Frasi su sommossa


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Luigi XVI di Francia 6
re di Francia 1754 – 1793
„Ma è una sommossa!» «No, Sire, È una rivoluzione“

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Massimo Piattelli Palmarini 124
professore di scienze cognitive, linguista, epistemologo... 1942
„[…]; nel suo nome non sono mai state fatte sommosse, guerre, rivoluzioni. Sulla vita di Kant nessuno ha mai pensato di fare un film. (pag. 31)“


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Angela Merkel 24
politica tedesca 1954
„[(Commentando le dimissioni di Hosni Mubarak, a seguito delle sommosse popolari in Egitto del 2011)] Oggi è un giorno di grande gioia. Siamo tutti testimoni di un cambiamento storico. Condivido la gioia del popolo egiziano, con milioni di persone nelle strade dell'Egitto.“

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Rino Gaetano 207
cantautore italiano 1950 – 1981
„Reprime rivolte e sommosse e cura la tosse alle cinque col té, | sostiene già tesi avanzate e tutta l'estate la passa in tournèe. (da Capofortuna, lato B, n.º 3)“

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Giampaolo Pansa 38
giornalista, saggista e scrittore italiano 1935
„L'odierno movimento di piazza non è per niente roba di studenti. È la sommossa di un'altra Casta: quella dei baroni e dei ricercatori universitari. Non vogliono perdere i loro privilegi, tanti per i primi e pochi per i secondi. È questo che gli importa, non lo stato comatoso dell'università italiana. (ivi)“

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„La Senna faceva un gomito e non si scorgeva nemmeno un tetto: gli alberi, alti, fronzuti e nodosi, circondavano uno spiazzo, donde giungevano grida fanciullesche, in tono gaio, frammiste a proteste e fischi: una specie di sommossa in miniatura.
– Eccovi degli esemplari al naturale, Rousseau, – disse Galiani. – Convincetemi o convincetevi. (p. 13)“

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Io sono un furfante, non un socialista... Un delinquente, un delinquente. Vi preoccupa chi io sia? Vi dirò subito chi sono, voglio dirvelo: il mio intento è proprio questo. (…) Bisogna che il popolo creda che noi soli sappiamo quello che vogliamo... Noi proclameremo la distruzione... perché quest'idea è così affascinante!... Appiccheremo incendi. Diffonderemo delle leggende… Avrà inizio la sommossa… S'inizierà uno sconquasso quale il mondo non ha mai veduto. (Petr Verchovènskij; 8)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„[Riferendosi a Mu'ammar Gheddafi, nel frangente delle sommosse popolari del febbraio 2011] No, non lo ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno. (Libia: ancora sangue, oltre 80 vittime. Spari su un funerale a Bengasi: 15 morti, il Messaggero, 19 febbraio 2011)“


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Alexandr Alexandrovič Blok 119
poeta russo 1880 – 1921
„Rifare tutto. Fare in modo che tutto diventi nuovo; che la nostra falsa, sporca, tediosa, mostruosa vita diventi una vita giusta, pulita, allegra, bellissima. Quando tali idee, latenti da tempi immemorabili nell’animo umano, nell’animo del popolo, infrangono le pastoie che le incatenavano ed erompono come un tempestoso torrente, finendo di abbattere dighe, facendo crollare superflui lembi di argini, ciò si chiama rivoluzione. In modo più o meno moderato, più mitigato, si chiama rivolta, sommossa, rivolgimento. Ma ciò si chiama rivoluzione. (da Intelligencija e rivoluzione, p. 62)“

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Leiji Matsumoto 54
fumettista e animatore giapponese 1938
„Gli abitanti della Terra in cui tempi lontani vivevano in un clima di prosperità. Pazienti e puntuali, numerosi robot emigravano su altri pianeti per ricavare le più svariate risorse e trasportarle sulla Terra. Il governo forniva gratuitamente alla popolazione tutto il necessario e nessuno più aveva bisogno di lavorare. Per prevenire agitazioni e sommosse, il governo faceva trasmettere in ogni abitazione radiazioni ipnotiche manipolando opportunamente le onde radio-televisive. Di conseguenza quasi tutti i terrestri erano mantenuti in uno stato di serenità incosciente. (voce narrante)“

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Jérôme Lalande 3
astronomo francese 1732 – 1807
„Il carattere tranquillo di questo popolo è ben apparso durante la terribile carestia che provò questa città [di Napoli] nel 1764: non si vide la minima sommossa; tuttavia le strade erano piene di infelici che morivano o di fame o per le malattie che la malnutrizione porta con sé, e i Magistrati avevano tanto più torto, in quanto avevano lasciato esportare i grani in abbondanza qualche mese prima. (da Voyage d'un François en Italie: fait dans les années 1765 et 1766, traduzione di Lorenzo Terzi; citato in Lorenzo Terzi, Joseph-Jérôme Le François de Lalande a Napoli, ARPA Campania n. 1, Napoli 2010)“

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011
„Napoli venne decorata, invece, per qualcosa che, come città e popolo, come unitaria comunità, era ed è assai arduo dimostrare che abbia fatto. Che le «soldatesche germaniche» siano state «cacciate dal suolo partenopeo», dai napoletani o da altri, è pura invenzione: si poteva sostenere nel 1944 per motivi di propaganda bellica (il decreto per la medaglia d'oro è del 10 settembre di quell'anno) ma oggi se ne può parlare solo nei comizi o nelle tavole rotonde, non in sede storica. Dopo cinquant'anni, i movimenti degli opposti eserciti nella fase meridionale della campagna d'Italia sono largamente documentati, e non si può fingere di non sapere quello che abbiamo qui esposto, e cioè che il ripiegamento della 10a armata tedesca da Salerno al Volturno cominciò il 16 settembre, ed era praticamente concluso il 27 quando anche le retroguarclie di genieri e guastatori rimaste a Napoli cominciarono a uscirne. Le «soldatesche» andarono via quando era ormai tempo che andassero. E un argomento su cui è persino penoso insistere, ma non si può fare a meno di ricordare che né Kesselring, Westphal e von Vietinghoff, né Churchill, Alexander e Clark, né Liddeil Hart e gli altri massimi studiosi di storia militare hanno mai accennato a una insurrezione, rivolta o sommossa che abbia in qualche modo accelerato o intralciato la ritirata del presidio tedesco da Napoli. (p. 164)“


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Felice Orsini 21
patriota e scrittore italiano 1819 – 1858
„E questa fu la ragione che nelle sommosse o insurrezioni posteriori, invece di agire per profondo sentimento nazionale, si diedero gli Italiani a scimiottare le forme costituzionali, che venivano inaugurate oltremonti, volendo che a quelle fossero discesi i piccoli governi italiani. Ne nacque che i rivolgimenti del 1831 s'ebbero l'impronta della parzialità e della meschinità; furono dislegati; pochi accorsero all'armi, e mancò l'entusiasmo. Per colmo di ridicolezza, i reggitori di Bologna richiamavano a vita le tradizioni municipali, ed a' soldati modenesi facevano deporre le armi al passo del confine, pretestando che rispettar dovevasi il principio del non intervento. (p. 5)“

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Dan Quayle 25
politico statunitense 1947
„Quando mi è stato chiesto durante le scorse settimane chi ha causato le sommosse e gli omicidi a Los Angeles la mia risposta è stata semplice e diretta. Chi è colpevole delle sommosse? I rivoltosi sono responsabili. Chi è responsabile degli omicidi? Gli assassini sono i responsabili.“

Julius Lester 3
scrittore 1939
„I neri non hanno mai fatto sommosse. Sono i bianchi che credono che i neri siano impegnati in una sommossa quando bruciano negozi.“

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Vittorio Messori 35
giornalista e scrittore italiano 1941
„Torino non era una copia in piccolo di Parigi anche perché, a differenza di questa, non fu città di sommosse, di barricate. È una città che produce eccentrici, solitari, genialoidi e talora tipi geniali, outsider, scrittori e pittori isolati, qualche anarchico ma teorico, di rado bombarolo, provoca omicidi e suicidi (per questi ultimi, una delle più alte, se non la più alta, percentuale italiana, in triste gara con Trieste, la città al confine opposto), ma la massa è di gente pacata, di sudditi, spesso brontoloni e ipercritici ma, alla fine, obbedienti. Nella sua storia non cacciò mai i suoi duchi e poi re, non complottò contro di essi. A differenza di Parigi, periodicamente sulle barricate, Torino insorse solo due volte. Ed entrambe non per fumosi obiettivi ideologici, ma per la concretezza del pane: nel 1864 quando, a tradimento, giunse il trasferimento della capitale; e nel 1917, quando lo Stato chiedeva di digiunare con le razioni di guerra e al contempo di faticare a ritmi accelerati nelle fabbriche che producevano per il fronte. Movimento ci fu anche negli ultimi giorni dell'aprile del 1945. Ma, pure qui, per una questione molto concreta: soprattutto per impedire la distruzione di impianti industriali, dal cui lavoro sarebbe dipesa la vita futura. Ancora una volta, al mito della «lotta di classe», prevalse la consapevolezza, dettata dal buon senso, che gli interessi degli imprenditori coincidevano con quelli dei dipendenti. Senza fabbriche, niente guadagni per il padrone; ma neanche pane per i lavoratori. (cap. III)“