Frasi su vestigia


Giovan Battista Pacichelli 6
abate italiano 1634 – 1695
„Fan vedere nel pavimento in un cerchio i vestigi di una frittata di mille uovi.“

Chiara d'Assisi foto
Chiara d'Assisi 4
religiosa italiana 1193 – 1253
„Stringiti alla sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del suo sacro seno raccolse e nel suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere... È ormai chiaro che la più degna di tutte le creatura, cioè l'anima dell'uomo fedele, è per la grazia di Dio più grande del cielo. Mentre il cielo, infatti, con tutte le altre cose create non può contenere il Creatore, l'anima fedele, invece, ed essa sola, è sua dimora e soggiorno, e cò soltanto in forza della carità di cui gli empi sono privi. È la stessa Verità che lo assicura, dicendo: Colui che mi ama, sarà amato dal Padre mio; ed io pure l'amerò; e verremo a lui e porremo in lui la nostra dimora. – Come, dunque, la gloriosa Vergine delle vergini portò Cristo materialmente nel suo grembo, tu pure, seguendo le tue vestigia, specialmente dell'umiltà e della povertà, nel tuo corpo casto e verginal puoi sempre, senza alcn dubbio, portarlo, spiritualmente. E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature siete contenute, e possederai ciò che, a paragone di tutti i transeunti beni di questo mondo, è possesso ben più stabile e definitivo. (citato in Michele Maria Iorio, I santi e la Madonna, Casa Mariana, Frigento, p. 8)“


Gustave Thibon foto
Gustave Thibon 30
filosofo e scrittore francese 1903 – 2001
„La creazione, nella sua infinita varietà, costituisce un insieme armonioso, le cui parti sono legate fra loro e vivono le une in funzione delle altre. Dall'atomo all'angelo, dalla coesione delle molecole alla comunione dei santi, niente esiste da solo né per se stesso. Dio non ha creato che unendo. Il dramma dell'uomo è quello di separare. Egli si separa da Dio con l'irreligiosità, dai suoi fratelli con l'indifferenza, l'odio e la guerra, si separa infine dalla sua anima con la ricerca dei beni apparenti e caduchi. E quest'essere, separato da tutto, proietta sull'universo il riflesso della sua divisione interiore; egli separa tutto intorno a sé; porta le sue mani sacrileghe sulle più umili vestigia dell'unità divina; sbriciola tutto fin dentro le viscere della materia. L'uomo atomizzato e la bomba atomica rispondono l'uno all'altra. La metafisica della separazione è la metafisica stessa del peccato. Ma poiché l'uomo non può vivere senza un simulacro d'unità, queste sue parti, disgiunte ed uccise dal peccato, si ricongiungono, in quanto morte, non più come gli organi d'un medesimo corpo, ma come i granelli di sabbia dello stesso deserto. La separazione porta con sé la confusione, la rottura, l'uniformità. Non esistono più artigiani liberi ed originali, ma una «massa» di proletari; non ci sono più coppie che si amano di un amore unico, ma una bellezza standard ed una sessualità meccanicizzata. Non c'è possibilità di salvezza che nel ritorno all'unità nella diversità [... ].“

Niccolò Ammaniti foto
Niccolò Ammaniti 71
scrittore italiano 1966
„Una Uno turbo GTI nera (vestigia di un'epoca in cui, per qualche lira in più rispetto al modello base, ci si comprava una bara motorizzata che filava come una Porsche, beveva come una Cadillac e si accartocciava come una lattina di coca cola).“

Giovannino Guareschi foto
Giovannino Guareschi 52
scrittore italiano 1908 – 1968
„Scrissi col lapis, sopra la punteggiatura, come vogliono appunto le convenzioni internazionali che tutelano il diritto delle genti: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco e seccacastagne. Se però credi castagne ben cotte possano giovare al bambino, non inviarle. Non mi manca niente. Di una sola cosa ti prego: che la sera della vigilia di Natale tu imbandisca la tavola nel modo più lieto possibile. Fai schiodare la cassa delle stoviglie e quella della cristalleria; scegli la tovaglia migliore, quella nuovissima piena di ricami; accendi tutte le lampade. E prepara un grosso albero di Natale con tante candeline, e prepara con cura il presepe vicino alla finestra, come l'anno scorso. Signora, io ho bisogno che tu faccia questo. Il mio pensiero ogni notte varca il reticolato: lo so, ti riesce difficile figurarti il mio pensiero che varca il reticolato. Il pensiero è un soffio di niente e non ha volto: e allora figurati che io stesso, ogni notte, esca dal recinto. Figurati un Giovannino leggero come un sogno e trasparente come il vento delle serenissime e gelide notti invernali. Io, ogni notte, approfitto del sonno degli altri e mi affido all'aria e trasvolo rapido gli sconfinati silenzi di terre straniere e città sconosciute. Tutto è buio e triste sotto di me, e io affannosamente vado cercando luce e serenità. Rivedo la Madonnina del Duomo, ma le strade e le piazze non sono più quelle di un tempo, e stento a ritrovare il nostro quarto piano. Signora, non dire che sono il solito temerario se entro in casa dal tetto: anzi, loda la mia prudenza se non mi avventuro lungo le macerie della scala. E poi il tetto è scoperchiato e si fa più presto. Riconosco lo scheletro delle nostre stanze e ricerco i nostri ricordi nascosti sotto i rottami dei muri crollati. Tutto è buio, freddo e triste anche qui, e soltanto se la luna mi assiste riesco a scoprire sui brandelli delle tappezzerie che ancora pendono alle pareti, i riquadri chiari e la topografia dei nostri mobili. Per le strade deserte, cammina soltanto la paura vestita di luna. Su un brano di tappezzeria dell'ex-anticamera vedo un fiorellino. Uno strano fiore nero a cinque petali. Signora, rammenti quando Albertino decorò le nostre stanze con la piccola sciagurata mano intinta nell'inchiostro di China? Inutilmente vado a ricercare vestigia di giorni lieti fra le pareti dell'ufficio; le pareti non ci sono più, e il grande edificio è un cupo mucchio di cemento annerito dal fumo. Fuggo dalla città buia e silenziosa, e rivedo i luoghi dove, zitella, tu mi conoscesti zitello. Ma nche qui è squallida malinconia, eio mi rifugio alla fine nella casupola dove si accatastano i miei ultimi effetti e i miei primi affetti. Tu dormi, Albertino dorme, mia madre, mio padre dormono. Tutti dormono, e cercano forse di ritrovare in sogno il mio ignoto, lontano rifugio. I nostri mobili si affollano disordinatamente nelle esigue stanze immerse nell'ombra, e dentro le polverose casse del solaio le parole dei miei libri si sono gelate. Signora, io cerco un po' di luce, un po' di tiepida serenità, e invece non trovo che buio e freddo, e non posso ravvisare nel buio il volto di mio figlio, e sui laghi e sulle spiagge tutto è spento e abbandonato, tutto è silenzio, e io rinavigo verso il recinto e torno al mio pagliericcio portando il gelo nelle ossa del numero 6865. Signora, bisogna che, almeno la notte di Natale, il mio pensiero, fuggendo dal recinto, possa trovare un angolo tiepido e luminoso in cui sostare. Voglio tanta luce: voglio rivedere il vostro volto, voglio rivedere il volto dell'antica serenità. Altrimenti che gusto c'è a fare il prigioniero?" Qui ebbi la sensazione che le 24 righe stessero per finire, e mi interruppi. Le righe erano in effetti 138, e io avevo riempito le 24 mie, le 24 della risposta e altri cinque foglietti che stazionavano nei paraggi. Con estrema cura cancellai tutto e ricominciai da capo: "Signora, robustizza pacco pentachìlo a 1/2 cedola all'uopàta evitando medicincarte et infiammabili. Pàccami lancorredo, sigartabacco...“

Orhan Pamuk foto
Orhan Pamuk 42
scrittore e saggista turco 1952
„A Istanbul, a differenza di quanto succede nelle città occidentali con le vestigia dei grandi imperi del passato, i monumenti storici non sono reliquie protette ed esposte come in un museo, opere di cui ci si vanta con orgoglio. Qui le rovine convivono con la città. Ed è questo ad affascinare viaggiatori e scrittori di viaggi. (pag. 99)“

Terenzio Mamiani foto
Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Il Filicaja venne a tempi ancora più disavventurati, e quando più non era possibile discoprire ne' suoi Fiorentini un segno e un vestigio pure dell'antica fierezza repubblicana. Ma il senso del bene morale e la pietà religiosa fervevano così profondi nell'animo suo che bastarono a farlo poeta. (XXVI)“

Giordano Bruno foto
Giordano Bruno 262
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Questi fiammeggianti corpi son que' ambasciatori, che annunziano l'eccellenza de la gloria e maestà de Dio. Cossì siamo promossi a scuoprire l'infinito effetto dell'infinita causa, il vero e vivo vestigio de l'infinito vigore; ed abbiamo dottrina di non cercar la divinità rimossa da noi, se l'abbiamo appresso, anzi di dentro, più che noi medesmi siamo dentro a noi; non meno che gli coltori degli altri mondi non la denno cercare appresso di noi, l'avendo appresso e dentro di sé, atteso che non più la luna è cielo a noi, che noi alla luna. (Teofilo: dialogo I)“


Gérard Calvet foto
Gérard Calvet 22
1927 – 2008
„Il regno animale e vegetale, l'abbondanza delle sue forme, l'alternanza delle stagioni, il ritmo delle ore segnate dal sole, l'esatta rivoluzione degli astri, tutto compone una liturgia silenziosa in stato di attesa, un'immagine nella quale Dio si compiace perché vi è impresso il suo segno che è la luce del Verbo. Il mondo è riempito di vestigia e di similitudini di Dio; la creazione è un'immagine del creatore, immagine innocente, non offuscata, ma ancora integra nel suo stato di gloria. Come non vedervi che la luce del sole è anche ora nuova, oggi, come quando il mattino della creazione i suoi primi raggi illuminavano la superficie del globo, e l'atmosfera che respiriamo come il sorso d'aria pura ancora vergine inspirato dal primo uomo al suo primo risveglio? (pp. 10-11)“

„Ed ora, per finire colle parole di un elegante nostro scrittore, di tanta autorità e di tanto splendore più non rimane vestigio; là dove stanziavano monaci, accorrevano divoti e fra le cere e gli incensi si osannava notte e giorno al Signore, a pena è che il parroco di Àlbugnano, al quale è dato in custodia quel tempio, ci vada una o due volte all'anno per celebrarvi sul deserto altare i misteri adorabili della fede; tutto insomma è colà intorno silenzio e solitudine. Ma in mezzo alla solitudine ed al silenzio sorge tuttavia nella sua modesta dignità l'antica chiesa di S. Maria di Vezzolano, muto ma eloquente testimonio di quanto possano le arti a beneficio degli uomini, e di quanto possano gli uomini ad ingiuria delle arti.“

Angelo di Costanzo foto
Angelo di Costanzo 37
1507 – 1591
„[Vittoria Colonna] Cenere è quel che in lungo incendio ardente | Soave foco in sul mio cor si sparse, | E dell'antiche sue faville, ond'arse | Già fredde or lascia le vestigia e spente. | D'un si lieve principio, ampio e possente | Come crebbe il mio duol qui può mirarse, | Qual ria procella suol dietro lasciarse | Delle rovine sue segno dolente; | Morto lo spirto, che talor vivace | Le sue fiamme sostenne invitto e forte, | Non gusta, o sente il cor dolcezza o doglia; | E se già visse in pene, or nella morte, | Queto giace e tranquillo, e questa spoglia | Lacera e rotta almen riposa in pace. (Sonetto CXIX)“

Gustaw Herling-Grudziński foto
Gustaw Herling-Grudziński 22
scrittore polacco 1919 – 2000
„Noi stessi avevamo cura di non essere privati di questa modesta illusione di libertà, perché ogni prigioniero sente la necessità di preserva­re qualche vestigio di una volontà propria. Dimenticando che la prima legge della vita del campo è l'autoconservazione fisica, noi consideravamo la nostra libertà di accettare l'illimitato sfruttamento del nostro lavoro quasi frutto di un accordo volontario, come un privilegio prezioso. Era un'eco della frase di Dostoev­skij: "La parola condannato non significa altro che un uomo pri­vato della sua volontà, e nello spender danaro una volontà pro­pria si esplica". Danaro non ne avevamo, ma potevamo mercan­teggiare i resti della nostra energia fisica, ed eravamo così prodi­ghi di essi come gli esuli zaristi dei loro copechi, quando si trat­tava di mantenere la minima apparenza della nostra umanità. (cap. III, p. 59)“


Francisco Elías de Tejada foto
Francisco Elías de Tejada 3
filosofo spagnolo 1917 – 1978
„Forse ora è tardi per risuscitare la Tradizione di Napoli. Ma, per coloro che ancora cercano di denigrarla o vogliono ignorarla, lì stanno le sue vestigia; nei libri che non si leggono, nel popolo che viene disprezzato, nel cuore di molti che inconsciamente le sentono come io le sento. Perciò passeggiando tanti pomeriggi nella rumorosa via Toledo ho sofferto la tristezza profonda della solitudine, consolata solo dalla voce serena dell'ultimo tradizionalista napoletano, Silvio Vitale, quando il richiamo che sentivo nel più profondo del mio essere mi diceva che era impossibile finisse così il popolo dei miei antenati, ricco di lealtà generosa, creatore di grandi libertà concrete, paladino di imprese universali. Morirò, ma volgio morire con la speranza che, anche se sepolta e derisa, la tradizione della mia Napoli non può restare inerte archeologia. La giustizia di Dio non può permettere che muoia tra lubridi un popolo che è stato strumento di Lui nelle battaglie decisive della storia. Neanche se, come sembra accadere, i Napoletani si sono lasciati andare nella pazzia di un suicidio collettivo. (Ibidem)“

Veronica Franco foto
Veronica Franco 4
poetessa italiana 1546 – 1591
„S'esser del vostro amor potessi certa | per quel che mostran le parole e 'l volto, | che spesso tengon varia alma coperta; | se quel che tien la mente in sé raccolto | mostrasson le vestigie esterne in guisa | ch'altri non fosse spesso in frode còlto, | quella téma da me fôra divisa, | di cui quando perciò m'assicurassi, | semplice e sciocca, ne sarei derisa: | «a un luogo stesso per molte vie vassi», | dice il proverbio; né sicuro è punto | rivolger dietro a l'apparenzie i passi. (II, vv. 1-12)“

Torquato Tasso foto
Torquato Tasso 105
poeta, scrittore e drammaturgo italiano 1544 – 1595
„Pera il campo e ruini, e resti in tutto | Ogni vestigio suo con lui distrutto. (IV, 17)“

Claude Lévi-Strauss foto
Claude Lévi-Strauss 31
antropologo e etnologo francese 1908 – 2009
„Sono prigioniero di un’alternativa: o viaggiatore antico, messo di fronte a un prodigioso spettacolo di cui quasi tutto gli sfuggiva – peggio ancora, gli ispirava scherno e disgusto – o viaggiatore moderno, in cerca di vestigia di una realtà scomparsa. (libro Tristi tropici)“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 27 frasi