Frasi su sala


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Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„C’è stato un momento che volevo chiuderla lì la storia: Vasco Rossi non aveva tempo per una relazione seria. Una notte l’ho buttata fuori di casa e lei è rimasta lì fino alle sette del mattino, seduta sulla valigia. Ho pensato: «Adesso arriva la polizia e mi arresta», così l’ho fatta rientrare. Un’altra volta le ho telefonato e le ho detto: «Basta, finiamola qui». Stavo lavorando in una sala d’incisione sulle colline nei dintorni di Rimini. Lei arrivò e si mise davanti al cancello, senza suonare. Pensai: «Andrà via». E invece la sera era ancora lì. Il messaggio era: «Io sono la tua donna, la tua casa, la tua famiglia e tu non scappi, amico». (libro La versione di Vasco)“

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Vinicio Capossela 62
cantautore e polistrumentista italiano 1965
„Più il teatro è stato prestigioso, più epico l'inseguimento, più la miseria della sala vuota divora.“


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Fabio Volo 229
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972
„Mi sono seduto nella sala d'attesa. C'era una ragazza che sfogliava senza interesse una rivista. Mi piace stare in una stanza con una donna. Anche quando prendo il treno, se entro in uno scompartimento e ci trovo una donna sono più contento. E se non c'è continuo a cercare finché la trovo. Non è che poi le rivolgo la parola, o ci parlo, o ci provo per forza, anzi, ma mi piace che sia lì. Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.“

Ira Wolfert 1
1908 – 1997
„Quando si ascolta la musica in una sala, in ogni singolo momento non si sentono soltanto le note che vengono suonate ma anche l'eco di quelle sonate un attimo prima. È questo che rende un suono «vivo», per usare il termine dei musicisti. Se gli echi non durano abbastanza, la musica risulta cruda ai nostri orecchi. Se invece durano troppo, sembra cupa e rimbombante: ha troppa «risonanza». La differenza fra «troppo» e «troppo poco» è questione di un secondo.“

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Enzo Bianchi 36
religioso italiano 1943
„L'esperienza di fede è esperienza di bellezza, di un incontro tanto reale quanto indicibile, di una presenza più intima a noi del nostro stesso intimo. Ed è esperienza che investe anche il corpo e i sensi. In Oriente il santo è l'uomo con il volto luminoso, il cui corpo sala profumo, la cui somaticità è ormai evento di bellezza e di comunione. Certo, guai a confondere lo psicologico e l'emozionale con lo spirituale, ma lo spirituale traversa lo psichico e investe i sensi del corpo. (da Lessico della vita interiore. Le parole della spiritualità, BUR, Milano 2004)“

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Gigi D'Agostino 98
disc jockey e produttore discografico italiano 1967
„Una volta, un uomo mi disse: che l'errore peggiore che si possa fare è quello di credere di essere vivi… Quando invece stai dormendo nella sala d'attesa della vita… Il trucco, sta nel combinare le tue facoltà razionali dello stato di veglia, con le infinite possibilità che puoi incontrare nei tuoi sogni… Se riesci a fare questo, puoi fare tutto…“

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Papa Benedetto XVI 333
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„La libertà non è facoltà di disimpegno da; è facoltà di impegno per – una partecipazione all'Essere stesso. Di conseguenza, l'autentica libertà non può mai essere raggiunta nell'allontanamento da Dio. (dal discorso agli educatori cattolici, sala Conferenza dell'Università Cattolica d'America, Washington, D. C., giovedì, 17 aprile 2008)“

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Franco Basaglia 20
psichiatra e neurologo italiano 1924 – 1980
„Quando entrai per la prima volta in una prigione, ero studente in medicina. Lottavo contro il fascismo e fui incarcerato. Mi ricordo della situazione allucinante che mi trovai a vivere. Era l'ora in cui venivano portati fuori i buglioli dalle varie celle. Vi era un odore terribile, un odore di morte. Mi ricordo di aver avuto la sensazione di essere in una sala di anatomia dove si dissezionano i cadaveri. Quattro o cinque anni dopo la laurea, divenni direttore di un manicomio e, quando entrai là per la prima volta, sentii quella medesima sensazione. Non vi era l'odore di merda, ma vi era un odore simbolico di merda. Mi trovai in una situazione analoga, una intenzione ferma di distruggere quella istituzione. Non era un problema personale, era la certezza che l'istituzione era completamente assurda, che serviva solamente allo psichiatra che lì lavorava per percepire lo stipendio alla fine del mese. (da Conferenze brasiliane, 1979)“


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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958
„Vecchio, benedetto, Pekisch, questo non me lo dovevi fare. Non me lo merito. Io mi chiamo Pehnt, e sono ancora quello che se ne stava sdraiato per terra a sentire la voce nei tubi, come se quella arrivasse davvero, e invece non arrivava. Non è mai arrivata. E io adesso sono qui. Ho una famiglia, ho un lavoro e la sera vado a letto presto. Il martedì vado a sentire i concerti che danno alla sala Trater e ascolto musiche che a Quinnipak non esistono: Mozart, Beethoven, Chopin. Sono normali eppure sono belle. Ho degli amici con cui gioco a carte, parlo di politica fumando il sigaro e la domenica vado in campagna. Amo mia moglie, che è una donna intelligente e bella. Mi piace tornare a casa e trovarla lì, qualsiasi cosa sia successa nel mondo quel giorno. Mi piace dormire vicino a lei e mi piace svegliarmi insieme a lei. Ho un figlio che amo anche se tutto fa supporre che farà l'assicuratore. Spero che lo farà bene e che sarà un uomo giusto. La sera vado a letto e mi addormento. E tu mi hai insegnato che questo vuol dire che sono in pace con me stesso. Non c'è altro. Questa è la mia vita. Io lo so che non ti piace ma io non voglio che tu me lo scriva. Perché voglio continuare ad andare a letto, la sera, ed addormentarmi. Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. Mai visto niente del genere, a Quinnipak. Ma forse proprio per questo, io qui ci sto bene. A Quinnipak si ha negli occhi l'infinito. Qui, quando proprio guardi lontano, guardi negli occhi di tuo figlio. Ed è diverso. Non so come fartelo capire, ma qui si vive al riparo. E non è cosa spregevole. È bello. E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà. È proprio obbligatorio essere eccezionali? Io non so. Ma mi tengo stretta questa vita mia e non mi vergogno di niente: nemmeno delle mie soprascarpe. C'è una dignità immensa, nella gente, quando si porta addosso le proprie paure, senza barare, come medaglie della propria mediocrità. E io sono uno di quelli. Si guardava sempre l'infinito a Quinnipak, insieme a te. Ma qui non c'è l'infinito. E così guardiamo le cose, e questo ci basta. Ogni tanto, nei momenti più impensati, siamo felici. Andrò a letto, questa sera, e non mi addormenterò. Colpa tua, vecchio, maledetto Pekisch. Ti abbraccio. Dio sa quanto ti abbraccio. Pehnt, assicuratore.“

Romano Malaspina 5
attore e doppiatore italiano 1939
„Posso dire che per imparare il mestiere del doppiaggio si deve andare lì in sala, ai turni, essere presenti e seguire, cercare di carpire i segreti dai più bravi.“

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Gino Strada 30
chirurgo e pacifista italiano 1948
„Rahman, uno dei bambini feriti che avevamo finito di operare mezz'ora prima, camminava davanti a noi avvolto in una coperta e accompagnato da un infermiere che reggeva la bottiglia della flebo e lo scortava verso la sua tenda. [... ]
"Ma è quel bambino che era in sala operatoria," ha esclamato Cecilia. "Perché non piange?"
Ne abbiamo ragionato a lungo, abbiamo cercato di capire perché i bambini, quei bambini, non piangono. Mi ha sollecitato a parlare della miseria che si fa routine, della presenza silenziosa della tragedia, e a volte della morte, che diventa condizione di vita. Forse è questa quotidianità della tragedia che li prepara a non piangere. (p. 91)“

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Erasmo da Rotterdam 61
teologo, umanista e filosofo olandese 1469 – 1536
„Non scuola la diresti, ma sala di tortura: non vi si sente altro che lo schiocco delle sferze, lo strepito delle verghe, gemiti, singhiozzi e atroci minacce. Cos'altro possono impararvi i bambini, se non a odiare la cultura? Una volta che quest'odio ha messo radice nei teneri animi, anche da grandi detestano lo studio.“


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Vasco Rossi 241
cantautore italiano 1952
„Cosa fai, allora, quando incontri un cantante che consideri un perfetto imbecille per le cose che canta? Quando ti trovi di fianco ad uno che, secondo te, dovrebbe andare a zappare la terra, piuttosto che continuare a frignare stupide canzoni che sono tutte la stessa lagna? Canzoni lagnose che non sopporti, ma non glielo puoi dire certo in faccia. Allora lo guardi solo negli occhi, ma in un certo modo provocatorio ed inequivocabile, aspettando (e sperando!) che abbia almeno una qualsiasi reazione visibile, che dica anche soltanto una parola, per poter scatenare una battaglia dialettica, per fargli qualche battuta cattiva ma sincera, qualche critica impietosa ma oggettiva. Quando incontri un Baglioni, insomma, che per te impersona... che per te è l'emblema... delle musichette da sala d'attesa... Con testi che non raggiungono neanche il livello dei peggiori discorsi sul più e sul meno, infarciti dei soliti luoghi comuni, come quelli che si fanno per ammazzare il tempo quando si sta in fila alle Poste o che fanno tra loro le signore dal parrucchiere durante una messa in piega.“

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Renato Zero 94
cantautore e showman italiano 1950
„[Mina adesso è] una compagna, una madre, una nonna. Non si sente un mito; gira tra la cucina, il salotto, la sala di registrazione... se la guardi allo specchio non vedi la star, ma la donna. Approvo la sua scelta di ritirarsi dalle scene all'apice del successo. La fama a volte ti risucchia l'anima. (da Renato: Lei è tutto, salvo che una star, intervista di A. R., da la Repubblica del 9 novembre 1999)“

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Marcello Macchia 147
comico italiano 1978
„Mariottide: Mio figlio Fernandello diventerà un ottimo ballerina!
Fernandello: Papà! Io voglio fare l'usciere! [Mima il gesto dell'indicare la porta, e tutti gli ospiti in sala escono]“

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Bisogna che il manager di domani si adatti alle più diverse condizioni dettate dal mercato, che sappia fare un po' di tutto. Ora mi scusi, ma devo far partorire una vacca in sala riunioni.“