constatazione che una guerra civile si era combattuta in Italia, nel '43- '45, tra la Repubblica Sociale e la Resistenza. Muraglia in cui solo recentemente, e solo con la fondamentale opera di Claudio Pavone, si è aperta una breccia.“ p. 173


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Ernesto Galli della Loggia 18
storico e giornalista italiano 1942
„C'è davvero qualcosa di singolare nel modo in cui è venuta formandosi la memoria della Repubblica, nel modo in cui tale memoria è stata ed è elaborata dalla cultura ufficiale del Paese. Per molti decenni, ad esempio, a quanto accaduto dal 1943 al '45 fu vietato dare il nome che gli spettava, il nome cioè di guerra civile. Parlare di guerra civile era giudicato fattualmente falso, e ancor di più ideologicamente sospetto. Bisognava dire che quella che c'era stata era la resistenza, non la guerra civile; di guerra civile parlavano e scrivevano, allora, solo i reduci di Salò, i nostalgici del regime e qualche coraggioso giornalista o pubblicista di rango come Indro Montanelli, che mostravano così da che parte ancora stavano. Le cose andarono in questo modo a lungo. Finché, all'inizio degli anni Novanta, come si sa, uno storico di sinistra, Claudio Pavone, scrisse un libro sul periodo 1943-'45 che si intitolava precisamente Una guerra civile: solamente da allora tutti abbiamo potuto usare senza problemi questa espressione, ben inteso non cancellando certo la parola resistenza.“ da I padroni della memoria, Corriere della sera, 1 novembre 2003

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885
„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva.“ 1967, p. 236

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John Ruskin 40
scrittore, pittore e poeta britannico 1819 – 1900
„Ricorda che le cose più belle del mondo sono anche quelle più inutili: i pavoni e i gigli, ad esempio.“

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Àstrid Bergès-Frisbey 4
attrice spagnola 1986
„Sai... nella mitologia indiana il pavone bianco è il simbolo di tutte le anime disperse nel mondo.
- Non potrebbe essere il simbolo di una carenza di melanina o di pigmentazione delle cellule?“ Film I Origins


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Arno Schmidt 22
scrittore e traduttore tedesco 1914 – 1979
„Scendendo il pendio: (il pavone solare faceva la ruota nel cielo) i vasti orizzonti, conserti nei boschi, per miglia e miglia: uomini nel telescopio: l'ideale: vederli benissimo, ma senza intenderli, odorare, toccare. (I silenti, privi di tamburo, pacifici).“ pp. 53 sg.

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Giancarlo Giannini 20
attore italiano 1942
„Senti donna Raffaella Pavoni Lanzetti, ora m'hai rotto la minchia!“ Film Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

Carlo Linati 5
scrittore italiano 1878 – 1949
„Scrittore di gran forza è Sean O'Casey, un giovine, il più potente talento drammatico che sia apparso in Irlanda dopo il Synge, e che nel 1923 ebbe uno strepitoso successo a Londra col dramma The Juno and the Peacock (Giunone e il pavone).“ citato in Scrittori anglo-americani d'oggi, p. 45, vol. VII

Raniero Gnoli 9
orientalista, storico delle religioni e indologo italiano
„Somānanda ed Utpaladeva affermano tutto al contrario che tra questi due momenti non c'è differenza di qualità, ma solo di grado. Il momento discorsivo, il pensiero, non è altro se non il naturale svolgimento, l'irraggiamento del primo, in cui risiede già implicito e infuso, così come il pavone, con tutto il variopinto splendore delle sue penne, è tutto presente in potenza nell'uovo.“ p. 19