Frasi su sensore


„E rivorrei quegli anni in eskimo col muso fiero | i pugni alzati in tribunale della banda Cavallero | di quando andare in piazza e ribellarsi aveva un senso | adesso sappiamo solo che ci serve il Gillette Sensor.“ da Quale ordine

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Greg Egan 12
scrittore di fantascienza australiano 1961
„Sulla Terra c'erano polis i cui cittadini avrebbero giudicato la sua attuale struttura quasi arcaica: una coscienza dominata dalla percezione sensoria, l'illusione di possedere una forma solida, coordinate mono-temporali.“ p. 206


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Enrico Bellone 22
fisico, filosofo e storico della scienza italiano 1938 – 2011
„Le varie e variabili descrizioni di quel qualcosa di esterno che tutti noi chiamiamo natura dipendono dalle operazioni attive che si effettuano nei nostri sensori e nelle nostre reti neurali, e la comunicazione di dati tra gli umani è possibile non perché ci si scambiano idee, ma perché i cervelli e i sensi degli individui della nostra specie sono simili.“ Avvertenza per il lettore, pag. 6

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977
„Oggigiorno i capitani delle navi da pesca assomigliano più al capitano Kirk che al capitano Achab: sorvegliano i pesci da plance piene di apparecchiature elettroniche e studiano il momento migliore per catturare interi banchi in un sol colpo. Se parte del pesce sfugge, lo rilevano e fanno una seconda passata. E questi pescherecci non sono in grado di tenere d'occhio solo i banchi di pesce entro un certo raggio: gli oceani sono disseminati di dcp (dispositivi di concentrazione dei pesci: zatteroni galleggianti attorno ai quali i pesci si raccolgono) equipaggiati con sensori gps […].“ p. 43

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Enrico Bellone 22
fisico, filosofo e storico della scienza italiano 1938 – 2011
„Abbiamo una folla di sensori. Alcuni sono attivi nel selezionare stimoli che arrivano da porzioni di mondo che sono esterne ai nostri corpi. Altri, invece, operano per filtrare stimoli interni di varia origine […] Da sempre tentiamo di descrivere ciò che sta fuori e ciò che sta dentro, e le nostre descrizioni cercano di rappresentare al meglio "ciò che vi è" e che costituisce la fonte degli stimoli. Così fabbrichiamo schemi teorici, grazie ai quali elaboriamo immagini della natura. Ma gli schemi variano e le relative immagini evolvono continuamente. Così mutano le nostre ontologie. Ma la congerie delle varianti non è preordinata dalle nostre intenzioni, e non è irreggimentata da disegni trascendenti […] Le scoperte più importanti sono quasi sempre l'esito imprevisto delle nostre fatiche. Traffichiamo insomma per vedere qualcosa che rientra nelle nostre aspettative, e poi ci troviamo fra le mani qualcosa di completamente diverso.“ cap. 7, pag. 111

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Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007
„Le termiti inventarono costruzioni di argilla estremamente complesse, provviste anche di condizionamento d'aria, quando l'uomo non si era ancora costruito la prima capanna di pietra. Le formiche dedicano altrettante cure alle proprie costruzioni. Nelle giornate calde le operaie trasportano le larve e i bozzoli a uno a uno nelle loro mascelle e li depongono nei corridoi che si trovano a stretto contatto con la superficie riscaldata dal sole; di notte li riportano al centro del formicaio. Gli organi sensori, distribuiti su tutto il corpo degli insetti sono delicatissimi: i pidocchi disertano un uomo appena morto avvertendone subito il raffreddamento, e spesso lo abbandonano prima che muoia, quando inizia l'abbassamento della temperatura corporea. <!--“ p. 63

Mario Tinti 1
critico d'arte e giornalista italiano 1885 – 1938
„Il merito grande del Provenzale, quello per cui tutta l'arte di un'epoca dovrà considerarsi derivata dalla sua iniziativa e dal suo travaglio, è di essere ritornato nel solco profondo ed eterno della pittura, scartando tutti gli apriorismi di ricerche tecniche (luminismo, divisionismo, complementarismo) cui aveva indotto l'epoca positivistica: di aver ripreso a dipingere la natura riflessa nel magico specchio dell'anima, vedendola non più sotto specie sensoria o sensibile (aggettivi che dominano tutta l'estetica impressionistica), ma attraverso un'intimità profonda, religiosa, eroica, che la storia ci permette di considerare essenzialmente italiana. [... ] Cézanne dipinge senza preoccupazioni di programmi più o meno rivoluzionari, ma sotto l'impulso di un'ansia mistica, che lo investe, lo tiranneggia, lo macera; e fa cantare, piangere, urlare la sua drammatica tavolozza. Nulla di edonistico, di descrittivo, di fenomenico nella sua arte. La pittura come la intendono Manet e Monet è di gran lunga superata nelle sue tele. Non si tratta più del "vero attraverso un temperamento" di zoliana memoria. C'è un elemento etico, religioso, trascendente nell'arte di Cézanne che la definizione zoliana non sospetta neppur lontanamente e che è proprio quello per cui l'opera cézanniana si riconnette all'arte dei sommi italiani: Giotto, Masaccio, Michelangelo, Tintoretto, Caravaggio. [... ] Cotesto il lato spirituale dell'italianismo di Cézanne, il suo sentimento, non italianeggiante, si badi, al modo del Poussin, ma italiano di polpa, intrinsecamente. E v'è poi il modo di esprimersi plasticamente di cotesto sentimento, modo strettamente inerente e coerente e quindi anch'esso italianissimo. Il modo stilistico di Cézanne è tornato ad essere il volume, inteso come rapporto di chiari e di scuri. Le molteplici possibilità di variazione (nell'intensità, nella posizione, nel dinamismo, o nella statica) di tale rapporto costituiscono la sintassi cézanniana. Cotesta sintassi è simultaneamente plastica e coloristica in quanto, appunto, è chiaroscurale. Per tali aspetti Cézanne si manifesta come un erede de' veneziani, non solo, ma di tutta la tradizione volumetrica italiana, fino alla sua sorgente eccelsa, a Giotto, cioè, titanico estrattore di moli poliedriche, a Masaccio che scolpisce le sue figure a colpi possenti d'ascia per entro massicci blocchi chiaroscurali.“

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Jostein Gaarder 74
scrittore norvegese 1952
„L’infanzia è una specie di ubriacatura di percezioni sensorie.“ libro L'enigma del solitario


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Howard G. Hendricks 3
docente, teologo 1924 – 2013
„Alcune persone si aspettano che la porta delle opportunità si apra con un sensore elettrico.“

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Lionello Venturi 4
critico d'arte e storico dell'arte italiano 1885 – 1961
„Il mondo di Cézanne è ancora ben visuale e sensorio, proprio perché egli ne ha riconosciuto la validità attraverso la lezione impressionista e ancora adesso egli vuole fare dell'Impressionismo "une chose solide et durable comme l'art des musées". Se egli anticipa nella pittura certi fatti che saranno poi, ma con diverso risultato, del gusto cubista, è perché egli vuole raggiungere una sintesi sempre maggiore tra emozione e forma, anzi tra emozione e spazio. Quindi [... ] scompagina la rappresentazione prospettica tradizionale, crea delle prospettive diverse, da vari punti di vista, identifica cioè lo spazio con una successione visiva di immagini che, ripercosse nella coscienza, daranno quella identità di spazio e tempo che Bergson, circa gli stessi anni, chiamava "durata reale". Tutto questo accadeva in Cézanne senza naturalmente nessun preconcetto teorico e senza che avesse letto Bergson. Egli compie l'analisi dello spazio secondo il principio della durata per imprimere negli oggetti, veduti da più di un punto di vista, una intensità vitale non prima raggiunta, e cioè, sia pure attraverso un'analisi, giunge ad una sintesi della visione.“ da Cézanne, in Enciclopedia universale dell'arte, III, 1958

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Hans Urs Von Balthasar 372
presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988
„Una nota ancora sulla Johannesverlag, che venne fondata nel 1947 anzitutto per la pubblicazione delle opere di A. von Speyr [... ]. Dal 1950 cercammo di ampliare il programma raccogliendo [... ] scritti che si potevano aggiungere armonicamente al nostro pensiero teologico-spirituale. [... ] Da questa linea-guida l'editrice che è costantemente da ampliare non è finora receduta: essa cerca, sia con la presentazione di quanto è valido e assimilabile nell'immensa tradizione cristiana per il lettore odierno (perciò mediante abbreviazioni o traduzioni di brani scelti), come pure mediante la stampa di contemporanei a noi affini, di svegliare e approfondire il sensorio per l'universalità e la cattolicità della realtà cristiana. Naturalmente vi confluiscono diverse voci, non tutto ha fatto in egual modo buona prova, certe cose esaurite non si poteva o non si doveva pubblicarle di nuovo, ma l'orchestra variopinta poté sempre produrre una sinfonia unitaria. Da molti l'intenzione dell'editrice è stata chiaramente riconosciuta e adeguatamente anche apprezzata.“ p. 74