Frasi su preoccupazione


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Og Mandino 22
consulente motivazionale, oratore 1923 – 1996
„Ridi su te stesso e sulla vita. Non nello spirito di derisione o di piagnucolante autocompiacimento, ma come un rimedio, una medicina miracolosa, che allevierà il tuo dolore, curerà la tua depressione, e ti aiuterà a mettere in prospettiva quella sconfitta e quella preoccupazione apparentemente terribile con delle risate sul tuo imbarazzo, liberando così la tua mente perché possa pensare chiaramente alla soluzione che sta certamente per arrivare.“

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Yukio Mishima 100
scrittore, drammaturgo e saggista giapponese 1925 – 1970
„La sua unica preoccupazione era trovare un uomo che potesse darle l'amore più forte e più profondo possibile. Una donna con simili aspirazioni è una creatura terrificante.“


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Adolf Hitler 120
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Nei partiti borghesi una sola preoccupazione spinge a costruire nuovi programmi o a "riformare" quelli che già esistono: la preoccupazione per l'esito delle prossime elezioni. Le commissioni si radunano e "rivedono" il vecchio programma come il soldato al fronte cambia la camicia: cioè quando è piena di pidocchi. Nel nuovo programma a ognuno è dato il suo; ma spesso ci si dimentica di una diffusa esigenza popolare. Allora in tutta fretta si inserisce nel programma ciò che ancora vi trova posto, sperando di aver soddisfatto l'esercito dei piccolo borghesi e delle rispettive mogli, e confidando nell'incrollabile stupidità degli elettori.“

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Jerome Klapka Jerome 64
scrittore e giornalista britannico 1859 – 1927
„Quante persone, lungo questo viaggio, stivano la barca fino a rischiare di farla affondare di cose sciocche che pensano essenziali al piacere e al comfort, ma che in realtà sono soltanto inutile zavorra? Come riempiono la povera piccola imbarcazione fino all'albero di bei vestiti e grandi case, di domestici inutili e di una miriade di amici alla moda ai quali non importa un fico secco di loro, e dei quali a loro importa ancora meno, di costosi divertimenti che non divertono nessuno, di formalità e mode, di finzioni e ostentazioni, e di – oh, la più pesante, la più folle delle zavorre! – della paura di che cosa penserà il vicino, di lussi che possono soltanto nauseare, di piaceri che annoiano, di vuote mostre di sé che, come la corona ferrea del criminale di un tempo, fanno sanguinare e tramortiscono il capo dolorante che la porta! È zavorra uomini... tutta zavorra! Gettatela fuoribordo. Rende la barca così pesante che remare vi sfinisce. La rende così lenta e pericolosa da manovrare che l'ansia e la preoccupazione non vi concendono mai un attimo libero; e non avete mai un momento di riposo per sognare pigramente, mai un momento per osservare le nuvole che sfiorano le onde spinte dal vento, o i scintillanti raggi di sole che giocano con le increspature, o i grandi alberi sull'argine che si curvano per fissare la loro immagine riflessa, o il bosco tutto verde e oro, o i gigli bianchi e gialli, o i giunchi che ondeggiano oscuri o i falaschi, o le orchidee o gli azzurri non-ti-scordar-di-me. Liberatevi della zavorra, uomini! Lasciate che l'imbarcazione della vostra vita sia leggera, carica soltanto di quello di cui avete bisogno: una casa accogliente e qualche semplice piacere, un paio di amici degni di questo nome, qualcuno da amare e che vi ami, un gatto, un cane, e una o due pipe, cibo e indumenti a sufficienza e da bere in abbondanza, perché la sete è una compagna pericolosa. La barca sarà più facile da governare, e non sarà tanto soggetta a capovolgimenti, e se si capovolgerà non sarà così grave; la merce semplice e di buona qualità sopporta un bagno. Avrete tempo per pensare oltre che per lavorare. Tempo per scaldarvi al sole della vita... tempo per ascoltare le melodie eoliche che il vento divino trae dalle corde del cuore umano tutt'intorno a noi... tempo per... Scusate tanto. Divagavo.“ III; 1997, pp. 21-22

Tom Hodgkinson 30
scrittore britannico 1968
„Il manifesto del pigro

1. La religione dell'industria ha trasformato gli esseri umani in robot del lavoro.
2. Gioia e saggezza sono stati rimpiazzati da lavoro e preoccupazione.
3. Dobbiamo diffondere il nostro diritto di essere pigri.
4. Il lavoro ci ruba il tempo.
5. Produttività e Progresso hanno generato ansia e disagio.
6. La carriera è un fantasma.
7. Il denaro è una costruzione mentale.
8. Possiamo crearci il paradiso.
9. Non c'è nulla che deve essere fatto per forza.
10. Sii buono con te stesso.
11. Resta a letto.
12. L'inazione è la fonte della creazione.
13. Arte, persone, vita.
14. Pane, pancetta, birra.
15. Non legarti a niente.
16. Prima vivere poi lavorare.
17. Non sapere niente.
18. Il tempo non è denaro.
19. Smetti di spendere.
20. Lascia il lavoro.
21. Studia l'arte di vivere.
22. Chi vive piano muore vecchio.
23. Non fare niente.
24. Sii pigro!“ libro L'ozio come stile di vita

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Winston Churchill 97
politico, storico e giornalista britannico 1874 – 1965
„Quando sono sopraffatto dalle preoccupazioni, ripenso a un uomo che, sul suo letto di morte, disse che tutta la sua vita era stata piena di preoccupazioni, la maggior parte delle quali per cose che mai accaddero.“

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Charlie Chaplin 108
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„Tutte le navi dovrebbero chiamarsi Panacea, poiché non c'è nulla di più tonificante di un viaggio per mare. Le preoccupazioni sono tutte rinviate a data da destinarsi, la nave ti adotta, ti cura, e quando finalmente entra in porto ti restituisce, riluttante, alla noia e alla monotonia del mondo.“ p. 461

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Antonin Artaud 60
commediografo, attore teatrale e scrittore francese 1896 – 1948
„Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto.“ da Il teatro e il suo doppio


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Francesco Alberoni 69
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929
„Il trapianto è il salvataggio di due organismi viventi. Della persona trapiantata che lotta per la sua sopravvivenza, e dell'organo che lotta per la sua. Ed entrambi, da soli, non hanno speranza, mentre uniti si salvano. Il corpo che accoglie l'organo trapiantato è perciò come un grembo materno, come un utero, che accoglie un figlio a cui dà la vita, mentre la riceve da lui. L'esperienza del trapiantato è incredibilmente simile a quella della gravidanza. Il principale desiderio, la principale preoccupazione della persona trapiantata è di saper accogliere l'organo che ha ricevuto, e di salvarlo, curarlo, risanarlo. E anche i medici hanno la stessa preoccupazione, la stessa cura. La persona trapiantata sa perfettamente e ricorderà sempre che quell'organo non è suo, che è parte di un'altra persona, e che lei ne è soltanto la custode, il grembo accogliente. Non dimenticherà mai chi, morendo, glielo ha lasciato. Anzi ne rivive in ogni istante l'agonia, la morte come fosse la propria. Perché da quella morte è scaturita la sua vita. C'è un rapporto spirituale profondo fra la persona trapiantata e il donatore. Una intimità tanto forte che è bene che il trapiantato non sappia chi è il donatore, non lo conosca.“

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Etty Hillesum 79
scrittrice olandese 1914 – 1943
„Bisogna combatterle come le pulci, le tante piccole preoccupazioni per il futuro che divorano le nostre migliori forze creative.“

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Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975
„Il livellamento delle condizioni dei sudditi è sempre stato una delle principali preoccupazioni dei despoti e dei tiranni fin dai tempi più antichi; ma un simile livellamento non è sufficiente per il regime totalitario, perché lascia più o meno intatti certi legami non politici, come i vincoli familiari e gli interessi culturali comuni. Se tale regime vuole sul serio raggiungere il suo scopo deve far sì che "finisca una volta per tutte la neutralità del gioco degli scacchi", vale a dire l'esistenza autonoma di qualsiasi attività.“

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Giovanni Falcone 40
magistrato italiano 1939 – 1992
„Perché rievoco questo episodio? Perché dimostra ancora una volta quanto siano abili, decisi, intelligenti i mafiosi, e quanta capacità e professionalità è necessaria per contrastare la violenza mafiosa. La mia grande preoccupazione è che la mafia riesca sempre a mantenere un vantaggio su di noi.“


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Anaïs Nin 50
scrittrice statunitense 1903 – 1977
„L'aspetto più terrificante di tutta l'esperienza era che non riusciva più a ritrarsi come prima, a chiuder fuori il mondo e diventare sorda, cieca, per immergersi in qualche fantasia forzata, come aveva fatto da ragazza, per rimpiazzare la realtà. Era ossessionata dalle preoccupazioni per la sicurezza di lui, dall'ansia per la vita pericolosa che conduceva; si accorse che l'aveva penetrata non solo nel corpo, ma nel suo stesso essere. Ogni volta che ripensava alla sua pelle, ai suoi capelli che il sole aveva striato di riflessi dorati, ai suoi fermi occhi verdi, che si socchiudevano solo nel momento in cui si piegava su di lei per prenderle la bocca tra le labbra forti, la sua carne fremeva, ancora sensibile al ricordo, ed era una tortura. Dopo ore di dolore così vivo e forte da farle temere che l'avrebbero sconvolta per sempre, cadde in uno strano stato letargico, di dormiveglia. Era come se qualcosa si fosse spezzato dentro di lei. Cessò di sentire dolore e piacere. Era diventata insensibile. Il viaggio divenne irreale. Il suo corpo era morto di nuovo.“ p. 111; 2012

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Simone Weil 228
scrittore, filosofo 1909 – 1943
„Quando in un paese esistono i partiti, ne risulta prima o poi uno stato delle cose tale che diventa impossibile intervenire efficacemente negli affari pubblici senza entrare a far parte di un partito e stare al gioco. Chiunque si interessi alla cosa pubblica desidera interessarsene efficacemente. Così, chiunque abbia un'inclinazione a interessarsi al bene pubblico o rinuncia a pensarci e si rivolge ad altro, o passa dal laminatoio dei partiti. Anche in questo caso sarà preso da preoccupazioni che escludono quella per il bene pubblico.“

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Robert Anson Heinlein 173
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„Minimizza le tue preoccupazioni fino a quando non diventa automatico: questo raddoppia la durata effettiva della tua vita... e ti dà quindi il tempo di goderti le farfalle, i gattini e gli arcobaleni.“

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Davide Van De Sfroos 15
cantautore, chitarrista e scrittore italiano 1965
„Quando riesco a ricordare una cosa che ho fatto o che mi è capitata, sono in grado di dire anche la bevanda che ho ingollato in quella determinata circostanza. Ho sempre bevuto con una certa attenzione, con una sorta di preoccupazione spesso dettata dal momento che stavo vivendo. Non sono mai stato intrigato dalle sigarette, e neppure dalle canne; la caffeina mi disturba e, di conseguenza, non ho mai usato nemmeno coca o altri eccitanti.
Le bottiglie, però, possiedono un fascino diverso, e quello che contengono può diventare un alleato o un nemico o un delinquente, una fonte di calore conviviale o un drago che sputa fiamme, che ti invita a un gioco alchemico di riti e di umori, di dosi e di scelte, un gioco avvincente come quelli che si celebrano su una scacchiera. Io non gioco a scacchi, ma talvolta bevo, come moltissimi individui in questo paese e in ogni parte del mondo.“ cap. 4