Frasi su reliquia


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Orhan Pamuk 42
scrittore e saggista turco 1952
„A Istanbul, a differenza di quanto succede nelle città occidentali con le vestigia dei grandi imperi del passato, i monumenti storici non sono reliquie protette ed esposte come in un museo, opere di cui ci si vanta con orgoglio. Qui le rovine convivono con la città. Ed è questo ad affascinare viaggiatori e scrittori di viaggi.“ pag. 99

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Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella d'un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente, – asino, pullo e madre, – se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? [... ] Pregate, pregate Dio, o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia dovenir asini.“ dalla declamazione


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Luigi Santucci 38
scrittore, romanziere e poeta italiano 1918 – 1999
„La voce di chi è scomparso è veramente più che una reliquia: è la proiezione di un'anima, è la componente più simbolica di una persona, vorrei dire che è una sua piccola "risurrezione.“

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Sergej Aleksandrovič Esenin 68
poeta russo 1895 – 1925
„Dal boschetto è venuto ancora | il cigno blu della notte | portando sulle ali | venerate reliquie.“ da Il sorbo si è fatto rosso

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Régine Pernoud 28
storica francese 1909 – 1998
„Il Medioevo ama le reliquie, come ama ogni segno visibile di una realtà invisibile. Ma questo è realismo, non sentimentalismo.“ p. 124

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Papa Giovanni XV 2
137° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Preghiamo e veneriamo le reliquie dei martiri e dei confessori al fine di adorare colui di cui essi sono testimoni è confessori.“ dall' enciclica Cum conventus esset, 675

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„I Romani erano invero i forti e i nobili, come non sono mai esistiti sulla terra di più forti e più nobili, e nemmeno mai sono stati sognati: ogni loro reliquia, ogni iscrizione manda in estasi, ammesso che si riesca a indovinare che cosa scrive in quelle.“ I, 16; 2007

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Dubito che si troverà mai una cosa così da me, un romanzo inedito. Non sono vanesio a tal punto da scrivere una cosa e conservarla per i posteri, consegnargliela come se fosse una reliquia del sacro da abbassare dall'aldilà alle pecorelle smarrite del popolo bue di qua, un messaggio di salvezza caduto da un qualche alto, tipo Nostradamus o Fatima. O Mosè.“ p. 131


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San Girolamo 43
scrittore, teologo e santo romano 345 – 420
„Vigilanzio apre di nuovo la sua fetida bocca e butta il suo schifosissimo fiato contro le reliquie dei santi martiri [... ] Lo si consegni alla morte della carne, affinché sia salvo lo spirito.“ citato in Walter Peruzzi, Il cattolicesimo reale attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili, Odradek, Roma, 2008, p. 209

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Gustav Hasford 14
scrittore statunitense 1947 – 1993
„Tengo il mio fucile a portat'arm, delicatamente, come fosse una reliqua, una bacchetta magica, un oggetto di ferro e argento, con la cassa in legno di tek, pallottole d'oro, percussore di cristallo, il mirino tempestato di gioielli. L'arma mi obedisce. Terrò stretta Vanessa, la mia carabina. L'abbraccerò. La terrò solo abbracciata per un po'. Me ne starò nascosto in questo sogno oscuro fintanto che potrò.“ p. 40

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Karlheinz Deschner 34
storico e scrittore tedesco 1924 – 2014
„Tra le più interessanti reliquie corporali ci sono senza dubbio il cordone ombelicale di Gesù e il santissimo prepuzio, esposti alla venerazione per secoli nella famosa cappella Sancta sanctorum in Laterano. Ovviamente anche una chiesa a Chàlonssur-Marne aveva un cordone ombelicale di Cristo, la cui autenticità fu addirittura «dimostrata» da padre Charles Rapine, superiore dei recolletti di Parigi. Quale delle tre chiese invece possedesse l'autentico prepuzio di Gesù non riuscì a deciderlo intorno al 1300 neanche un Innocenzo III, il papa più potente della storia. Lasciò il problema a Dio. Questi però non decise, e così il prepuzio di Gesù si moltiplicò segretamente. Una monografia redatta nel 1907, «Il santissimo prepuzio di Cristo», elenca almeno tredici luoghi che si vantano di possedere un «autentico» prepuzio divino. Nel 1427 fu fondata una «Fratellanza del Santo Prepuzio».“ da Reliquie, p. 116

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Lucius era attaccato alla sua piccola collezione di manoscritti così come un tempo ci si affezionava alle reliquie. Nel libro stampato egli vedeva la conversazione dell'autore con il lettore e con la società del suo tempo; nel manoscritto invece, egli vedeva il dialogo con se stesso, anzi ancora di più: il suo dialogo con Dio. In ogni autore viveva, infatti, una volontà che mirava al Tutto, una scintilla di forza creatrice. Nel suo slancio verso il Tutto, egli compariva completamente libero dinanzi al suo terribile giudice, prima di essere giudicato. Il manoscritto era la scoria deliziosa lasciata da quegli incendi, da quelle devastazioni, da quelle depurazioni dello spirito.“ da Nel Palazzo, p. 89-90


Teodorico di Nieheim 4
storico tedesco 1340 – 1418
„Nei monti e nei boschi attorno al castello di Nocera vi sono caprioli, cervi e altri animali selvatici: perciò Ottone di Brunswick era solito ad andare colà a caccia nei propri regi dominii per sfuggire all'inerzia, e delle fiere che capitava di prendere sotto la sua guida, conservato solo il capo, regalava il resto ai compagni e ai nobili. Questa terra è a tal punto fertile e bella come una campagna che Dio ha benedetto. Qui, presso il Borgo, si scorge nei campi la chiesa di San Prisco Oliva, protettore dei Futanari, che fu un tempo cattedrale dove si conservano le reliquie del profeta Abacuc; e tutto intorno al castello si scorgono ancora le fondamenta di case, che mostrano che qui ci fu un tempo una città di cui ora si vedono le rovine.“ libro I, Cap. XL

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„In una città che si approssima a quella eterna, l'opera d'arte dovrebbe diventare sacra e il sacro mutarsi in arte. Ciò non è però conseguibile nel tempo; si può giungere solo a una conciliazione, mai a un risultato durante lo scontro delle immagini. Nella città eterna non esistono templi, poiché l'arte è giunta alla bellezza non soggetta al tempo, scopo a cui, peraltro, mira tanto instancabilmente quanto invano. Dobbiamo appagarci di quello che ci viene offerto, al pari della vecchietta che venera un osso come una reliquia.
Perlomeno l'atemporalità non ci è estranea. Procediamo da essa e verso di essa andiamo. L'atemporalità ci accompagna durante il viaggio come l'unico bagaglio che non può essere smarrito. Essa getta le sue ombre su di noi quando soffriamo e ci dona la vita quando la sua luce ci sfiora.“ da Gestaltwandel, p. XLIV della trad. it. parziale.

Teodorico di Nieheim 4
storico tedesco 1340 – 1418
„Andando verso la città di Salerno che dista dal castello di Nocera otto miglia, nella stessa piana si ritrova una venerabile basilica presso la quale oggi nessuno abita e che quasi del tutto priva di culto. Sembra che sia stata costruita in onore della Beata Vergine Maria e a somiglianza della chiesa di Santa Maria che si trova nella città di Aquisgrana, diocesi di Liegi, dal santo imperatore Enrico, secondo di questo nome, le cui reliquie riposano a Bamberga, e di cui fu moglie Santa Cuneconda. Entrambi durante la loro vita pur abitando insieme si mantennero casti come racconta la storia. La chiesa fu eretta a ricordo della vittoria ottenuta da lui contro i Greci, che precedentemente dominavano quei luoghi, la'dove si combatté una grande battaglia: l'imperatore vinse gloriosamente i Greci e li scacciò completamente dalle terre del Regno di Sicilia, con l'aiuto dei Normanni che in seguito, morto Enrico, restarono colà e vinsero gli imbelli abitanti del luogo…“ libro I, cap. XXXIX

Sebastiano Vassalli 54
scrittore italiano 1941 – 2015
„Quelle [altre] Reliquie invece si conservavano religiosamente nelle chiese, si esponevano ai fedeli e a nessuno mai era passato per la testa di metterle in discussione: vere o false che fossero, autentico era il culto che gli veniva dedicato. Perché allora – si chiesero molti abitanti di Novara – soltanto a loro doveva essere proibito di venerare le Reliquie del Cavagna, accolte a furor di popolo nella loro città, per quel solo motivo, che non erano autentiche? Perché la loro credulità, davanti a Dio, valeva meno di altre credulità? Perché li avevano imbrogliati?“ cap. 12, p. 122