Frasi su tam-tam


Giuseppe Marotta (scrittore) 26
scrittore e sceneggiatore italiano 1902 – 1963
„A noi toglieteci dallo stomaco il tam tam selvaggio dell'appetito, e subito ci fabbrichiamo una garitta di paradiso in qualunque inferno. (p. 17)“

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Louis-ferdinand Céline 146
scrittore, saggista e medico francese 1894 – 1961
„La notte martellata di gong era dappertutto, tutta tagliuzzata di canti contratti e incoerenti come il singhiozzo, la grossa notte nera dei paesi caldi col suo cuore brutale a tam-tam che batte sempre troppo in fretta. (1992, p. 149)“


Marcello Marchesi 164
comico, sceneggiatore e regista italiano 1912 – 1978
„Orgoglio missionario
Ci ho messo tutta la vita | ma ora | cento negri al giorno | d'acqua lustrale aspergo. | Tutt'intorno, | nella giungla convertita, | risuona il tam tam... | tum ergo. (p. 26)“

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Louis-ferdinand Céline 146
scrittore, saggista e medico francese 1894 – 1961
„Il tam-tam del vicino villaggio, ti faceva saltare, tagliati fini, pezzettini di pazienza. Mille diligenti zanzare presero senza indugio possesso delle mie cosce, ma non osavo più rimettere piede a terra per gli scorpioni e i serpenti velenosi di cui supponevo fosse iniziata la caccia. (1992, p. 151)“

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Antonio Serra 16
fumettista italiano 1963
„Pubblicare online il proprio fumetto, per un autore, significa oggi farlo conoscere. Se si tratta di un'idea nuova e originale, si diffonderà attraverso il tam tam della rete, e alla fine verrà stampato. Il fatto che sia già online non riduce il successo di un fumetto su carta, perché è diverso avere tra le mani un libro, con i suoi colori e la sua rilegatura: io credo che questo sia ancora un valore che può spingere le persone all'acquisto.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„La fatalità e la premeditazione. La tragedia dell'errore di un istante che diventa alibi per ore e ore di follia. Ma qualcuno può davvero immaginare, non dico pensare seriamente, che uno sventurato agente della stradale volesse uccidere un ragazzo di 26 anni tranquillamente seduto in macchina? [... ] Eppure così è andata. Con tutte le conseguenze del caso, perché se una vita è già stata spezzata un'altra, quella di chi ha sparato, è segnata per sempre. In altri tempi l'avrebbe avuta vinta il dolore, la pietà: anche la rabbia, certo, perché a nessuno si può concedere, qualsiasi divisa indossi, di andare tanto oltre nell'adempimento del proprio dovere. Si sarebbe reclamata giustizia, con il groppo in gola e tanta voglia di capire come fosse potuta accadere una disgrazia così assurda. Invece è partito il tam tam. Come nelle tribù primitive, che non conoscevano altra legge se non quella dell'occhio per occhio. [... ] Oggi al Viminale si riparte con i giri di vite. Qualcuno riparlerà di tolleranza zero: saranno gli stessi che non più tardi di due settimane fa avevano chiesto di allentare le briglie perché si susseguivano i segnali di un ritorno alla normalità. (12 novembre 2007)“

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Frédéric Mistral 4
scrittore e poeta francese 1830 – 1914
„O Magali, mia tanto amata, metti la testa | alla finestra, ascolta un po' quest'albada di tam- | burini e violini. || È pieno di stelle lassù, il vento è caduto: | ma le stelle impallidiranno, quando ti vedranno. || Non più che del mormorare delle frasche, | della tua albada io fo caso. Ma io me ne vo nel | mar biondo a farmi anguilla di rocca. || O Magali, se tu ti fai il pesce dell'onda, io | il pescatore mi farò, ti pescherò. || Oh, ma se tu ti fai pescatore, quando le tue | nasse getterai, io mi farò l'uccello volatore, vo- | lerò nelle lande. || O Magali, se tu ti fai l'uccel dell'aria, io il | cacciatore mi farò, ti caccerò. || Alle pernici, agli uccellini [di becco fine] se | vieni tu a tendere i lacci, io mi farò l'erba fio- | rita e mi nasconderò nelle praterie. || O Magali, se tu ti fai la margherita, io mi | farò l'acqua limpida, t'annaffierò. || Se tu ti fai l'acquetta limpida, io mi farò il | nuvolone, e me n'andrò ratto in America, lag- | giù [non mi raggiungerai] mai. || O Magali, se tu te ne vai lungi in America, | il vento del mare io mi farò, [là] ti porterò. || Se tu ti fai vento marino, io fuggirò d'un al- | tro lato, io mi farò un incandescente sbattimento | di sole, che fonde il ghiaccio. || O Magali, se tu ti fai raggio di sole, la verde | lucertola io mi farò, e ti beverò. || Se tu ti rendi la salamandra che si nasconde | nella macchia, io mi renderò la luna piena che | nella notte fa lume alle streghe. || O Magali, se tu ti fai luna serena, io bella | nebbia mi farò, t'avvolgerò. || Ma se la nebbia m'avvolgerà, non tu per ciò | mi terrai: io bella rosa verginella sboccerò nel | cespuglio. || O Magali, se tu ti fai la rosa bella, la far- | falla io mi farò, ti bacerò! || Va', seguitante, corri, corri. Giammai giam- | mai mi agguanterai. Io della corteccia d'una | gran quercia io mi vestirò nella foresta nera. || O Maddalena, se tu ti fai l'albero dei tristi, | io mi farò la rama dell'ellera, t'abbraccerò.“

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Ignazio La Russa 22
politico italiano 1947
„Il diritto di asilo va esaminato solo nel momento in cui si entra nelle acque italiane. Questa linea del governo produrrà un tam tam che porterà grande vantaggio a noi e a tanti disperati che non saranno sottoposti a questi inutili viaggi. Respingerli immediatamente evita loro una sofferenza. (Corriere della sera, 12 maggio 2009)“


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Emanuele Severino 55
filosofo italiano 1929
„Quando [... ] la Chiesa condanna il divorzio, l'aborto, l'eutanasia, lo sfruttamento del lavoro, il profitto come scopo primario dell'attività economica, l'annullamento dell'uomo nello Stato totalitario (e via via, fino al rifiuto di considerare "famiglia" le unioni non stabili e a maggior ragione le coppie omosessuali), la Chiesa condanna qualcosa che, per essa, non è soltanto una negazione della verità soprannaturale del cristianesimo, ma è anche negazione di quelle "verità naturali" che ogni uomo, anche il non credente, può conoscere e praticare. (da Il declino del capitalismo, Bur, Milano, 2007, cap. 33, Tam evidenter)“

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Léopold Sédar Senghor 14
politico e poeta senegalese 1906 – 2001
„Ascolta New York! ascolta la tua voce maschia di rame la tua voce vibrante | di oboe, l'angoscia ostruita delle tue lacrime piombare in grossi grumi di sangue | ascolta battere in lontananza il tuo cuore notturno, ritmo e sangue del tam-tam, tam-tam sangue e tam tam. || New York! dico New York, lascia affluire il sangue nero nel tuo sangue | che lubrifichi le tue articolazioni d'acciaio, come un olio di vita | che dia ai tuoi ponti la curva delle groppe e l'elasticità delle liane. | Ecco tornare i tempi antichissimi, l'unità ritrovata la riconciliazione del Leone del Toro e dell'Albero | l'idea legata all'atto l'orecchio al cuore il segno al senso. | Ecco i tuoi fiumi sonori di caimani muschiati e di lamantini dagli occhi di miraggio. E nessun bisogno d'inventare le Sirene. | Ma basta aprire gli occhi dell'arcobaleno d'aprile, | e le orecchie, soprattutto le orecchie, a Dio che con un riso di sassofono creò il cielo e la terra in sei giorni. | E il settimo giorno, dormì del grande sonno negro. (da A New York)“