Frasi su raziocinio


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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999
„[«Che valore hanno per te l'utopia, il sogno?»] Io penso che un uomo senza utopia, senza sogno, senza ideali, vale a dire senza passioni e senza slanci sarebbe un mostruoso animale fatto semplicemente di istinto e di raziocinio, una specie di cinghiale laureato in matematica pura.“

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952
„Nella sostanza, quella scrittura, è un imparaticcio scolaresco, nel quale in ogni punto si notano confusioni dottrinali e mal filati raziocini.“


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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Il volere umano, molto spesso e anzi il più delle volte si trova assolutamente e cocciutamente in contrasto con il raziocinio.“

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Oliver Cromwell 17
condottiero e politico inglese 1599 – 1658
„Noi siamo portati, tutti noi, a chiamar fede ciò che forse non è altro se non immaginazione carnale e carnale raziocinio. (citato in Carocci, 1998, p. 108)“

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Elias Canetti 199
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994
„Mi sono insopportabili gli scrittori che collegano sempre tutto con tutto. Amo gli scrittori che si limitano, quelli che scrivono, per così dire, al di sotto della propria intelligenza, che cercano di ripararsi dal loro raziocinio, che se ne defilano, ma senza buttarlo via o perderlo. O quelli per i quali il raziocinio è nuovo, qualcosa che hanno acquistato o scoperto molto tardi.“

Giuseppe Maffei 15
pittore e architetto, storico e critico letterario italiano. 1821 – 1901
„[Antonio Genovesi] Avendo sostituito alla credulità il dubbio filosofico, all'autorità il raziocinio, fu accusato come eretico, e non fu salvo che per la tolleranza del pontefice Benedetto XIV. (Vol. III, p. 50)“

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977
„Gli orrori quotidiani dell'allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido… che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio. (John Maxwell Coetzee)“

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John Maxwell Coetzee 21
scrittore e saggista sudafricano 1940
„Gli orrori quotidiani dell'allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido [in Se niente importa]… che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio.“


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Camillo Boito 29
architetto e scrittore italiano 1836 – 1914
„Si attribuisce all'opera d'arte la virtù che nasce in noi stessi, di modo che diventa molto grave il pericolo per il critico, il quale non creda alla infallibilità delle teorie estetiche e delle tradizioni del'arte, né presti troppa fede alle compassate sentenze del raziocinio. (p. XVII)“

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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941
„I miei amici americani temono che il mondo stia sprofondando di nuovo verso i Secoli Bui. Ma la direzione della storia va chiaramente nel senso opposto, verso l'illuminismo, il raziocinio, la modernizzazione. Penso che l'America stia attraversando solo un temporaneo regresso. Ho buone speranze per il futuro. Queste cose passano.“

Pietro Custodi 4
storico, letterato e politico italiano 1771 – 1842
„L'ordine la chiarezza, la forza de' raziocini e l'insinuantesi fluidità del suo stile trovansi nelle Osservazioni sulla Tortura in un grado eminente. Non temo di incontrar la taccia di esagerato, se dico che quest'opera mostra più che ogni altra qual grand'uomo era Verri. (citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura Italiana, p. 45)“

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Giovanni Battista Niccolini 57
drammaturgo italiano 1782 – 1861
„A Francesco Torti, a Bevagna.
Chiarissimo signore. — Ho letto con piacere e meraviglia il suo ottimo libro che ha per titolo Dante rivendicato. Godo che in tanta viltà letteraria si trovi un ardito amico del vero e che per amor di esso non tema nimicizie famose. È gran tempo che in Italia non si è stampata opera con franchezza così generosa, e piena di quell'evidenza di raziocinio che ho ammirato nella sua. (II, p. 7)“


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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„I libri gialli occupano un degno posto accanto al fosfoiodarseno, agl'ipofosfiti, all'olio di fegato di merluzzo, e a quelle pozioni che i farmacisti preparano per ristabilire l'equilibrio delle zitelle insoddisfatte. Oscuri istinti, che potrebbero trovare sfoghi dannosi alla società, s'incanalano in perfetto ordine nello sfiatatoio d'una detective story. Il raziocinio, che trova repellente l'induzione scientifica, si diletta presso i più nell'esercizio degli indovinelli a parole incrociate, nel calcolo di probabilità del poker, o, appunto, nel seguire un'avventura poliziesca. (p. 51)“

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972
„Io credo nella necessità di una certa follia [... ] Carmelo Bene mette nel suo amore per il teatro una notevole mancanza di raziocinio, ed è per questo che i suoi spettacoli, persino al limite dell'indignazione, hanno qualcosa di impensabile e di affascinante. [... ] C'è insomma in Carmelo Bene, una volta avviato il giuoco, quasi il proposito di soffocare le sue felici intuizioni nella routine del bizzarro [... ] Detesto chi fa i baffi alla Gioconda, ma non ho niente da dire a chi la prende a pugnalate. (15 marzo 1964)“

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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941
„L'America di Bush è una teocrazia. Mentre in Europa si è continuata a sviluppare una tendenza all'illuminismo e al raziocinio scientifico, in America e nel mondo islamico è in corso un'esplosione di fanatismo teocratico. In effetti, i cristiani americani da una parte e i musulmani dall'altra combattono la stessa battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e Bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione.“

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Boris Leonidovič Pasternak 48
poeta e scrittore russo 1890 – 1960
„Cosa posso dirvi – rispose Jura. Si mosse irrequieto sulla seggiola, si alzò, fece alcuni passi e sedette di nuovo. – Prima di tutto, domani vi sentirete meglio, ci sono i sintomi, son pronto a farmi tagliare la testa. E poi: la morte, la coscienza, la fede nella resurrezione... Volete sapere la mia opinione di naturalista? Non sarebbe meglio un'altra volta? No? Subito? Bene, come volete. Solo che è una cosa difficile, così, di punto in bianco –.....
– La resurrezione. Nella forma più volgare in cui se ne parla, a consolazione dei deboli, mi è estranea. E anche le parole di Cristo sui vivi e sui morti io le ho sempre intese in un altro modo. Dove mettereste questi immensi eserciti arruolati in tutti i millenni? Non basterebbe l'universo, le divinità, il bene e il raziocinio dovrebbero cedere il posto. In quell'avida calca animalesca sarebbero schiacciati.
– Ma, nel tempo, sarebbe la medesima vita, incommensurabile identica, riempie l'universo, a ogni ora si rinnova di innumerevoli combinazioni e trasformazioni. Ecco, voi vi preoccupate se risorgerete o meno, mentre siete già risorta, senza accorgervene, quando siete nata.
– Sentirete dolore? Sente forse il tessuto la propria dissoluzione? Cioè, in altre parole, che sarà della vostra coscienza? Ma che cos'è la coscienza? Vediamo. Desiderare coscientemente di dormire è insonnia garantita, tentare coscientemente di avvertire il lavorio del propria digestione è esattamente perturbare la sua innervazione. La coscienza è un veleno, un mezzo di autoavvelenamento per il soggetto che la applica a se stesso. La coscienza è luce, proiettata al di fuori e che illumina la strada a noi, perché non si inciampi. La coscienza sono i fari accesi davanti ad una locomotiva che corre. Rivolgete la loro luce all'interno e succederà una catastrofe.
– Dunque, che sarà della vostra coscienza? Della vostra. La vostra. Ma voi cosa siete? Qui sta il punto. Guardiamo meglio. In che modo avete memoria di voi stessa, di quale parte del vostro organismo siete cosciente? Dei vostri reni, del fegato, dei vasi sanguigni? No, per quanto ricordiate, di voi vi siete sempre accorta di una estrinsecazione, in un atto, nelle opere delle vostre mani, in famiglia, fra gli altri. E, ora, state bene attenta. L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, di che cosa si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.
– Un ultima cosa. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi. Ecco, voi avete parlato di talento, questa è un'altra cosa, una cosa nostra, scoperta da noi. E il talento, nella sua nozione più alta e più lata, è il dono della vita.
– Non vi sarà morte, dice Giovanni Evangelista: guardate come è semplice la sua argomentazione. Non vi sarà morte, perché il passato è ormai trascorso. Quasi come dire: non vi sarà morte, perché questo è già stato visto, è vecchio e ha stancato, e ora occorre qualcosa di nuovo e il nuovo è la vita eterna.
Parlando, Jura passeggiava per la stanza. – Dormite, – disse accostandosi al letto e ponendo le mani sulla testa dell'inferma. Passò qualche minuto e Anna Ivànova cominciò ad assopirsi.
Silenziosamente Jura uscì dalla camera e disse alla Egòrovna di richiamare l'infermiera. «Che diavolo,- pensò,- sto diventando una specie di ciarlatano. Mi metto pure a fare scongiuri, a curare la gente imponendo le mani.“