Frasi su peccato


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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Sei addosso, sei l'inchiostro, il peccato senza il rimorso. Ubriaco con un sorso, tutto è scritto.. sul tuo corpo. In testa ho troppi viaggi, mi perdo dei passaggi, mi perdo sulla tua pelle tra i tuoi mille tatuaggi.. Sul petto hai delle rondini, penso alla vita mia, le guardo e sogno di volare via da sti disordini. (da Indelebile)“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„L'uomo non coincide con il suo peccato, ma con le sue più alte possibilità. L'uomo non coincide con il suo male, ma con le sue potenzialità.“


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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„La vecchiaia è bella. Peccato che duri poco.“

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Faustina Kowalska 7
religiosa e santa polacca 1905 – 1938
„Che nessuna anima tema di avvicinarsi a me – dice Gesù – anche se i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è mia ed è scaturita dal seno della Santissima Trinità, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l'abisso della Divina Misericordia.“

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Teresa d'Ávila 18
religiosa e mistica spagnola 1515 – 1582
„Chi commette un peccato mortale intende di contentare, non Dio, ma il demonio; e siccome il demonio non è che tenebra, la povera anima si fa tenebra con lui.“

Giovanni Vannucci 8
presbitero e teologo italiano 1913 – 1984
„La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza. L'accumulare diventa una mania: l'avaro non vede che il possesso, non vive che per possedere, il possesso è per lui il fine supremo. Il possesso, da schiavo, è divenuto padrone e selvaggiamente trionfa.
L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Fra eterni dubbi e nebbie persistenti ci sforziamo chiediamo nuovamente e con più forza: che promesse ha mantenuto il profeta? Dopo che l'olezzo delle divinità è stato spazzato via dal vento della nuova verità che fine ha fatto l'abisso misterioso dionisiaco nettare dio-non-dio di cui la nuova umanità doveva cibarsi? Che forse ci siamo nuovamente imbastarditi, dunque forse ci ritroviamo rimpinzati a adorare nuovi idoli moderni resi forti proprio dalla distruzione di tutto ciò che era vetusto antiquato, d'inciampo alla manifestazione della vita? Che ne è stato della volontà di potenza che ha permesso di poter proseguire su corde tese sull'abisso più tremendamente vertiginoso? Abbiamo sciolto i legacci che impedivano alle ali di avere l'aria per poi convincersi che volare è una storia da fanciulli? Abbiamo venduto per trenta denari d'argento il segreto in cambio dello sfatamento, del disincanto? Abbiamo rotto un eterno ritorno per un nuovo ciclo di diverso periodo e rivoluzione. Abbiamo fatto rapprendere il caos in caso. Abbiamo in definitiva preteso troppo e non siamo riusciti a non scoppiare per poi accasciarci divelti e lasciarci trasportare da quello che è il mondo. Ammettiamolo siamo stati a volte e di nascosto paghi e soddisfatti, anche noi abbiamo acceso qualche lume, bruciato del grasso odoroso ai nuovi dei, commesso nuovi peccati seguito nuove virtù. C'è un qualche scarto fra quello che profondamente siamo e quello che semplicemente pensavamo pensiamo d'essere. E come se la sovrapposizione fra le due cose fosse imperfetta. Ed è li che si insinua, in quelle crepe in quelle fessure, tutto ciò che non è libertà. Cos'è a questo punto l'Uomo. Anche i prefissi hanno fallito. Dobbiamo rassegnarci? A cosa dobbiamo rassegnarci. Al fatto di non poter tornare indietro che ciò che si smaschera non può essere rivelato? all'impossibilità di reggere il tremendo paradosso di un nulla adesso non più ricolmo e saturo di potenza ma sempre più vuoto? Giuravamo guerra a quelli dell'umanità e adesso non riusciamo a reggere i nostri inganni, ecco ciò che ci siamo ridotti a pensare. Come rispondere a questi tranelli come sfuggire a queste perseguitanti domande? Ecco la mia estrema panacea e rimedio: innalzate vorticose are all'esempio unico comandamento e redentore unica grazia e liberazione. Che vibri il fiato negli ottoni per annunciare l'Unico nostro strumento contro la nostra rassegnazione. (da una lettera al dott. Skitafka 24 agosto 1900)“

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Papa Giovanni XXIII 67
261° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1881 – 1963
„Il mio sacerdozio è non solo sacrificio per i peccati del mondo e miei, ma ancora è apostolato di verità e di carità.“


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Giorgia 26
cantautrice, musicista e produttrice discografica italiana 1971
„Mi pento e mi dolgo per questo peccato, ma quando respiro mi accorgo che esisto davvero!. (da Vivi Davvero, 2002)“

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Luciano Ligabue 353
cantautore italiano 1960
„Voglio non dire mai "è tardi", oppure "peccato", voglio che ogni attimo sia sempre meglio di quello passato. (da Voglio volere, n. 7)“

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Thomas Fuller 63
storico britannico 1608 – 1661
„Grande è la differenza tra un uomo che è spaventato dai suoi peccati, e uno che per gli stessi si umilia. Uno può essere passivamente annichilito dal terrore di Dio, e tuttavia non gettarsi giù volontariamente come dovrebbe ai piedi di Dio.“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Il primo peccato del diavolo è stata l'invidia, scaturita dal fatto di sapere che il Verbo si sarebbe incarnato.“


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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Domande stupide, una risposta secca | A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. (da Raggi Laser, n.° 12)“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Le vie del signore sono finite, ho 7 peccati non 7 vite. (da Tornare Indietro)“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„Tentazione. Una parola non più di moda nella geografia dell'anima; una parola sempre più di moda nella pubblicità. E capovolta, ad indicare qualcosa di positivo, di allietante, di necessario. Eppure, se il peccato non esiste, tutto è indifferente. Se il peccato non esiste, l'anima stessa, più che un enigma, è un delitto. Se tutto si equivale, niente vale.“

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Chiara Amirante 29
scrittrice italiana 1966
„La tiepidezza: ecco il grande ostacolo alla vita di preghiera, ecco il vero virus mortale dei cristiani. Non è tanto il peccato mortale, è la tiepidezza.“