Frasi su pecorella


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Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„Può Dio perdere l'ultima pecorella smarrita del suo gregge? La creatura, per cui egli ha versato il suo sangue e ha patito l'abbandono da parte del Padre? (p. 175)“

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Brigida di Svezia 1
religiosa e mistica svedese 1303 – 1373
„La curia romana non vuole pecorelle senza lana: ascolta chi dà, a chi non dà serra la porta in faccia. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 438)“


Giuseppe Fanciulli 24
pedagogista e scrittore italiano 1881 – 1951
„Andarono le pecorelle brucando per il cielo, coi dorsi stretti e i musi affondati; andavano lente. In mezzo ad esse, il pastore chiamava con larghi cenni le più lontane, e ancora gettava gigli dal bastone prodigioso. (p. 30)“

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Giulio Andreotti 87
politico, scrittore e giornalista italiano 1919 – 2013
„[Sulla morte] Non sono pronto. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto so che nell'aldilà non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì. Ma su questo ho le carte in regola.“

Jacques Loew 31
1908 – 1999
„Ciò che vi è di più tragico, non è l'incredulo che bestemmia, non è l'uomo che cerca, che ha dei dubbi. La cosa più tragica è il cristiano che non fa più salti di gioia pensando che Dio lo ha cercato, come ha cercato la pecorella. Perché è questa, ancora una volta, la grande verità rivelata al cristiano.“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„La Chiesa cattolica è la mamma che mette al centro della vita individuale e sociale delle sue pecorelle alla pecorina qualcosa che non ha posto da nessuna parte: la sessualità umana. E sopra vi pianta un codice d'onore, una morale.“

Luigi Fiacchi 15
religioso, scrittore e filologo italiano 1754 – 1825
„La Pecorella timida e smarrita | All'infuriar della tempesta rea, | Tra l'orror della selva aspra e romita | Senza il dove saper, qua e là correa, | Confondendo talor con lo spietato | Fragor de' tuoni il tremulo belato. || [... ] Ma quando poi la Pecorella uscio | Fuori del troppo avviluppato ostello, | Con le punte lo Spino a lei rapio | Molti bei fiocchi del lanoso velie; | Così mercé del beneficio prese, | E l'usata pietà men bella rese. (da L'Agnello e lo Spino)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Come le pecorelle escon del chiuso | a una, a due, a tre, e l'altre stanno | timidette atterrando l'occhio e 'l muso; | e ciò che fa la prima, e l'altre fanno, | addossandosi a lei, s'ella s'arresta, | semplici e quete, e lo 'mperché non sanno. (III, 79-84)“


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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Dubito che si troverà mai una cosa così da me, un romanzo inedito. Non sono vanesio a tal punto da scrivere una cosa e conservarla per i posteri, consegnargliela come se fosse una reliquia del sacro da abbassare dall'aldilà alle pecorelle smarrite del popolo bue di qua, un messaggio di salvezza caduto da un qualche alto, tipo Nostradamus o Fatima. O Mosè. (p. 131)“

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Umberto Silva 13
psicoanalista e scrittore italiano 1943
„Insomma, diciamola tutta: la chiesa è riuscita a conferire grandezza e destino anche all'atto francamente bislacco d'introdurre un pene in una vagina. E noi dovremmo rinunciare a tutto questo per l'igiene spirituale propugnata da Vito Mancuso, per la sua anima pulita e sincera come un uovo pasquale?
Purtroppo sono già cinquant'anni che il popolo cattolico – fatte alcune meritevoli eccezioni – ha rinunciato a tutto questo bendidio. Il Papa ha un bel richiamare le pecorelle all'osservanza dei precetti, quelle s'inchinano ma poi fanno come tutti. Non sanno cosa perdono.“

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Giorgio Almirante 10
politico italiano 1914 – 1988
„Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo. (da Che la diritta via era smarrita... Contro le «pecorelle» dello pseudo-razzismo antibiologico, La difesa della razza, V (1942), n. 13, pp. 9-11)“

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Salvatore Fisichella 23
arcivescovo cattolico e teologo italiano 1951
„[in risposta a Rosy Bindi] Perché la bestemmia sia peccato, è necessario vi sia anche il deliberato consenso di voler offendere Dio e la piena avvertenza di quanto si sta facendo. [... ] Non sempre la persona che bestemmia pecca. Ciò non significa indulgere, ma comprendere [... ] il contesto [... ]. Eludere questa condizione equivale a essere giudici spietati, privi di [... ] comprensione e misericordia. [... ] È peggio dire un'insulsa barzelletta condita da un'imprecazione, o presentare una legge contro la famiglia e pro nozze gay? Salvare la vita di Eluana o preferire l'eutanasia? Migliorare la legge sull'aborto o favorire la Ru486? Da vescovo sono turbato se vedo le pecorelle smarrirsi nei meandri dell'interesse politico, ignorando l'abc della morale cattolica. (sul settimanale Oggi, 4/1/2010)“


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Carlo Taormina 4
avvocato e politico italiano 1940
„Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella. Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002, gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi. Io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po' e poi rispose: "Intanto facciamola così, poi si vede". Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente. (citato in L'Espresso, "La verità su B. raccontata dal suo ex avvocato", Gilioli Blog, 29 gennaio 2010)“

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Jacopo Sannazaro 11
poeta e umanista italiano 1456 – 1530
„Selvaggio ed Ergasto.
Selvaggio: Ergasto mio, perché solingo e tacito | pensar ti veggio? Oimè, che mal si lassano | le pecorelle andare a lor ben placito. | Vedi quelle che 'l rio varcando passano; | vedi quei duo monton che 'nsieme correno, | come in un tempo per urtar s'abassano. | [... ] A dire il vero oggi è tanta l'inopia | di pastor, che cantando all'ombra seggiano, | che par che stiamo in Scitia o in Etiopia. | Or, poi che o nulli o pochi ti pareggiano | a cantar versi sì leggiadri e frottole, | deh canta omai, che par che i tempi il cheggiano.
Ergasto: Selvaggio mio, per queste oscure grottole | Filomena né Progne vi si vedono; | ma meste strigi et importune nottule. | Primavera e suoi dì per me non riedono, | né truovo erbe e fioretti che mi gioveno; | ma solo pruni e stecchi che 'l cor ledono. | Nubbi mai da quest'aria non si moveno, | e veggio, quando i dì son chiari e trepidi; | ma attendo sua ruina, e già considero | che 'l cor s'adempia di pensier più lepidi. (Prosa prima, p. 7-8, 1944)“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Vent'anni fa, Leopold Mapple era il giovane scienziato più brillante del nostro corso per studenti superdotati all'Istituto di Scienze di Londra. Era un ragazzone di cento chili, roseo e ben vestito. Lo si sarebbe potuto prendere per un ricco rampollo nullafacente: invece era lo scienziato più importante nella ricerca sulla fisica subatomica. Ma era anche il più inveterato gaudente, mangione, bevitore, tabagista, donnaiolo e cultore di ogni altra cosa dai più chiamata vizio. Spesso veniva richiamato dal nostro rettore, gran lucertolone calvinista, ad un atteggiamento più morale, ma Apple gli rispondeva sempre: "Sono uno scienziato e ho studiato con attenzione il mondo: e dico mai, nelle mie osservazioni, né col microscopio, né con con la camera a bolle, né con le analisi chimiche, né coi raggi X ho mai visto apparirmi una cosa chiamata 'morale'. Era infatti Leopold Mapple, l'uomo più radicalmente ateo, più rigidamente materialista, più lontano da qualsiasi sbavatura filosofica o mistica, che io avessi conosciuto. Per lui tutto era materia, numero, osservazione, confronto, realtà: su tutto il resto egli spargeva abbondantemente la sua risata fragorosa, ben conosciuta in tutte le birrerie londinesi. "C'è un solo mezzo", egli ripeteva spesso, "per elevarsi da questa terra: ed è possedere una velocità superiore a 11,45 chilometri al secondo: tutto il resto è carburante per la superstizione e l'ignoranza." E a questo suo monolitico approccio all'esistenza, egli si manteneva coerente. Radunava un gruppo di amici, io, il dottor Hyde, e Bohr, e Fermi e Jacobson e ci trascinava nella Londra notturna. Mangiava e beveva smodatamente: "Nulla teoria, sine hosteria,"diceva e aggiungeva: "Certo non ci si ciba in fondo che di molecole, ma tra un piatto di idrogeno e un pasticcio di maiale, c'è una bella differenza." E a chi gli diceva che diventa sempre più grasso, rispondeva: "Nell'Universo, le cose grosse sono più rare delle piccole: pochi elefanti, molte zanzare, pochi grandi stelle, tanti pianetini." Insomma, un tipo piuttosto bizzarro, l'avrete capito: ma l'eccezionale bravura scientifica e l'allegria contagiosa, lo rendevano simpatico a tutti. Piaceva anche alle donne, anche se lui ripeteva spesso:"Considero ogni parola detta a letto, oltre le sei, come una conferenza, e come tale mi riservo di abbandonarla." Questo suo carattere gli causava anche qualche guaio, come una volta, quando vide alcuni bambini fermi davanti a un presepe sotto Natale. Subito volle spiegare loro: uno, che Gesù Bambino non poteva essere nato seminudo nella capanna perché sarebbe morto assiderato entro pochi minuti, due, che la Madonna non poteva averlo partorito restando vergine perché la fecondazione artificiale è stata inventata quasi duemila anni dopo, e tre, che se veramente sulla capanna fosse arrivata una cometa avrebbe ridotto tutta la Palestina a una voragine fumante. Inoltre i pastori che arrivavano con le pecore probabilmente non erano venuti per regalarle, ma per venderle come è loro abitudine, e che i tre re magi erano la più grande delle fandonie perché mai nella storia un re si è fatto una cammellata nella notte per andare a portare dei doni a un bambino nudo, magari a una bambina di sedici anni sì, ma a un neonato mai nei secoli dei secoli amen e dopo, siccome i bambini erano piuttosto choccati, li portò tutti in una pasticceria e offrì loro una montagna di kraffen dicendo: prendete e mangiate, eccovi dio infinitamente buono nella sua santa trinità di crema, marmellata di arance e cioccolato. Fu denunciato dai genitori, e si guadagnò una nota di biasimo dal rettore, che però non lo espulse perché proprio in quei mesi Mapple stava ultimando un esperimento straordinario: era riuscito a costruire una camera a bolle speciale dove era sicuro di scoprire la terza forza elementare, la forza che, diceva, sta all'origine di tutte, e non è né onda né particella, qualcosa di completamente diverso, e definitivo. "Farò l'ultimo strip-tease alla cosiddetta materia," ci disse, troneggiando tra macerie di lattine di birre, a una festa organizzata la sera prima dell'esperimento. "E quello che resterà alla fine, sarà il principio: altroché Buddha e Javeh e Visnù e altri figuri metà uomo e metà cane e splendenti e resuscitanti e volanti e sibilanti su e giù per il cielo. Basta con il traffico aereo degli impostori! Quello che troveremo al termine del mio esperimento, sarà Dio a tutti gli effetti di legge: ciò da cui tutto è composto, e creato, e causato: una particella, un'onda, una relazione. Non lancerà fulmini, nel suo nome nessun profeta sarà costretto a massacri, non avrà bisogno di travestirsi da toro di legno per scopare: sarà una formula, tutto lì. Gioiosa, semplice, tangibile, consistente, divulgabile nelle scuole, utilizzabile in industria. Ragazzi quel giorno andrò dal rettore e gli dirò: 'faccia mettere questa formula nel presepe al posto di Gesù Bambino. E vedrà se giuseppi e marie e pastori e pecorelle e reganti cammellari e angeli trombettieri non ci faranno la figura dei fessi!" Noi scoppiammo a ridere, qualcuno era un po' scandalizzato, ma Mapple ci travolse, beveva e cantava e petava come un cavallo gridando: "In interiore hominis vox veritatis!" e passammo in rassegna tutte le bettolacce di Sub-Chelsea e per contare i tappi di birra fatti saltare Bohr disse che ci sarebbe voluta un'equazione complessa, e tornammo a casa ubriachi fradici. Il giorno dopo, fragoroso come sempre, Mapple arrivò all'Istituto per l'esperimento. "Bene," disse "ora prendiamo un bell'atomo grassotto e prendiamolo a cazzotti finché non gli cascano giù tutti gli elettrodentoni." Era questo un suo modo colorito di definire gli esperimenti subatomici. Un giovane tecnico si calò nella grande camera a bolle, dentro la quale sarebbe avvenuto il bombardamento, fino all'ultima particella. Quella mattina Mapple era particolarmente euforico, e ben farcito di birra. Non si accorse che il tecnico si era sdraiato a terra per controllare la temperatura del suolo. Così lo chiuse senza accorgersene dentro la camera e iniziò il bombardamento. L'esperimento durò otto giorni: per quel tempo, il reparto restò chiuso a tutti. Il nono giorno ecco arrivare Mapple in smoking, reduce dalla solita notte di baldoria. C'eravamo tutti con lui, mentre si avviava alla camera nucleare: "Ragazzi", egli gridava, facendo roteare il bastone d'avorio, "le nuvole di duemila anni di incensi religiosi stanno finalmente per dissolversi. Migliaia di preti invaderanno gli uffici di disoccupazione in tutto il mondo. Nessun bambino verrà mai più atterrito da purgatori e inferni! Le marmellate in cima agli armadi verranno sterminate, senza paura di ritorsioni. Nelle chiese risuonerà, liberatorio, il tintinnio dei brindisi. Suore nude si concederanno a rabbini infoiati, ex voto, ex stole, ex messali, tiare, sottanoni e paramenti e ultime cene tutto brucerà, nello stesso fuoco in cui la chiesa ha bruciato i libri, gli eretici, i villaggi degli infedeli. L'ultima crociata è giunta! L'umanità è salva! Cristo è disceso in terra, anzi è sempre stato lì, e io ve lo mostrerò! La causa causarum, la sacra particula, il colui da cui, il primo motore, l'ordo initialis, l'uovo cosmico, il fabbro celeste, il danzatore eterno, l'occhio del Buddha, il kkien, il waugwa, il primo bit, il supremo artefice! Presto a voi in tutto il suo scientifico splendore! Seguitemi!" E noi lo seguimmo, eccitati, fin davanti la porta sigillata della camera dell'esperimento, e trattenemmo il fiato insieme a lui, quando lui aprì la porta e vide... vide... Vide il tecnico, con la barba lunga, i capelli incolti, con il viso scavato da otto giorni di digiuno, e il camice bianco strappato, che alzava al cielo le mani bruciate dalle ustioni radioattive e gridava: "Sono qui! Sono io, Mapple, finalmente mi hai trovato!" Descrivere il viso di Mapple in quel momento, non mi è possibile: diventò bianco come un marmo, gli occhi sembrarono uscirgli dalle orbite, ed egli lanciò un urlo, un urlo che fece tremare i vetri dell'Istituto, e i nostri cuori. "Nooooooooooooooooo!" Fuggì, travolgendo tutti. Nessuno di noi riuscì a raggiungerlo per spiegargli cos'era veramente successo. Sparì nel nulla e riapparve solo dopo molti giorni, la barba lunga, gli occhi rossi: capimmo subito che era uscito di senno. "Mapple," cercammo di spiegargli "quello che hai visto era solo il tecnico dell'Istituto, rimasto chiuso nella tua camera atomica per otto giorni!" "No amici," egli disse con voce ispirata, "era Dio! In fondo a ogni atomo c'è Dio." Due mesi dopo partì, con questa strana astronave, nello spazio. Da quel giorno egli vola per le galassie, portando la Religione ovunque, nelle stazioni spaziali, nei pianeti, nelle astronavi: non c'è culto o rito o confessione che egli non conosca e commerci. Cosi sia.“

Antonio Socci 37
giornalista e scrittore italiano 1959
„Agnostici o atei o laicisti che ascoltano Bergoglio si sentono confermati nella loro non-credenza e non certo richiamati alla conversione. Anzi questi personaggi (Scalfari ne è un esempio) traggono dalle parole bergogliane nuova convinzione nella loro ostilità verso la Chiesa, sentendosi dare ragione dal papa stesso... Mentre i cattolici che ascoltano Bergoglio si omologano sempre più alla cultura laicista dominante. La "missione" di Bergoglio quindi è alla rovescia: portare le pecorelle del Signore in bocca ai lupi, cioè al Potere mondano.“

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