Frasi su pungente


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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Sai l'odore che i drogati chiamano profumo e che invece è puzzo. Un antipaticissimo puzzo di merda bruciata e di rosmarino, di muschio marcio e di resina, soave e insieme pungente, morbido e insieme piccante, stomachevole, fetido quanto l'ingordigia dei vampiri che per restare ricchi producono e commerciano droga. Un penosissimo puzzo che è il puzzo della debolezza, della fiacchezza, della viltà. Infatti piace a chi non ha il coraggio di affrontare la vita, a chi non ha i coglioni per tenere in vita la vita, a chi non ha la fantasia che ci vuole per apprezzarla nonostante le sue durezze e le sue porcherie e i suoi orrori, a chi non ha l'intelligenza di amarla. (III, VI, VII; p. 743)“

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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“


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Osamu Tezuka 9
fumettista, animatore e regista giapponese 1928 – 1989
„La fantascienza e i manga avevano gli stessi lettori... La maggior parte degli scrittori di fantascienza poi aveva fatto qualche esperienza nel fumetto e alcuni ne erano stati addirittura assorbiti del tutto... Non riesco a capire bene perché chi ama la fantascienza ama anche i manga e viceversa. Sono due generi caratterizzati da una satira pungente e nel peggiore dei casi vengono definiti "stravaganti".... Entrambi sono tesi verso il futuro e quindi contengono avventure romantiche rivolte ai giovani.“

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Fernando Pessoa 149
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935
„I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo. (1992, pag. 195)“

„La storia [di Budda] ci fa sentire e sognare un'India antica, misteriosa e profondamente vera, con le sue contraddizioni e i suoi inganni mistici, sempre rivolta alla ricerca di una verità universale e dei valori di cui la nostra civiltà ha tanto bisogno.
Anche in questa grande opera ritroviamo il profondo rispetto dell'autore per gli esseri umani e la messa in luce delle ingiustizie e delle disparità fra le classi.
La critica di Tezuka al potere, sia esso politico o religioso, è sempre particolarmente attenta e pungente, e la sua centralità è l'uomo ed il suo benessere.“

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Claudette Colbert 1
attrice francese 1903 – 1996
„Troppo spesso ho visto quel che avviene della commedia familiare quando la moglie prende a un tratto la decisione di sottoporsi a una dieta dimagrante perché è troppo grassa. Una moglie può acquistare una lingua pungente molto prima d'avere un vitino di vespa.
Anche Jean Kerr, autrice di Per favore non mangiate le margherite è convinta che i mariti preferiscono avere una moglie rotonda piuttosto che furibonda. «Quel che tiene legato il marito nella buona e nella cattiva sorte» ha scritto «è la donna con la quale egli si diverte a stare insieme. E qualsiasi donna che dalle nove del mattino alle sette di sera ha mangiato soltanto tre uova sode, può essere una compagnia piacevole quanto quella di un agente delle tasse.»
Tutti gli esperti sembrano essere d'accordo nel sostenere che una saggia alimentazione sia il mezzo migliore per diventar magri e rimanere magri. Tuttavia, se proprio volete seguire una dieta dimagrante, per amor del Cielo, abbiate pietà dei vostri mariti: diteglielo prima. Le mogli dovrebbero avere almeno l'onestà di portare un distintivo: «Attenzione! Donna a regime!» Una piccola precauzione del genere potrebbe salvare un matrimonio. (da This Week Magazine; citato in Selezione dal Reader's Digest, novembre 1962)“

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Giuseppe Parini 30
poeta, librettista e traduttore italiano 1729 – 1799
„Ma che? Tu inorridisci e mostri in capo | qual istrice pungente irti i capelli | al suon di mie parole? Ah il tuo mattino | signor questo non è... (53)“

Orsola Nemi 5
scrittrice italiana 1903 – 1985
„Da Babington, a piazza di Spagna, fra le undici e mezzogiorno [... ] molti giovani venivano a trovarlo. Non si può nemmeno dire per quanto mi ricordi, che parlavano a lui; parlavano piuttosto fra loro, in presenza di lui, che ogni tanto interveniva con una parola risentita e pungente. Ma non era di malumore. L’ascoltavo rispettosamente, senza mai osare di rivolgergli direttamente la parola se non per salutarlo quando arrivavo e quando andavo via. Non soltanto sapevo, ma sentivo di trovarmi vicino a un poeta, e questo era tanto. La sua ritrosia, la sua povertà, la sua feroce schiettezza coincidevano perfettamente con l’idea che mi facevo del poeta italiano.“


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Jorge Valdano 45
dirigente sportivo, allenatore di calcio e ex calciatore... 1955
„Come spiegarvelo? Era Woody Allen che giocava a calcio: un corpo insufficiente per qualsiasi cosa, la faccia tipica di un perdente, un talento pungente, veloce, immenso. Era come un ladro che ausculta una cassaforte inespugnabile mentre le sue dita tirano fuori il segreto della combinazione; fino a quando all'improvviso... clic. Sì, un pallone giocato da lui apriva tutti i catenacci difensivi. Gli bastava un tocco: clic. (p. 43)“

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Giovan Battista Marino 9
poeta italiano 1569 – 1625
„Feritevi, ferite, viperette mordaci, dolci guerriere ardite del Diletto e d'Amor, bocche sagaci! Saettatevi pur, vibrate ardenti l'armi vostre pungenti! Ma le morti sien vite, ma le guerre sien paci, sian saette le lingue e piaghe i baci.“

Leonardo Sinisgalli 13
poeta, ingegnere e pubblicitario italiano 1908 – 1981
„Spine letali, spine pungenti | tali sono le zie e le parenti. (da La vigna vecchia, Mondadori)“

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Jack Kerouac 225
scrittore e poeta statunitense 1922 – 1969
„Nell'oscurità invernale, la profondità dell'azzurro penetrante da Baghdad araba del pungente e bel crepuscolo invernale di gennaio – di solito mi straziava il cuore, una stella morbida come una pugnalata stava nel mezzo di quell'azzurro più magico, pulsava come l'amore. (p. 75)“


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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Calamus è parola assai usata da noi e designa tanto una pianta che il suo rizoma aromatico, con uno stocco alto tre piedi, cresce in tutti gli Stati settentrionali e centrali. Il senso simbolico, mistico che esso ha nel mio libro deriva probabilmente da questo fatto, che il Calamus presenta uno stello erboso, grosso e robusto, ed è impregnato di un aroma soave, gradito, pungente.“

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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„La citazione mi arriva chiara in mente, proveniente dal cuore e dall'anima. Deve trattarsi della Lettera agli ebrei... Come diceva? Ah, ecco: «Cristo, pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì» (Eb 5,8). Imparò Giusto, semplice, lineare. La profonda umanità di Gesù, le sue emozioni, le sue attese, le sue delusioni... Diventato uomo, Dio ha abbandonato la sua divinità per capire come vivono gli uomini. Per imparare. Anche attraverso la sofferenza, dice la Lettera agli ebrei, ha dovuto imparare a obbedire, cioè a ob-audire, ad ascoltare (audire) diritto (ob), da in piedi, da uomo. Il termine patire ha a che fare con il dolore, certo, ma anche con la passione, l'appassionarsi, il sentirsi coinvolto. Il fatto di avere patito, cioè sofferto, ha insegnato a Gesù molte cose. Cose che non sapeva. Imparò. Devo accostare l'auto un attimo, è troppo forte il pensiero. Spengo il motore. Scendo e respiro l'aria pungente. In fondo al vallone che scende tortuoso, vedo dall'altra parte della valle centrale il sole che incendia la neve di Vetan e del Mont Fallère.“

Francesco Merlo 14
giornalista e scrittore italiano 1951
„Travaglio è il capolavoro di Santoro, televisivamente inventato da lui come Sgarbi fu inventato da Maurizio Costanzo, come Lorella Cuccarini da Pippo Baudo. E ha funzionato benissimo finché Santoro lo ha diretto nel ruolo di attor giovane, gli ha permesso di leggere la sua pungente letterina senza contraddittorio, senza esporlo mai, senza risposte da dare e senza domande da fare, e infatti non ne fece neppure a Berlusconi quando finalmente se lo trovò davanti. Chiuso e dunque protetto nel recinto del monologo sprezzante, Travaglio era il momento militare, l'esibizione per sadici in panciolle del campione di batteria, un grande spettacolo di ferocia "il cui core business", gli disse Berlusconi, "sono io", non corrida ma rodeo, il combattimento del Selvaggio West ma sotto il tendone da circo. Ogni tanto il padre padrone Santoro gli muoveva qualche dolce rimprovero paterno, "buono, stai buono", che era anche il segnale del viatico dal padrino al figlioccio, dal professore all'allievo, dal vecchio al giovane, dall'uomo al cucciolo. Come sappiamo, quella narrazione e quell'epica sono finite. E senza più il nemico – dicono gli esperti – sta morendo il talk show come spettacolo.“

Cristoforo Poggiali foto
Cristoforo Poggiali 52
bibliotecario, erudito ed ecclesiastico italiano 1721 – 1811
„Breve è il piacer, e fugge col presente, resta il rimorso sempre più pungente. (p. 224)“