Frasi su vettura


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Alfredo Panzini 47
scrittore e critico letterario italiano 1863 – 1939
„Automòbile. Dal greco αύτός = se stesso, e mobile: in origine aggettivo, poi sostantivo, per indicare la nota vettura a motore, spavento dei viandanti, concorrente con le ferrovie; aerodinamica. Di qual genere è automobile? Se ne è disputato in Francia, madre dell'automobilismo, quindi anche in Italia. Ieri prevaleva il maschile, oggi il femminile. La Fiat ne richiese d'Annunzio. Rispose: femmina!“

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Michael Schumacher 18
pilota automobilistico tedesco 1969
„[Riferito ai presunti favoreggiamenti della Fia per la Ferrari] La Fia usa due pesi e due misure. A Hockenheim le prime tre vetture sul traguardo furono trovate tutte irregolari nel gradino del fondo piatto ma siccome era la prima volta che lo si usava, la Fia lasciò correre.“


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Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„Dicono sia stata trovata una strana vettura nel piazzale. Dicono che lì vicino abbiano visto pascolare strani animali: sembravano cervi, ma erano più grossi. Dicono che per lo stadio si aggiri uno strano signore, con una grande pancia e gli occhialini tondi. Dicono che sia vestito di rosso. È un periodo di grande lavoro, ma pazienza: doppio turno il 24 notte! [presentazione Inter–Milan, 23 dicembre 2007]“

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Arturo Merzario 3
pilota automobilistico italiano 1943
„Nel passato sono stato un ammiratore di Graham Hill per le gare di Formula 1 e di Jo Siffert per quelle dei Prototipi. Attualmente la mia stima è per Emerson Fittipaldi, perché è il classico pilota che, oltre ad essere veloce, sa cavarsela anche quando la sua vettura non è all'altezza di quella degli avversari, emergendo alla distanza.“

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Massimo Calearo 9
imprenditore e politico italiano 1955
„Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. È una casa molto grande. [Ho una Porsche] targata slovacca. L'ho comprata lì perché ho un'attività in quel paese con 250 dipendenti. E poi in Slovacchia si possono scaricare tutte le spese per la vettura. In Italia no. (ibidem)“

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Gustave Flaubert 115
scrittore francese 1821 – 1880
„Ma era Roma che amavo, la Roma imperiale, questa bella regina che si rotola nell'orgia, sporcando la sua nobile veste con il vino dela depravazione, fiera dei suoi vizi più che delle sue virtù. Nerone! Nerone, con i suoi carri di diamante che volano nell'arena, le sue mille vetture, i suoi amori di tigre e i suoi banchetti di gigante. (p. 34)“

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Matteo Salvini 62
politico italiano 1973
„Ho scritto al presidente di Atm – dice – perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l'invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata.“

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Ivan Illich 59
scrittore, filosofo, sociologo, teologo 1926 – 2002
„Inoltre la bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare diciotto al posto di un'auto, se ne possono spostare trenta nello spazio divorato da un'unica vettura. Per portare 40.000 persone al di là di un ponte in un'ora, ci vogliono tre corsie di una determinata larghezza se si usano treni automatizzati, quattro se ci si serve di autobus, dodici se si ricorre alle automobili, e solo due corsie se le 40.000 persone vanno da un capo all'altro pedalando in bicicletta. (p. 199)“


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Guido Fink 4
scrittore, saggista, traduttore e docente universitario ... 1935
„L'americano non è nato su una vettura di piazza, ma su scenari non troppo dissimili: «Rammento che ero seduto in un tram a cavalli americano» scrive James nella prefazione alla New York Edition «quando mi trovai improvvisamente a considerare con entusiasmo, come tema di una "storia", la situazione, in un altro paese e in una società aristocratica, di un mio compatriota solido e deciso, ma insidiosamente ingannato e tradito, e reso vittima di una crudele ingiustizia...» (p. 13)“

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Enzo Biagi 222
giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano 1920 – 2007
„Tutto era cominciato [si parla di Mani pulite] un mattino d'inverno, il 17 febbraio 1992, quando con un mandato d'arresto, una vettura dal lampeggiante azzurro si era fermata al Pio Albergo Trivulzio e prelevava il presidente, l'ingegner Mario Chiesa, esponente del PSI, con l'ambizione di diventare sindaco di Milano. Lo pescano mentre ha appena intascato una bustarella di sette milioni. [... ] Craxi se la prese con la Procura di Milano ma sui muri comparvero delle scritte come "W Di Pietro", "Di Pietro tieni duro" e "Milano ladrona, Di Pietro non perdona.“

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Riattraversammo l'avenue Gabriel, affollata dal passeggio. Feci sedere la nonna su una panchina e andai a cercare una vettura. Lei, nel cui cuore mi ero sempre messo per giudicare anche la persona più trascurabile, mi stava ora davanti chiusa e lontana, era diventata una parte del mondo esterno; e io mi trovavo obbligato a tacerle quello che pensavo del suo stato, la mia inquietudine, più di quel che avrei fatto col primo che passava: non avrei potuto parlargliene con maggior sincerità che con un estraneo. Essa mi aveva restituito i pensieri, i dolori che, dalla mia infanzia, le avevo confidati per sempre. Non era morta ancora, ma io ero già solo. E persino quelle allusioni che essa aveva fatto ai Guermantes, a Molière, alle nostre conversazioni sul «piccolo clan», prendevano un'aria senza base, gratuita, fantastica; perché uscivano da quello stesso essere che, domani forse, non sarebbe più esistito, per il quale queste cose non avrebbero più nessun senso: da quel nulla – incapace di accoglierle – che sarebbe divenuta presto la nonna. (incipit del vol. II; 1985, p. 339)“

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Ray Bradbury 62
scrittore statunitense 1920 – 2012
„C'era come un odore di Tempo, Nell'aria della notte. Tomàs sorrise all'idea, continuando a rimuginarla. Era una strana idea. E che odore aveva il Tempo, poi? Odorava di polvere, di orologi e di gente. E che suono aveva il Tempo? Faceva un rumore di acque correnti nei recessi bui d'una grotta, di voci querule, di terra che risuonava con un tonfo cavo sui coperchi delle casse, e battere di pioggia. E, per arrivare alle estreme conseguenze: che aspetto aveva il Tempo? Era come neve che cade senza rumore in una camera buia, o come un film muto in un'antica sala cinematografica, cento miliardi di facce cadenti come palloncini di capodanno, giù, sempre più giù, nel nulla. Così il tempo odorava, questo era il rumore che faceva, era così che appariva. E quella notte – Tomàs immerse una mano nel vento fuori della vettura – quella notte tu quasi lo potevi toccare, il Tempo.“


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Jules Massenet 1
compositore francese 1842 – 1912
„Avevo lasciato questo pianeta, abbandonando i poveri terrestri alle loro occupazioni tanto molteplici quanto inutili; finalmente vivevo nello splendore scintillante delle stelle, che mi apparivano grandi come milioni di soli! In altre occasioni non ero riuscito ad ottenere quel tipo di illuminazione per le scene delle mie opere: nel grande teatro dell'Opéra i fondali troppo spesso rimangono in ombra. Ormai non dovevo più rispondere alle lettere, avevo detto addio alle prime rappresentazioni, alle discussioni letterarie e a tutto ciò che vi si mescolava.
Niente giornali, niente cene, niente notti agitate!
Ah! se avessi potuto consigliare ai miei amici di raggiungermi dove mi trovavo. Non avrei esitato a chiamarli a me. Ma l'avrebbero fatto?
Prima di ritirarmi in questo soggiorno lontano avevo scritto le mie ultime volontà (un marito infelice avrebbe approfittato di questa occasione testamentaria per scrivere con voluttà «Le Mie Prime Volontà»). Avevo soprattutto espresso il desiderio di essere inumato a Egreville, vicino alla dimora familiare nella quale avevo vissuto per tanto tempo. Oh! Il buon cimitero! In aperta campagna: in un silenzio che si conviene a coloro che vi abitano.
Avevo evitato che si evitasse di appendere alla mia porta quelle tende nere, fatte apposta per i clienti. Desideravo che una vettura anonima mi facesse lasciare Parigi. Il viaggio, secondo le mie volontà, aveva avuto luogo alle otto di mattina. Un paio di giornali della sera ritennero di dover informare i loro lettori della mia morte.
Alcuni amici – ne avevo ancora la sera prima – andarono ad informarsi dal mio portinaio se la notizia era vera, e lui rispose: «Ahimè! Monsieur è partito senza lasciare indirizzo.» E la sua risposta era vera, perché non sapeva dove mi portasse quella macchina.
All'ora di pranzo, alcuni conoscenti mi fecero l'onore di condolersi; nel pomeriggio si parlò dell'avvenimento addirittura nei teatri, qua e là:
«– Adesso che è morto non lo eseguiranno più così spesso, vero?
«– Sapete che ha lasciato un'opera inedita? Ma non smetterà mai di togliere il lavoro alla gente?
«– Io, parola mia, gli volevo bene! Nelle sue opere avevo sempre dei grossi successi!
Ed era una bella voce di donna a dire quest'ultima frase.
Dal mio editore, piangevano: mi volevano tanto bene!
A casa mia, Rue de Vaugirard, mia moglie e mia figlia, i miei nipoti i miei bisnipoti erano riuniti: e nei singhiozzi quasi provavano una consolazione.
La mia famiglia doveva arrivare a Egreville la sera stessa del mio seppellimento.
E la mia anima (l'anima sopravvive al corpo) sentiva venire tutti questi rumori dalla città che avevo abbandonata. Man mano che la macchina me ne allontanava, le parole, i rumori, si confondevano, e io sapevo, visto che mi ero fatto costruire da parecchio tempo la tomba, che la fatal pietra, una volta sigillata, sarebbe diventata nel giro di poche ore la porta dell'oblio. (da Epilogo in cielo, l'Echo de Paris, 11 luglio 1912; citato nell'epilogo a Don Quichotte, prefazione di Piero Faggioni, Stagione Lirica 1985-86, E. A. Teatro San Carlo, Napoli 1985, p. 84)“

Alberto Magnelli 1
pittore italiano 1888 – 1971
„Ero a Parigi in primavera con amici futuristi. Una mattina dell'aprile 1914, verso le 11 mi trovavo sul boulevard Montparnasse e andavo in direzione della stazione; era bel tempo. [... ] ad un tratto, un tranvai che andava nella mia stessa direzione, cioè verso la stazione, dopo aver suonato violentemente a più riprese, frenò bruscamente, ma la vettura continuava il suo cammino facendo un rumore fortissimo e stridente. [... ] Un uomo, come se niente fosse, come se niente sentisse, attraversava il boulevard venendo dallo stesso marciapiede dove mi trovavo, e quest'uomo andava direttamente contro il tranvai. In quell'attimo mi accorsi che era Amedeo Modigliani, l'amico, l'artista. [... ] Ebbi appena il tempo di agguantarlo per il braccio sinistro e, con violenza, buttarlo a terra fuori dalle rotaie: fu veramente questione di centimetri. Con le altre persone accorse, lo risollevammo e fu solo in quel momento che si rese conto che ero io e cominciò a riprendere conoscenza. Insieme andammo alla Rotonde, ci sedemmo su una panchina e i suoi occhi, lentamente, ridivennero normali o quasi, e si tranquillizzò. Né lui né tanto meno io, facemmo il più piccolo cenno a ciò che era avvenuto e la cosa finì così.“

Evan Esar 17
umorista 1899 – 1995
„Ci vogliono centinaia di bulloni per tenere insieme una vettura, ma ce ne vuole solo uno per spargerla dappertutto sull’autostrada.“

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Anthony Burgess 28
scrittore, critico letterario e glottoteta britannico 1917 – 1993
„Una parola in un dizionario è molto simile a una vettura in una mostra di auto d'epoca - piena di potenziale ma temporaneamente inattiva.“

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