Frasi su spicciolo


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ʿUmar Khayyām 24
matematico, astronomo e poeta persiano 1048 – 1131
„Alcuni per le Glorie di questo Mondo sospirano,
altri per il Paradiso del Profeta che verrà;
ah, afferra gli spiccioli e lascia perdere il credito,
e non badare al rullo di un Tamburo lontano!
O, mia amata, riempi la coppa che sgombra l’Oggi
dai Rimpianti passati e dai Timori futuri:
domani! Chissà. Domani forse sarò
io stesso di settemila anni vecchio.“

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LeBron James 15
cestista statunitense 1984
„[Riferito ai media] Voi avete la tendenza a valutare la prestazione di un giocatore per ciò che produce negli ultimi spiccioli di una gara e vi dimenticate del resto.“


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Stefano Benni 143
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“

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Victor Hugo 200
scrittore francese 1802 – 1885
„La popolarità? Spiccioli della gloria.“

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Robert Anson Heinlein 173
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„La frase "noi (io) (tu) (voi) dobbiamo (devo) (devi) (dovete) assolutamente…" indica qualcosa che non è necessario fare. "È superfluo dirlo" è un segnale rosso. "Naturalmente" significa che faresti bene a controllare personalmente. Queste frasi fatte spicciole e molte altre simili, quando vengono lette correttamente, sono indicazioni attendibili.“

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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada, l'indomani come tutto se ne andrà. Ti guardi nelle mani e stringi il vuoto, se guardi nelle tasche troverai gli spiccioli che ieri non avevi ma il tempo andato non ritornerà! Il tempo andato non ritornerà! Il tempo andato non ritornerà!“ da Un altro giorno è andato

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Se l'uomo in quanto Io pratico, per usare le parole di Kant, concepisce un nuovo tempo del mondo, in quanto Io teoretico riceve di ritorno questo suo tempo sotto forma di spiccioli. Il luogo ove egli può udire questa eco è l'orologio, e precisamente l'orologio nel suo senso più alto.
Così, non solo intorno a noi, ma anche attraverso di noi, è sempre tesa una sottile griglia di tempo trasformato. Ma in noi vive anche la dimensione dell'eterno, un potere che si alimenta alla fonte dell'eterno e che, come il braccio di Gulliver, lacera la ragnatela del tempo dell'orologio. Lì è la nostra forza.“
p. 130-131

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Papa Giovanni Paolo I 44
263° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1912 – 1978
„Spero che, i miei confratelli cardinali aiuteranno questo povero Cristo, Vicario di Cristo a portare la croce con la loro collaborazione di cui io sento tanto il bisogno. [... ] Io, in un certo senso, sono dolente di non poter ritornare alla vita dell'apostolato spicciolo che mi piaceva tanto. Ho avuto sempre diocesi piccole: Vittorio Veneto, diocesi piccola; la stessa Venezia, grande per storia e piccola, 430.000 abitanti. Quindi, il mio lavoro era: ragazzi, operai, malati, visite pastorali. Non potrò più fare questo lavoro. Ma voi potete farlo.“ dall'Allocuzione di Giovanni Paolo I al Collegio Cardinalizio


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James Graham Ballard 22
scrittore britannico 1930 – 2009
„Simili a spiccioli nel gran tesoro della narrativa, ai racconti accade sovente di venire trascurati accanto alla profusione di romanzi disponibili, sopravvalutata moneta che spesso si rivela falsa. Ai livelli eccelsi cui l'hanno portato autori come Borges, Bradbury e Poe, il racconto è invece coniato in metallo prezioso, un aureo fulgore che non cesserà mai di ardere nel cuore della vostra fantasia.
I racconti sono sempre stati importanti per me. Ne apprezzo l'immediatezza, mi piace la loro capacità di concentrarsi intensamente su un unico argomento. Rappresentano inoltre un efficace sistema per collaudare idee successivamente sviluppabili a dimensioni di romanzo.“
p. 9

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940
„Vivremo in un mondo di statuette di Capodimonte. Tutte ugualmente lucide, uniformi, con proporzioni e sproporzioni ripetute in serie. La chirurgia estetica e i suoi miracoli sono a disposizione per far diventare tutti un po' più uguali tra loro. Il suo potere supera, oggi, quello della moda d'abbigliamento, del conformismo espressivo, del gusto spersonalizzato. Bambini, cani, vecchie carampane, uomini ipodotati, uomini normo o iper con qualche «ma» distante dalla regione pubica, donne giovani quasi belle o quasi brutte, polpacci, ginocchia, occhi a mandorla fisiologici o patologici, genitori premurosi, figli pretenziosi, spiccioli di intelligenza, maree di ignoranza e invidia. Un bell'insieme di mondo in viaggio verso la minuta speranza di cambiare i connotati attraverso cicatrici invisibili. Le statuette diventano tutte pronte e perfettamente omologate per essere piazzate in classiche composizioni come presepi, scene campestri, festine da ballo, botteghe del pizzicagnolo, studi televisivi, concorsi di bellezza, cartoline di vacanze al mare, consessi multietnici.“ da L'officina dei figli statuine, La Stampa, 28 giugno 2009

Alessandro Varaldo 23
scrittore, drammaturgo e poeta italiano 1878 – 1953
„Nostro Signore preceduto dall'apostolo Pietro si recava da una città all'altra della Galilea nel colmo dell'estate. Pietro urtò in un ferro da cavallo e rabbiosamente lo gettò dietro di sé. Nostro Signore invece si chinò e lo raccolse. Alla prima borgata lo vendette per alcuni spiccioli, coi quali comprò delle ciliege. Attraversarono poi un lembo di deserto. Imperava la canicola e Pietro sudava e soffriva la sete. Invece di precedere veniva a rimorchio. Ad un tratto vide nella sabbia una ciliegia che Nostro Signore aveva lasciato cadere: si chinò subito e la raccolse: ma non bastava per la sua sete e proseguì con gli occhi a terra con la speranza che il Maestro ne perdesse ancora. E Nostro Signore ne perdette, così che Pietro si chinò assai volte, finché s'ebbe questo ammonimento: «Pietro, se una volta, a tempo, senza disdegno, ti fossi chinato, non avresti dovuto curvarti poi con tanta frequenza per bisogno»“ p. 54-55

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Jerome Bruner 5
psicologo statunitense 1915 – 2013
„Dove si trova la conoscenza? I bambini di solito cominciano con il dare per scontato che l'insegnante possieda la conoscenza e la trasmetta alla classe. Se si creano le condizioni opportune, imparano presto che anche altri componenti della classe potrebbero possedere delle conoscenze, e che queste conoscenze possono essere condivise. (Naturalmente lo sanno fin dall'inizio, ma solo riguardo ad argomenti spiccioli.) In questa seconda fase, la conoscenza esiste nel gruppo – ma in modo inerte. È possibile allora vedere la discussione di gruppo come un modo di creare conoscenza invece che semplicemente come un modo per scoprire chi possiede quali conoscenze?
C'è un ulteriore passo da compiere, che ci porta a toccare uno degli aspetti più profondi della conoscenza umana. Se nessun membro del gruppo "sa" la risposta, dove si può andare a "scovarla"? È il balzo che porta a concepire la cultura come un magazzino, come un deposito di attrezzi o qualcosa di simile. Esistono cose note a tutti gli individui (più di quante essi stessi sappiano); più cose ancora sono conosciute dal gruppo possono essere scoperte tramite una discussione all'interno del gruppo; e molte più ancora sono immagazzinate in qualche altro posto – nella "cultura", per esempio nella testa delle persone più colte, nei manuali, nei libri, nelle mappe e così via. Per definizione, praticamente nessuno in una cultura sa tutto quello che c'è da sapere su di essa. E allora cosa dobbiamo fare quando non sappiamo come andare avanti? E quali sono i problemi che incontriamo nel reperire la conoscenza che ci serve?
Se sappiamo rispondere a questa domanda siamo sulla buona strada per capire cos'è una cultura. Non ci vorrà molto perché un bambino cominci a capire che la conoscenza è potere, o che è una forma di ricchezza, o che è una rete di sicurezza.“
da La cultura dell'educazione, Feltrinelli, Milano, 1997, pp. 64-65


Lorenzo Mazzoni 11
scrittore 1974
„Bande di spacciatori magrebini e di punkabbestia miliardari andavano in giro fra la giovane calca ciarlante, i primi per vendere pessimo hashish, i secondi per scroccare spiccioli.“ libro Malatesta - Indagini di uno sbirro anarchico Vol.2: Il recinto delle capre

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Michele Serra 88
giornalista, scrittore e autore televisivo italiano 1954
„Il berlusconismo riassume così perfettamente ciò che le persone di sinistra non sopportano (ricchezza offensiva, ignoranza del limite, spregio per la cultura, clericalismo in campo etico e classismo anticristiano in campo sociale, più il resto che non sono spiccioli) da rendere ovvia la speranza che prima o poi questo momento deprimente e pericoloso della storia italiana finisca.“ 23 febbraio 2009

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Emily Dickinson 60
scrittrice e poetessa inglese 1830 – 1886
„Per un istante d'estasi
Che prezzo d'angoscia paghiamo
Nella stessa misura fremente
Di quell'istante d'estasi.
Per un'ora che fu la più cara
Quali aspri compensi per anni,
Che amari spiccioli contesi
E che scrigni colmi di lacrime.“

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Alphonse Karr 84
giornalista e scrittore francese 1808 – 1890
„I gusti sono la moneta spicciola dell'amore.“ p. 48