Frasi su romagnolo


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Benito Mussolini 180
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Il "superuomo" ecco la grande creazione Nietzschiana. Qual impulso segreto, quale interna rivolta hanno suggerito al solitario professore di lingue antiche dell'università di Basilea questa superba nozione? Forse il taedium vitae... della nostra vita. Della vita quale si svolge nelle odierne società civili dove l'irrimediabile mediocrità trionfa a danno della pianta-uomo. E Nietzsche suona la diana di un prossimo ritorno all'ideale. Ma a un ideale diverso fondamentalmente da quelli in cui hanno creduto le generazioni passate. Per comprenderlo, verrà una nuova specie di "liberi spiriti" fortificati nella guerra, nella solitudine, nel grande pericolo, spiriti che conosceranno il vento, i ghiacci, le nevi delle alte montagne e sapranno misurare con occhio sereno tutta la profondità degli abissi. (da La filosofia della forza, Il pensiero romagnolo, 1908; in Scritti politici, a cura di Enzo Santarelli, Feltrinelli, 1979)“

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Dario Bellezza 8
scrittore italiano 1944 – 1996
„È un caso letterario Fernanda Romagnoli? Sì, lo è, nel senso più alto, meno effimero... Con Il tredicesimo invitato ha raggiunto una serena eternità da piccolo classico. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999, n. 126, Crocetti Editore)“


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Attilio Bertolucci 4
poeta italiano 1911 – 2000
„[recensione a Fernanda Romagnoli] Così da una passeggiata di villeggianti, con voci che si fanno versi ai limiti della prosa – "Non perdersi di vista", "Seguire la salita – nei segnali degli alberi“

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Diego Valeri 4
saggista e poeta italiano 1887 – 1976
„La poesia della Romagnoli rispecchia l'essenza della vita: stati d'animo, travagli di coscienza, accensioni spirituali di una donna coraggiosamente impegnata a leggere in sé la propria verità... Sono canti solitari che costituiscono un appassionante documento umano, il quale peraltro ci commuove perché e in quanto è poesia: artisticamente matura... Ed avviene anche alla Romagnoli, come a Baudelaire e a tutti i poeti autentici che la tristezza del vivere (la mélancolie baudelairaiana appunto)si risolva in felicità creativa di espressione e di canto. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)“

„Una donna senza storia, Fernanda Romagnoli, se non questa sua quasi segreta passione dello scrivere: come la poetessa americana Emily Dickinson, che amava molto e alla quale per certi aspetti è affine.“

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Maurizio Belpietro 14
giornalista e conduttore televisivo italiano 1958
„Guzzanti lo avevo già assunto. Vittorio negli ultimi anni era meno efficace, Romagnoli era un po' scomparso, Battista stavo cercando di assumerlo, ma disse di no, era timoroso, forse sognava cose più importanti. Galli della Loggia semplicemente me lo sono dimenticato.“

Pietro Cimatti 4
poeta e scrittore italiano 1929 – 1991
„Rarissimo evento, Fernanda Romagnoli è poeta.... La rima, che rende memorabile il senso, e il sapiente tamburo della versificazione, che restituisce il polso miracoloso della vita, qui avvisano di tutto ciò che la poesia non è, per essere: essa è un distacco estatico... un assalto ordinato, una provocazione scandita secondo antichi rituali e con musica inclusa. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)“

Marco Forti 2
scrittore, saggista e critico letterario italiano 1925
„[Recensione a Fernanda Romagnoli] Colpisce prima di tutto... la severità che domina il dettato... l'aspirazione a un equilibrio endecasillabico, a una musica ben rimata e scandita, solo a momenti dissonante, a una scalpellata ascesa del dettato dentro un suo doloroso quotidiano. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)“


Marco Forti 2
scrittore, saggista e critico letterario italiano 1925
„Eppure – come nei metafisici inglesi che certamente ha letto, o in Caproni cui deve qualcosa, o alla Guidacci che forse le è vicina – quanta vita sotterranea, rappresa, rimane in questa poesia della Romagnoli, capace ancora di fremere di agitarsi di lottare fra l'esistere e l'essere. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)“

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Chino Alessi 7
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1996
„Fra gli allievi di quegli anni Benito Mussolini gode di una reputazione molto discutibile nonostante sia entrato alla Scuola Normale già con la fama del "genio giovinetto" destinato a un grande futuro proprio in quel campo che i romagnoli di allora prediligevano sopra ogni altra cosa: la politica. (p. 7)“

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Attilio Bertolucci 4
poeta italiano 1911 – 2000
„C'è in questi versi... [di Fernanda Romagnoli] il segno di un destino poetico, volto a una confessione di continuo sollevata dal puro diarismo per il rovello e l'attesa di una rivelazione, nella linea della grande Dickinson, di Cristina Rossetti. Esso nasce dall'ininterrotto scontro tra il quotidiano e il visionario. "Gli eletti hanno accesso all'anticamera", "Col mio scettro d'insonnia per la casa", "Chi mi percorre in sonno i corridoi – delle arterie...": colei che ha saputo darci metafore così fulminee non si è mossa che pochissimo dal suo appartamento borghese, o lo ha fatto per trasferirsi in un posto di vacanza. (citato in Donatella Bisutti, Fernanda Romagnoli. L'anima in disparte, Poesia, Anno XII, marzo 1999 n. 126, Crocetti Editore)“

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Luciano Barca 1
giornalista, scrittore e partigiano italiano 1920 – 2012
„[parlando di Antonio Tatò] Fino all'ultimo, pur sapendo di essere malato, è stato sulla breccia con lo stesso entusiasmo, la stessa aria giovanile e aitante, la stessa curiosità con la quale si era buttato nella lotta politica negli anni della Resistenza romana al nazismo e al fascismo […]. Fu al fianco di Di Vittorio, di Romagnoli, di Novella e presto conciliò le sue doti di dirigente con quelle di giornalista che aveva ereditato dal padre […]. Diventò contemporaneamente segretario di Berliguer e responsabile dell'Ufficio stampa del partito. I primi rapporti fra i due non furono facilissimi; raramente si erano visti vicini due caratteri così diversi: introverso Enrico, estroverso al massimo Tonino; portato al pessimismo l'uno, sempre ottimista l'altro. Ma una volta scattata l'amicizia e la stima reciproca, fu proprio questa diversità a rendere preziosa la collaborazione di Tatò. (da l'Unità, 6 novembre 1992)“


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Gianni Brera 78
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„[Sulla Juventus del Quinquennio d'oro] La Juventus gioca bene, vince sempre e non è né lombarda, ne emiliana, né veneta, né toscana: appartiene a una regione che ha innervato l'esercito e la burocrazia nazionali: di quella regione il capoluogo è stato anche capitale d'Italia [... ] Nessuna città periferica aveva contratto odii nei suoi confronti, all'epoca dei Comuni. Essa batteva ormai le decadenti squadre del Quadrilatero [piemontese] e offriva agli altri italiani la soddisfazione di umiliare le città che nel Medio Evo avevano spadroneggiato: i romagnoli andavono in visibilio quando Bologna veniva mortificata dalla Juventus così come i lombardi di parte ghibellina come pavesi e comaschi quando le milanesi venivano battuti in breccia, e ancora i lombardi che avevano squadre proprie come bergamaschi, bresciani e cremonesi, e le vedevano puntualmente vendicate dalla Juventus.“

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Camillo Benso Cavour 33
politico e patriota italiano 1810 – 1861
„L'Italia del Settentrione è fatta, non vi sono più né Lombardi, né Piemontesi, né Toscani, né Romagnoli, noi siamo tutti italiani; ma vi sono ancora i Napoletani. Oh! vi è molta corruzione nel loro paese. Non è colpa loro, povera gente: sono stati così mal governati! E quel briccone di Ferdinando! No, no, un governo così corruttore non può essere più restaurato: la Provvidenza non lo permetterà. Bisogna moralizzare il paese, educar l'infanzia e la gioventù, crear sale d'asilo, collegi militari: ma non si pensi di cambiare i Napoletani ingiuriandoli. Essi mi domandano impieghi, croci, promozioni. Bisogna che lavorino, che siano onesti, ed io darò loro croci, promozioni, decorazioni; ma soprattutto non lasciar passargliene una: l'impiegato non deve nemmeno esser sospettato. Niente stato d'assedio, nessun mezzo da governo assoluto. Tutti son capaci di governare con lo stato d'assedio. Io li governerò con la libertà, e mostrerò ciò che possono fare di quel bel paese dieci anni di libertà. In venti anni saranno le provincie più ricche d'Italia. No, niente stato d'assedio: ve lo raccomando. (citato da Giosuè Carducci in Lettere del Risorgimento Italiano.)“

Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Io sono nato il 23 giugno 1923. Dal 28 ottobre 1922, da otto mesi, poco meno, Benito Mussolini era salito al potere con la sua solita ridicola marcia su Roma, fatta in vagone letto. Penso Mussolini in pigiama, o forse in camicia (non nera, speriamo!) farsi la barba la mattina del 27 ottobre all'arrivo a Roma, dopo la sveglia del conduttore, con il giornale ed il caffè! Otto mesi dopo, in Piazza Calderini sono nato: e debbo quindi arguire di essere stato concepito un po' prima di quei fatidici giorni, in una Bologna ormai attesa al destino, ormai quasi pacificata, in vista di un futuro finalmente pieno di promesse. Alla fine di settembre del 1922, mio padre [Aldo Valori] era ancora al Resto del Carlino, il giornale degli agrari emiliani e romagnoli, il giornale liberal-massonico-conservatore che Missiroli aveva diretto e Monicelli spinto verso il fascismo alla fine di un processo di evoluzione incerto e prudente, ma senza speranza di liberazione dell'ormai decisiva rivoluzione reazionaria. Mio padre si trovò coinvolto in quella vicenda. Mi sono chiesto spesso negli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, perché il babbo aderisse al fascismo. Se ripenso a tutta la vicenda, durata in fondo pochi anni, debbo concludere che noi non comprenderemo mai completamente questo dramma. Il babbo, per educazione e carattere, per formazione culturale e morale, non poteva essere fascista nel senso che ha acquistato in seguito questa parola. Estraneo ad ogni violenza, mansueto di carattere e di modi, anche se molto passionale ed impulsivo, (specialmente negli anni della giovinezza e della maturità), non poteva trovare la sua adesione al Fascismo squadrista. Né poteva trovare, romantico e liberale com'era affinità con il Mussolinismo (culto puerile e comodo della personalità).“

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974
„Questa graziosa cittadina, circondata di bei frutteti, e perciò a primavera ravvolta di una nuvola d'alberi bianchi e rosa, addossata a un colle e dominata da una rocca che la include in parte, è nota anche nella cronaca delle ultime guerre, perché diede un buon numero di aviatori medaglia d'oro. Ivi ho raccolto molto di quel colore romagnolo, che ho poi versato in queste pagine solo in minima parte.“

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