Frasi su scocca


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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. (p. 26)“

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Ghemon 31
rapper italiano 1982
„Sei tu | il rosso delle scocche di un bambino | il fresco dell'altra faccia del cuscino | il vento d'estate | il mosto del vino | le carezze di mia madre | l'odore del ragù a primo mattino. (da Ti muovi nella mia vita, n.º 4)“


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Gianni Agnelli 72
imprenditore italiano 1921 – 2003
„Chi vince sempre alla fine scoccia. Ma avrei gradito lo stesso.“

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Gialal al-Din Rumi 31
poeta e mistico persiano 1207 – 1273
„Lascia il mondo e ne sarai signore, | esci da te, sarai compagno di Dio. | Dàtti, tu freccia, all'arco del Signore, | che egli ti scocchi rapido al tuo segno. | Cresci, tu grano, e sii campo di spighe, | poi lasciati mietere nel giorno della falce; | fatti nel forno ardente pane al mondo, | lascia lieto la terra e sarai stella“

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Franco Battiato 122
musicista, cantautore e regista italiano 1945
„I madrigali di Gesualdo, principe di Venosa, musicista assassino della sposa – cosa importa? Scocca la sua nota, dolce come rosa. (da Gesualdo da Venosa)“

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Come 'l ramarro sotto la gran fersa | dei dì canicular, cangiando sepe, | folgore par se la via attraversa, | sì pareva, venendo verso l'epe | de li altri due, un serpentello acceso, | livido e nero come gran di pepe; | e quella parte onde prima è preso | nostro alimento, a l'un di lor trafisse; | poi cadde giuso innanzi lui disteso. | Lo trafitto 'l mirò, ma nulla disse; | anzi, co' piè fermati, sbadigliava | pur come sonno o febbre l'assalisse. | Elli 'l serpente e quei lui riguardava; | l'un per la piaga e l'altro per la bocca | fummavan forte, e 'l fummo si scontrava. | Taccia Lucano omai là dov'e' tocca | del misero Sabello e di Nasidio, | e attenda a udir quel ch'or si scocca. | Taccia di Cadmo e d'Aretusa Ovidio, | ché se quello in serpente e quella in fonte | converte poetando, io non lo 'nvidio; | ché due nature mai a fronte a fronte | non trasmutò sì ch'amendue le forme | a cambiar lor matera fosser pronte. | Insieme si rispuosero a tai norme, | che 'l serpente la coda in forca fesse, | e 'l feruto ristrinse insieme l'orme. | Le gambe con le cosce seco stesse | s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura | non facea segno alcun che si paresse. | Togliea la coda fessa la figura | che si perdeva là, e la sua pelle | si facea molle, e quella di là dura. | Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, | e i due piè de la fiera, ch'eran corti, | tanto allungar quanto accorciavan quelle. | Poscia li piè di rietro, insieme attorti, | diventaron lo membro che l'uom cela, | e 'l misero del suo n'avea due porti. | Mentre che 'l fummo l'uno e l'altro vela | di color novo, e genera 'l pel suso | per l'una parte e da l'altra il dipela, | l'un si levò e l'altro cadde giuso, | non torcendo però le lucerne empie, | sotto le quai ciascun cambiava muso. | Quel ch'era dritto, il trasse ver' le tempie, | e di troppa matera ch'in là venne | uscir li orecchi de le gote scempie; | ciò che non corse in dietro e si ritenne | di quel soverchio, fé naso a la faccia | e le labbra ingrossò quanto convenne. | Quel che giacëa, il muso innanzi caccia, | e li orecchi ritira per la testa | come face le corna la lumaccia; | e la lingua, ch'avëa unita e presta | prima a parlar, si fende, e la forcuta | ne l'altro si richiude; e 'l fummo resta. (XXV, 79-135)“

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Jason Bateman 9
attore statunitense 1969
„Quello che desideriamo di più al mondo è legarci ad un altro. Per certa gente la scintilla scocca al primo sguardo, l'amore arriva senza neanche annunciarsi, il destino diventa magia... Per quei fortunati all'improvviso tutto è fantastico, si ritrovano a vivere in una canzonetta pop e viaggiano a bordo di un treno espresso! Ma per la maggior parte di noi non funziona così, per noi è tutto un po' meno romantico... Anzi direi che è complicato e difficile: collezioniamo attimi sbagliati, occasioni sfumate e momenti in cui non riusciamo a dire quello che vorremo dire, quando lo dovremmo dire. (Film Due cuori e una provetta)“

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Tu Fu 1
poeta cinese 712 – 770
„Se tiri con l'arco, usa il più robusto. Se scocchi una freccia, utilizza la più lunga. Se vuoi colpire il cavaliere, colpisci prima il cavallo. Se vuoi catturare un gruppo di banditi, cattura prima il loro capo. Così come un paese ha dei confini, uccidere degli uomini ha dei limiti. Se l'attacco del nemico può essere fermato col suo annientamento, perché avere più morti e feriti del necessario?“


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Enrico Brizzi 83
scrittore italiano 1974
„Ancora non sapevo che i nuovi computer americani di cui si era rifornito il Dipartimento di Storia, scocche beige ravvivate da una piccola mela multicolore, erano destinati a cambiare il mio modo di pensare alla scrittura, alla grafica, allo stivaggio di informazioni e, un giorno, persino alla musica, alla corrispondenza e alla vita sociale in genere. (libro La legge della giungla)“

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Trilussa 38
poeta italiano 1871 – 1950
„Se me frulla un pensiero che me scoccia
me fermo a beve e chiedo ajuto ar vino:
poi me la canto e seguito er cammino
cor destino in saccoccia.“

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Valerio Massimo Manfredi 65
archeologo, scrittore, conduttore tv 1943
„Sono sempre stata convinta che siano una stirpe a sé stante: ci sono gli dèi, ci sono gli umani. E ci sono i poeti. Essi nascono quando il cielo e la terra sono in pace fra loro o quando scocca la folgore nel cuore della notte e colpisce la culla di un bambino senza ucciderlo, sfiorandolo soltanto con una carezza di fuoco. (Abira: cap. 5)“

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Gaspara Stampa 6
poetessa italiana 1523 – 1554
„Rivolgete talor pietoso gli occhi | da le vostre bellezze a le mie pene, | sì che quanta alterezza indi vi viene, | tanta quindi pietate il cor vi tocchi. | Vedrete qual martir indi mi fiocchhi, | vderete vòte le faretre e piene, | che preste a' danni miei sempre Amor tiene, | quando avien che ver' me l'arco suo scocchi. (22. [XXII], p. 18-19)“


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Alessandro Tassoni 5
scrittore italiano 1565 – 1635
„La balestra del Ciel scocca improvviso.“

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Susanna Tamaro 111
scrittrice italiana 1957
„Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batte e si ribatte una pietra contro l'altra, senza stancarsi, finché scocca la scintilla. Per nascere il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia. (libro Più Fuoco, Più Vento)“

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Fabrizio De André 336
cantautore italiano 1940 – 1999
„Ma una notizia un po' originale | non ha bisogno di alcun giornale | come una freccia dall'arco scocca | vola veloce di bocca in bocca. (da Bocca di rosa, n.° 8)“

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Giuseppe Aurelio Costanzo 4
letterato, poeta e docente italiano 1843 – 1913
„Musa d'ebbrezze profonde e audaci, | Me solo inebbria d'ambrosii baci. | E credi pure, che, mentre scocca | L'eterno bacio dalla, tua bocca, | Sono poeta, poeta almeno | L'ora che, tacito, ti languo in seno.“

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