Frasi su trapassato


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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Trapassati dalla luna e dai suoi raggi, ci strappiamo i tatuaggi, diventiamo assieme più vecchi e più saggi. (da Tornare Indietro)“

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Bill Bryson 60
giornalista e scrittore statunitense 1951
„I nostri tentativi di penetrare verso il centro del pianeta sono stati modesti. [... ] Se la Terra fosse una mela, non ne avremmo trapassato neanche la buccia. In realtà, non siamo neanche andati vicini a farlo. (pag. 232)“


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Yehiel De-Nur 7
scrittore polacco 1909 – 2001
„La morte è dovunque la stessa. Ma varia la vita, fino al momento della morte. Sulla maschera di un volto spento, cerchiamo le tracce della vita vissuta; non è la morte, che ci fa paura nel volto di un trapassato, ma la vita che lo aveva animato. È quella vita che noi cerchiamo, che tentiamo di visualizzare, quella vita la cui assenza ci riempie di paura. (1959, p. 275)“

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Papa Marcellino 2
29° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Se una donna credente avrà lasciato il marito adultero credente e ne vuole sposare un altro, deve esserle proibito di sposarlo; se lo sposa, non riceva la comunione prima che colui che ella ha lasciato, sia trapassato da questo secolo; sia eccettuato il caso di emergenza di una malattia, che costringesse a dargliela. (dal Sinodo di Elvira, 117)“

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Víctor Jara 4
cantautore, musicista e regista teatrale cileno 1932 – 1973
„Herminda de la Victoria morì senz'aver lottato e dritta andò alla gloria col petto trapassato. Gli spari dei mandanti uccisero quell'innocente piangevano fratelli e madri in mezzo a tutta la gente. (da V. Jara, A. Sieveking, Herminda de la Victoria, 1972)“

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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„Noi, non meno di loro [i popoli primitivi], siamo posseduti dai demoni della malattia, la nostra psiche corre lo stesso pericolo di essere colpita da qualche influenza ostile, siamo anche noi usualmente preda degli spiriti malvagi dei trapassati o vittime di un incantesimo lanciatoci da persone malevole. Solo che a tutte queste cose diamo dei nomi differenti ed è questo l'unico vantaggio che abbiamo sull'uomo primitivo. Come si vede, si tratta di ben piccola cosa, ma è quella che crea tutta la differenza. Quando venne trovato il nuovo nome, per l'umanità fu come la liberazione da un incubo. (p. 143; 1997)“

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Margherita di Valois 6
1553 – 1615
„Il signore di Nançay mi narrò quanto stava avvenendo, e mi assicurò che il re mio marito si trovava nella stanza del re e che non gli sarebbe occorso alcun male. E fattomi indossare un mantello da notte, mi condusse nella camera di mia sorella, la duchessa di Lorena, dove giunsi più morta che viva. Entrando nell'anticamera, le cui porte erano aperte, un gentiluomo di nome Bourse, fuggendo gli arcieri che lo inseguivano, fu trafitto con un'alabarda a tre passi da me. Io mi accasciai dall'altra parte, semisvenuta, tra le braccia del signore di Nançay, pensando che il colpo avesse trapassato anche noi due. Ripresami in parte, entrai nella cameretta dove dormiva mia sorella.“

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Abhinavagupta 142
950 – 1020
„Chi è purificato da una vera esclusiva devozione per il Beato – verificatasi, s'intende, grazie a una violenta caduta di potenza – è in verità colui che non desidera frutto alcuno e, interrogato perché se ne stia così senza far nulla, non risponde o meglio risponde col silenzio; e intanto, essendo la sua mente come dissolta e trapassata dall'intima devozione per il Beato, ha i peli drizzati, il corpo preso da un tremito convulso, gli occhi spalancati divenuti due polle di acqua. (da Bhagavadgītārthasaṃgraha, XIV, 26)“


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Agostino Gallo 5
poeta, scrittore, storico e antiquario italiano 1790 – 1872
„Spargiamo qualche lacrima sull'illustre sventurato, e dalle mie dimesse parole sorga una viva scintilla ch'ecciti i suoi concittadini ad innalzargli un pubblico monumento, come fu eretto al Tasso; perocché gli onori resi a' famosi trapassati servono a viventi di nobile stimolo ad emularli, e il vanto inconcusso delle nazioni sta ne' fasti delle lettere e delle arti. E di questi è ricca per vero l'una e l'altra Sicilia; però han mestieri d'esser posti in più vivido lume, affinché splendan perennemente agli occhi di tutti, e confondano la tracotanza degli stranieri che fingon d'ignorarli per insultarci col disprezzo. (LII)“

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Pietro Giannone 6
filosofo, storico e giurista italiano 1676 – 1748
„Quest'ampia, e possente parte d'Italia, che Regno di Napoli oggi s'appella, il qual circondato dall'uno, e dall'altro mare, superiore ed inferiore, non ha altro confine mediterraneo, che lo Stato della Chiesa di Roma, quando per le vittoriose armi del Popolo Romano fu avventurosamente aggiunta al suo Imperio, ebbe forma di governo non troppo diversa da quella, che sortì da poi ne' tempi degli stessi Romani Imperatori. Nuova politia sperimentò quando sotto la dominazione de' Re d'Italia pervenne. Altri cambiamenti vide sotto gli imperatori d'Oriente. E vie più strane alterazioni sofferse, quando per varj casi trapassata di Gente in Gente, finalmente sotto l'Augustissima Famiglia Austriaca pervenne. Non fu ne' tempi della libera Repubblica divisa in Provincie, come ebbe da poi; né comunemente altre leggi non conobbe se non le Romane. (da Storia civile del Regno di Napoli, Libro I)“

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Paolo Isotta 22
critico musicale e scrittore italiano 1950
„Il vocabolo latino «requies» col quale principia l'antifona della Missa defunctorum cattolica («Requiem aeternam dona ei Domine») ha finito col mutar di significato allo stesso modo che la coscienza religiosa s' è affievolita e la liturgia è divenuta una parodia dell'Inps. In tempi di fede l'officio dei defunti, che perciò metonimicamente si definiva «il Requiem», citandosene all' accusativo la parola mutata di genere dal femminile al neutro, era ritenuto effettualmente in grado di mondare in parte l'anima del trapassato pel quale l'officio veniva celebrato dal peso dei peccati commessi in vita e di conseguenza di alleggerirne la pena nell'al di là. Se la gran parte della gente di Chiesa abbia mai posseduto la fede, in qualsiasi epoca della Storia, è interrogativo destinato a rimanere irresoluto stante il costume di essa, sin dalla prima giovinezza, a una simulazione e una dissimulazione assolute. (citato in Corriere della sera, 17 agosto 2008)“

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Ciro II di Persia 1
imperatore persiano -590 – -529 a.C.
„[Ultime parole rivolte ai figli] Non vogliate pensare, o figli miei dilettissimi, che nel lasciare questo mondo, io cessi di essere in mezzo a voi e rientri nel nulla. Anche nel corso della mia vita non fu mai da voi veduta l'anima mia, tuttoché quanto fu da me operato fosse per voi argomento di credere che essa abitasse questo corpo. Persuadetevi della di lei esistenza anche se vi è invisibile. Per verità sarebbero inutili gli onori resi alle mute ceneri dei trapassati, se alla nostra pietà non venissero chiesti dal voto delle anime di essi, cui torna dolce di vedere conservata la propria memoria. Non crederò mai che l'esistenza dell'anima sia vincolata al corpo, e che spengasi nell'uscirne, e molto meno che inerte rimanga nel disgiungersi dall'inerte materia. Bensì che sciolta una volta dalla sostanza corporea, l'anima ritorni alla limpidezza e semplicità primitiva. In allora soltanto scintillerà il lampo della suprema intelligenza. E siccome in morte la natura dell'uomo cade in dissoluzione, ed ogni di lei elemento vediamo ritornare alla sua origine, ed ogni cosa ridursi ai principi da cui derivò: l'anima sola sì nell'atto di vestire che d'abbandonare la fragile spoglia terrena, sfugge ai nostri sensi. Osservate la morte; nulla più del sonno le rassomiglia. E tuttavia dormendo l'anima palesa la propria divina essenza, a tale punto che nella libertà dei sogni talora udiamo predire l'avvenire. Da ciò è permesso di immaginare cosa sia per divenire una essenza così sottile disciolta da ogni terreno legame. Se dunque l'anima è aspettata da tanto destino, venerate la mia quale partecipe della divinità. Se poi perisse con il corpo, voi però devoti agli Dei, che presiedono a così mirabile prodigio, non cessate di serbarmi pia ed onorata memoria.“


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Federico De Roberto 74
scrittore italiano 1861 – 1927
„«Signore e signori, c'era una volta un critico il quale, affermando con straordinario calore la superiorità della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso sull'Orlando furioso di Lodovico Ariosto, attaccò molte liti con le persone che non la pensavano come lui, e sostenne perciò uno dopo l'altro non meno di quattordici fortunati duelli; ma al quindicesimo, cadde finalmente col petto trapassato dalla lama nemica. Allora i padrini che afflittissimi lo sorreggevano e aspettavano di raccogliere le sue ultime volontà, lo udirono uscire in questa confessione suprema: "E dire che io non ho ancora letto né l'Orlando furioso né la Gerusalemme liberata!...".»“

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Claudio Marabini 4
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1930 – 2010
„Per molti andare al cimitero è come andare in chiesa a giorni fissi, un modo per serbare una consuetudine religiosa, quasi un rito, ma anche per incontrarsi fra amici e conoscenti e scambiare, in quell'aria ferma, nel silenzio e nel sottinteso compianto per i trapassati, parole assai più prossime alla verità di quelle che normalmente si pronunciano altrove, dove le persone sono prese dai loro commerci. (p. 193)“

„XN tornò al mondo contingente, che presentava una realtà fenomenica di questo tipo: un ufficiale della Repubblica era lì per interrogarlo sulla morte di Marta Brindelli, alias Daniela Testa Della Torre, diplomata a Brera, professione meretrice, già attrice in pellicole di dubbia moralità, ultimo visitatore notato alla porta della vittima: XN; Marta Brindelli, attualmente in attesa di autopsia all'ospedale Niguarda, in quel momento stesa su un lettino d'acciaio con il formoso corpo trapassato da tre coltellate: cuore, carotide e stomaco. Un fiume di sangue, una vita spezzata; quattro persone in una stanza a trentacinque gradi centigradi che non si erano mai viste prima, cinque e cinquanta: l'alba. Se c'era una cosa che XN odiava erano le ore che andavano dalle tre alle sette del mattino. Un lasso di tempo che non era previsto per la vita, ma solo per il sonno che, fatal quiete, sempre scende invocato. Una sola certezza: la giornata cominciava in anticipo, iniziava con i peggiori auspici degli dei. Marescalchi terminò il resoconto con un letale: – Da questo casino non ti tirerebbe fuori nemmeno Perry Mason...“

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Adriano Celentano 123
cantautore, ballerino e showman italiano 1938
„Sono morto di morte. Defunto, spirato, trapassato, cadavere, perito. Sono una salma. Una salma morta, molto morta. (Film Asso)“

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