Frasi su vagone


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Francesco Guccini 241
cantautore italiano 1940
„E pensavo dondolato dal vagone: | «Cara amica, il tempo prende, il tempo dà. | Noi corriamo sempre in una direzione | ma qual sia e che senso abbia chi lo sa? | Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento, | le luci nel buio di case intraviste da un treno. | Siamo qualcosa che non resta, | frasi vuote nella testa | e il cuore di simboli pieno». (da Incontro)“

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Giuseppe Prezzolini 95
giornalista, scrittore e editore italiano 1882 – 1982
„La roba di tutti (uffici, mobili dei medesimi, vagoni, biblioteche, giardini, musei, tempo pagato per lavorare, ecc.) è roba di nessuno.“


Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Il Belgio è come la nostra camera d'albergo. Comoda, calda ma di un colore tra il bordello e il vagone ferroviario. Coperte di raso e velluto, bidet in bella vista. La padrona sembra una maitresse. Internazionale dei gabinetti, lungo le strade degli automobilisti. Sono sempre in fondo a un cortile e sono sudici in tutto il mondo.“

Alberto Sartoris 3
architetto italiano 1901 – 1998
„Questo mondo astratto non si allontana dalla natura, come si vuol pretendere. Dai vetri del treno che il cielo sinfonizza, attraverso il paesaggio, tutte le forme diventano meno ornamentali, meno decorative: partecipano più intensamente, più intimamente all'architettura precisa del vagone che la velocità sembra aver immobilizzato, all'ambiente moderno che stabilizza le forme e dà loro un valore invariabile, abolendo i motivi e il pittoresco.“

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Tibor Fischer 7
scrittore britannico 1959
„La pallacanestro, per Róka, era essenzialmente un modo per disseminare cromosomi in giro per il paese. La pallacanestro, come qualsiasi attività che lo portasse fuori dalle mura domestiche, fungeva da ponte fra sé e i membri dell'altro sesso. Superate le ventiquattr'ore di astinenza sessuale, Róka diventava estremamente agitato e si lanciava, per esempio, in frenetiche corse sul posto, accompagnate da ululati. Persino in un ambiente come il vagone del Lokomotive, dove la conversazione verteva essenzialmente sulle donne, la dedizione di Róka per le circonvoluzioni gamiche era notevole. (p. 10)“

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„E d'altronde, se lei si fosse trovata lì, avrei osato parlarle? Pensavo che mi avrebbe giudicato pazzo; cessavo di credere che potessero essere condivisi da altre persone, che potessero essere veri fuori di me i desideri che formulavo durante quelle passeggiate, e che non si realizzavano. Non mi apparivano più se non come creazioni puramente soggettive, impotenti, illusorie del mio temperamento. Non avevano più alcun legame con la natura, con la realtà, che subito perdeva ogni incanto e significato, e non era più rispetto alla mia vita che una cornice convenzionale, come per l'intreccio di un romanzo il vagone sul cui sedile il viaggiatore lo sta leggendo per ammazzare il tempo. (I, II; 1990, p. 128)“

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Tommaso Giartosio 24
scrittore italiano
„Quante cose non sapevo (e adesso ero certamente io a trascinare in fretta la valigia verso la porta del vagone): proprio in quel "momento" mi era capitato di menzionare per la prima volta a Matteo il ritratto di gentiluomo appeso all'angolo dello scalone, quel quadro che avevo sempre creduto "solamente mio": ma lui a sorpresa si era animato, ne aveva parlato con calore, lo amava. E adesso d'un tratto salutandomi mi abbracciava, e io lo abbracciavo, come se fosse una cosa naturale.
Della mia infanzia ricordo poco. Di quella di mio cugino Matteo, oltre a ciò che ho scritto fin qui, devo avere cancellato ogni ricordo – "allora". Si ripartiva. Ma per usare tutta la forza compressa nel punto d'origine era necessario staccarsene. Io potevo viaggiare. Lui no. Me ne sono sentito responsabile: ma non prima che il treno avesse doppiato la cappelletti del porto, e Matteo e la villa e Alvesta uno dopo l'altro fossero scomparsi, e non rimanesse più nessuno a cui risponderne. Eppure è "allora" che ho cominciato a cercare la parola giusta. (cap. IX, p. 171)“

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Il mio vago treno accelerato sta entrando in stazione e rallenta molto.
Dal finestrino vedo soltanto treni fermi, vuoti, che aspettano, rotaie vuote, vagoni rossi da trasporto – di quelli che hanno portato i prigionieri a Auschwitz – qualche erba cresciuta in solitudine in mezzo alle macchie nere di grasso.
All'orizzonte la città dei molto risparmiati metri quadri dell'industria edile.
Devo scendere. Non ho più niente da fotografare.
Fuori dalla stazione anche i taxi aspettano. C'è un qualche "Bar – caffé", un negozio di cravatte, la Banca dell'Artigianato, una trattoria con le tendine di pizzo chiuse.
C'è il benessere della civiltà occidentale...
Mi sono sbagliato. In Sardegna, a Cala di Volpe, nel porto avevo visto almeno duecento yacht enormi, bianchi, puliti con grandi mazzi di gladioli rossi sul ponte e belle signorine che aspettavano la notte in bikini.
Forse il benessere è lì ma non ho capito per quale benessere si fanno le guerre. Ahimè!“


Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Io sono nato il 23 giugno 1923. Dal 28 ottobre 1922, da otto mesi, poco meno, Benito Mussolini era salito al potere con la sua solita ridicola marcia su Roma, fatta in vagone letto. Penso Mussolini in pigiama, o forse in camicia (non nera, speriamo!) farsi la barba la mattina del 27 ottobre all'arrivo a Roma, dopo la sveglia del conduttore, con il giornale ed il caffè! Otto mesi dopo, in Piazza Calderini sono nato: e debbo quindi arguire di essere stato concepito un po' prima di quei fatidici giorni, in una Bologna ormai attesa al destino, ormai quasi pacificata, in vista di un futuro finalmente pieno di promesse. Alla fine di settembre del 1922, mio padre [Aldo Valori] era ancora al Resto del Carlino, il giornale degli agrari emiliani e romagnoli, il giornale liberal-massonico-conservatore che Missiroli aveva diretto e Monicelli spinto verso il fascismo alla fine di un processo di evoluzione incerto e prudente, ma senza speranza di liberazione dell'ormai decisiva rivoluzione reazionaria. Mio padre si trovò coinvolto in quella vicenda. Mi sono chiesto spesso negli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, perché il babbo aderisse al fascismo. Se ripenso a tutta la vicenda, durata in fondo pochi anni, debbo concludere che noi non comprenderemo mai completamente questo dramma. Il babbo, per educazione e carattere, per formazione culturale e morale, non poteva essere fascista nel senso che ha acquistato in seguito questa parola. Estraneo ad ogni violenza, mansueto di carattere e di modi, anche se molto passionale ed impulsivo, (specialmente negli anni della giovinezza e della maturità), non poteva trovare la sua adesione al Fascismo squadrista. Né poteva trovare, romantico e liberale com'era affinità con il Mussolinismo (culto puerile e comodo della personalità).“

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Albert Schweitzer 56
medico, teologo, musicista e missionario luterano tedesc... 1875 – 1965
„Non si può permettere che qualcuno consideri leggero il peso delle proprie responsabilità. Finché vengono perpetrati tanti maltrattamenti ai danni degli animali, finché i gemiti degli animali assetati, imprigionati in vagoni merci, continuano a non essere ascoltati, finché tanta brutalità ha la meglio nei nostri mattatoi... siamo tutti colpevoli. Ogni essere vivente è prezioso proprio perché vive, perché rappresenta una delle manifestazioni evidenti di quel mistero che chiamiamo vita.“

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Agatha Christie 48
scrittrice britannica 1890 – 1976
„Monsieur Bouc era un belga, direttore della Compagnia internazionale dei Vagoni letto, e la sua conoscenza con l’ex stella della polizia belga risaliva a molti anni prima. (libro Assassinio sull'Orient Express)“

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Alessandro Profumo 5
banchiere e dirigente d'azienda italiano 1957
„Aspettare tutti l'ultimo vagone del treno può essere pericoloso perché può generare dei ritorni all'indietro di chi sta più avanti.“


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Marguerite Yourcenar 130
scrittrice francese 1903 – 1987
„Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senz'acqua dirette al macello.“

„... quando a un tratto, nel momento esatto in cui potavo alle labbra la forchetta con un boccone di filet de bœuf poêlé villette, le luci si spensero e piombai di colpo in un nulla nero come la pece. Con una serie di tremolii e di scossoni, il treno si fermò. Guardare dal finestrino era del tutto inutile, perché il buio era impenetrabile fuori come lo era dentro. Ero avvolto da un profondo silenzio d'inchiostro, sepolto nelle sue abissali profondità, così come il treno era sepolto tra le gelide lande innevato cche lo chiudevano da ogni parte. Improvvisamente udii una voce parlarmi vicinissima all'orecchio e sobbalzai, disorientato, anzi, quasi allarmato, perché a quanto mi pareva di ricordare ero l'unico passeggero nel vagone ristorante. (incipit)“

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Ian Stewart 29
matematico e scrittore britannico 1945
„Un uomo corpulento e uno minuto sono seduti in un vagone ristorante e hanno entrambi ordinato pesce. Quando il cameriere arriva con i piatti, porta un pesce grande e uno piccolo. L'omone, che viene servito per primo, prende subito il pesce grande, al che il mingherlino protesta per il gesto molto maleducato.
- "Che cosa avrebbe fatto se avesse potuto scegliere per primo?", gli domanda seccato l'omone.
- "Mi sarei comportato in modo educato e avrei preso il pesce piccolo", risponde compiaciuto il mingherlino.
- "Be', lo ha avuto!", replica l'altro. (libro Come tagliare una torta e altri rompicapi matematici)“

„La spiaggia era chiarissima, infinita. Subito dietro, le case erano gettate in grumi vicino a una strada che doveva essere la statale 106 Reggio-Taranto. Risalendo, la costa si gonfiava in una collina che impennava per gradi. Un paese vero e proprio non si vedeva. Appena sotto la statale passò un treno con pochi vagoni. Fumava come nei film sul West. (p. 13)“

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