Frasi su sollecitazione


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Tiziano Ferro 96
cantautore italiano 1980
„Prima del successo, vivevo con i miei, non mi ero mai mosso da Latina. A parte la gita scolastica a Praga. Un solo aereo in vita mia. Purtroppo cambia tutto. Non sopporto le persone che ti dicono: non cambiare mai. È il consiglio di chi ti odia. Se hai un cervello e un cuore, è normale che cambi di fronte alle sollecitazioni della vita. "Non cambiare, resta quel che sei". E come fai quando tutto il resto cambia, le abitudini, il calendario, le esigenze?. (dall'intervista di Giuseppe Videtti Tiziano Ferro, il secchione del pop, la Repubblica, 20 aprile 2009)“

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Chiara Lubich 30
attivista (attivista cattolica) 1920 – 2008
„L'individuo isolato è incapace di resistere a lungo alle sollecitazioni del mondo, mentre nell'amore vicendevole trova l'ambiente sano, capace di proteggere la sua purezza e tutta la sua autentica esistenza cristiana. (Novembre 1999)“


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Luigi Giussani 105
sacerdote e teologo italiano 1922 – 2005
„È il genio di santa Teresina del Bambin Gesù ad avere scoperto questo. Quella ragazzina neanche colta, perché è entrata giovanissima, aveva intuito questo, il valore dell'istante. Il contenuto dell'istante è una sollecitazione, in un certo senso, che ti danno i dieci o ventiquattro fattori che ti spingono. Se tu aderisci ad essa, fai la volontà di Dio, e questo ti fa crescere. (da Ciò che abbiamo di più caro (1988-1989), Bur, 2011)“

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Tim Henman 6
tennista britannico 1974
„Ogni carriera è una storia a parte. Io ho smesso a 33 anni, Agassi a 35 giocava ancora. Federer ha tutti i presupposti per giocare ancora a lungo, se vuole. Perché il suo gioco è tecnicamente perfetto ed è un grande atleta che non sottopone il suo fisico a sollecitazioni eccessive. Alla fine la durata della sua carriera dipenderà dalla fame che ha, dal suo approccio e in parte naturalmente dai risultati. Continuerà a giocare finché avrà la sensazione di poter vincere ancora dei grandi tornei. Solo il tempo potrà dire fino a quando sarà. In ogni caso dovrebbe godersi il successo finché può. L'attuale fase della sua carriera è per lui la proverbiale ciliegina sulla torta.“

Friedrich Wilhelm Foerster 9
scrittore, pedagogo, pacifista 1869 – 1966
„Quanto maggiore è la nostra facoltà di disporre dei beni materialicon tutte le loro tentazioni ad ogni sorta di abuso e la loro inesauribile sollecitazione di sempre nuovi bisogni, tanto più urgente diventa il rafforzamento e l'approfondimento del lato spirituale della nostra natura. E ciò non solo nell'interesse del mantenimento dei beni ideali, ma anche nell'interesse della civiltà tecnica, che si fonda pur essa sull'opera di educazione morale di lunghi secoli, nei quali la disciplina dell'uomo interiore, la tecnica dell'autodominio, la pedagogia del sacrificio, l'educazione all'amore occupavano il primo posto nella cultura. (p. 36)“

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Alberto Manguel 50
scrittore e traduttore argentino 1948
„L'esistenza di qualunque biblioteca [... ] dà al lettore il senso di che cosa sia veramente la sua forza, una forza che combatte i vincoli del tempo, portando nel presente schegge del passato. Gli permette di affacciarsi, anche se segretamente e da lontano, nella mente di altri esseri umani, e di conoscere qualcosa di sé attraverso le storie accumulate a suo beneficio. Ma, soprattutto, dice al lettore che la sua forza consiste nella facoltà di ricordare, attivamente, attraverso la sollecitazione della pagina, momenti selezionati dell'esperienza umana. (pp. 32-33)“

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Papa Paolo VI 121
262° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1897 – 1978
„Le comunità religiose hanno il diritto di non essere impedite di insegnare e di testimoniare pubblicamente la propria fede a voce e per iscritto. Però nel diffondere la fede religiosa e nell'introdurre costumanze religiose si deve evitare ogni azione che abbia sapore di coercizione o sollecitazioni disoneste o stimoli meno retti, specialmente nei confronti di persone immature o bisognose: un tale modo di agire va considerato come abuso del proprio diritto e come lesione del diritto altrui. (1153, p. 333)“

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Roger Federer 352
tennista svizzero 1981
„Ogni carriera è una storia a parte. Io ho smesso a 33 anni, Agassi a 35 giocava ancora. Federer ha tutti i presupposti per giocare ancora a lungo, se vuole. Perché il suo gioco è tecnicamente perfetto ed è un grande atleta che non sottopone il suo fisico a sollecitazioni eccessive. Alla fine la durata della sua carriera dipenderà dalla fame che ha, dal suo approccio e in parte naturalmente dai risultati. Continuerà a giocare finché avrà la sensazione di poter vincere ancora dei grandi tornei. Solo il tempo potrà dire fino a quando sarà. In ogni caso dovrebbe godersi il successo finché può. L'attuale fase della sua carriera è per lui la proverbiale ciliegina sulla torta.“


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Robert Louis Stevenson 77
scrittore scozzese 1850 – 1894
„Esiste una specie di morti viventi, di gente banale che a malapena ha coscienza di esistere se non nell'esercizio di qualche occupazione convenzionale. Portateli in campagna o imbarcateli su una nave e vedrete quanto si struggerannodi nostalgia per il lavoro o il loro studio. Non sono mossi da curiosità, non sanno abbandonarsi alle sollecitazioni del caso, non provano piacere nel mero esercizio delle loro facoltà, e, a meno che la necessità non li incalzi minaccindoli con un bastone, non muoveranno un dito. Non vale la pena di parlare con gente simile: sono incapaci di abbandonarsi alla pigrizia, la loro natura non è abbastanza generosa; e trascorrono in una specie di coma le ore che non sono applicate a una frenetica furia di arricchirsi. (da In difesa dei pigri, traduzione di S. Colpi, Archinto, Milano, 2002)“

Giuseppe Grillo 2
calciatore italiano 1911
„Il dilettantismo in «contenuto» e la plurivalenza in scrittura hanno caratterizzato ulteriori exploits nell'arte narrativa del Nostro: lo hobby biologia è andato complicandosi in sollecitazioni d'ordine sociologico [in sede non narrativa, ne è la testimonianza il saggio sociale Their Blood is Strong (Hanno il sangue forte), scritto in questo secondo o terzo momento della produzione steinbeckiana]. La patologia del fenomeno presa a cuore dal narratore viene fatta imperversare attraverso un precipitarsi di vicende e un'irruenza di linguaggio, schermi rivelatori del sottofondo emotivo nell'impresa di Steinbeck: ne vengono fuori In dubious Battle (La battaglia) e soprattutto The Grapes of Wrat (Furore), forse il suo capolavoro.“

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Pietro Trifone 3
linguista italiano 1951
„Tra i numerosi importanti lasciti culturali di Giovanni Nencioni, un posto di rilievo spetta anche ad alcune felici formule critiche, che non a caso sono state riprese spesso da studiosi di varia estrazione. Si pensi, per esempio, alle famose «agnizioni di lettura», cioè a quei riconoscimenti di rapporti di lingua e di stile fra autori diversi e spesso remoti, che possono riguardare particolari espressioni o strutture, e che, quando affiorano, producono nel fruitore una gratificante sollecitazione emotiva. Non meno efficace e fortunata si è rivelata la triade «parlato-parlato», «parlato-scritto» e «parlato-recitato», che ha segnato una tappa fondamentale della moderna riflessione sulla natura specifica del parlato, e al tempo stesso ha posto l'accento sulla dinamicità dei suoi rapporti con le dimensioni della scrittura letteraria, teatrale o d'altro tipo. (da Lasciti di un maestro, in Per Giovanni Nencioni, a cura di Gualberto Alvino, Pizzutini d'emergenza II, Roma, Fondazione Antonio Pizzuto, 2008, pp. 83-84)“

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Luca Serianni 1
linguista e filologo italiano 1947
„Ciò che Nencioni aveva di eccezionalmente giovanile era lo spirito. Non solo la lucidità, restata integra fin quasi agli ultimi anni. Anche la memoria di fatti e persone sgranate nel corso della sua vita professionale, a partire dagli anni Trenta, trascorsi a Roma come funzionario ministeriale: anni — avrebbe scritto nel 2000, nella prefazione all'ultima delle sue raccolte di saggi — che erano stati per lui «un corso di educazione civile in tempi calamitosi e alienanti», nel quale aveva appreso «il giusto senso dello Stato, l'equa applicazione del diritto, e l'amministrazione pubblica come aiuto al vivere dei cittadini». E, dato forse più sorprendente di tutti, la capacità di guardare al futuro, di secondare le sollecitazioni di una curiosità umana e intellettuale che gli anni non avevano attutito. (da Ricordo di Giovanni Nencioni, in Per Giovanni Nencioni, a cura di Gualberto Alvino, Pizzutini d'emergenza II, Roma, Fondazione Antonio Pizzuto, 2008, p. 68)“


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Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„[Il conduttore Bagnasco fa entrare alcuni critici, che dovranno partecipare alla discussione... ] Ahimè, partecipano anche troppo, non a questo incontro, ma soprattutto non partecipano a una mia sollecitazione perenne, laddove io mi sforzo di togliere, come artefice, il logos, cioè di togliere il senso sulla scena allo spettacolo, per recuperare un controsenso, dove da capire non ci deve essere nulla perché il teatro, in nome di Dio, ha da esser gioco e non pensamento, pensosità, quindi... cosa fa la mediazione critica? [... ] Io li ho da sempre compresi... i signori critici... È un mestiere veramente umiliante. [... ] Il critico, diceva Léon Bloy, è «colui che ostinatamente cerca un letto in un domicilio altrui». [... ] Ecco, c'è questo dissesto. Io sento il loro disagio. [... ] [i critici non devono] occuparsi del mio teatro, della situazione di scena, già così difficile, dove da capire non c'è nulla, grazie a Dio, ed è depensata come l'italiana in Algeri. Io sono l'italiana in Algeri. [... ] Ecco. Per depensare bisogna aver pensato. Cosa fa la critica? Riconduce tutto a un senso, a una visione di senso assai personale, cioè truccata da oggettività. Mentre, qualunque critica dovrebbe essere dipendenza, cioè, prima si qualifichi il critico. Non si dà critico, diceva Oscar Wilde, fuori dall'artista.“

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Elvio Fachinelli 2
psicologo e psicoanalista italiano 1928 – 1989
„C'è sostanzialmente, da parte del maschio eterosessuale, la paura di perdere, nel contatto con l'omosessuale, la propria virilità, intesa qui molto profondamente come identità personale. Di fronte all'omosessuale, è come se ciascuno sentisse messa in discussione la sua posizione stessa di maschio e ciò che lo differenzia come individuo; come se questa posizione si rivelasse improvvisamente precaria, o incerta, più di quanto succede di solito. Di qui le reazioni di rifiuto e disprezzo; di qui i varie ben noti comportamenti di ipervirilità aggressiva, i quali si accompagnano spesso, oscuramente, a una sollecitazione fatta all'omosessuale perché si comporti da femmina. Se l'omosessuale cade nella trappola (e ci cade facilmente; o volentieri) l'eterosessuale può colpirlo più agevolmente e nello stesso modo si rassicura su se stesso. Si potrebbe quindi dire che l'omosessuale risveglia, come maschio che apparentemente ha subito la castrazione, la paura di castrazione di ciascuno; in più, in quanto maschio (che alla fine è) e femmina insieme, è spesso vissuto dall'eterosessuale come dotato di una paradossale capacità castrante e sdifferenziante. (da Travestiti, in L'Erba Voglio, n. 11, maggio-giugno 1973, p. 38; citato in Mieli 2002)“

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Marco Aime 21
antropologo e scrittore italiano 1956
„Perché il viaggio ritorni a essere un’esperienza autentica e unica, è necessario passare attraverso il proprio corpo, ascoltarne i messaggi, decifrarne i cambiamenti, imparare ad esporlo alle sollecitazioni che provengono dall’esterno senza averne paura. E allora riscopriamo i sensi e la corporeità; il piacere di sudare, di rabbrividire, di rimanere abbagliati dal sole o di sentire la sabbia sulla pelle, o lo sgomento di ascoltare l’urlo assordante delle cascate Vittoria. (libro Sensi di viaggio: Colori, odori, incontri: c'è un modo diverso per conoscere il mondo)“

Giovanni Moioli 4
presbitero e teologo italiano 1931 – 1984
„Nessuno è propriamente un credente cristiano, finché non trova in Gesù di Nazareth, crocifisso e risorto, la ragione e il contenuto del suo credere; finché non accetta di misurare la propria mentalità su quella di Gesù, detto il Cristo; non ha imparato da Lui a conoscere chi è Dio e chi è l'uomo; non ha trovato «logico» costruire la propria vita come «memoria» della sua. Quando Gesù Cristo è talmente il punto di riferimento della vita di un uomo, allora quel credente si qualifica come cristiano. «Un cristiano non è un libero pensatore». Per lui, al principio, non sta l'uomo, il suo pensiero, la sua forza, le sue possibilità. Al principio non sta neppure un'idea. Sta la carità di Dio: cioè quel dimostrarsi di Dio nell'uomo Gesù, che dice a noi concretamente tutta la verità. Di fronte a ogni proposta, o ricerca, o cammino, la preoccupazione dominante di un credente cristiano sarà sempre quella di non perdere il riferimento a Cristo; di non giudicarlo o «svuotarlo» secondo le sollecitazioni del momento, per lasciarci invece sempre giudicare da Lui, assumendo la comunione con Lui come criterio irrinunciabile di verità e di azione. (da Temi cristiani maggiori, p. 53-54)“

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