Frasi su ritiro


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Andre Agassi 60
tennista statunitense 1970
„[Sul ritiro di Sampras] Quando sei in ballo con le stesse persone dall'inizio ti aspetti di andartene con loro. Quando invece se ne vanno senza aspettarti ti lasciano l'amaro in bocca. È una pessima sensazione!“


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Kareem Abdul-Jabbar 7
cestista e allenatore di pallacanestro statunitense 1947
„[Annunciando il ritiro] Posso dire senza esitazione di aver fatto tutto ciò che volevo. Il successo che ho raggiunto, credo possa bastarmi anche per un paio di vite e sono grato per questo.“

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Michael Jordan 33
cestista statunitense 1963
„[Durante la conferenza stampa del primo ritiro, riferito alla morte del padre] Indubbiamente mi ha fatto riflettere sulle incertezze della vita, ma la decisione di abbandonare la professione di cestista è legata ad altre considerazioni: nella vita sportiva arriva un momento in cui ognuno deve smettere di giocare. O si fa la scelta da soli, o la fa qualcun altro, magari la stampa o il presidente di una società. Io ho la fortuna di averla presa autonomamente. Non è stato facile, mi rendo conto che non c' è molta gente che opta di andarsene proprio al momento del massimo successo, ma io non rimpiango nulla. [fonte 5]“

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Claudio Baglioni 184
cantautore italiano 1951
„L'amore è come la marea: quando si ritira lascia solo detriti.“

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Dargen D'Amico 61
rapper e cantautore italiano 1980
„L'amore è quell'intertempo, in cui qualcuno ti | trattiene e ti tira in una stanzetta, | e tu, cerchi di fuggire e di restare | indipendente nel mondo ma quando, | ci ripensi ti ricredi e ti ritiri e ti | sembra il caso di restare, perché il mondo non è poi così grande, | e la suddetta stanzetta, non è poi così male. | E allora ti giri e baci e benedici chi ti stima ma | svanisce e scopri che nessuno ti stima o ti tira e ti si era solo | impigliato il maglione nella maniglia. (da L'amore è quell'intertempo, n.° 4)“

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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837
„Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella solitudine, ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la misantropia. (LXXXIX)“

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Marco Pannella 25
politico e giornalista italiano 1930 – 2016
„Io non credo nelle ideologie, non credevo nelle ideologie codificate e affidate ai volumi rilegati e alle biblioteche e agli archivi. Non credo nelle ideologie chiuse, da scartare e usare come un pacco che si ritira nell'ufficio postale. L'ideologia te la fai tu, con quello che ti capita, anche a caso. Io posso essermela fatta anche sul catechismo che mi facevano imparare a scuola, e che per forza di cose poneva dei problemi, per forza di cose io ero portato a contestare. (da un'intervista a Playboy del 1° gennaio 1975)“


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Michael Jordan 33
cestista statunitense 1963
„[Durante la conferenza stampa del primo ritiro] Ho raggiunto l'apice della carriera. Non ho più nulla da raggiungere, non posso più superare me stesso, ho perso ogni entusiasmo, mi sento demotivato. Ed è giusto, a questo punto, andarmene in pensione, senza aspettare l'inevitabile declino. [fonte 5]“

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Georges Bataille 45
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia. (da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79)“

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Björn Borg 20
tennista svedese 1956
„[Dopo il ritiro] So che mi potrà effettivamente capitare di sentire voglia di ricominciare, ma non lo farò mai. So che significa giocare ad alto livello, quali sforzi si debbano affrontare. (p. 92)“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„Codringher:Al diavolo l’araldica, Fenn. Il re, chi è il re?
Fenn:Hoët detto il Giusto. Scelto tramite elezione...
Codringher:... da Emhyr di Nilfgaard
Fenn:... nove anni fa.
Codringher: No, lui non c’interessa. Chi c’era prima di lui?
Fenn:Un attimo. Ecco. Akerspaark. Morto...
Codringher:... morto per un’infiammazione fulminante ai polmoni dopo essere stato trafitto con uno stiletto dai sicari di Emhyr o del Giusto. Geralt, il suddetto Akerspaark ti dice qualcosa? Potrebbe essere il padre d’Istrice?
Geralt:Sì. Akerspaark. Ricordo che Duny l’ha chiamato così, suo padre.
Codringher:Duny?
Geralt: Era il suo vero nome. Duny era un principe, figlio di questo Akerspaark...
Fenn: No. Qui sono nominati tutti. Figli legittimi: Orm, Gorm, Torm, Horm e Gonzalez. Figlie legittime: Alia, Valia, Nina, Paulina, Malvina e Argentina...
Codringher: Ritiro le calunnie contro Nilfgaard e Hoët il Giusto. Akerspaark non è stato assassinato. Ha scopato tanto da rimanerci.“


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Michael Jordan 33
cestista statunitense 1963
„[Su Scottie Pippen] Prima del mio ritiro, non aveva una vera consapevolezza della sua forza. È maturato con gli anni e, quando non c'ero più, è cresciuto ancora di più perché ha imparato quello che fino a quel momento gli avevo nascosto, la pressione della gente e della stampa verso chi può diventare una stella. Lavora ogni giorno al massimo, merita tutte le attenzioni e i soldi che ho io. È come un fratello minore per me, dividiamo il successo. Spesso gli faccio ombra, ma il nostro rapporto è speciale. In campo ci completiamo a vicenda senza neppure bisogno di parlare, non mi dimentico mai del suo talento. È stato un grande aiuto per il mio successo e non c'è qualcosa che non farei per lui. [fonte 2]“

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Michael Jordan 33
cestista statunitense 1963
„[Dopo il terzo ritiro] Non credo di aver inibito i compagni: se un ragazzo ha delle qualità, le deve dimostrare. È un fatto di personalità. Mi sono arrabbiato spesso, perché gente di 20 anni dovrebbe avere più voglia di sacrificarsi di uno di 40. Non è così. Cercherò di costruire un gruppo di 12 uomini animati da questa passione. Quando Washington sarà davvero vincente, allora potrò dire di essermi ritirato. [fonte 10]“

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Teresa d'Ávila 18
religiosa e mistica spagnola 1515 – 1582
„In un'estasi mi apparve un angelo tangibile nella sua costituzione carnale e era bellissimo; io vedevo nella mano di questo angelo un dardo lungo; esso era d'oro e portava all'estremità una punta di fuoco. L'angelo mi penetrò con il dardo fino alle viscere e quando lo ritirò mi lasciò tutta bruciata d'amore per Dio. […] Nostro Signore, il mio sposo, mi procurava tali eccessi di piacere da impormi di non aggiungere altro oltre che a dire che i miei sensi ne erano rapiti. (da Libro della mia vita)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Come 'l ramarro sotto la gran fersa | dei dì canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'epe | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro alimento, a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l serpente e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l fummo si scontrava. | Taccia Lucano omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio, | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte poetando, io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le lucerne empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta. (XXV, 79-135)“

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