Frasi su pelliccia


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Dave Eggers 15
scrittore, editore e saggista statunitense 1970
„Ehm, sei sicuro di volermi raccontare tutte queste cose?
Perché, quali cose?

Dei tuoi genitori, la paranoia...
Be', cos'è che ti sto raccontando, in fondo? Non ti sto dando proprio niente. Ti sto dando cose che Dio sa, che chiunque sa. I miei genitori sono famosi nella loro morte. E questo sarà il mio monumento costruito alla loro memoria. Io do a te tutte queste cose, ti racconto delle gambe di mio padre e delle parrucche di mia madre – più avanti in questo capitolo – e ti racconto i miei dubbi sull'opportunità o meno di fare sesso davanti all'armadio a specchi dei miei genitori la notte del funerale di mio padre, ma dopo tutto, cosa ti ho mai dato di così prezioso? Potresti pensare di sapere qualcosa di me, a quel punto, ma invece non sai ancora nulla. Io racconto, e un secondo dopo è tutto sparito. Non mi interessa – e come potrebbe? Ti racconto con quante ragazze sono andato a letto (trentadue), o di come i miei genitori hanno lasciato questo mondo, e alla fin fine che cosa ti ho dato? Niente. Posso dirti i nomi dei miei amici, i loro numeri di telefono...
Marny Requa: 415-431-2435
K. C. Fuller: 415-922-7893
Kirsten Stewart: 415-614-1976
Ma cos'è che hai in mano? Nulla. Tutti mi hanno dato il permesso di farlo. E perché? Perché tu non hai nulla, al massimo qualche numero di telefono. Può sembrare qualcosa di prezioso al massimo per uno o due secondi. Tu puoi avere solo quello che io posso permettermi di dare. E tu sei il mendicante che implora una qualsiasi cosa, mentre io sono il passante frettoloso che butta un quarto di dollaro nel bicchiere di carta che protendi verso di me. Questo è quanto ti posso dare. E non mi annienta. Ti do virtualmente tutto quello che possiedo. Ti do le cose migliori di me, anche se si tratta di cose che amo, ricordi di cui faccio tesoro, belli o brutti che siano, come le foto della mia famiglia appese al muro, posso mostrartele senza che esse per questo ne vengano sminuite. Posso permettermi di darti anche tutto quanto. Trasaliamo di fronti agli sciagurati che nei programmi pomeridiani rivelano i loro orrendi segreti di fronte a milioni di telespettatori, eppure... che cosa abbiamo tolto loro, e loro che cosa ci hanno dato? Niente. Sappiamo che Janine ha scopato con il fidanzato di sua figlia, ma... e allora? Moriremo un giorno e avremo protetto... che cosa? Avremo protetto dal mondo il fatto che facciamo questo o quello, che muoviamo le braccia in questo o quest'altro modo, e che la nostra bocca ha prodotto questi e questi altri suoni? Ma per favore. Ci sembra che rivelare cose imbarazzanti o private, tipo, che ne so, le nostre abitudini masturbatorie (quanto a me, circa una volta al giorno, perlopiù sotto la doccia), significhi – proprio come per i primitivi che temono che la macchina fotografica gli possa portare via l'anima – che abbiamo dato a qualcuno una cosa che noi identifichiamo come i nostri segreti, il nostro passato e le sue zone oscure, la nostra identità, nella convinzione che rivelare le nostre abitudini o le nostre perdite o le nostre imprese in qualche modo ci deprivi di qualcosa. Ma in realtà è proprio il contrario, di più è di più è di più, più si sanguina più si dà. Queste cose, i dettagli, le storie e quant'altro, sono come la pelle di cui i serpenti si spogliano, lasciandola a chiunque da guardare. Che cosa gliene frega al serpente di dov'è la sua pelle, di chi la vede? La lascia lì dove ha fatto la muta. Ore, giorni o mesi dopo, noi troviamo la pelle e scopriamo qualcosa del serpente, quant'era grosso, quanto era lungo approssimativamente, ma ben poco altro. Sappiamo dove si trova il serpente adesso? A cosa sta pensando? No. Per quel che ne sappiamo adesso il serpente potrebbe girare in pelliccia, potrebbe vendere matite a Hanoi. Quella pelle non è più la sua, la indossava perché ci era cresciuto dentro, ma poi si è seccata e gli si è staccata di dosso, e lui e chiunque altro adesso possono vederla.“

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Luigi Lorenzetti 4
presbitero e teologo italiano 1931
„[... ] impossibile giustificare la caccia per sport; la confezione di vestiti di lusso (pellicce); la vivisezione; le corride e i combattimenti fra animali. Tutto questo può sembrare normale e motivato, mentre tutto è anormale, irrazionale e disumano.“


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Tom Regan 53
filosofo statunitense 1938
„Sia che derivino da animali selvatici o da animali d'allevamento, le pellicce esigono un pesante tributo di morte, che è tanto maggiore quanto più piccola è la taglia degli animali coinvolti. (p. 171)“

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Tom Regan 53
filosofo statunitense 1938
„Le gabbie dei visoni, che ospitano le madri con i loro piccoli, possono contenere fino a otto animali. Se si eccettuano le tracce lasciate dal loro passaggio, i visoni in libertà, che vivono su territori che possono raggiungere i quattro chilometri in lunghezza, vengono avvistati raramente. I visoni sono animali notturni che trascorrono la maggior parte del tempo in acqua: la loro reputazione di ottimi nuotatori è in effetti ben meritata. I visoni rinchiusi in gabbia sono come pesci fuor d'acqua. Per la maggior parte del giorno camminano avanti e indietro ininterrottamente entro i confini delle loro vite mutilate, confini definiti dal loro andirivieni ripetuto all'infinito all'interno di un mondo di reti metalliche.
[... ] Imprigionati in un ambiente artificiale e privati della possibilità di esprimere il loro naturale desiderio di muoversi e nuotare, i visoni d'allevamento (ma vale lo stesso per tutti gli animali da pelliccia posti nelle medesime condizioni) manifestano segni di nevrosi (nel migliore dei casi) e di psicosi (nel peggiore). (pp. 166-167)“

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Jeffrey Moussaieff Masson 89
psicoanalista statunitense 1941
„[... ] finché possediamo animali da allevamento con lo scopo di sfruttarli per le uova, il latte, la pelliccia o qualunque altra parte del loro corpo, non possiamo avere una relazione sana con loro, non più di quanto potremmo con un altro essere umano da noi sfruttato. (p. 153)“

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Stella McCartney 8
stilista inglese 1971
„Molte persone non vorrebbero lavorare con le pellicce, ma non sono nella posizione di potersi rifiutare. E questo mi dispiace. Il modo in cui si ottengono è assolutamente barbarico e disgustoso. E poi a che cosa servono? Sono molto delusa, per dirla gentilmente. L'uso delle pellicce è uno degli aspetti peggiori della moda. Indossarle è la cosa meno glamorous che ci sia al mondo. E mi baso soltanto sui fatti. Basta informarsi, ci sono tantissimi video sull'argomento. Come può qualcuno pensare di andare in giro con addosso un feto come nel caso dell'astrakan? Chi può avere concepito una tale aberrazione? È scioccante e grottesco e non c'è nulla di giusto. Non riesco a trovare una buona ragione per indossare una pelliccia.“

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Eve Ensler 60
drammaturga statunitense 1953
„Tornano le pellicce. Non è fantastico? Tornano le mutilazioni. Tornano gli omicidi. Tornano i visoni. I visoni mi fanno sempre pensare alle donne. Non solo perché le donne indossano i visoni, ma perché c'entra con il modo in cui le donne sono allevate per servire. Destinate al massacro. C'entra con il fatto di essere così bella, così morbida e calda, che la gente deve indossarti, avvolgerti intorno al collo o prenderti da dietro o spararti alla testa o straziarti o picchiarti o farti morire di fame. Tornano le pellicce. Tornano le pellicce. Non è fantastico, tornano le pellicce? Lo stesso, evidentemente, vale per gli stupri. Tornano gli stupri. Tornano i talebani. Torna O. J. Tornano le pellicce. Tornano tornano tornano. Ma quando mai queste cose sono andate via? Non se ne sono mai andate. Sono semplicemente ignorate e sepolte e accettate da quelli che vanno alle feste, da quelli che non possono smettere di festeggiare, che pensano che la vita sia un'unica grande festa, e in effetti per loro lo è perché hanno tutto, perché sono ricchi privilegiati perfetti e festeggiano festeggiano. Smettetela. Smettetela. Vi prego, vi prego smettetela. Le donne stanno morendo. (p. 203)“

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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„I teologi sotto la loro pelliccia di pecora sono dei lupi feroci. (citato in Karlheinz Deschner, Sopra di noi... niente, Ariele, 2008)“


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Giorgio Faletti 247
scrittore italiano 1950 – 2014
„E voi uomini che senza vergogna andate in questi sexy shop e comperate queste bambole gonfiabili che sono così uguali a una donna che dopo devi anche regalargli la pelliccia! Per punizione passerete l'eternità sposati a un canotto.“

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Michela Vittoria Brambilla 37
politica e imprenditrice italiana 1967
„La pelliccia come vergogna... Oggi il concetto non fa scalpore (se non tra chi le produce o le vende). Invece nei primi anni Ottanta, quand'ero solo una ragazzina e organizzavo le mie prime manifestazioni, il "luogo comune" era un altro: la pelliccia era un capo ambito, uno status symbol per la media borghesia che finalmente assaporava il benessere. Le donne l'ostentavano con tanta fierezza quanta superficialità. Non si fermavano a riflettere sui cadaveri che stavano indossando. Io non lo sopportavo e, poiché non sono mai stata timida, "puntavo" le signore in centro e le apostrofavo: "Lei lo sa che si veste di cadaveri? Non si vergogna? Se ne vada a casa!". Allora eravamo in pochi a dare scandalo. Oggi le signore impellicciate sanno di rischiare contestazioni, e non solo alla "prima" della Scala. Perfino idoli pop come Lady Gaga e Rihanna sono stati "massacrati" in rete per aver ostentato pellicce o accessori di origine animale. Ci sono voluti più di trent'anni per dichiarare "out" la pelliccia. Nel frattempo, quanti milioni di animali hanno perso la vita? (pp. 97-98)“

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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„I vizi capitali s'appalesano bene a tutti gli occhi se vestiti di stracci sbrindellati; le belle acconciature e le pellicce li nascondono all'occhio più indagante. (Lear: atto IV, scena VI; traduzione di Goffredo Raponi, LiberLiber)“

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Tom Regan 53
filosofo statunitense 1938
„Se in Cina cani e gatti vengono mangiati, non dovrebbe sorprendere che se ne usi anche la pelliccia. Gli occidentali fanno sostanzialmente la stessa cosa quando utilizzano i bovini per ottenere carne e cuoio. (p. 179)“


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Michela Vittoria Brambilla 37
politica e imprenditrice italiana 1967
„Trovo davvero volgari le donne impellicciate. Anche se sono bellissime, sembrano tutte caricature di Crudelia De Mon e, se provi a farle ragionare, spesso ti rispondono come fa lei nella Carica dei 101: "Io vivo per le pellicce, adoro le pellicce. E del resto esiste una sola donna in quest'orrido mondo che non le adori?". Niente di più falso. La maggioranza delle donne le detesta e detesta il business insanguinato che si cela dietro una stola di visone lunga fino al pavimento. L'eleganza, lo stile, la classe non hanno nulla a che vedere con tutto ciò. Vengono da dentro e si manifestano all'esterno con pensieri, parole, opere e omissioni. Non comprare una pelliccia è un'eccellente omissione, prova di autentica eleganza interiore. (p. 99)“

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Andrea Poltronieri 58
comico, polistrumentista e cantante italiano 1965
„Penso agli eschimesi... quelli hanno freddo... ma le pellicce le usano con il pelo verso l'interno, e noi per soddisfare la nostra vanità ci sentiamo in diritto di uccidere ogni animale purché sia peloso... mah... (da Cani Pericolosi, 26 gennaio 2007)“

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Simone de Beauvoir 61
insegnante, scrittrice, saggista, filosofa e femminista ... 1908 – 1986
„Profumo, pellicce, biancheria fine, gioielli: lussuosa arroganza di un mondo dove non c'è posto per la morte; ma essa restava in agguato dietro quella facciata, nel segreto grigiastro delle cliniche, degli ospedali, delle camere chiuse.“

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Tom Regan 53
filosofo statunitense 1938
„L'unico posto dove devono stare pellicce e pelli è sugli animali a cui appartengono. (p. 188)“

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