Frasi su simbologia


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Danilo Mainardi 33
etologo italiano 1933
„Il toro, ho spesso letto, è simbolo della forza bruta e irriflessa. E allora (secondo l'antica mentalità delle corride) giù, torturiamolo, irridiamolo facendogli incornare uno straccio sempre sfuggente. Infine ammazziamolo. Così combatteremo, vinceremo quella forza bruta che è il male, il demonio. Ma che ne sa lui, il toro, dei nostri simboli e delle nostre simbologie? E così, per soddisfare questa umana capacità di fare esercizi simbolici, per stare al gioco sadico di un nostro transfert, ogni toro che entra nell'arena è sottoposto a indicibili sevizie.“ p. 206

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Robert Musil 120
scrittore e drammaturgo austriaco 1880 – 1942
„Che si accettino o no gli schemi e le «verità» della psicanalisi, è indubbio che il presente romanzo è una mappa incredibilmente precoce d'una lettura della psiche e della società in cui tale tipo di speculazione domina sovrana, e coi mezzi d'indagine e i materiali (si veda l'uso del sogno, le simbologie edipiche, le associazioni mentali) che in quell'ambito sono considerati canonici.“ Italo Alighiero Chiusano


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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„Scopo degli sport agonistici non è la bellezza, anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il coraggio e la guerra. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli esseri umani e il fatto di avere un corpo. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di grazia o del corpo. I maschi possono professare il loro «amore» per gli sport ma è un amore che deve sempre improntato e applicato alla simbologia della guerra: eliminazione contro promozione, gerarchia di rango e livello, statistiche ossessive, analisi tecniche, fervore tribale e/o nazionalista, uniformi, rumore di massa, striscioni, pugni battuti sul petto, facce dipinte, eccetera. Per motivi non del tutto chiari, molti di noi trovano i codici della guerra più sicuri di quelli dell'amore.“ pp. 46-47

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Carlo Ginzburg 9
storico, scrittore e saggista italiano 1939
„Già in una lettera scritta a Raymond Queneau a Roma, nel 1934, subito dopo aver visitato la mostra sulla rivoluzione fascista, Bataille confessava il fascino esercitato su di lui da quell'esibizione di simboli mortuari, di drappi neri, di teschi, osservando che si trattava nonostante tutto di qualcosa di serio, che non doveva rimanere dominio esclusivo della propaganda fascista. In una conferenza su «Le pouvoir», tenuta al Collège da Bataille il 19 febbraio 1938, in sostituzione di Caillois ammalato, la fascinazione esercitata dalla simbologia fascista si traduceva addirittura nella contrapposizione tra il fascio effigiato in Italia «sur le ventre de toutes les locomotives» e il crocifisso collegato frazerianamente a una «représentation obsessionnelle de la mise à mort du roi». La scure littoria, commentava Bataille, in quanto strumento delle esecuzioni capitali, «est opposé ostensiblement à l'immage du roi supplicié». La stessa atmosfera torbida, intimamente colpevole attrazione per i riti mortuari del nazismo fa da sfondo al romanzo Le blue du ciel, scritto nel 1935 e pubblicato più di vent'anni dopo.“ p. 230

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Ferdinando Imposimato 13
magistrato, politico e avvocato italiano 1936
„La gente non sa che la P2 è stata inventata dagli Stati Uniti, Paese in cui l’influenza degli illuminati è rappresentata dalla simbologia massonica emblematicamente sulle banconote da un dollaro. Dei quarantaquattro presidenti che si sono succeduti alla Casa Bianca, solo tre non erano massoni; due di loro, Mc Kinley e Kennedy, furono ammazzati, mentre il terzo fu costretto alle dimissioni.“ libro I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia

Vito Pandolfi 1
critico teatrale e regista italiano 1917 – 1974
„Il racconto cinematografico si avvale di risorse assai ricche e varie, spettacolarmente di grande presa, di leit-motiv ricorrenti in modo simbolico (l'assalto dei fotografi), di una libertà del tutto inconsueta nelle leggi della ripresa che avvicinano sempre più la "camera" alle virtù dell'occhio umano. La sceneggiatura offre immagini che pur tolte dalla cronaca reale per essere state assunte nel loro effettivo significato assumono uno straordinario valore fantastico. [... ] Mentre lasciano perplessi le simbologie metafisiche e spiritualiste.“ da Film 1961, Feltrinelli, Milano, 1961, p. 21

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Valentina Nappi 22
attrice pornografica italiana 1990
„Interessa la simbologia del pompino, la politica del pompino, gli aspetti antropologici del pompino, magari quelli etnologici. Ma poco o nulla interessa la tecnica del pompino nello stesso senso in cui invece interessa la tecnica violinistica o la tecnica del biliardo. Espressioni come "il/la Paganini del pompino" sono generalmente pronunciate con un tono ironico, volto a sminuire o deridere [... ].“

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Italo Alighiero Chiusano 10
critico letterario, saggista e giornalista italiano 1926 – 1995
„Che si accettino o no gli schemi e le «verità» della psicanalisi, è indubbio che il presente romanzo [Il giovane Törless] è una mappa incredibilmente precoce d'una lettura della psiche e della società in cui tale tipo di speculazione domina sovrana, e coi mezzi d'indagine e i materiali (si veda l'uso del sogno, le simbologie edipiche, le associazioni mentali) che in quell'ambito sono considerati canonici.“ p. 18-19

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Vittorio Feltri 73
giornalista italiano 1943
„Le menti vuote evidentemente sono piene di idee astruse, per non dire di peggio. Ma ciò che maggiormente stupisce della stravagante iniziativa del citato Fiano è l'assoluta ignoranza della simbologia del regime nero, che non si limita alla paccottiglia commemorativa del dittatore di Predappio, ma si estende alla architettura italiana di un lungo periodo (dagli anni Venti agli anni Quaranta), alla cultura (il cinema, l'Enciclopedia Treccani), a una serie di riforme che tuttora costituiscono la spina dorsale del nostro moderno welfare.“