Frasi su vandalo


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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„In Italia tutti ritengono che il cambiamento sia necessario, ma poi sospirano perché è anche impossibile.“ libro Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia

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Anton Giulio Barrili 10
patriota e scrittore italiano 1836 – 1908
„Gli uomini son vandali su tutta la faccia della terra; e un giorno, ne ho fede, verrà un altro diluvio per castigarli. Spoglino per intanto le montagne, e vedranno.“


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Neil Gaiman 92
fumettista, scrittore e giornalista britannico 1960
„In ogni cimitero c'è una tomba che appartiene ai ghoul. Basta gironzolare un po' per trovarla, rigonfia e macchiata d'umidità, la lapide incrinata o spezzata, infestata dalle vegetazione o soffocata da una giungla di erbacce, e se si allunga la mano e la si tocca si viene sopraffatti da un senso di abbandono. La lapida è più fredda delle altre e il nome inciso è spesso illeggibile. Se c'è una statua, è decapitata, o così deturpata da funghi e licheni da sembrare a sua volta un grosso fungo. Se in un cimitero noti una tomba che sembra il bersaglio di vandali da strapazzo, quella è la Porta dei ghoul. E se quella tomba ti fa desiderare di essere in qualsiasi altro posto, quella è la Porta dei ghoul.
Ce n'era una, nel cimitero di Bod.
Ce n'è una in ogni cimitero.“

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Terry Pratchett 204
scrittore e glottoteta britannico 1948 – 2015
„Ogni tanto, un governo cittadino costruisce delle mura attorno ad Ankh-Morpock, con la pretesa di tenere lontani i nemici. Ma Ankh-Morpock non teme i nemici. In effetti li accoglie a braccia aperte, purché abbiano soldi da spendere.
(In effetti la celebre pubblicazione Benvenuti ad Ankh-Morpock, Città dalle Mille Sorprese, a cura della Gilda dei Mercanti, ora ha un'intera sezione intitolata 'Sei Tu un Barbaro Invasore?', che contiene informazioni sulla vita notturna, sulle pittoresche contrattazioni del bazaar, e nel paragrafo 'O dov'è che si va stasera?' un elenco di ristoranti che offrono un buon latte di cavalla e budino di yak. Più di un vandalo dall'elmo puntuto è tornato nella sua gelida tenda chiedendosi come mai gli sembrava di essere parecchio più povero e di possedere, chissà perché, un tappeto tessuto male, un litro di vino imbevibile e un asinello viola di peluche in un cappello di paglia.)“ pag. 12

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Emanuela Audisio 31
giornalista e scrittrice italiana 1953
„[Su Andre Agassi] Era il David Bowie della racchetta. Capellone e diverso. Si truccava, si smaltava le unghie, giocava con i pantaloncini jeans, scartati da McEnroe e anche senza mutande (a Parigi). Ora con "Open", in Italia, è il caso letterario dell'anno: 130 mila copie vendute (50 mila negli ultimi tre mesi). Aveva la ribattuta più veloce del mondo, ora vince con un'onda lunga e lenta, ma sempre implacabile. Un long-seller, visto che negli Usa l'autobiografia è uscita tre anni fa. Non facevi in tempo a servire, che già ti aggrediva da fondo campo, ora invece ti conquista in 493 pagine, insomma ce ne mette, non ha più fretta. E in un anno è salito in cima. Era il kid di Las Vegas: pazzo, scatenato, eccessivo. Un vandalo, con la racchetta e senza. Sfasciava certezze, veloce come una pallina della roulette. Ciuffo rosa da moicano e orecchino.“

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Clay Shirky 3
scrittore statunitense 1964
„Se tutti i suoi utenti più entusiasti smettessero di tenerci, Wikipedia sparirebbe nel giro di una settimana, travolta da vandali e spam. Se in questo momento avete accesso a Wikipedia, vuol dire che anche oggi i buoni hanno vinto.“

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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„I veri vandali sono quei nostri contemporanei, divenuti legione dopo l’ultima guerra, i quali, per turpe avidità di denaro, per ignoranza, volgarità d’animo o semplice bestialità, vanno riducendo in polvere le testimonianze del nostro passato.“ libro Se muore il Sud

Francesco Merlo 14
giornalista e scrittore italiano 1951
„Mi sono sentito in imbarazzo per lui, e il mio primo pensiero è stato il rifiuto - «no, povero Montanelli» - quando all'ingresso dei giardini di via Palestro mi sono trovato davanti alla sua statua, al punto che ho pensato che ci sono vandali che distruggono e vandali che costruiscono, e che anzi, per certi aspetti, il vandalismo che crea è ben peggiore, perché tenta di disarmarti con le sue buone intenzioni. Dunque era di mattina, molto presto, e i giardini erano vuoti, al sole. Ebbene in questo vuoto, la statua mi è apparsa all'improvviso: una figurina in gabbia che non ha niente a che fare con Montanelli, se non perché lo offende anche fisicamente, lui che era così "verticale", e che ci invitava a buttare via «il grasso» e la retorica monumentale. Il giornalista che ogni volta si ri-definiva in una frase, in un concetto, in un aforisma, in una citazione, è stato per sempre imprigionato in una scatola di sardine. Perciò ho provato il disagio che sempre suscita il falso, la patacca, la similpelle che non è pelle, perché non solo questo non è Montanelli, come ci ha insegnato Magritte che dipinse una pipa e ci scrisse sotto "questa non è una pipa". Il punto è che questa non è neppure una statuta di Montanelli, ma di un montanelloide in bronzo color oro, che ha la presunzione ingenua e goffa di imprigionare il Montanelli entelechiale, il Montanelli che era invece l'asciuttezza, era il corpo più "instatuabile" del mondo, troppo alto, troppo energico, troppo nervoso, incontenibile nello spazio e nel tempo com'è l'uomo moderno, che è nomade e ha un'identità al futuro. Era il più grande nemico delle statue il Montanelli che sempre ci sorprendeva, fascista ma con la fronda, conservatore ma anarchico, con la sinistra ma di destra, un uomo di forte fascino maschile che tuttavia non amava raccogliere i trofei del fascino maschile, ingombrante ma discreto, il solo che nella storia d' Italia abbia rifiutato la nomina a senatore a vita perché, diceva, «i monumenti sono fatti per essere abbattuti», come quello di Saddam, o di Stalin o di Mussolini. Come si può fare una statua ingombrante e discreta? Come si può fare un monumento all'antimonumento?“


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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„Tutto il mondo riconosce che l’identità dell’Italia è la cultura. Quando ce ne convinceremo anche noi raccoglieremo benefici turistici, politici e quindi anche economici.“ libro Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia

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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„Sciatti, burocrati, incoscienti: così ci vedono gli altri. Allarme: l’Italia è in mano agli italiani! Sono anni che i giornali stranieri battono e ribattono su questa «emergenza».“ libro Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia

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Banksy 4
artista e writer inglese 1974
„Alcune persone diventano dei poliziotti perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore. Alcune diventano vandali perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore da vedere.“

Ed Wood (film) 34
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1924 – 1978
„Rayder Woods: Car Vandal“


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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„In Italia è che mancano strategie innovative e infrastrutture all’avanguardia, in un Paese in cui ognuno pensa solo al suo e non al bene della nazione.“ libro Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia

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Sergio Rizzo 14
giornalista e scrittore italiano 1956
„I sindacati hanno la loro parte di responsabilità.“ libro Vandali: L'assalto alle bellezze d'Italia

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Camilla Baresani 5
scrittrice italiana 1961
„Greci, romani, Annibale, vandali, visigoti, bizantini, longobardi, normanni, francesi, spagnoli... È incredibile quanto "mondo" sia passato da Caggiano, prima che nel Novecento i suoi abitanti cominciassero a emigrare in America ed Europa.“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Mi sono sentito in imbarazzo per lui, e il mio primo pensiero è stato il rifiuto - «no, povero Montanelli» - quando all'ingresso dei giardini di via Palestro mi sono trovato davanti alla sua statua, al punto che ho pensato che ci sono vandali che distruggono e vandali che costruiscono, e che anzi, per certi aspetti, il vandalismo che crea è ben peggiore, perché tenta di disarmarti con le sue buone intenzioni. Dunque era di mattina, molto presto, e i giardini erano vuoti, al sole. Ebbene in questo vuoto, la statua mi è apparsa all'improvviso: una figurina in gabbia che non ha niente a che fare con Montanelli, se non perché lo offende anche fisicamente, lui che era così "verticale", e che ci invitava a buttare via «il grasso» e la retorica monumentale. Il giornalista che ogni volta si ri-definiva in una frase, in un concetto, in un aforisma, in una citazione, è stato per sempre imprigionato in una scatola di sardine. Perciò ho provato il disagio che sempre suscita il falso, la patacca, la similpelle che non è pelle, perché non solo questo non è Montanelli, come ci ha insegnato Magritte che dipinse una pipa e ci scrisse sotto "questa non è una pipa". Il punto è che questa non è neppure una statuta di Montanelli, ma di un montanelloide in bronzo color oro, che ha la presunzione ingenua e goffa di imprigionare il Montanelli entelechiale, il Montanelli che era invece l'asciuttezza, era il corpo più "instatuabile" del mondo, troppo alto, troppo energico, troppo nervoso, incontenibile nello spazio e nel tempo com'è l'uomo moderno, che è nomade e ha un'identità al futuro. Era il più grande nemico delle statue il Montanelli che sempre ci sorprendeva, fascista ma con la fronda, conservatore ma anarchico, con la sinistra ma di destra, un uomo di forte fascino maschile che tuttavia non amava raccogliere i trofei del fascino maschile, ingombrante ma discreto, il solo che nella storia d' Italia abbia rifiutato la nomina a senatore a vita perché, diceva, «i monumenti sono fatti per essere abbattuti», come quello di Saddam, o di Stalin o di Mussolini. Come si può fare una statua ingombrante e discreta? Come si può fare un monumento all'antimonumento?“ Francesco Merlo