Frasi su vicino


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Robert Musil 120
scrittore e drammaturgo austriaco 1880 – 1942
„I bambini non hanno ancora l'anima. Anche i morti. Non sono ancora o non sono più niente, possono ancora diventare tutto o esserli stato. Sono simili a recipienti che danno forma ai sogni, sono il sangue con cui imbellettano di vita i desideri dei solitari. Da quando era morto lei lo sentiva vicinissimo; così vicino come il suo stesso io. Da quando la sua anima era morta, egli apparteneva ai sogni di lei e la dolcezza lo attraversava liberamente come le onde penetrano tra i molli purpurei infusori fluttuanti nel mare, Non provava più odio. Lo aveva provato finché egli era ancora in vita; finché egli era stato ancora in vita, era morto per lei. Desiderava in modo lieve e sbiadito che fosse morto. Silenzioso come una giornata d'autunno che non reca più frutti e non s'aspetta nient'altro da sé. (p. 200)“

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Louis-ferdinand Céline 146
scrittore, saggista e medico francese 1894 – 1961
„Nel chiosco accanto vicino al metrò la donna che vende se ne frega dell'avvenire, si gratta la vecchia congiuntivite e se la infetta con le unghie. È un piacere anche quello, oscuro e costa niente. (1992, p. 530)“


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Antonio Rezza 56
attore, regista e scrittore italiano 1965
„Mio padre, quello vero, fa l'occhietto, non gli interessa vedere che il figlio si scopa sua madre. Vorrei struggermi ma non riesco [... ] Spesso il romanticismo è così vicino alla pornografia. (pagg. 53-54)“

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Madre Teresa di Calcutta 90
religiosa e beata albanese 1910 – 1997
„Il nostro lavoro è quello di incoraggiare cristiani e non cristiani a fare opere d'amore. E ogni opera d'amore, fatta con tutto il cuore, porta sempre la gente più vicino a Dio. (p. XXI)“

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Aveva smesso di cacciare stambecchi, era successo questo. Aveva sparato a un esemplare nella nebbia senza accorgersi che era femmina e senza vedere il piccolo vicino. La bestia colpita sul ripido aveva cercato di tenersi aggrappata alla roccia piantando zampe incerte, poi era caduta indietro, un salto in giù di buoni venti metri. Il piccolo senza incertezza era saltato nel vuoto della nebbia dietro la madre, ricadendo in piedi. La madre era rotolata di nuovo e precipitata, un salto anche più grande e il piccolo le era ancora volato dietro. Quando l’uomo raggiunse l’animale ucciso il piccolo era lì, un po’ storto sulle zampe, gli occhi grandi calmi desolati. (libro Il peso della farfalla)“

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Marracash 32
rapper italiano 1979
„Tengo vicini amici e persone care | perché senza radici l'albero cade. (da Prova a prendermi, n.° 12)“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Vicino a voi sembro più grande tanto scarsi siete. (da Giù il soffitto, n.º 2)“

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David Foster Wallace 140
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„La persona che ha una così detta "depressione psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un'occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l'altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.“


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Maurizio Crozza 130
comico, imitatore e conduttore televisivo italiano 1959
„Se qualcosa accade a Parigi, giustamente, ci sentiamo tutti coinvolti, se accade sul Sinai meno, a Beirut quasi nulla. Quanto deve essere vicina una barbarie perché ci colpisca come esseri umani? Piangiamo solo le città di cui abbiamo un souvenir attaccato sul frigo?“

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Andrea Bocelli 34
cantante lirico italiano 1958
„Alla verità si tende, quando nulla ci si attende, se non di esservi domani più vicini di oggi e ciò, ardentemente si anela.“

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Dietrich Bonhoeffer 34
teologo tedesco 1906 – 1945
„Dio è vicino a ciò che è piccolo, ama ciò che è spezzato. Quando gli uomini dicono: «perduto», egli dice: «trovato»; quando dicono «condannato», egli dice: «salvato»; quando dicono: «abietto», Dio esclama: «beato!.“

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Robert Lee Frost 35
poeta statunitense 1874 – 1963
„Il cielo offre i suoi scorci solo a coloro che non sono in una posizione da poterlo guardare troppo da vicino.“


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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Edith Stein 17
1891 – 1942
„Quando si è stato così spesso insieme vicino al Salvatore come noi due, allora se ne può anche parlare serenamente.“

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Jimi Hendrix 20
chitarrista e cantautore statunitense 1942 – 1970
„La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire, sei vicino al cielo.“

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Richard Benson 24
conduttore televisivo, conduttore radiofonico e chitarri... 1955
„In più il presidente americano mi ha... eeeh... Lo devo leggere? Mi ha offerto di essere il suo collaboratore più vicino. Questo per me vuol dire essere un grande onore, perché io e Obama siamo diventati amici per la pelle: lui sente me e io sento lui, nel senso che c'è un connubio molto molto forte. (da Richard Benson; [http://www. youtube. com/watch? v=DoPRajByOEI Youtube])“

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