Frasi su possente


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Publio Virgilio Marone 130
poeta romano -70 – -19 a.C.
„D'Italica forza possente sia la stirpe di Roma. (XII, 827)“

„La rete possente della giustizia cala implacabile nel gran mare della criminalità ma i grossi squali dai denti aguzzi passano veloci tra la maglie, mentre le piccole alici restano intrappolate. (da Storia di un eroe)“


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Antonia Arslan 10
scrittrice e saggista italiana 1938
„Il nonno morì alcuni mesi dopo. Non andammo più insieme dal vecchio frate, non seppi mai quali fossero gli "speciali doveri" di chiamarsi Antonia. Dopo tanti anni, però, non ho dimenticato. Ancora oggi per me le grandi cupole della basilica sono come navi possenti, e veleggiano maestose da Occidente a Oriente, seguendo la profezia, posate come in bilico sulla città tanto più piccola. Ancora mi commuove, ogni volta che entro dal grande portone, l'odore di incenso, il canto delle litanie lauretane (o il loro ricordo), l'eco presente dello scalpiccìo dei milioni e milioni di passi dei pellegrini che, come un mare, vengono e vanno, e dell'anima di ognuno si prende cura il grande Santo, di cui porto il nome.
Dopo tanti anni, è nell'odoroso interno brulicante di gente che mi sento a casa, nel caldo nido di una volta: non estranea, non ospite, ma passeggera in attesa di un treno di cui non conosco l'orario. So soltanto che da qui passerà, da questa grande stazione dove nessuno è straniero, e un grande cuore ancora batte per segnarci il cammino. Qui vorrei finire il mio tempo, appoggiata a un gradino consumato dai passi degli uomini, perché Qualcuno mi accetti, per non svanire nel nulla, e transitare verso la luce, con la mano nella mano del mio amico Antonio il portoghese, detto Antonio di Padova, il Santo col fiore di giglio in mano.“

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981
„Impossibile da descrivere concretamente la bellezza di un fuoriclasse. O evocarla. Il dritto di Federer è una possente scudisciata liquida, il rovescio è un colpo a una mano che lui sa tirare di piatto, caricare di topspin o tagliare – quello tagliato ha un tale nerbo che la palla cambia forma nell'aria e rasenta l'erba più o meno all'altezza della caviglia. Il servizio ha una velocità e un grado inarrivabile di varietà e precisione; i movimenti del servizio sono flessuosi e sobri, si distinguono (in tv) solo per il guizzo anguillaceo dell'intero corpo al momento dell'impatto. L'intuizione e il suo senso del campo sono portentosi, il gioco di gambe non ha eguali nel tennis: da piccolo era anche un prodigio del calcio. Tutto vero, eppure non spiega niente né evoca l'esperienza di guardare questo giocatore in azione. Di assistere, con i propri occhi, alla bellezza e al genio del suo tennis. Meglio arrivare alla questione estetica per vie trasverse, girarci intorno, o – come faceva Tommaso d'Aquino col il suo soggetto ineffabile – cercare di definirla in termini di ciò che non è.“

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Karen Blixen 39
scrittrice e pittrice danese 1885 – 1962
„Nella vita di Herr Cazotte trascorrere la prima notte di luglio all'aperto era una specie di rito. Ad esso fedele, anche il primo luglio di quell'anno, subito dopo che la Corte e tutti gli abitanti di Rosenbad si erano ritirati per la notte, egli uscì sotto le stelle pallide in un cielo terso, in un mondo rorido di rugiada e colmo di fragranza. A tutta prima camminò rapidamente per allontanarsi, poi rallentò il passo per guardarsi intorno. E men­tre così faceva sentì che il suo cuore traboccava di gratitudine. Si tolse il cappello. "Quale tremendo, insondabile potere di immaginazione" si disse "ha formato ognuno dei più piccoli oggetti che ho d'intorno, e li ha combinati in una possente unità! Io non sono una persona modesta, ho una notevole considerazione per i miei talenti, e oso cred­ere che avrei anche potuto immaginare l'una o l'altra delle cose che mi circondano. Avrei potuto inventare i lunghi fili d'erba, ma sarei stato capace di inventare la rugiada? Avrei potuto inventare l'oscurità, ma sarei stato capace di inventare le stelle? Di una cosa sono sicuro" disse tra sé mentre rimaneva perfettamente immobile e ascoltava "che non sarei mai stato capace d'inventare l'usignolo".
"I fiori del castagno" continuò "si tengono dritti come i ceri degli altari. I fiori del lillà sembrano erompere in tutte le direzioni dal tronco e dai rami, dando a tutto l'arbusto l'aspetto di un lussureggiante bouquet e i fiori del cìtiso si inchinano penduli come do­rati ghiaccioli estivi nell'aria di un pallido azzurro. Ma i fiori del biancospino si spandono lungo i rami come fragili strati di neve bianca e rosea. Non è possibile che una varietà così infinita sia necessaria all'economia della Natura, dev'essere per forza la manifestazione di uno spirito universale, inventivo, ottimista e giocondo all'estremo, incapace di trattenere i suoi scherzosi torrenti di felicità. E davvero, davvero: Domine, non sum dignus ". Si aggirò a lungo per i boschi. "Stanotte" pensò "sto rendendo omaggio al grande dio Pan.“

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952
„È stato detto che il Candelaio è una fosca rappresentazione pessimistica; ma né il Bruno in quanto filosofo può dirsi pessimista, né in questa sua commedia c'è la poesia del pessimismo. E sebbene si usi ora discorrerne come di una possente creazione d'arte, il giudizio del De Sanctis [... ] mi pare che, se non in ogni deduzione, nella sua conclusione, debba rimaner saldo, per quel che concerne il Candelaio: un uomo come il Bruno (egli dice) «era destinato a speculare sull'uno e sul medesimo, non certo a fare un'opera d'arte.“

Edoardo Porro 7
ginecologo e politico italiano 1842 – 1902
„I fenomeni biologici lasciano aperta la porta ad una infinita sequela di dubbi, ad un così profondo mistero, che è forza confessare la nostra limitazione d'intelletto in confronto a chi seppe armonizzare tutto in un attimo con un possente fiat.“

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„È stato detto che il Candelaio è una fosca rappresentazione pessimistica; ma né il Bruno in quanto filosofo può dirsi pessimista, né in questa sua commedia c'è la poesia del pessimismo. E sebbene si usi ora discorrerne come di una possente creazione d'arte, il giudizio del De Sanctis [... ] mi pare che, se non in ogni deduzione, nella sua conclusione, debba rimaner saldo, per quel che concerne il Candelaio: un uomo come il Bruno (egli dice) «era destinato a speculare sull'uno e sul medesimo, non certo a fare un'opera d'arte». (Benedetto Croce)“


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Ernest Renan 58
filosofo, filologo e storico delle religioni francese 1823 – 1892
„Tocca la palma a colui che in parole e in opere sia stato possente, abbia sentito il bene e a costo del proprio sangue lo abbia fatto trionfare. (p. 49)“

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981
„Nessuno ha mai dubitato del talento di Roger Federer, anche chi lo contesta come tennista più forte di tutti i tempi. Forse soltanto McEnroe e Laver hanno ricevuto in passato (più di Sampras cui molti rimproveravano un tennis troppo essenziale, soprattutto servizio e dritto, più smash) altrettanti attestati di stima per il talento naturale con cui hanno mostrato di interpretare il tennis, per la completezza del loro repertorio, per la straordinaria fluidità dei loro colpi, per l'armonia dei loro movimenti all'atto di colpire palle sempre più veloci, sempre più possenti, senza aver l'aria di compiere grande sforzo. (Ubaldo Scanagatta)“

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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Quando novellamente | Nasce nel cor profondo | Un amoroso affetto, | Languido e stanco insiem con esso in petto | Un desiderio di morir si sente: | Come, non so: ma tale | D'amor vero e possente è il primo effetto. (vv. 27-33)“

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Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„Languia la gran Colonna, e Amor con lei, | Dal cui bel viso mai non si diparte, | Da cruda febbre travagliato, e in parte | Stanco di saettare uomini, e Dei; | Quando dal terzo ciel scesa Colei, | Che in cielo, in terra, e in mare ha tanta parte, | La vide, e tra se disse : or per guai arte | Non so io son Ciprigna, e se costei? | Certo Amor che solca sempre esser meco | Mi dona a diveder che non son'io; | Poiché si strettamente il veggio seco, | Anzi mi par sia più possente Dio | Nella sua faccia, così infermo, e cieco. | Che sano esser non suol nel volto mio. (Sonetto CXV)“


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Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Già hai provato a perfezionarti ed essere migliore, e non ne hai ricavato nulla, – diceva nella sua anima la voce del tentatore, – vuoi dunque provare un'altra volta? Non sei tu solo, sono tutti così: così è la vita», – diceva quella voce. Ma l'essere libero e spirituale che è l'unico autentico, l'unico possente, l'unico eterno, si era già destato in Nechljudov. Ed egli non poteva non prestargli fede. Per quanto enorme fosse la distanza fra ciò che era e ciò che voleva essere, tutto appariva possibile all'essere spirituale che si era ridestato.“

Giuseppe Guerzoni 22
patriota italiano 1835 – 1886
„E un dì la Francia ci inviava co' veleni i loro antidoti, e questi eran certo più possenti di quelli, e noi stessi per il domestico nutrimento eravamo più temprati a sopportarli. Una pagina di Chateaubriand, un canto di Lamartine o di Berrier, un dramma di Victor Hugo o di De Vigny, un racconto di Nodier o di Giorgio Sand, misti ad un'ode di Manzoni e ad una tragedia di Nicolini potevano rifare il sangue corrotto da un romanzo di Balzac e di Paolo De Kock... Erano quelli i giorni gloriosi delle lettere francesi, ed il trionfo del genio gallico pareva legittimo. (p. 274)“

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Ferdinand Gregorovius 21
storico e medievista tedesco 1821 – 1891
„Quel florido paese aveva per capitale Benevento, la più bella e possente città dell'Italia meridionale. (da Ferdinand Gregorovius, Storia di Roma nel Medioevo, 1872; citato in Benevento nel giudizio della storia, a cura di Orazio Gnerre, Il Sannio quotidiano, 7 ottobre 2012, pag. 10)“

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Mary Shelley 24
scrittrice, saggista e biografa inglese 1797 – 1851
„Poteva essere l'uomo a un tempo possente, virtuoso e magnifico, eppure così vizioso e vile? [... ] Per lungo tempo non riuscii a concepire come un uomo potesse spingersi ad assassinare il suo amico, o anche perché ci fossero leggi e governi [... ]. Sentii parlare di divisione di proprietà, di ricchezze immense e di squallida miseria, di ceto, di discendenza e di nobiltà. [... ] Ed io che ero? [... ] Ero dotato di un aspetto spaventosamente deforme e ripugnante; non ero neppure della stessa natura dell'uomo. (1992, p. 108, capitolo XII)“

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