Frasi su uccellino


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Carlo Collodi 47
scrittore italiano 1826 – 1890
„Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all'alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido. (libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino)“

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Giorgio Pasquali 7
filologo classico italiano 1885 – 1952
„I professori vanno mangiati in salsa piccante per essere digeriti, e chi li digerisce diventa un po' professore anche lui. (citato in Uccellacci e uccellini)“


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Rabindranath Tagore 84
poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano 1861 – 1941
„Agli indiani la trasmigrazione dell'anima dall'animale all'uomo e viceversa non sembra strana, quindi dai nostri libri sacri non è stata bandita come esagerazione sentimentale la pietà per tutte le creature senzienti. Quando mi trovo in diretto contatto con la Natura, in campagna, l'Indiano si risveglia in me e io non posso rimanere freddo e indifferente davanti a tutta la gioia di vivere che batte nel soffice petto, ricoperto di piume, di un solo uccellino. (p. 72)“

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Tennessee Williams 21
drammaturgo, scrittore e sceneggiatore statunitense 1911 – 1983
„[A proposito di Montgomery Clift] Ero incantato dalla sua bellezza femminile. Monty era la più adorabile delle persone al mondo, era considerato il miglior giovane attore americano. [... ] Fui ipnotizzato dai suoi occhi. Erano come quelli di un uccellino ferito.“

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Libero De Rienzo 2
attore italiano 1977
„[Uccellacci e uccellini] Possiede una grande poesia tutta da riscoprire e la capacità di suggerire cose mai banali senza mai dirle veramente. (dall'intervista a Ciak del luglio 2007)“

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Corrado Guzzanti 223
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„Il pluvianus aegyptus, il famoso uccellino dentista, vive in perfetta simbiosi con il coccodrillo. Questo rettile così aggressivo e pericoloso si lascia placidamente pulire i denti dal simpatico volatile. Diventa feroce solo quando gli arriva la parcella.
Lo sapevate? Sapevatelo, su... Rieducational Channel!“

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Louisa May Alcott 49
scrittrice statunitense 1832 – 1888
„Sono un piccolo uccellino | cui i bei voli hanno vietato. | Canto qui e sera e mattino | per colui che m'ha ingabbiato; | e se al Cielo così piace | in prigione trovo pace. || Non si ferma ad ascoltare | quello a cui volgo i miei canti; | si curvò per afferrare | le mie ali un tempo erranti. | Su di me, ecco, improvviso | per udirmi piega il viso. (p. 238)“

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Isaac Bashevis Singer 88
scrittore polacco 1902 – 1991
„Non si stancava mai di guardare sorgere il sole: rosso acceso, dorato, lavato nelle acque del grande mare. Il sole nascente gli ispirava sempre lo stesso pensiero: a differenza dell'astro celeste, il figlio dell'uomo non si rinnova mai e per questo è destinato alla morte. L'uomo ha ricordi, rimorsi e rancori che si accumulano dentro di lui come strati di polvere finché gli impediscono di ricevere la luce e la vita che discende dal cielo. Il creato, invece, si rinnova costantemente. Se il cielo si rannuvola, poi si rasserena. Il sole tramonta, ma ogni mattino rinasce. Le stelle o la luna non recano le tracce del tempo. La continuità del processo di creazione della natura non appare mai tanto ovvia come all'alba, quando cade la rugiada, gli uccellini cinguettano, il fiume s'infiamma, l'erba è umida e fresca. Felice è l'uomo che sa rinnovarsi insieme al creato.“


Antonio Manzini 23
attore, sceneggiatore e regista italiano 1964
„Cornacchie magre volavano in circolo sopra le sterpaglie in cerca di cibo. Qualcuna si avventurava anche al centro della carreggiata deserta se c'era da piluccarela carcassa di qualche animaletto sfortunato appena maciullato da un'auto. Rocco odiava quegli uccelli. anche a Roma avevano preso il sopravvento sugli altri volatili. Sbranavano le uova di passeri, pettirossi, cinciallegre ed erano sempre più numerosi. Stavano diventando i padroni dei cieli italiani, a Roma ormai gli unici a tenergli testa erano i gabbiani e i pappagalli verdi che avevano colonizzato i grandi parchi cittadini. Quelli erano rapaci veri, venivano dal Brasile e in quanto a fame non avevano certo da imparare da una cornacchia italiana. Ogni volta che a Villa Borghese o a Villa Ada li vedeva volare in formazione come degli stuka, verdi e rossi coi loro richiami sgraziati, pensava al primo scemo che aveva aperto la gabbia e s'era fatto scappare il Pappagallo Alfa, il pioniere di quella che ora era un'enorme colonia aggressiva e micidiale che stava finendo di massacrare i passeri e gli altri uccellini romani. Comunque, in quanto a bellezza, i pappagalli erano assolutamente superiori a quelle cornacchie spelacchiate e sgraziate. Rocco aspettava trepidante il momento in cui a Roma il cretino di turno si sarebbe lasciato scappare un anaconda. L'Anaconda Alfa. Lì sì che le cose si sarebbero fatte interessanti. Se non altro sarebbe diminuita in maniera esponenziale la popolazione dei ratti romani, ormai grossi come alani e davanti ai quali qualsiasi gatto scappava a zampe levate. Ecco, gli sarebbe piaciuto vederli di fronte ad un anaconda del delta delle Amazzoni, lungo una decina di metri, che ingoia in pochi minuti una bufala campana. Anche questo sarebbe stato un effetto collaterale della globalizzazione, un effetto benefico secondo Rocco Schiavone. Certo poi sarebbe stato un pò complesso affrontare serpenti abbarbicati sui rami dei platani del lungotevere ma almeno il nemico era visibile, meno subdolo, elegante e bello da guardare. In più non era portatore di malattie infettive come i sorci. Magari avrebbe anche incrementato la produzione di borse e scarpe. Chissà.“

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Robert Musil 120
scrittore e drammaturgo austriaco 1880 – 1942
„Perché, comunque sia, è certo che su questa legge dei grandi numeri si fonda ogni possibilità di vita ordinata; e se non ci fosse questa legge di compensazione, un anno non succederebbe nulla mentre nell'anno seguente non ci sarebbe niente di sicuro, la sovrabbondanza s'alternerebbe con la carestia, nascerebbero o troppi o troppo pochi bambini, e l'umanità svolazzerebbe alla cieca fra le sue possibilità celesti e infernali, come gli uccellini quando ci si avvicina alla loro gabbia. (cap. 103)“

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Albert Einstein 603
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Non si può insegnare a un gatto a non cacciare gli uccellini. (p. 139)“

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Selma Lagerlöf 13
scrittrice svedese 1858 – 1940
„«Le spine gli pungono la fronte e il sangue cola sul volto. E com'è bello quell'Uomo! che occhi dolci! Si è costretti ad amarlo! Mi pare che una punta acuta mi trapassi il cuore vedendolo soffrire...». La pietà per l'Incoronato di spine si faceva immensa in quel piccolo cuore di uccellino. […] con il becco strappò una spina che era penetrata nella fronte del Crocifisso. Ma in quell'atto una goccia di sangue della fronte del Martire cadde sulle sue tenere piume del collo; si diffuse e tinse di rosso tutte le penne del petto. Quando l'uccello tornò nel nido i piccoli gridarono:«Il tuo petto è rosso; le tue penne sono rosse come una rosa!». […] la macchia rossa non scomparve, e quando i suoi piccini furono grandi la macchia rosso-sangue brillò sulle penne e sul petto di ogni Pettirosso.“


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Gene Gnocchi 166
comico, conduttore televisivo e ex calciatore italiano 1955
„Innanzitutto vorrei fare una precisazione: non si può parlare di uccellini di Del Piero perché durante la registrazione dello spot sono stati usati in realtà 200 passerotti. Accadeva infatti questo: appena Del Piero pronunciava la battuta «Noi della Nazionale», l'uccellino che si era appena posato sulla sua spalla cominciava a ridere sgangheratamente, e non riusciva a portare a termine lo spot.“

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Bill Hicks 89
comico statunitense 1961 – 1994
„Volete vostra nonna morente come un piccolo uccellino in qualche stanza ospedaliera? La sua pelle traslucida tanto sottile che puoi vedere l'ultimo battito del suo cuore avanzare nelle vene blu? O volete che incontri Chuck Norris?“

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Frédéric Mistral 4
scrittore e poeta francese 1830 – 1914
„O Magali, mia tanto amata, metti la testa | alla finestra, ascolta un po' quest'albada di tam- | burini e violini. || È pieno di stelle lassù, il vento è caduto: | ma le stelle impallidiranno, quando ti vedranno. || Non più che del mormorare delle frasche, | della tua albada io fo caso. Ma io me ne vo nel | mar biondo a farmi anguilla di rocca. || O Magali, se tu ti fai il pesce dell'onda, io | il pescatore mi farò, ti pescherò. || Oh, ma se tu ti fai pescatore, quando le tue | nasse getterai, io mi farò l'uccello volatore, vo- | lerò nelle lande. || O Magali, se tu ti fai l'uccel dell'aria, io il | cacciatore mi farò, ti caccerò. || Alle pernici, agli uccellini [di becco fine] se | vieni tu a tendere i lacci, io mi farò l'erba fio- | rita e mi nasconderò nelle praterie. || O Magali, se tu ti fai la margherita, io mi | farò l'acqua limpida, t'annaffierò. || Se tu ti fai l'acquetta limpida, io mi farò il | nuvolone, e me n'andrò ratto in America, lag- | giù [non mi raggiungerai] mai. || O Magali, se tu te ne vai lungi in America, | il vento del mare io mi farò, [là] ti porterò. || Se tu ti fai vento marino, io fuggirò d'un al- | tro lato, io mi farò un incandescente sbattimento | di sole, che fonde il ghiaccio. || O Magali, se tu ti fai raggio di sole, la verde | lucertola io mi farò, e ti beverò. || Se tu ti rendi la salamandra che si nasconde | nella macchia, io mi renderò la luna piena che | nella notte fa lume alle streghe. || O Magali, se tu ti fai luna serena, io bella | nebbia mi farò, t'avvolgerò. || Ma se la nebbia m'avvolgerà, non tu per ciò | mi terrai: io bella rosa verginella sboccerò nel | cespuglio. || O Magali, se tu ti fai la rosa bella, la far- | falla io mi farò, ti bacerò! || Va', seguitante, corri, corri. Giammai giam- | mai mi agguanterai. Io della corteccia d'una | gran quercia io mi vestirò nella foresta nera. || O Maddalena, se tu ti fai l'albero dei tristi, | io mi farò la rama dell'ellera, t'abbraccerò.“

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Ödön von Horváth 14
drammaturgo e scrittore austriaco 1901 – 1938
„Era festa.
Si celebrava il compleanno del plebeo in capo.
La città era piena di bandiere.
[... ] Divisioni di gente senza carattere, al comando di idioti. E tutti con lo stesso passo.
Cantano di un uccellino che canta sulla tomba di un eroe, di un soldato che muore asfissiato, di ragazze nerobrune che mangiano i rifiuti rimasti a casa, e di un nemico che non esiste.
È così che i deboli di mente e i bugiardi celebrano il giorno in cui è nato il plebeo in capo. ('Professore', da Bandiere, p. 119)“

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