Frasi su plebiscito


Sergio Ricossa foto
Sergio Ricossa 33
economista italiano 1927 – 2016
„I plebisciti non giustificano gli Hitler e i Mussolini, né l'esecuzione di Cristo.“ p. 25

Vincenzo De Luca foto
Vincenzo De Luca 20
politico italiano 1949
„Cosa avrei voluto dire ai centomila arrivati in piazza del Plebiscito? Avrei voluto dire che mi stava scoppiando il cuore. Ma poi era una cosa troppo tenera, io devo difendere la mia immagine di carogna.“


Roberto Bracco foto
Roberto Bracco 8
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1861 – 1943
„9 novembre 1923
Laura cara, sono uscito per affari urgenti, perciò forse non sarò in casa quando mi telefonerai.
Cerca di venire oggi in Piazza Plebiscito alle ore 7. Se vieni col cappello, potremo stare al coperto. Non c'è bisogno che tu faccia toletta. Basta il cappello.
Un bacione“

Vincenzo De Luca foto
Vincenzo De Luca 20
politico italiano 1949
„Non sono le elezioni. Siamo una comunità unita da una comune sensibilità. Siamo quelli che si commuovono vedendo una donna al mercato che si conta l'euro, quelli che guardano al calvario degli handicappati, respiriamo la sofferenza del mondo nelle guerre, siamo quelli che almeno una volta si sono ribellati alle ingiustizie, quelli che hanno insegnato ai figli a non vergognarsi per il sudore dei padri“ dal discorso elettorale di piazza Plebiscito del 20 marzo 2010

„Garibaldi, l'«eroe dei due mondi», dopo aver consegnato oltre la metà dell'Italia a quel «ricettatore» di Vittorio Emanuele II d'Italia, che non vedeva nessun conflitto di interessi nel «subentrare» al suo alleato Francesco II delle Due Sicilie attraverso un plebiscito, si ritirò a sognare di Roma Capitale (imitando apertamente Crusoe) sull' isola deserta di Caprera, dove «il leone» «giaceva» con il suo asinello Pio IX, che presto avrebbe egli stesso contemplato l'Italia dall'isola del Vaticano.“

Indro Montanelli foto
Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Nel panorama sudamericano il Cile è oggi uno di quei paesi economicamente più solidi e con maggior progresso, tanto da meritare gli elogi del Fondo monetario internazionale. Ma la postilla impone a sua volta una precisazione. È più facile fare il risanamento economico monetario in Cile, dove i sindacati sono inesistenti o impotenti, che non in Argentina, dove il sindacato incalza il governo e pretende aumenti salariali il cui ritmo sia adeguato al ritmo dell'inflazione. […] Pinochet è quello che è. Il suo plebiscito per la Costituzione del 1980 fu indetto in circostanze che gli tolgono ogni valore. E gli inizi del regime militare furono sanguinari. Però il Cile di oggi ha un livello di libertà e di dialettica politica – nonostante Pinochet – che tanti paesi del Terzo mondo vezzeggiati dai nostri democratici dovrebbero invidiargli. Come ha osservato un lettore, né l'Etiopia né lo Zaire né la Siria, né il Nicaragua avrebbero tollerato corrispondenze come quelle che gli inviati della Rai diffondono, in diretta dal Cile.“ 16 aprile 1987

Enzo Cannavale foto
Enzo Cannavale 3
attore italiano 1928 – 2011
„Preferisco stare affacciato sul terrazzino, di fronte a me il Vesuvio, piazza del Plebiscito, scenario che ultimamente, tuttavia, è stato svenduto. Ora andrebbe riconquistato. Così come la città dovrebbe riappropriarsi dei suoi spazi, della sua cultura vera, che è stata seppellita. Vogliono riprendere la festa della Piedigrotta, ma sarà impossibile. Purtroppo non ci sono più gli scugnizzi, quelli di oggi sono piccoli delinquenti assai più furbi. Troppo violenti. I carri allegorici diventerebbero bersaglio delle loro mazze, degli sputi, altro che cuppetielli! Magari è una manovra politica: a volte i politici recitano come noi, ho memoria buona. Sono nato a via Roma 205 nell'anno in cui si costruì la funicolare centrale, e non ho mai voluto lasciare Napoli. Potrei camminarci a occhi serrati e non sbagliare mezzo passo. Ho vissuto fino in fondo tutti i momenti belli e brutti che ha attraversato la nostra città.“

Cesare Montalbetti 1
fotografo e regista italiano 1946 – 2015
„Una volta mi raccontò che il riferimento a Masaniello in "Je so' pazzo" è legato a un'esperienza diretta, a una presenza che "abitava" nella casa in cui viveva da piccolo e che lui pensava essere lo spirito di Masaniello. Da lì quindi «Masaniello è turnato». Un'altra volta mi raccontò della sua sorpresa per piazza Plebiscito strapiena in occasione del suo concerto del 1981. Appena intonò "‘Na tazzulella ‘e cafè", la gente cominciò a cantare così forte che Pino non riusciva nemmeno a sentire la sua voce. Mi disse: "Capisci, Cesare? Cantavano a squarciagola una canzone che io avevo scritto così, un giorno, al cesso. Incredibile".“


Vasco Pratolini foto
Vasco Pratolini 28
scrittore italiano 1913 – 1991
„Napoli fu per Metello il Rettifilo, via Toledo, piazza Plebiscito, e via Sergente Maggiore, via de' Fiorentini, quando gli sembrava di non aver altro da fare e si voleva prendere una distrazione. Non soltanto la mancanza di denaro, ma la divisa un poco lo umiliava; e dové adattarsi a quelle domestiche della Villa comunale, seppure non erano, per lui che aveva avuto Viola, proprio il suo tipo. Col tempo fece ghega insieme a un livornese, uno di Cascina, un fiorentino di Porta Romana: Mascherini, che negli anni dipoi non seppe mai dove fosse finito. Leoni, quello di Cascina, riceveva denaro, suo padre era mobiliere, ed egli era tirato ma finiva per offrire. Fu un sodalizio che durò a lungo: si frequentarono le bettole di Forcella, del Vasto e del Pendino, rioni che chiamano sezioni, come chi dicesse Sezione San Niccolò o Madonnone. Ebbero a che fare con la gente, per quei vicoli traversi o tutti in salita, dove la miseria e la spocizia erano pari all'animazione che vi si trovava. Entrarono, piuttosto che in via Sergente Maggiore, in alcuni bassi, dietro una sottana: ragazze tutte more di capelli, dai volti appassiti e i grossi seni. I bambini giocavano al di là della tenda. Non ci si toglieva nemmeno le mollettiere. Poi magari si restava a cena con tutta la famiglia, si diventava amici, ci tenevano in conto di figlioli: era gente come noi, come il livornese che non viveva meglio dietro la Darsena, come Mascherini che aveva il babbo fiaccherajo. E un po' ci si vergognava. Si vuotavano le tasche dell'ultimo soldino, come per farci perdonare. Cose trapassate nella memoria, viste e vissute da dentro la campana.“

Biagio Placidi 1
politico italiano 1814 – 1908
„Margherita e insieme Umberto | Che d'impavido soldato | Diede prova nel quadrato | Ed al qual di star non duole | Alla polvere ed al sole. [... ] Viva dunque il Plebiscito, | I Ministri Italia e il Re, | Margherita e il suo marito | Che dei prodi ha il cuor la fe'. | Ma de' plausi il fior si vuole | Cui moltiplica le scuole | Chè non germina possanza | Terra ingombra d'ignoranza.“ citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 785