Frasi su sottofondo


Michele Marzulli 34
poeta, pittore e scrittore italiano
„Ma quando vien la sera | e nostalgia mi prende, | io torno al borgo | e alla mia gente. (da Sottofondo, vv. 6-9, p. 28)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Nessuno ha mai considerato di me il sottofondo ironico. Sono sempre stato preso troppo seriamente, come se gli altri non si fossero resi conto del mio sarcasmo.“


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Haruki Murakami 130
scrittore, traduttore e saggista giapponese 1949
„Con lei riuscivo a dimenticare temporaneamente il costante sottofondo di solitudine che mi accompagnava da sempre. I confini del mio mondo si dilatavano e potevo respirare più profondamente.“

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Konstantin Sergejevič Stanislavskij 1
attore, regista e scrittore russo 1863 – 1938
„L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. (citato in Giuseppe Lazzari, Non tutto ma di tutto, ERI – Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, Torino, 1964)“

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Hunter Stockton Thompson 19
giornalista e scrittore statunitense 1937 – 2005
„Mi sono svaccato sulla sedia e ho ripreso a trincare. Il cuoco in cucina faceva un casino d'inferno e per qualche ragione il pianoforte si era zittito. Dall'interno arrivava una gnagnera in spagnolo, un sottofondo in incoerente a quei pensieri senza capo né coda. Per la prima volta ho avuto la sensazione di trovarmi in un Paese straniero, la vera distanza che avevo messo tra me e il mio ultimo domicilio. Non c'era motivo di sentirsi sotto pressione, ma non ci potevo fare niente: l'oppressione dell'afa e del tempo che passa, una tensione indolente che, nei posti dove la gente suda per ventiquattr'ore al giorno, continua a salire. (p. 41)“

Vincenzo Cerami 9
sceneggiatore, scrittore e drammaturgo italiano 1940 – 2013
„Grazie a Dylan il mio '68 cominciò prima. Lo ascoltai la prima volta a casa di un professore universitario di economia, stalinista; io ero povero, coi pantaloni che non toccavano le scarpe perché erano di mio fratello più grande. C'erano tanti libri in quella casa, odore di incenso e una musica in sottofondo, una voce nasale che finiva in un'armonica... la moglie del prof mi invitò a ballare... Il più grande di tutti, ha messo in scena il common sense della nuova epoca. (da Un mito compie 60 anni: il mondo celebra Bob Dylan, Corriere della sera, 22 maggio 2001)“

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Vladimir Vladimirovič Nabokov 95
scrittore, saggista e critico letterario russo 1899 – 1977
„Ciò che udivo era soltanto la melodia dei bambini che giocavano, soltanto quello, e l'aria era così limpida che in mezzo a quel vapore di voci mescolate, maestose e minute, remote e magicamente vicine, schiette e divinamente enigmatiche, si poteva udire di tanto in tanto, come liberato, uno zampillo quasi articolato di vivide risa, o il colpo di una mazza, o lo sferragliare di un camion giocattolo, ma era tutto troppo lontano dagli occhi perché si potesse distinguere un movimento nelle strade appena tratteggiate. Rimasi ad ascoltare quella vibrazione musicale dall'alto del mio dirupo, quegli sprazzi di grida isolate che avevano per sottofondo una sorta di schivo mormorio, e allora capii che la cosa disperatamente straziante non era l'assenza di Lolita dal mio fianco, ma l'assenza della sua voce da quel concerto di suoni. Questa, dunque, è la mia storia. L'ho riletta. C'è rimasto attaccato qualche brandello di midollo, e sangue, e mosche bellissime d'un verde brillante. A questa o quella delle sue svolte sento che il mio essere vischioso mi sfugge, scivola in acque troppo profonde e troppo oscure perché io possa sondarle. (1993)“

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Rimettiamo in discussione il ruolo di Sua Maestà la televisione". Lei, l'imperatrice delle nostre case sempre più vuote di pensieri e parole e sempre più inzuppate di rumori. Lei, appollaiata sul trono delle nostre serate, lei divoratrice dei nostri attimi più privati, così ingorda di scandali, di pochezze e di immagini virtuali, con i suoi flash abbaglianti e le sue sequenze accelerate che inghiottono lo spazio e soffocano il tempo. Lei che non lascia via di scampo. Dalle sue frattaglie non si può sfuggire. Lei, che vomita pattume in quantità industriale, non accetta più di essere un vago sottofondo: ti penetra nell'iride sotto forma di stupefacenti videoclip, di pianti in diretta e altre amenità. Sua Maestà la tv ha decretato che il nostro cervello debba essere soltanto una discarica. E a noi, bravi e diligenti utenti, ha riservato una sola libertà: quella dello zapping da un cassonetto per la plastica ad un contenitore per rifiuti organici. Il saltapicchio da un canale all'altro non è più motivato dalla ricerca di ciò che potrebbe sollecitare maggiormente la nostra intelligenza, il nostro interesse. Quando brandiamo un telecomando, ci trasformiamo in un animalone tecnologico, un tutt'uno con l'apparecchio televisivo. Una schifezza massmediale rassegnata e inconsapevole. E quanto più ciò che vediamo è inquietante, tanto più le nostre facoltà inferiori si sentono gratificate. (da Salviamoci dal trash in tv, Liberal, 7 maggio 1998)“


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Ian Fleming 28
giornalista, militare e scrittore inglese 1908 – 1964
„[... ] Scoprì che gli riusciva facile parlare con lei, e ne fu sorpreso. Generalmente con le donne era insieme taciturno e appassionato. I lunghi preamboli della seduzione lo annoiavano quasi quanto il successivo fastidio dello sbrogliamento. C'era qualcosa di disgustoso nell'immancabile traiettoria di ogni relazione. La parabola convenzionale – l'attrazione, le mani che si sfiorano, il bacio, il bacio appassionato, i corpi che si sentono, il culmine a letto, e poi ancora letto, poi meno letto, poi la noia, le lacrime e l'amarezza conclusiva – gli appariva vergognosamente ipocrita. E ancor di più detestava la "mise en scene" di ognuno di questi atti di commedia: l'incontro a una festa, il ristorante, il taxi, l'appartamento di lui, l'appartamento di lei, poi il fine settimana al mare, di nuovo i rispettivi appartamenti, poi gli alibi furtivi e l'addio finale, livido, davanti a un portone sotto la pioggia. Ma con Vesper non sarebbe potuto succedere niente di tutto questo. Nel tedio della stanza, nel tedio delle cure, la presenza di lei era ogni giorno un'oasi di piacere, un momento da aspettare con gioia. Nella loro conversazione non c'era che amicizia, con un lontano sottofondo di passione. [... ] (cap 22, Una berlina frettolosa)“

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966
„Non si «ascolta» più: si fanno cose e il nostro fare assume la musica come «sottofondo». (libro Cybergrace)“

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Mario Luzzatto Fegiz 10
giornalista, critico musicale e saggista italiano 1947
„Nell'album "Cosa succederà alla ragazza" uscito in questi giorni Battisti spinge a fondo questa sfida con qualche piccola modifica. I testi sono sempre un guazzabuglio di vocaboli, ma sono parole in libertà vigilata. Infatti nel delirio verbale si può intravedere una certa lubrica malizia [... ]. Ma il disco è noioso più che per i versi, per il sapore ossessivo e quasi ipnotico delle musiche. Se lo si mette sul giradischi senza prestargli troppa attenzione, suona da perfetto sottofondo come certi lavori di "new age".“

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Christopher Paolini 69
scrittore italoamericano 1983
„In sottofondo lo accompagnò la ninnananna, come il sussurro del vento, per metà udita, per metà dimenticata, che lo cullò, con il suo carico di ricordi d’infanzia, in una pace serena. (libro Inheritance: Il ciclo dell'eredità)“


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Julio Cortázar 30
scrittore, poeta e critico letterario argentino 1914 – 1984
„Per me la musicalità sta in ciò che chiamo passaggio, ovvero nel saper legare le varie parti del racconto, senza mai interromperlo bruscamente per passare a qualcos’altro, né costruirlo su un sottofondo monotono nel quale si finisce per distrarsi. (libro Carta carbone)“

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Costanza Miriano 34
giornalista, scrittrice e blogger italiana 1970
„Anche se è un’impresa audace ed eroica, il matrimonio viene presentato sempre con quel sottofondo di fritto e di tinello stantio. (libro Sposala e muori per lei: Uomini veri per donne senza paura)“

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Daniel Barenboim 13
pianista e direttore d'orchestra argentino 1942
„Tra i cinque sensi, la vista ha preso il sopravvento e le nostre orecchie ormai sono anestetizzate da tutta la musica di sottofondo che non ci abbandona mai.“

Sergio Nazzaro 31
scrittore e giornalista italiano 1973
„Un filmato di quelli accelerati, i fotogrammi veloci mischiati con una musica di sottofondo. Evocativa. Mani che si avventano. Poi, solo lo scheletro, arrugginito. Forse, dopo, neanche più il palo. Distrutto, bruciato. Alla base. Penzolante. Tenuto sospeso dai fili elettrici. L'immagine perfetta. Il palo è alla mercé del vento. Ma non cade. Mentre tutti si rendono conto che c'è un motorino abbandonato, mi guardo intorno. Castel Volturno. Il mare è vicino. Anche se non si vede. L'odore. Intorno case abbandonate. Sventrate. Come se ci fossero state delle esplosioni. Ma pochi le hanno udite. Canneti, arbusti, polvere, rifiuti, cartelli. Tutto nasconde la vista del mare. Osservo il motorino. Anche gli africani, dopo i casalesi, hanno fatto una scelta. Casale di Principe sede legale. L'Africa sede legale. La sede operativa La Domitiana, Castel Volturno, e le sue terre, strade sterrate tutt'intorno. Mentre i casalesi hanno combattuto le loro guerre con gli altri clan vicini per difendere e imporre la sede operativa, gli africani non ne hanno avuto bisogno. Decenni di permanenza. Inesorabile. Protetta. Utile. A testa bassa hanno subito colpi, lamentele, repulisti generali, promesse di miglioramento e promesse di esodi biblici. Hanno accettato tutto, in silenzio. E sono rimasti. Sempre pochi a rendersene conto, gli altri in ritardo. In ritardo a cercare nel vocabolario aggettivi e sostantivi iperbolici, costrutti intelligenti, paradossi eccentrici, aforismi, per colpire la fantasia. Trovare una bellezza nell'inferno, che non c'è. (13)“

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