Frasi su trasferta


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Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„I grandi campioni si vedono nei momenti che contano, Alex Del Piero è uno che in carriera ha segnato in finale di Coppa Campioni, in finale di Coppa Intercontinentale, in semifinale di Coppa del Mondo contro la Germania, l'uomo dell'assist nei momenti degli scudetti più importanti (ne ricorderete uno in rovesciata), l'uomo decisivo in trasferta come a Madrid in Champions League. I grandi campioni si vedono nei momenti speciali. [Juventus-Inter, 25 marzo 2012]“

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Larry Bird 21
cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sporti... 1956
„Mentre oggi le trasferte sono quasi sempre su aerei privati, noi viaggiavamo su normali voli di linea, il che voleva dire molto più tempo insieme con i compagni di squadra. E questo si rifletteva anche in campo.“


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Julius Erving 2
cestista statunitense 1950
„I giocatori di oggi sono più grossi e più forti, sono allenati meglio, così come sono migliori le attrezzature, l'abbigliamento, le scarpe, le condizioni in cui vanno in trasferta, il trattamento finanziario. È il progresso.“

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Marco Materazzi 22
calciatore italiano 1973
„[Su uno screzio avvenuto tra Balotelli e Ibrahimović avvenuto durante una trasferta a Torino] Eravamo in difficoltà nonostante vincessimo 1-0 e Mario era un po' insofferente come a volte gli capita. Negli spogliatoi a metà tempo Ibra si arrabbiò con lui e Mario scappò nel bagno, mentre io e altri fermavamo Ibra.“

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Massimo Moratti 42
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1945
„Non si può impedire di andare allo stadio. Siamo in un paese democratico e non si può impedire a nessuno di andare allo stadio. Io penso che i tifosi debbano andare anche in trasferta, ma è chiaro che questo è valido quando i tifosi fanno i tifosi. Se fanno qualcos'altro sono qualcos'altro e allora devono essere presi dei provvedimenti.“

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Francesco Alberoni 69
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929
„Nella psicoanalisi il paziente dice la verità perché, grazie al trasfert, riproduce in parte il processo che si attua spontaneamente nell'innamoramento. Però la forza dello stato nascente spezza, in poche ore o in pochi istanti, barriere inconsce che, nella psicoanalisi, resistono talvolta per anni. La cosa è possibile perché cessa la paura del passato. I due innamorati compiono una confessione reciproca e ciascuno ha il potere di assolvere l'altro dal suo passato. (p. 52)“

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Serhij Stachovs'kyj 6
tennista ucraino 1986
„Decisamente avere una classifica da 100-200 in giù è durissima nel tennis. Sono fortunato ad aver raggiunto risultati migliori in passato, così anche se adesso le cose non vanno bene ho ancora dei soldi da parte per pagarmi le trasferte e le tasse. E posso rischiare di giocare le qualificazioni dei tornei ATP, dove so che se perdo vado in negativo per la settimana. So che alcuni giocatori classificati intorno al 150 non hanno tentato le qualificazioni a Marsiglia, perché se avessero perso non avrebbero preso soldi quella settimana e non possono permetterselo.“

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Federico Buffa 67
giornalista italiano 1959
„[NBA Backstage #2, su Gilbert Arenas] M'hanno detto che un colpo che ha è, quando è in trasferta, ciula le chiavi della macchina a un suo compagno di squadra e, gente che prezzola lui, le fa duplicare e poi le manda Federal Express a un altro suo complice che è a Washington, quando sono in un viaggio lungo, e quindi questo gli porta via la macchina al suo compagno di squadra perché è nel garage dei Wizards. Questi arriva e fa: "Porca troia, il Cayenne! Ma chi cazzo me l'ha ciulato qua dentro?". E lui: "Ma guarda che è incredibile... è uno scandalo!.“


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto "in trasferta". (7 maggio 1949)“

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Rino Tommasi 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1934
„L'Australian Open ha una storia meno antica e meno nobile rispetto agli altri tornei dello Slam. Il libro d'oro si salva perché arricchito dai nomi dei grandi campioni australiani che per anni hanno fatto dell'Australia il primo paese del mondo. Quando la generazione di quel grande motivatore (più che maestro) di Geppetto Hopman si è esaurita lasciando i Sedgman, i Cooper, gli Hoad, i Rosewall, i Laver, i Newcombe ed i Roche senza eredi, gli australiani hanno reagito e hanno capito che senza i campioni di casa il loro torneo sarebbe morto senza la partecipazione dei migliori campioni stranieri. Per convincerli alla lunga trasferta hanno dovuto rinunciare all'erba e costruire un nuovo stadio.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Non so quanto la tv australiana avesse investito sul mondiale 2006, né come abbia reagito a un'eliminazione all'ultimo secondo dell'ottavo di finale, per un calcio regalato da un arbitro spagnolo a un terzino italiano colto da svenimento. Ma scommetterei in maniera più elegante, e più sportiva, di quella che la Rai scelse di cavalcare nell'infausto 2002 coreano. [... ] Durò un paio di giorni, per la verità, anche lo scarico di responsabilità da parte della squadra, sotto forma di tiro al bersaglio dell'arbitro Moreno. Ma poi, salvo qualche eccezione, il comune senso del pudore, prima ancora del fair play, riprese il sopravvento e si cominciò a riconoscere che se gli arbitraggi rassicuranti, oltre che davvero imparziali, sono oggettivamente diversi, ancor più diverse sono le congiure. Quando una squadra deve perdere, secondo quanto cercarono di farci credere [I giornalisti RAI], non arriva a giocarsi due match-ball come quelli di Vieri e Gattuso a pochi minuti dalla fine. La fermano prima, alla maniera di Aston in Cile. La Rai invece, impavida, andò avanti per settimane. E più passavano i giorni, più grosse le sparava. Sino a quella, davvero memorabile, dell'azione per danni alla Fifa. Il presupposto era, ovviamente, che Byron Moreno fosse il braccio armato di Blatter, investito della missione di far andare avanti, a qualunque costo, la squadra di casa. In buona sostanza, tuonò con supremo sprezo del ridicolo un avvocato dell'ufficio legale della Rai, chiederemo a Zurigo il rimborso totale di quanto è stato pagato per i diritti, cioè settanta milioni di euro, il rimborso delle spese di produzione per la trasferta in Corea e Giappone, e i danni derivati dalla caduta negativa della pubblicità. Mancavano giusto un paio di divisioni da ammassare al confine di Chiasso. I programmi sportivi dedicati al mondiale, che ovviamente continuava, amplificarono i toni, e più di un quotidiano cadde in tentazione. Si arrivò a leggere che la causa avrebbe fatto giurisprudenza a livello mondiale, al pari della sentenza Bosman: quando l'unico rimando possibile era, con tutta evidenza, a capitan Fracassa. [... ] La sera del 9 gennaio 2003, Raidue portò nei propri studi in esclusiva mondiale nientemeno che il famigerato Byron Moreno. E a chi affidare la faccia? A Enzo Biagi no, perché era già in vigore l'editto di Sofia, a Minoli nemmeno, Tosatti forse aveva un impegno. Sicché prese in prestito da Sky, senza alcun diritto di riscatto, l'intramontabile José Altafini. Civile la conversazione. Ma inserita nell'ambito di uno show dal titolo Stupido Hotel, mai come in quel caso un nome una garanzia. Così l'arbitro ecuadoregno entrò in scena dalla porta girevole con una valigetta piena di soldi, rispose punto per punto alle domande non proprio asfissianti dell'intervistatore, concluse argomentando sottilmente che quella sera a Daejon era stata l'Italia, non lui, a sbagliare la partita, e fu congedato da un simpatico gavettone sulle note del coro del Nabucco: che per una rete in quota Lega rappresentava, con tutta evidenza, l'inno nazionale. Una serie di interpellanze parlamentari non riuscirono a chiarire né la ragione di quella straordinaria partecipazione, né l'entità del compenso ricevuto da Moreno, dall'ordine comunque di alcune decine di migliaia di dollari. Fatto sta che, grazie alla sportività della Rai, l'ex nemico pubblico numero uno ebbe l'opportunità di dimostrare che i buffoni, semmai, erano altrove. E il cerchio finalmente si chiuse. (cap. La cultura della sconfitta)“

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John Kirwan 13
rugbista a 15 e allenatore di rugby neozelandese 1964
„Una mattina, alla prima trasferta, mi svegliai e vidi Lomu che si vestiva: 118 chili senza un'oncia di grasso. Ho capito che era meglio smettere di giocare.“


Carlo Mazzone 13
allenatore di calcio e ex calciatore italiano 1937
„Era puntuale, serio e la domenica mi faceva vincere. C'era un patto con lui. Non mi piaceva che quando si andava in trasferta i tifosi invadevano l'albergo e lui non aveva un attimo di respiro. Un giorno gli dissi "Quando sei stanco di firmare autografi, ti tocchi la testa e io intervengo". Ma lui non si toccava mai la testa e allora sbottai "Aho, ma non ce l'hai una testa?". Lui mi rispose "Mister, come posso deludere gente che ha fatto centinaia di chilometri per incontrarmi?".“

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Marcello Lippi 34
allenatore di calcio e calciatore italiano 1948
„La tessera del tifoso in trasferta non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. A sentire l'espressione "scheda del tifoso" mi viene da pensare ai supporter che il sabato sera sono a cena e hanno in mente di andare a vedere la partita il giorno dopo a Milano o a Torino, ma poi non possono farlo perché non hanno la tessera. Diciamo che qualsiasi forma di schedatura non mi piace, tanto meno quella che riguarda i tifosi.“

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Antonio Conte 65
calciatore e allenatore italiano 1969
„Quel campionato si conclude in uno dei giorni più belli della storia bianconera: il 5 maggio. C'è una possibilità su mille di portarsi a casa lo Scudetto: l'Inter gioca a Roma contro la Lazio e vincendo si aggiudicherebbe il titolo. Noi siamo in trasferta, sappiamo di dover battere l'Udinese per sperare, ma sappiamo anche che, molto probabilmente, potrebbe non bastare. Noi facciamo quello che ci siamo detti per tutta la settimana: partiamo forte per mettere pressione all'Inter. Dopo meno di un quarto d'ora siamo in vantaggio 2-0. Ora non dipende più da noi. Possiamo gestire la partita con un orecchio alla radio, la quale ci riserva delle sorprese indimenticabili. All'Olimpico succede l'incredibile. Il primo tempo è un saliscendi di emozioni e si conclude sul 2-2. Nel secondo tempo ci pensa Maresca a tenerci aggiornati, oltre ai boati dei nostri tifosi presenti a Udine. Enzo continua a ripetere a chiunque gli si avvicini: «Guarda che stanno perdendo! Guarda che stanno perdendo!». E alla fine perdono. Risultati finali: Udinese-Juventus 0-2, Lazio-Inter 4-2. Noi siamo campioni d'Italia, l'Inter chiude addirittura terza, scavalcata anche dalla Roma. In campo e sugli spalti esplode la nostra festa. Quello Scudetto giunge inaspettato, con un finale avvincente.“

Giuseppe Furino 10
calciatore italiano 1946
„È una forma di educazione sportiva, una conservazione di valore. Il campo non è tutto, anzi è la conseguenza dell'affiatamento, della vita fuori campo. Noi abbiamo la consapevolezza di cosa significa essere professionisti: significa anche non parlare male dei compagni, discutere tutto all'interno, significa andare in trasferta in ordine con la divisa sociale, pettinati, la cravatta. Sembrano sfumature, ma contano. Le squadre estere di grande tradizione si comportano nello stesso modo. Chiamiamolo stile, se volete: per me è una scelta di valori.“

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